martedì 27 novembre 2018

Il mercatino natalizio di Bremen.










 Il mercatino natalizio di Bremen.



Ogni Anno, durante le settimane dell’Avvento, a Bremen inizia il mercatino natalizio che è uno dei più grandi e più belli di tutta la Germania
Il mercatino con oltre 200 bancarelle, vanta circa 1,5 milioni di visitatori provenienti anche da diversi Paesi europei; si estende nella parte centrale della citta vecchia, attorno al Duomo, la Marktplatz e l’antica Rathaus I’antico palazzo comunale ora dichiarata patrimonio culturale del ‘Unesco

Dal 2000 in poi al mercatino natalizio della citta vecchia è stato aggiunto anche un mercatino natalizio medioevale in perfetto stile marittimo, nella viale;  An der Schlachte, lungo il fiume Weser.

Nel centro commerciale Lloyd Passage si trova il terzo mercatino natalizio di Bremen, quest’ultimo rimane aperto fino al 31 Dicembre.

Durante L’Avvento la Città di Bremen si registra circa due milioni di visitatori

Storia dei diversi mercatini natalizi di Bremen

Il primo mercatino d Natale a Bremen si tenne nel 1857.

All’inizio era circoscritto solo nella piazza del mercato tra il Palazzo Comunale il Duomo e il monumento del Roland.

Negli anni successivi il mercatino si allargò occupando alche il piazzale del Duomo, il piazzale attorno alla Chiesa Liebfraunekirche e una parte della vicina Oberstraße., cosi come l’Hanseatenhof e il piazzale della Chiesa Ansgari.

Nel 2000 fu aggiunto il tocco marittimo e gastronomico “An der Schlachte”  e il centro commerciale “Lloyd Passage”.

La tradizione vuole che il mercatino di Natale inizi tre giorni prima della prima Domenica d’Avvento e termini il 23 di Dicembre un giorno prima della Vigilia di Natale.

In tutto ci sono dalle 180 alle 200 bancarelle diverse tra loro in fattura e offerta di prodotti

Le offerte delle bancarelle sono molto versatili e si differenziano tra quelle specifiche  per decorazioni  natalizie,  artistiche, bigiotterie e giocattoli di legno nonché indumenti e accessori invernali e gastronomiche

Una ricerca fatta dell’associazione dei venditori ambulanti di Bremen dimostrò che  il mercatino di Natale attira circa 1, 5 milioni di persone

Nel 2011, dopo l’aggiunta del mercatino “An der Schlachte,”  l’iniziativa Bremer City informò che i visitatori avevano raggiunto i 2 milioni.

Il mercatino di Natale tradizionale tra lo Schüttling, il Palazzo Comunale e il Senato da solo registra circa 1,5 milioni di visitatori

Parte integrale del mercatino di Natale e il grande albero natalizio nella Marktplatz, davanti alla Casa del Popolo

Il pino alto circa 14 metri pesa una tonnellata ed è addobbato ad albero di Natale, le spese sono sostenute dall’associazione dei mercati rionali di Bremen.

L’inaugurazione avviene in diverse cerimonie, dove anche la prominenza bremese e chiamata a partecipare.

In quel pomeriggio, durante l’inaugurazione e in temi predeterminati i bambini, ricevono piccoli doni e sorprese.

Il programma inaugurale prevede anche la lettura  di poesie natalizie e l’apparizione dei musicanti di Bremen. 

Il mercatino natalizio di norma è aperto dal Lunedì la Venerdì dalle 10.00 alle 23:30, i sabati dalle 10:00 fino alle 22:00 e le domeniche dalle 11:00 alle 20:30. 

Lo smantellamento del mercatino avviene la sera del 23 Dicembre cosicché il 24 Dicembre la Marktplaz è deserta e senza l’atmosfera natalizia.   

L’organizzatore del mercatino natalizio è la Citta di Bremen rappresentata dal Comune di Bremen in cooperazione con l’Associazione dei mercati rionali della città

Grazie alla sua atmosfera natalizia, racchiusa nello storico centro tra la Marktplatz, lo storico Palazzo Comunale patrimonio  dell’Umanità, il monumento al Roland e quello ai Musicanti di Bremen; il mercatino di Natale di Bremen; è considerato uno tra i più belli mercatini natalizi della Germania e il più bello del Nord e pertanto e molto frequentato.



An der Schlachte.



Dal 2004 lungo il fiume Weser, nella parte superiore della passeggiata lungo la riva la cosiddetta magica Schlachte, si apre il mercatino di natale medioevale in un ambiente prettamente marittimo. 

Le attrazioni caratteristiche medioevali e marittime comprendo anche l’illuminamento festivo delle imbarcazioni fluviali molte delle quali sono storiche e dei veri e propri musei naviganti come lo sono la  barcassa passeggeri Fridrisch e una replica in legno, di una tipica imbarcazione fluviale e marittima, di una Hansekogge la Roland von Bremen e la luce blu -ghiaccio della caratteristica illuminazione della passeggiata lungo il fiume. 

Anche qui le bancarelle oltre alle decorazioni natalizie e repliche di manufatti medioevali in cuoio e ferro battuto offrono anche composizioni artigiane artistiche di ogni genere.

A completare l’ambiente tra il ponte Teerhofbrücke e il Burgermeister-Schndt-Brücke an der Schlachte troviamo anche le offerte gastronomiche in un’atmosfera di baite alpestri.

Nel 2013 oltre alla Fascino an der Schlachte, il  mercatino natalizio tradizionale, nella Marktplatz, fu allargato anche nelle vicinanze della Chiesa  dedicata a San Martino, è li che durante L’Avvento sorge in villaggio dei Bucanieri e dei corsari fluviali, che , difeso da torri in legno e palizzate rispecchia la vita dei pirati di allora.

Il fascino natalizio An der Schlachte inizia alla fine di Novembre e finisce il 23 Dicembre.

Gli orari di apertura sono dal Lunedì al Venerdì dalle 11:00 alle 20:30 e il Sabato fino alle 22:00.

L’organizzazione del fascino An der Schlachte e la Societa Grandimercati di Bremen srl.

Nel 2014 il magazzino “Geo” annovero il fascino An der Schlachte tra 10 migliori mercatini natalizi della Germania.



Mercatino natalizio Lloyd-Passage.



Dall’inizio del 2000 nel centro commerciale coperto;  Lloyd Passage, apre un piccolo mercatino natalizio le  piccole bancarelle offrono tipici prodotti e regali natalizi e gastronomici.

Nel Lloyd Passage  la gastronomia italiana e ben rappresentata dal rinomato Ristorante Rossini e del suo valente equipaggio. 

Il mercatino di Natale nel Lloyd Passage, di norma inizia un paio di giorni prima degli altri e termina il 31 Dicembre con San Silvestro.

I tempi di apertura del mercatino sono adeguati a quelli dei grandi Magazzini circostanti , dalle 10:00 alle 20:30 dal Lunedì al Sabato e dalle 12:00 alle 19:00 la Domenica.

martedì 20 novembre 2018

ANEF










 Bruciatori si o bruciatori no?



Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.



Questo era il dilemma di Amleto scaturito dalla penna di Shakespear.

Sappiamo come andò a finire…



Ciò che ancora non sappiamo, né tanto meno possiamo prevedere, è la fine che farà la criminale farsa italiana che gira attorno al Business dell’italica mondezza.



L’italica mondezza non proviene dal cestino dei rifiuti che di norma troviamo sotto il lavello di una qualsiasi cucina italiana, bensì la troviamo nelle discariche abusive, dove le varie organizzazioni criminali scaricano rifiuti tossici e residui radioattivi provenienti da ogni parte d’Europa.



Sappiamo, che “l’onorevole” Luigi Di Maio Vicepresidente dell’agognata Repubblica bel paesana queste cose le sa benissimo, come sappiamo che, quale cittadino della Campania Felix; tiene Famiglia da qualche parte nei paraggi della Terra dei Fuochi.



Sappiamo, che nella Campania Felix,  per colpa delle esalazioni e l’avvelenamento del terreno circostante e delle falde acquee,  la gente, come il bestiame e la vegetazione si ammala e muore.



Sappiamo anche che le sostanze delle discariche abusive, come  da quanto si legge in giro, si trovano anche nei parchi nazionali nonostante la presenza delle  italiche Guardie Forestali.



A prescindere dal fatto che di questi tempi il Corpo delle Guardie Forestali, è stato smantellato e i suoi membri suddivisi tra le varie strutture di sicurezza pubblica,  rimangono sufficienti agenti e lavoratori forestali a disposizione che potrebbero, solo a volerlo fare, monitorare e combattere l’abusivismo ambientale e lo scarico di sostanze  velenose nell’hinterland.



Luigi Di Maio intende ridurre la quantità di rifiuti domestici; ma che bravo è il nostro Vicepremier, questa si che è un’idea nobile e geniale, peccato che l’onorato onorevole si sia scordato di dirci come intende fare per alleviare le Comari D’Italia dal loro problema giornaliero del cestino dei rifiuti sotto il lavello della cucina, che per quanto stiano  attente si riempie sempre troppo velocemente.



L’onorevole Di Maio Luigi, invece di sparare paroloni e frasi da copione in TV e davanti ai microfoni dei f giornalisti, deve correre dai proditori di generi alimentari e con gentilezza chiedere se per caso fosse possibile ridurre gli involucri delle patatine fritte ad esempio, che sono spropositati in confronto del magro contenuto.



Qualcuno dovrebbe anche ricordare all’onorevole Di Maio i termo-valorizzatori, sono in azione in tutto il Mondo anche in Italia, dove almeno al Nord non  mietono vittime come quello dell’Ital Green Energy a Monopoli in Provincia di Bari.



I termovalorizzatori sono pure redditizi, con il calore della fornace si produce vapore acqueo,con il vapore acqueo si attivano delle turbine a vapore e, con le turbine a vapore si attivano dei generatori di corrente elettrica che poi si vende all’esercente della rete elettrica nazionale.



Il restante calore a pagamento,  serve a riscaldare condomini e case private con un netto risparmio del dispendio di idrocarburi e Gas naturale.



Mi dispiace se l’onorevole Di Maio e i Guru del M5S per una ragione o per l’altra non capiscano questo semplice discorso, più semplice ed esplicito  di così, non so scrivere.



In questo momento la mondezza italiana è trasportata oltralpe, dove gli esercenti si fanno non solo profumatamente pagare dal Bel Paese il servizio di eliminazione dei rifiuti, ma da quel popò di energia ne ricavano energia elettrica e calore per riscaldamento che vendono ai loro utenti pure italiani.



Questa mattina sulla 7 sentii dire che esiste  una clausola voluta da chissà chi e chissà perché poi, che inverosimile quanto sembra, vieta agli esercenti di bruciatori Nord-italiani di usare CDR provenienti dal Sud Italia.



Molti si sono dimenticati del dramma e crudele destino di molte Famiglie partenopee; mentire pochi sanno o fingono di non sapere che il dramma continua a tutt’oggi.



Onorevole Luigi Di Maio, la credevo più intelligente ma soprattutto più leale nei confronti degli abitanti  della sua Campania Felix.






venerdì 9 novembre 2018

Fanculooooooooooooooo





https://voxnews.info/2018/11/09/il-muro-di-berlino-ci-proteggeva-e-non-lo-sapevamo/?fbclid=IwAR2_NNE5tc_JjTdYSvlh3jo9vjUcKjwC3wWh0TPd5ZGdYqjfoDfiioVX5_Q


Credevamo fosse un ostacolo al progresso, ma era l’unica difesa.
Chi è nato dopo non può saperlo, chi è nato prima non può dirlo. Sarebbe ‘anatema’ nel ‘migliore dei mondi possibili’ dove, ci dicono, viviamo. Ma si stava molto meglio quando il Muro di Berlino era ancora in piedi.
All’epoca non lo sapevamo, non potevamo saperlo, ma quel muro, quel segno di oppressione, era a protezione della nostra prosperità. Quell’equilibrio tra due mondi che è crollato insieme al muro era decisivo per quello che eravamo.
Oggi si celebra la sua caduta, ed è normale, visto che è stata quella caduta ad avere spalancato le porte alla Globalizzazione – in realtà ‘americanizzazione’ – e che i media sono tutti di proprietà di chi, dalla globalizzazione, ha guadagnato. La Storia la fanno sempre i vincitori, perché possiedono i mezzi di comunicazione.
In realtà, noi italiani – come tutti i cittadini delle nazioni occidentali e per certi versi anche quelli delle nazioni orientali – stavamo molto meglio prima del 1989. Gli effetti non si sono visti subito, perché gli equilibri sopravvivono sempre ancora un po’ a se stessi, per inerzia, ma sono stati devastanti.
Sotto quel muro sono rimasti i sogni e le speranze, è rimasta la sicurezza di quel piccolo mondo antico nel quale vivevamo. Prima, prima dell’ondata di immigrati che è figlia di quel crollo, potevi uscire la sera, rientrare tardi la notte: anche se eri una donna sola.
Non c’erano zingari – erano pochi – non c’erano africani alle stazioni, non esisteva la concorrenza al ribasso cinese. Tutto grazie a quell’equilibrio. Grazie a quel maledetto muro. E non c’era nemmeno la Merkel, che è nata nella DDR.
Quindi, che cosa esattamente ci sarebbe da festeggiare? Quella caduta ha liberato demoni che pochi avevano previsto, inebriati dal gusto dolce della libertà altrui. Che poi, è ‘libertà’ fino ad un certo punto. Il guinzaglio lo abbiamo al collo, ma ci siamo abituati.
Anche nella ex Germania dell’Est, nei territori orientali dell’attuale Germania Federale, in molti rimpiangono quel piccolo mondo antico – illiberale, certo – nel quale erano tutti tedeschi, forse meno liberi, ma anche meno diseguali, e c’era, forse, meno sfruttamento di quanto ce ne sia oggi. C’è anche un termine che descrive questo sentimento OSTALGIE, nostalgia di quel tempo che è meravigliosamente rappresentata nel film Good Bye Lenin. Perché non viviamo nel migliore dei mondi possibili, come i media di distrazione di massa ci dicono ogni giorno. Viviamo una realtà che dietro una libertà apparente, nasconde una schiavitù profonda dell’individuo.
In realtà, i cosiddetti comunisti di oggi hanno molto poco a che vedere con quel mondo operaio un po’ grigio ma solido, familiare, quasi identitario nella sua evoluzione. Oggi Marx è stato sostituito da un trans, un nano e una ballerina.
E comunque, a noi, la contrapposizione con quel mondo permetteva al nostro di essere migliore. Impediva all’entropia che è nell’evoluzione di tutte le cose di sprigionarsi. Appoggiarsi a quel muro era, per la nostra civiltà, il modo migliore per non degradare nell’entropia.
Il nemico è il segreto di una grande civilizzazione. Quando non hai più un nemico, un muro al quale appoggiarti, collassi come civiltà. E non te ne accorgi neanche. Festeggi.




Che cosa?



Quest’articolo è un insulto a tutti quelli che sono stati incarcerati, torturati, straziati e uccisi nelle carceri dalla DDR per aver solo espresso il loro  sogno libertà.



Solamente la più viscida e schifosa codardia italiana può arrivare a tana meschinità e incolpare gli altri e specialmente la riunificazione della Germania della propria mancanza di coraggio civile.



L’atteggiamento servile di una non certo minima della società italiana degli ultimi decenni, verso la criminalità politica organizzata italiana e tutti i cancri, e le loro metastasi, che i  sindacati, le Mafie e il Vaticano  hanno sparso in Italia, quasi soffocandola è un insulto a chi non si inchina all’oppressione politica e sociale.



Questo articolo di Voxnews.Info, è un insulto a tutti coloro che son o morti ammazzati al confine tra le due Germanie, tra il filo spinato o dilaniati da mine antiuomo, da un infame regione totalitario, oppure di torture e stendi nelle famigerate carceri politiche dello STASI, la crudele polizia politica della DDR, che non era altro che una lurida copia della GESTAPO nazista.



Chi altro, se non la viscida schifoseeria manzoniana di italico stampo ,poteva concepire una porcata di articolo simile?