martedì 10 gennaio 2017

L'albero delle olive


martedì 06 aprile 2010
Ciao Marista.

Il lato buono degli italiani lo vedo nel fatto che sanno parlare dei loro problemi interni; sono capaci di analizzarli e indicare soluzioni convincenti ed efficaci, infatti ci sono tanti modi per arrivare a Roma, il problema è  che ognuno ci vuole arrivare per conto suo, a modo suo e come pare e piace a lui.
Manca un senso di unità, dicono in tanti; altri invece assicurano che manca la disciplina sociale, mentre altri ancora se ne infischiano di tutto e di tutti; quest ultimi si fanno gli affari loro, cercando di raggiungere il massimo dell' introito con il minimo dispiego di lavoro e di capitali e la minima abnegazione possibile.
L'unico modo per raggiungere  tali traguardi senza tanto dispendio di forze, è la disonestà verso gli altri in primo luogo e l'evasione fiscale quale conseguenza della prima in un secondo tempo.
C’è  infine la criminalità organizzata sia di stampo mafioso o politico che sia, quali naturale conseguenza delle prime due anomalie sociali.
È incredibile, ma da quello che tu scrivi dell'Italia  trova conferma nel mio pensiero, difatti tirando le somme e di questo ti assicuro ne parleremo ancora, arrivo alla conclusione che l'unica possibilità che questo Stato ha per continuare ad esistere, così impostato com'è, è proprio quella di non funzionare e che possa continuare a sussistere e funzionare, solamente non funzionando.
Guai se si dovesse applicare in Italia il tanto acclamato ed additato e invocato sistema tedesco, come esempio di funzionalità sociale,  in Italia gli italiani impazzirebbero tutti.
Gli italiani infatti, quando lo invocano non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, se questo dovesse accadere, la macchina italiana si fermerebbe all'istante e per farla ripartire di nuovo, non solo bisognerebbe inventare un nuovo Stato Italiano, ma anche un nuovo Popolo. 
L'anti berlusconiano nasce proprio da questo fatto, la nomenclatura del Male italiano non vuole cambiamenti, avrebbe tutto da perdere e niente da guadagnare, se non diversi Anni di galera.
venerdì 05 novembre 2010
L’ Italia senza ideali.
“Che mortificazione…chiedere a chi ha il potere, di riformare il potere!…che ingenuità!”.
G.Bruno
Giordano Bruno finiva i suoi giorni a Roma, sul rogo di Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600.
Salve Marista.
Spesso, troppo spesso, ormai mi sorprendo a chiedermi come mai il bel Paese è politicamente così tanto  allo sbando. Prima c’era una Democrazia Cristiana, che combatteva un Comunismo, che, guarda caso, non riusciva mai ad andare al Governo nonostante fosse il Partito Comunista più grande oltre la Cortina di Ferro. Nonostante tutto il suo potere ed i tanti mezzi, guarda caso, nemmeno in un’alleanza con i socialisti o i socialdemocratici, il Partito Comunista è mai riuscito a raggiungere il timone del Paese.
Mi chiedo anche come mai tra gli italiani ci sia tanta discordia, un così forte senso di guardinga diffidenza, d’intolleranza e di ben dosata faziosità, dove ognuno vuole avere ragione sull’altro e  sempre affannosamente alla ricerca di strane alleanze di comodo, da buttare e rimpastare, secondo i propri interessi alla prima occasione,   si industria ad  arraffare per se il tutto e ancor di più del tutto,
Sembra veramente di vedere spunti di morboso risentimento e arrogante insofferenza verso i pensieri gli altri snodarsi tra i vari clan dell’italico sciovinismo da quattro soldi capace solo a mortificare, a schiavizzare, dividere  e a seviziare ideologicamente i più labili e deboli, per i propri interessi.
Gli uni contro gli altri, con il rancore mal celato e represso, che serpeggia tra le eccelse menti del bel paesano suolo, l’Italia cammina verso il nulla, troppo grande perché cada, troppo scombussolata per progredire ed evolversi socialmente, se non in negativo.
È l’ora dei Pifferai, dei vu gumbrà intellettuali e mediatici, della corruzione camuffata da Cultura e degli italici giullari armati di Vuvuela, che con una monotonia assordante battono sempre lo stesso chiodo, spifferano e ululano sempre lo stesso infernale trambusto dando eloquente forma alla loro sterilità mentale.
Moralisti per eccellenza, i bei paesani però permettono che in Campania siano allevati ragazzini geneticamente modificati, come i fiori e gli ortaggi olandesi o le coltivazioni di soia e granoturco OMG della Monsanto.
Tutti sacri vitelli modificati, dove i capolavori genetici meglio riusciti si mostrano tra la libidine degli sporcaccioni, in tv come sull’italico altare della bassezza nazionale e dietro le quinte, dal lato buio della Strada,  sono passati di mano da una festicciola VIP all’altra, indice incontrastato di depravazione e spudorata insolente decadenza etica, mentre gli altri, i meno esteticamente riusciti, non potendoli riciclare, andranno ad alimentare la squallida prostituzione di strada regno incontrastato dell’italico ceto medio da due soldi, come i prodotti di massa per Grandi Magazzini Cash and Carry,  di periferia.
Nix chiave della moderna Cultura europea in Italia, come cantano i Pifferai dirigendo l’orchestra dei Vuvuela, che questi illuminati mostrino allora al Mondo la chiave del cesso, o zittiscano una buona volta per tutte.
Quello che ora l’Italia sta con tanta maestria dimostrando al Mondo, è di essere una bolgia dantesca di dannati ipocriti politici e falsi moralisti, che della lussuria da latrina e del qui pro quo sinistroide, con morbosa libidine esibizionistica, ne hanno fatto un Dogma e per questo si azzannano a vicenda, distruggendo in questo modo anche quel poco che ci rimane, vale a dire, la composta, quasi rassegnata dignità, della brava gente italiana.
La nomenklatura tedesca invece ha agito in modo differente e in conformità all’innato senso di superiorità e infallibilità della gente addomesticata, al suon d’argentine martellate e mazzate in testa di stampo e fattura di bismarchiana memoria, a indotto la popolazione a  credere nella loro egemonia su tutto e su (quasi) tutti.
Pertanto mentre in Italia la Nomenklatura sguazza nel Potere dopo aver corrotto una gran parte degli italiani e dopo aver elargito pensioni fasulle, posti di lavoro, anche di gran responsabilità a incapaci ed inetti, assicurandosi così una solida base di mediocri pronti a tutto pur di non perdere il loro effimero El Dorado, in Germania per raggiungere gli stessi scopi, la nomenklatura tedesca ha fatto ricorso all’orgoglio nazionale della popolazione, che costa molto meno e frutta molto di più.
Diversamente, come dicevo,  si è fatto  in Italia invece, dove far leva sull’orgoglio nazionale degli Italiani per raggiungere un traguardo qualsiasi, non procurerebbe che una sfilza di pernacchie da far ammutolire i pifferai e impallidire anche il più fanatico dei Vuvuela.
Nella scia del Boom economico attuale poi,  diverse Società che prima avevano girato le Spalle alla Germania esportando posti di Lavoro,  ora ritornano all’ovile, perché  per loro, il così detto terzo Mondo sta pian piano diventando troppo caro.


Gli specialisti asiatici sanno ora farsi valere e reclamano il loro vero e adeguato riconoscimento e compenso, in Germania invece il Mercato nazionale è diventato più interessante  da quando è stata introdotta la paga oraria di 1 Euro l’ora (obbligatoria per i disoccupati, Harz iv) e non esiste ancora una paga minima di base, le assunzioni sono a tempo determinato e sempre precarie, preferibilmente ottenute con il subappalto.

Il guaio è che ormai  gli specialisti tedeschi sono emigrati oltre oceano e in Germania son rimasti solo i mediocri, quindi  ora l’Industria cerca di reclutare all’Estero gli stessi specialisti dalla quale erano fuggiti in primo  momento, pazzesco non è vero?


Difatti ora anche diverse Ditte Scandinave, per via delle paghe sponsorizzate dal Governo, spostano la loro produzione nella RTF.

Pertanto in quest’equazione si è venuto a creare questo fenomeno: Sono sì aumentate le entrate fiscali, ma anche se come dicono, i disoccupati sono sui 2,9 milioni (reali 8 milioni e rotti) le uscite per le assistenze sociali sono aumentate e un cittadino su sei è indebitato oltre misura.

Sono profondamente convinto che, mentre in Italia la scalata al potere è  stata possibile solo grazie a una corruzione di massa, anche e soprattutto con l’aiuto della Criminalità organizzata e il bene placido di Sancta Mater Eclesia, in Germany lo stesso risultato è stato ottenuto   facendo cantare alla Gente canzoni simili a quelle che hanno proibito a San Remo.


I tedeschi sono fieri della loro potenza in Campo internazionale, la Germania detta Legge: Big Mama Angelina indica la Strada che l’Europa deve prendere. Anche ultimamente, sebbene non in tutti i punti, durante l’ultima riunione dei Capi di Governo, l’ha spuntata lei e ha forzato un cambiamento del pensiero Europeo in fatto di disciplina finanziaria



Guarda che qui forse stiamo assistendo alla fiaba del contadino che per avarizia riduceva il fieno e l’acqua al suo somaro, finche quello non morì di fame;  se ciò e vero allora anche lei , Big Mama, forse un giorno ascolterà il grido “Wir sind das Volk” e assaporerà  l’immane forza del No! (guarda che quelli del No a Stoccarda la stanno probabilmente spuntando)

Quel Giorno anche lei  capirà che la forza degli ideali e dei valori, come quella delle rivoluzioni, si può rivoltare contro i propri creatori. Non credo proprio che le piacerà, così come mi viene difficile credere, pur sperandolo, che questo possa accadere in Italia.

Questa che è stata coltivata in Germania  è la forza degli ideali, e manca agli  Italiani. Gli ideali rendono  una Nazione potente. D’altro canto, è pur vero che  della potenza internazionale della Nazione Italiana, gli italiani tutti se ne sbattono, e vista la loro situazione, non hanno tutti i torti, vogliono solo vivere in modo più decoroso e tranquillo, tutto li.
Lo sbaglio della nomenklatura italiana è stato  proprio questo, quello di aver voluto e preteso troppo, e di aver sottratto troppo fieno e troppa acqua al somaro italiano.
Brutta storia questa, mi sa tanto che questa mano è ancora tutta da giocare.
Concludendo: Mentre allora da un lato i tedeschi furono  fregati a suon di silvane teorie bismarchine, i bei paesani si sono bungabungati da soli

Hai capito ora dove a mio avviso si trova la gran differenza tra i due Popoli?

Roba da matt, roba da matt,

Martedi 10 Gennaio 2017

Questi erano i miei pensieri di tanti Anni fa.

A ragion del vero devo dire che questi erano i miei pensieri di sempre o per lo meno, dal momento, dopo il mio pensionamento, che iniziai a vivere non nella, bensì con là società tedesca,  capii la grande differenza che esiste tra il pensiero latino e quello teutonico

Mi accorsi allora che la macchina Italia,, funziona proprio perché non funziona, cosa impensabile a Nord del Brennero dove per funzionare ci vogliono regole e decreti precisi, senza i quali, la macchina Germania sbanda e va fuori strada.

Capii allora che L’Italia vive, proprio perché invece di vivere, vegeta come una pianta che da i suoi frutti e si rinnova di stagione in stagione  Anno dopo  Anno.

Un tempo ero convinto che l’albero dell’ulivo Italia sarebbe rimasto invariato nei secoli e nei millenni; ero sicuro che la Storia gli sarebbe passata davanti senza scalfirlo più di tanto.

Il tempo e le intemperie, mi andavo dicendo; passando,  lasceranno si il loro segno nella sua corteccia, le loro ferite cicatrizzate saranno sempre ben visibili, ma l’albero in se stesso, l’ulivo Italia,  continuerà a dare i suoi Frutti.

Ja, Scheiße, tutto questo era valido un tempo, ora non più, l’albero;  l’ulivo Italia ora sta morendo, i suoi frutti non sono più così abbondanti e fruttuosi come un tempo.

 Forse è stata proprio  l’Unione Europea come tale a contaminare l’albero delle olive Italia, magari oggigiorno è ancora troppo presto per dirlo con sicurezza, fatto è però che l’albero delle olive Italia ha smesso di fruttare con la fine del era berlusconiana e con  la prepotente e sterile Unione Europe attuale,

Sicuramente la Sinistra Italiana; da Napolitano a Prodi, da Ciampi ai vari D’Alema, Bersani e genia varia, così ben vista dal resto dell’Europa e con il supporto di tanti figli di puttana a Nord del  Brennero ha contribuito, se non di fatto  a disseccare, l’albero delle olive Italia.

Il Popolo Italiano come l’albero delle olive nei millenni passati ha dato i suoi frutti Anno dopo Anno; niente e nessuno è mai riuscito a farlo inaridire ed è sempre rimasto saldo nelle sue radici e indistruttibile nel tempo.

Oggigiorno pero,  come il batterio Xylella, può distruggere un albero di olive millenario, così la babilonia culturale afro –araba e magrebina,  sta contaminando e distruggendo la cultura e la società Italiana..

Dalla Prima Repubblica in poi gli Italiani sono stai chiamati diverse volte alle urne, sicuramente in Italia abbiamo avuto più Governi che elezioni,  nonostante questa anomalia bisogna però riconoscere che l’albero delle olive Italia, ha sempre dato i suoi frutti.

Le prossime elezioni, se mai ci saranno porteranno con se un nuovo Governo, come tanti prima, l’albero delle olive Italia però rimarrà lo stesso, solo che questa volta è infestato da miriadi di batteri afro –arabi e magrebini, comunque in prevalenza mussulmani e slavi e zingari vari.

Nessuno può indire elezioni per eliminare questi batteri dall’albero delle olive Italia, una cura simile non esiste, è l’albero stesso che si deve curare da solo.

Il Popolo Italiano ora si deve alzare in piedi e scuotere l’albero delle olive Italia dalle radici in su e estirpare tutti i batteri che lo stanno distruggendo e, se necessario;  dare una pedata nei coglioni a questa Europa che cerca di distruggerlo per poi plasmarlo secondo i propri interessi parrocchiali.
 
 
 
 
 






domenica 8 gennaio 2017

Confutatis maledictis


Noi abbiamo il dovere di aiutare e  di dare rifugio ai profughi che sicuramente, un giorno vorranno ritornare a casa loro.  

Dopo le porcate americane, francesi e inglesi nel Mediterraneo perpetrate con il silenzioso beneplacito della Cancelliera Merkel, è arrivato il momento che L’Italia chiuda i suoi Porti marittimi a tutte le navi con fuggiaschi afro –arabi e magrebini a bordo.

Il criminale  metodo parrocchiale della delinquenza politica italiana che ora trova il suo Zenit con la nomina di un losco figuro come Alfano a Ministro degli Esteri, deve terminare.

Il compito dei Pendolari e delle Comari d’Italia,  ora è  quello di saper scegliere i giusti politici alla guida del nostro Paese.

 L'unico problema italiano è che politici con la stoffa di Uomini di Stato in Italia non ne vedo.

Vedo solo individui più o meno loschi, abili tessitori di intrighi e mascalzonate varie che di questa misera tratta di esseri umani ne hanno fatto una fonte di guadagno.

La delinquenza politica italiana attualmente al potere non sarà mai in grado di affrontare la criminalità politica  internazionale che ha trasformato il Mediterraneo in un cimitero e che attualmente è solo capace di riempire l'Italia di delinquenti afro -arabi, magrebini e slavi.

Questo lo può e lo deve fare la popolazione italiana, eliminando tutta la melma politica e partitocratica italiana.

Altro modo per risanare l’Italia ai Pendolari e alle Comari D’Italia non è dato di avere.

Corrono voci che dietro a tutto questo traffico e tratta di schiavi ,ci sia anche un criminoso e disumano traffico di organi umani da trapiantato, queste voci si fanno sempre più  insistenti e se conformate dimostrano quanto abbietti siano certi politici e organizzazioni di rastrellamento fuggiaschi africani lungo le coste libiche. 

Questo articolo che riporto, l’ho preso da qualche parte, non ricordo dove ma se confermato, be’ allora penso che l’iniquità umana abbia raggiunto un punto ben più raccapricciante degli esperimenti del Dottor Mengele durante il Terzo Reich.

Come funziona il business del traffico d'organi dei migranti


settembre 19, 2016 | 2:30 pm

Sugli smartphone dei migranti sbarcati sulle coste italiane non è difficile trovare foto drammatiche, che documentano un viaggio fatto di soprusi, privazioni e violenze.

Più raccapriccianti ancora sono le immagini diffuse da alcuni migranti sopravvissuti alla traversata in cui si vedono i cadaveri di adulti e bambini, solcati lungo tutto il torso da cuciture improvvisate, con i volti insanguinati.

Sono una delle tante testimonianze di quello che "assomiglia sempre di più a film dell'orrore," le conseguenze del traffico di organi praticato dalle bande criminali che gestiscono la tratta di esseri umani in nord Africa.

Le testimonianze raccontano di reni, fegati, cornee e cuori estratti da persone più o meno anestetizzate, spesso inconsapevoli, per rivenderli poi sul mercato nero degli organi — destinati ai cittadini dei paesi più ricchi, come Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita. Un giro d'affari globale che, secondo le stime della fondazione Global Financial Integrity riportate da Repubblica, frutta ai gruppi criminali fino a 1,4 miliardi di dollari l'anno.

Non sono nuove le segnalazioni di traffico d'organi che arrivano da persone passate dal nord Africa. È dal 2009 che don Mussie Zerai, presidente dell'agenzia Habeshia, raccoglie le testimonianze di migranti arrivati in Italia passando dai paesi in cui agiscono i trafficanti.

Stando ai racconti, in un primo momento l'ipotesi dell'espianto degli organi viene usata come una minaccia: i migranti vengono sequestrati e viene chiesto un riscatto a loro o ai familiari che vivono in Europa, Stati Uniti e Canada, pena l'espianto degli organi in caso di mancato pagamento del riscatto.

La zona in cui i trafficanti hanno avuto per anni libertà di azione è quella del Sinai, al confine tra Egitto e Israele. Nelle sabbie del deserto sono stati ritrovati numerosi cadaveri di migranti, provenienti soprattutto da Sudan, Etiopia ed Eritrea, spesso privi degli organi vitali e con delle vistose cicatrici.

"Testimoni raccontano che medici compiacenti venivano con dei camper attrezzati come ambulatori," spiega don Zerai a VICE News. "Lì facevano l'intervento, prelevavano gli organi, le persone venivano ricucite alla bell'e meglio e abbandonate, e nessuno si preoccupava se sopravvivessero o meno."

Stando alle testimonianze, i trafficanti arrivavano a chiedere anche 30.000 o 60.000 dollari come riscatto, e spesso il pagamento di queste ingenti somme di denaro non era sufficiente a garantire la salvezza e la libertà dei migranti.

"Alcune persone venivano vendute ad altri trafficanti, altri venivano comunque uccisi," dice don Zerai.

A partire dal 2011, grazie alle denunce fatte al governo egiziano da diverse organizzazioni che si occupano del traffico di migranti, una serie di operazioni ha contribuito a smantellare le reti di trafficanti che operavano nel Sinai, contribuendo a ridurre gli episodi di espianto di organi.

Ma stando ad alcune recenti testimonianze, sembra che queste pratiche siano state esportate in Libia.

Una prima importante segnalazione di traffico di organi arriva da Palermo, dove Nuredin Atta Wehabrebi, il primo trafficante divenuto collaboratore di giustizia in Italia, ha raccontato agli investigatori di questa pratica raccapricciante.

"Talvolta i migranti non hanno i soldi per pagare il viaggio che hanno effettuato via terra, né a chi rivolgersi per pagare il viaggio in mare," avrebbe raccontato Wehabrebi agli inquirenti. "Mi è stato raccontato che queste persone vengono consegnate a degli egiziani, che li uccidono per prelevarne gli organi e rivenderli in Egitto per una somma di circa 15.000 dollari. In particolare questi egiziani vengono attrezzati per espiantare l'organo e trasportarlo in borse termiche."

Wehabrebi non sarebbe quindi stato coinvolto in prima persona nel traffico di organi, ma la sua testimonianza è ritenuta attendibile dalla Procura di Palermo in quanto l'uomo era in stretto contatto con alcuni tra i più importanti trafficanti della rete che opera in Libia, e in particolare con Ermias Ghermay e Fitiwi Abdrurazak che gli avrebbero riferito queste informazioni.

"L'attendibilità [di Wehabrebi] nasce dal fatto che era uno dei capi dell'organizzazione dei trafficanti, e fin dal 1998 era stato in Libia," ha spiegato a luglio durante una conferenza stampa Maurizio Scalia, Procuratore aggiunto di Palermo. "Coabitava con uno dei quattro principali trafficanti che agiscono a Tripoli e Bengasi, cioè Abdrurazak, eritreo. Ha parlato anche di Ermias, tuttora latitante, come uno dei principali trafficanti."

Rimane tuttavia difficile ottenere una conferma tangibile del traffico di organi, "anche in considerazione del fatto che questa attività, ove venisse svolta, è avvenuta in territorio libico durante il percorso dalla zona Sub-sahariana fino alla Libia," ha specificato Scalia.

Certo è che le dichiarazioni rilasciate dal collaboratore di giustizia alle autorità italiane ha portato, a luglio scorso, all'arresto di 38 persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di esercizio abusivo dell'attività di intermediazione finanziaria e di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tutti aggravati dal carattere transnazionale dell'organizzazione criminale — rendendo Wehabrebi perlomeno un teste credibile.

Un'ulteriore riscontro è stato fornito nelle scorse settimane da un medico milanese, Paolo Calgaro, che lavora nel pronto soccorso dell'Ospedale San Carlo Borromeo.

Calgaro ha scritto in una lettera pubblicata dal quotidiano Avvenire che l'11 agosto ha visitato nel pronto soccorso dell'ospedale un uomo di 42 anni con passaporto sudanese, portato in ospedale dai gestori di un centro di accoglienza per migranti in transito.

I membri dell'associazione pensavano che fosse polmonite, ma quando il medico ha iniziato a effettuare la visita si è accorto di una cicatrice sul fianco sinistro dell'uomo.

Il sudanese ha allora raccontato a Calgaro di essere stato segregato in Libia dai trafficanti, e che "16 mesi fa è stato condotto in un isolato ambulatorio per eseguire prelievi ematici. Ma si è svegliato due giorni dopo con quella dolorosa ferita chirurgica sul fianco e la spiegazione che gli era stato prelevato, senza alcun consenso, il rene sinistro per darlo a un amico del padrone."

Il medico, che si è definito incredulo, ha quindi disposto un esame radiologico, che ha confermato il racconto del migrante. Avvenire ha constatato che l'uomo era davvero stato ospite del centro di accoglienza per transitanti, ma nel frattempo del sudanese si sono perse le tracce.

Questa è forse la testimonianza più forte di quanto sembra stia accadendo ai migranti in Libia, un ulteriore orrore a cui sono sottoposti coloro che tentano il viaggio verso l'Europa.

"Noi non abbiamo avuto notizie di queste persone sottoposte in Libia, almeno fino al 2015-2016, questa novità la stiamo apprendendo adesso," spiega don Zerai. "Però sicuramente dopo lo smantellamento [delle reti di trafficanti] del Sinai, so che molti di questi trafficanti si sono spostati verso il sud dell'Egitto e si sono infiltrati nel territorio libico, per cui potrebbe essere che quelli che lo facevano nel Sinai hanno iniziato a farlo in Libia, questo non mi stupisce," aggiunge.

Sicuramente, se confermati, i drammatici racconti dei migranti che hanno visto adulti e bambini morire a causa di questa pratica vanno ad aggiungersi a una serie infinita di soprusi - violenze, stupri, rapimenti, ricatti - già denunciati da ONG e associazioni.
 

"Questo ulteriore elemento," commenta Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia, "conferma un quadro complessivo di trattamento inumano da parte della catena del traffico che parte dal centro dell'Africa, arriva fino alle coste libiche e lì trova il suo picco di cattiveria e brutalità."

Il suo auspicio è che da parte di Amnesty International parta una ricerca più approfondita e specifica sul traffico d'organi in nord Africa, fenomeno su cui la ONG non si è ancora dedicata per mancanza di forze e risorse.

Secondo Noury, c'è bisogno di un intervento politico per cercare di affrontare la piaga del traffico d'organi, con un'evoluzione delle politiche immigratorie in favore di canali sicuri perché migranti e rifugiati possano raggiungere l'Europa.

"Dobbiamo avere delle politiche in tema di immigrazione che tolgano il destino e la vita e l'incolumità fisica di centinaia di migliaia di persone dalle mani della criminalità organizzata," dice a VICE News. "È evidente che fino a quando persone saranno costrette a stare nella precarietà più assoluta senza aiuti umanitari o a mettere la loro vita nelle mani di bande criminali, queste cose continueranno."

Sull'importanza di un'azione politica di contrasto al fenomeno è concordo don Zerai, che dopo anni di sollecitazioni alle istituzioni - dal Parlamento Italiano, a quello europeo, all'Interpol - chiede uno sforzo diplomatico da parte dei governi occidentali per fare pressione sui paesi in cui i trafficanti sono liberi di agire.

"È la politica che deve fare qualcosa, perché la magistratura ha una giurisdizione limitata," spiega a VICE News. "Bisogna seguire il flusso di denaro, si deve partire da lì, dai soldi che partono da Europa, Stati Uniti e Canada per pagare il riscatto dei sequestrati, per arrivare poi ai veri mandanti criminali. In questo senso non è che sia stato fatto molto: c'è stato qualche arresto qua e là, però la lotta da fare è molto lunga."

Tempo fa, in uno dei tanti Talk Show televisivi sentivo un politico bavarese dire che solamente in Germania sono spariti 50mila aspirati allo statuto di rifugiasti politici in prevalenza minorenni o giovani uomini di sana e forte costituzione,

Anche in Italia si parla di decine di migliaia di fuggiaschi, soprattutto minorenni che mancano all’appello.

Questi “deesaparecidois” non posso essere tutti terroristi dormienti.