giovedì 30 gennaio 2014

MORBUS ITALICUS?


Bremen gennaio 2014.

In Campania, nel cuore dell’hinterland mafioso della Camorra lo Stato Italiano si trova a dover far fronte a una delle tante emergenze nazionali di rifiuti tossici.

Agenti di polizia con gli stivali tirati a lustro posavano davanti alle telecamere mentre una ruspa scavava in un campo alla ricerca di bidoni si sostanze tossiche e altri rifiuti nocivi depositati illegalmente in quello che è stato denominato il triangolo della morte e la Terra dei fuochi …

Inizia così un articolo in prima pagina apparso sull’International New York Times di oggi, se notate la menata sarcastica degli stivali lustri, capirete anche cosa ne pensa il giornalista Jim Yardeley che con la  collaborazione della giornalista italiana Gaia Pianigiani ha scritto l'articolo.

Lasciamo per un momento da parte la Terra dei fuochi e prendiamo solo in considerazione, il sarcasmo sugli stivali tirati a lustro.


Quegli stivali lustri e puliti non potevano non sapere; non potevano non essersi accorti di cosa stava succedendo; anzi, lo sapevano e non sono mai intervenuti!


Sappiamo anche che gli agenti che investigavano questi casi furono sottoposti a pressioni interne per farli desistere dal continuare a spulciare in questo traffico di sostanze tossiche


Tutto ciò non significa altro che i loro superiori sapevano ma non intervennero e non permisero interventi.


Questo significa anche che le forze dell’ordine con i loro stivali tirati di lustro sono colpevoli di omissioni d’atti d’ufficio e negligenza in atti d’ufficio, concorso in omicidio colposo e crimini contro l'Umanità.


Che cosa ne facciamo d’imboscati nelle forze dell’ordine cui piace andare in giro con gli stivali tirai di lustro e le divise lamentate di argento e oro a pavoneggiare davanti alle telecamere della TV quando non fanno il loro dovere e, se per caso uno lo fa, è subito contrastato dai suoi superiori?


Allora ben venga una fusione delle forze dell’ordine su scala europea non vi pare?


I carabinieri “non potevano non sapere” … il loro Comandante in Capo; “non poteva non sapere” … questa frase vi suona familiare?


I muli da soma nei tortuosi e sentieri d'alta montagna sono un sicuro metodo di trasporto.

Quieti e sicuri essi sono tanto affidabili quanto lo sono i buoi che tirano sobri e infaticabili l'aratro nei campi.

Paragonando gli italiani ai muli d'alta montagna e ai quieti buoi, possiamo osservare che tra le tre specie animali, la differenza è solamente genetica.


Così come i muli e i buoi, anche gli italiani fanno tranquilli, forse rassegnati  il loro compito, mandando avanti  sottomessi e stanchi un bel Paese contaminato dal Male assoluto, dove politici, mafiosi e porporati si inebriano come belve fameliche in un orgia di corrotti e corruttori di potere e di ruberie varie.


Senza paura di sbagliare, gli italiani possono benissimo essere paragonati a delle cellule umane inconsapevoli portatrici di un Male quasi incurabile, definito come criminalità organizzata di stampo mafioso.

La comunione tra il Popolo Italiano e la criminalità organizzata di stampo mafioso è perfetta, questa ultima, organizzata come un alveare o un formicaio o una cultura di Virus malefici, usando il corpo degli italiani come vettore, si è propagata in tutto il Mondo raggiungendo forme pandemiche.

Il Morbo Italiano ha quindi oltrepassato il Brennero e ora si è immesso anche nella feconda società tedesca e a grandi passi, la sta invadendo e infettando, fin su alle alte sfere delle infrastrutture tedesche, che ben si prestano a porcate di ogni genere.


La simbiosi, tra la criminalità organizzata di stampo mafioso e certe sfere della dell’imprenditoria in Germania è perfetta e a quanto si sente e vede in giro da i suoi malefici frutti a discapito del Popolo Bue.

 Sempre cercando di mantenere una veste pulita e sempre solerti e veloci a scatenare i loro Vuvuzelas mediatici pe incolpare gli altri della loro iniquità e predisposizione a delinquere, diversi Manager tedeschi non desistono dal allearsi anche con il diavolo pur di arrivare a guadagni facili.

Come sempre e come la Storia ci insegna, la delinquenza imprenditoriale tedesca, lascia il lavoro sporco agli altri ma intasca gran parte degli utili.

L'italianissimo "basta che se magni", non è più solo una forma di vita italiana, pure alcuni ceti della società tedesca ne stanno scoprendo i pregi, infischiandosene altamente dei difetti e delle gravi conseguenze sociali che questa forma di vita porta con sé.

Giorni fa alla TV tedesca parlavano dell'Oro di Napoli.

Il dramma del immondizia napoletana, non sta certo negli scarti domestici dei partenopei in se, bensì in quello che si nasconde dietro tali rifiuti.


L’immondizia domestica accumulata per le strade della Città, puzza, ma non uccide.

I resti di cibo nei sacchetti dei rifiuti domestici sazia i ratti, ma non fa morie la gente di tumori o nascere bambini menomati, ne rendi sterili le persone.

Sono le sostanze chimiche, i rifiuti tossici e radioattivi seminati nella campagna di quella che già gli antichi romani chiamavano la “Campania Felix”. che hanno avvelenato il terreno e le falde acquee che stanno ammazzando la Gente, non i resti della pizza serale o della pasta al sugo della Domenica.

Alessandro Iacuelli è un ambientalista la cui sorella morì di tumore pochi anni fa, lui è un attivista ambientale che gira l'entroterra partenopeo alla ricerca di discariche abusive.


Le sue incursioni lo portano giornalmente a scoprire discariche abusive lungo i sentieri e nei boschi campani.
Iacuelli scova discariche abusive un po' dappertutto: accanto ai pascoli delle pecore per esempio e trova pure i cadaveri d'agnelli e pecore morti per aver foraggiato erba avvelenata vicino agli argini dei prati dove pascolano le Bufale da latte.


Recenti controlli hanno dimostrato che nelle mozzarelle partenopee il tasso di diossina è quindici volte maggiori al livello consentito dall'Unione Europea.

 Le discariche abusive colme di sostanze chimiche ma ne trova in continuazione lungo le coltivazioni di frutta e verdure che poi sono trasportate non solo a Milano e a Torino, ma anche esportate all'estero.

Iacuelli ha mostrato i segni indicatori di un prossimo falò abusivo di rifiuti e come la mala mischia scorie tossiche anche sventrando vecchi materassi oppure mescolandone nei rifiuti domestici e edili "normali".


Iacuelli fa tutto questo assieme al suo collega Raffaele Lo Giudice e denuncia il tutto alla Polizia che promette di investigare e se lo fa; lo fa di proforma a falò avvenuto, quando non ci sono più inconfutabili provenienze dei materiali tossici scaricati abusivamente.

Tempo fa, mentre alla Tv tedesca guardavo il reportage sull'Oro di Napoli, sorrisi in modo satanico e sarcastico, quando sentii affermare che i criminali cancellavano ogni scritto o indicazione di provenienza dei materiali scaricati.


Dovetti sorridere, anche se non ne avevo la voglia, ben sapendo che la costituzione chimica del materiale, è come la sua impronta digitale chimica, l'inconfutabile prova di provenienza del prodotto stesso, non ci sono Santi e Madonne in Paradiso che tengano, così come i diamanti, come il petrolio, tutto quello che l'Uomo o la Terra hanno creato, ha la sua bella impronta digitale, cosi come l’hanno le fabbriche, i laboratori chimici e gli ospedali che producono queste scorie.

Basta volerlo, è sufficiente voler cercare.


I laboratori chimici dei Carabinieri sono tanto moderni  e ben attrezzati tanto quelli della FBI americana.

E intanto nella Campania Felix, dalle parti di Castel Volturno e non solo, lungo la Strada maledetta e adiacente alle montagne maledette che ora sono state dichiarate dalle gloriose Forze Armate Italiane, Zona Militare invalicabile, il volume d'affari di questo tipo di criminalità si aggira sui quattro miliardi annui, ai quali si aggiungono quelli delle 380 mila tonnellate di rifiuti "domestici" arrivati in Germania dal bel Paese e  bruciati dalle parti di Colonia.


Mi riferisco al gran Business avvenuto alla faccia dell'imbecillità nazionale italiana, quando furono coinvolti, prima il bruciatore di Bremerhaven e, più tardi ancora, anche quello di Leipzig.

Caso volle che l'Ingegner Frank Lehmann, capoturno al bruciatore di diverse centinaia di Mega Watt a Leipzig, accorgendosi di cosa arriva dal bel Paese, si rifiutasse di usare tali prodotti come combustibile, fu subito licenziato e ora lavora nell' industria edile.


Il suo licenziamento però, bastò a mettere in moto una valanga che ora rischia di travolgere il Governo della Sassonia e non solo, i Verdi hanno chiesto spiegazioni e hanno  documenti che dimostrano come quei rifiuti abbiano ricevuto il nullaosta ministeriale solo grazie alla falsificazione di documenti federali.


Stranamente, come spiegava appunto il Parlamentare dei Verdi alla TV tedesca, sembra che la giustizia tedesca, in questo caso stia rallentando, proprio come succede in Italia.
E intanto la gente muore, ma moriranno anche i camorristi e le loro famiglie, anche le forze dell'ordine, anche i Militari, anche i politici locali, tutti quanti, senza distinzione, assieme alle loro famiglie e loro bambini, stanno tirando le cuoia, proprio per colpa della loro criminale ignoranza e avidità di guadagno.


La famiglia dei Caravacciolo, di Castel Volturno, pastori di professione, non si dedica più al pascolo, non può farlo, difatti tutte le loro pecore sono morte, intossicate dai veleni tossici delle discariche abusive, i maschi dei Caravacciolo sono sterili e tutta la famiglia si sta spegnendo pian piano.
Muore in silenzio questa povera famiglia di umili ma onesti pastori,  senza nessun risarcimento o aiuto, seguita ed assistita solamente dal Dottore Antonio Marfella oncologo e tossicologo, pure lui intossicato dopo anni di ricerca, dai fumi e veleni sparsi nella Campania Felix.


Un medico che combatte la sua Armagedon contro il letale inquinamento della Campania assieme alla Famiglia Caravacciolo, ben sapendo che stanno combattendo una battaglia già persa in partenza, mentre i politici tacciono e le forze dell’ordine si lustrano gli stivali.

È brutto e disumano doverlo dire e ancor più doloroso ammetterlo, ma un'efficace e totale decontaminazione della Campania Felix oramai la può fare solo il Vesuvio.


Evidentemente tra il virus NDM 1 e la criminalità organizzata italiana di stampo mafioso esiste una similitudine che incute paura, ma allo stesso tempo fa anche rabbia.
Una rabbia assordante e crudele.


Mentre da un lato il NDM1 è, prima che infetti il corpo umano, facile da neutralizzare con la semplice acqua e sapone, la criminalità organizzata italiana si può, se non vanificare, almeno ridimensionare a normale criminalità di rione, con una serrata politica antimafia e investigazioni a tappeto tra gli alti livelli delle strutture politiche, legislative, bancarie, e sociali, non solo italiane, ma anche europee e mondiali.
Definire poi questo tipo di criminalità politica e sociale come "La Piovra", è non solo errato, bensì anche ingenuo.


Il successo delle varie organizzazioni mafiose non è dovuto alla brutalità delle loro persuasioni o alla ferocia degli assassini, se questo fosse vero, sarebbe possibile annientare questo tipo d'attività delittuose con un massiccio intervento sbrigativo, in poco, anzi guardate, pochissimo tempo.


Il male è mentale, di stampo prettamente umano e non solo italico, è un male della società che purtroppo si nasconde nella mente della gente, di tutta la gente; quindi, lo troviamo nascosto tra le falde dell'avidità di denaro, nelle segrete brame di potere, tra le lussurie e gli insaziabili desideri d'affermazione, sia sociale sia politica di tutti gli uomini di questa Terra.


Sembra assurdo, ma l'imbattibilità del male non è nella brutale e implacabile ignoranza dei delinquenti e degli assassini, come vogliono farci credere, il vero male, si nasconde nella politica e nelle strutture di Stati come l’Italia e la Germania.

Essere mafioso, senza alcun rispetto personale, senza alcun ritegno, senza senso di responsabilità verso se stessi e la propria famiglia, rientra nell'ambito della fragilità umana, e questo a mio avviso vale sia per l'ultimo "picciotto" arrivato, come per il più grande e potente uomo della Terra, difatti, la mutazione mentale che porta alla criminalità di stampo mafioso è uguale per tutti i deboli e incoscienti sconsiderati di questo Pianeta, non è solo una prerogativa dei "terroni".


Il segreto dell'immane potenza delle varie diramazioni lobbistiche criminali del Mondo sta appunto nella peccaminosa e sacrilega fragilità dell'Homo sapiens innanzi alle tentazioni degli ameni frutti del male, tutto li.


Pertanto, la Forza, la linfa vitale della criminalità organizzata di stampo mafioso o se vogliamo usare un termine più moderno, meno folclorico e più adeguato ai nostri tempi, di stampo lobbistico e partitocratico, non è altro che il prodotto di tutti i fattori che compongono la debolezza umana.


Gli interessi lobbistici internazionali sono ormai ben noti  e quindi non è un segreto per nessuno che certi mali non sono da considerarsi una debolezza o un malcostume prettamente italiano.


A questo proposito, vedendo quanti di questi interessi si sono evidenziati qui in Germania, mi sembra di poter affermare che il pm Roberto Scarpinato, che già da molti anni vive sotto serrata protezione e scorta, sbaglia di grosso quando, ammonendo anche che le mafie o Lobby non sono un relitto del passato bensì le principali protagoniste della criminalità politica e sociale del terzo millennio, esorta la Germania a non abbassare la guardia  perché i quadri direttivi di Cosa Nostra sono già in Germania,


Roberto Scarpinato mette in relazione il pericolo mafia in Germania con la presenza di oltre 534 mila immigrati italiani ma di che diavolo sta parlando?


Sta di fatto che al pm Roberto Scalpinato, fa eco il parlamentare europeo, Rosario Crocetta, già Sindaco di Gela in Sicilia, anche lui da anni vive sotto scorta, e afferma che anche le Nazioni e Terre considerate non mafiose, sono in pericolo, giacché le Mafie e le Lobby si sono già da molti anni globalizzate.


Bravo!

Bella questa affermazione, la trovo squisita e intelligente specialmente se detta da un Sindaco siciliano che la sa molto lunga e che ora scalda i banchi del parlamento europeo a Strasburgo.


La verità, è che le organizzazioni criminali sia Nazionali sia Internazionali, non si combattono con pm e parlamentari EU sotto scorta, bensì con veri e propri reparti antiterroristi, con pieni poteri investigativi e d'intervento, anche forte, dovunque essi lo ritengano opportuno, eventualmente anche indagando su politici e toghe e talari porporati, più o meno in odore di santità.


Il male da scovare si trova nei vari Partiti e Procure della Repubblica, nei comandi delle varie forze dell’ordine, anche della Guardia Forestale che sembra non vedere che nei Parchi Nazionali ci sono discariche abusive di materiale contaminante, piuttosto che cercare il male nei cessi di Posillipo.

Tutto il resto, anche l'arresto di centinaia, forse addirittura di duemila picciotti dall'avvento di Berlusconi ai nostri giorni, capi e sotto capi vari, scovati nelle masserie del meridione, non è altro che aria fritta.


Mi rifiuto di credere che quattro mezzi analfabeti, da qualche scantinato o cunicolo, dove apparentemente si tengono nascosti, possano coordinare su scala mondiale un giro d'affari notevolmente superiore al pil di tutta la Nazione baltica messa insieme.


Questo il sottoscritto non lo crede proprio!


Il tutto non è che una farsa, come l'inutile e costosissima "Operazione Rompi Balle"


Quelli dell'Operazione Rompi Balle, avranno al massimo fatto un po' di casino e "roto le bale" a qualche politichino seduto tra le file di una giunta comunale ma non hanno certo individuato i responsabili dell'agonia della Famiglia Caracciolo e tanto meno aiutato il Dottor Antonio Martella nella loro comune Armagedon e ancor meno investigato le affermazioni d'Alessandro Jacutelli e di Raffale Lo Giudice.


È probabile che il segreto dei successi dell'ecomala italiana, come mi spiegava tempo fa, qui a Bremen, un Agente della dogana marittima tedesca, ora in pensione, sia da cercare anche nel gran senso di responsabilità e dovere delle forze dell'ordine italiane, le quali di fronte ai documenti di Nullaosta delle 385 mila Balle contenenti l'oro di Napoli in partenza per la Germania, delle quali, qui in Germania poi, ne sono sparite 95 mila e nessuno sa ancora dove diavolo siano andate a finire, si limitano a controllare l'autenticità di tali documenti e anche se magari insospettiti sul loro contenuto, non intervengono.

Questa deve essere anche la ragione per la quale le forze dell'ordine italiane non intervengono nelle discariche abusive della Campania Felix e non solo: Semplicemente si attengono agli ordini e alle consegne ricevute.

Altre spiegazioni, anche di fronte al dramma che vive la Città di Monopoli e a tutte quelle discariche abusive che vedevo ai cigli delle Strade e nei Fossi della Contrada monopolitana, nel 2003, non ne avrei proprio.


Ora qui in Germania, da come si vedeva alla Tv, reso pubblico dai Verdi, nella Sassonia, si alterano documenti governativi sulla provenienza e sul contenuto delle Balle piene zeppe come forzieri, d'oro napoletano e chi, come l'Ingegner Frank Lehmann vicino a Dresda, si rifiuta di usarlo come combustibile, è licenziato, per ostruzionismo sul lavoro.
Sembra veramente di essere, in Italia, non è vero?
È di questi giorni la notizia che la Polizia bavarese, dopo le rivelazioni del “pentito” mafioso Carmine Schiavone, sta indagando sulla rimanenza di sostanze radioattive trasportate nella Campania Felix e sotterrate nei campi nel cosiddetto triangolo della morte o terra dei fuochi.







lunedì 27 gennaio 2014

ALSO SPRACH ZARATHUSTRA



L’italica passionaria.

La maggior parte degli italiani sdegna la verità degli altri, figuriamoci poi le Donne italiane.

Le verità degli altri, le tante verità di tutti gli altri per molte Donne italiane non contano e sono subito classificate come invidia, goffa e malaugurata critica e archiviate come distorsione dei fatti, come dicerie e cafonate barbariche.


Gli italici eroi, tutti uguali e uniformi nel loro pensiero in infallibilità, in questo discorso non c’entrano, quelli fan solo casino secondo il sapiente dettato delle loro passionarie,

Le moderne “Anita” invece, si dividono in tante sottospecie e sono sparpagliate in tutto il territorio del bel Paese,


 Sono quelle le peggiori distortici delle italiche piaghe e verità.

Sono le passionarie, discendenti da Elena di Troia e seguaci di Anita Garibaldi; da qui il sinonimo “garibaldina” o “passionaria” sia di destra sia di sinistra.


Sono le “passionarie” le rosse e le nere,  le neutrali, le indipendenti, le belle, le brutte, le giovani, le vecchie, le dritte, le storte, le zoppe und: Le zitelle con prole ben avanti e stagionate negli … “anta”,  a cui bisogna stare attenti, quest’ultime poi, sono le peggiori di tutta la banda delle patriottiche passionarie battiate del beli e pertanto sono da tenera a bada come un serpente velenoso o la peste bubbonica. 


La vulnerabilità delle Società italiana è palese a tutti ma per togliere l’italico carro dal pantano in cui si trova; ci vogliono ben più che frasi fatte e squilli di tromba. 


L’unico modo per salvaguardarne la Storia e la Cultura e quello consolidarne le infrastrutture ma per far questo ci vuole rispetto degli altri, considerazione delle necessità e dei diritti del prossimo und soprattutto, avere il coraggio di essere sinceri, verso se stessi. 


Una passionaria non avrà mai il coraggio, ammesso ma non concesso che lo abbia,  di usare il proprio cervello, la razionalità del pensiero le è aliena, in linea di massima la fanatica ragiona con le chiappe ma solo per sostenere le proprie verità, mai per approfondire un pensiero o concetto di cose e fatti, specialmente se qusti sono in contrasto con il proprio basso orizzonte.


La Storia dell’Umanità, da Elena di Troia in qua, ci insegna proprio questo: Le passionarie ragionano con le chiappe.


Nel corso dei millenni, le discendenti di Elena di Troia, avrebbero dovuto imparare a usare il cervello, a essere razionali, nix, non hanno capito un belin e battono fino al inverosimile sempre la stessa solfa: Le chiappe über alles und occhio a quando passa il carro del vincitore …!


La caratteristica che porta le passionarie a considerarsi qualche cosa di speciale e di eletto e non, come una goccia d’acqua in mezzo all’oceano, sia pure con le sue ben definite caratteristiche che la distinguono da tutte le altre, ma anche parte indelebile della grande Onda in un oceano di Onde, ha del tragicomico e del narcisismo unico al mondo. 


La loro, è una malattia patologica proveniente dalla disfunzione menatale che scaturisce dalla prospettiva del rospo che voleva diventare un bue o del bue che voleva diventare un elefante, o di quella dello spaccapietre che voleva diventare una montagna. 


Alla base di questa cretinaggine, troviamo la loro presuntuosità, vale a dire, l’assoluta certezza di aver ragione e di essere superiore agli altri. 

Oramai la Società Italiana nel corso dei secoli è stata debitamente avvisata dalla Storia su cosa significa arrivare troppo tardi; non essere pronti alle sfide dell’evoluzione sociale significa sprofondare nel caos, dove ognuno, con il cuore in gola, corre come il cane che si morde la coda o l’asino che insegue la carota appesa davanti al suo naso fino al completo esaurimento delle proprie forze.


Mentre per gli antichi greci gli “idiotes” erano persone uniche, semplici ma speciali, per gli antichi romani, infetti già allora dal virus del narcisismo e da quel senso d’irrazionale superiorità che prima li rese pigri e letargici e poi vulnerabili alle invasioni di altre civiltà, sicuramente meno colte, gentili e raffinate, magari forse rozze al paragone, ma dannatamente micidiali e distruttrici, gli “idiotes”  diventarono dei semplici idioti.


Fu proprio a causa della loro idiozia in versione latina che i romani furono semplicemente inghiottiti dalla Storia e tutto quello che di loro è rimasto son quattro ruderi a testimonianza della loro saggezza e capacità e splendori dei tempi antecedenti, la loro idiozia. 


Mentre per gli antichi greci “idiotes” significava essere qualche cosa di speciale e positivo, più tardi per l’antica romana, l’idiota, quasi a disdegno della Cultura altrui, era sinonimo d’ignoranza, di cafonaggine, d’inferiorità, di barbarie.


Italico disprezzo per il sapere e la capacita altrui si evidenzia proprio in questa interpretazione del termine “idiotes”, positivo nella Magna Grecia, negativo, nell’antica Roma. 


L’intransigenza del pensiero è qualche cosa di spaventoso, di allucinante e di un’arroganza tale da allontanare qualsiasi forma di dialogo e svolgimento costruttivo del pensiero in sé. 


La matrice dell’italico pensiero è presto detta, se non sei italiano, non sai, se vivi all’estero, non puoi sapere, e se sei, chi sei, chi ti credi di essere? 


Il “chi sei” o la forma ancor più negativa e spregevole, “chi ti credi di essere” nasce dal culto del narcisismo, che portò alla scomparsa dell’impero romano e che porterà alla dissoluzione della cultura Italiana e alla sua immersione con quella islamica e dei vugumbrà, rendendo l’Italia, il cesso de Mondo; questo scempio della Storia e della Cultura Italina, grazie alle passionarie, quali discendenti da Elena di Troia, è in pieno svolgimento.


Il Mondo, le genti di questo Pianeta, non si fida più dell’Italia politica, vedono la demagogia delle passionarie, conoscono l’alto grado di faziosità della magistratura italiana, risentono nauseati della corruzione dei politici italiani, ne registrano le loro ruberie e porcate varie e la loro falsità e disonestà innata.


Il Mondo vede queste cose e cercando di accaparrarsi quello che ancora è rimasto di buono nel bel Paese; alla vista di tanto malaffare gli gira le spalle disgustato.. 


La decadenza del Popolo Italiano si nota anche tra i meridionali che ripudiano la Storia D’Italia e invocando il cosiddetto Regno delle Due Sicilie, questi ultimi esemplari d’italico acume, nemmeno si accorgono che invocano di nuovo il colonialismo e il giogo straniero in Italia, solo perché sono una massa opportunisti.


In Italia è in corso una fulminante fusione di cultura mediterranea intesa come cristiana fondata sulla Bibbia con quella afro-beduina che difficilmente finirà in maniera pacifica. 


 Dove, e questo sia ben chiaro, non ci saranno né vinti né vincitori bensì solo decandeza e degrado per tutti..


Il tutto, nel meridione si rendere dolorosamente palese, dall’arrabbiata reazione d’insofferenza delle elleniche passionarie nostrane che laggiù, si chiamano brigantesse.


Aggiungiamoci i vari raggruppamenti di clan criminali che “attanagliano” la Società italiana, tanto per usare termini teatrali di eccelse e lungimiranti tesi che come funghi spuntano oggigiorno dal sottobosco in cerca di applausi e consensi e lucri commerciali e il disastro sia  dal lato umano che materiale, è fatto.


Il narcisismo dell’italico pensare biasimando il resto del mondo e le sue molteplici verità; della propria decadenza, sfodera il meglio di se nel rifiuto delle verità altrui e  si rinchiude nel suo guscio pieno di presunzioni e di cliché verso Dio e verso i Popoli della Terra e con sdegno e sufficienza,  nel suo ponderato e arguto elucubrato pensiero, sempre basato sul tornaconto personale, scaglia i suoi anatemi a destra e a manca. 


Und su tutto questo, troneggiano le brigantesse o passionarie che siano che sempre ecomunque, tutte figlie di Elena di Troia e seguaci di Anita Garibaldi sono.


Spesso, ascoltando le varie interviste televisive, dei vari “idiotes” ad esempio, oppure quelle che i piccoli opportunisti politici, come i vari Leoluca Orlando o Buttiglione, concedevano alle varie iene della tv tedesca, a aspidi velenose e mortali al morso, come la Sandra Maischberger o a sentire quelle altre belve dei Muppet-Show come l’Anne Will, o la Maybritt Illner,  mi domandavo di che cosa si dette eccelsi italiche menti stessero parlando.


Ci volle un poco prima che riuscissi a capire che in fin dei cont,i costoro, abilmente teleguidati dalle feline (magari ora un po’ sdentate e spelacchiate) della tv Tedesca come senza dubbio lo sono la Maischberger, la Will e la Illner non conversavano, non discutevano, non facevano il punto delle loro tesi filosofiche o opinioni politiche, bensì sotto le sapienti sferzate di quelle fantastiche passionarie, in modo maestrale e capace davano solamente sfoggio della loro primordiale e innata “Urdummheit” o idiozia primordiale,  versione antica Roma!


Le seguaci di Elena di Troia tedesche si sono evolute, sono diventate intelligenti e hanno imparato a usare il cervello, come l’homo sapiens la ruota, battiate finché, si vuole, ma con più finezza e tatto.

Le passionarie tedesche son così provette e capaci, più subdole e meno rozze delle italiane ed è un vero piacere lasciarle fare … intelligenti non direi, solo migliori.

Come il grande Nietzsche ebbe a dire, gli italici “Bronzi di Riace”,  dovrebbero tradurre e imparare a memoria questa frase:

Also sprach Zarathustra: „Alles am Weibe ist ein Rätsel, und Alles am Weibe hat Eine Lösung: sie heißt Schwangerschaft.

Der Mann ist für das Weib ein Mittel: der Zweck ist immer das Kind.

„Ein Spielzeug sei das Weib, rein und fein, dem Edelsteine gleich, bestrahlt von den Tugenden einer Welt, welche noch nicht da ist. 

Der Strahl eines Sternes glänze in eurer Liebe! Eure Hoffnung heiße: ‚möge ich den Übermenschen gebären.

Zum Dank bekommt er vom alten Weiblein eine „kleine“, aber oft missverstandene „Wahrheit“ geschenkt:
„Du gehst zu Frauen? Vergiss die Peitsche nicht!

... und se la frusta non basta, è lecito provare a dar loro un paio di mazzate in testa.



mercoledì 22 gennaio 2014

SIAMO TUTTI MARÒ



L’Italia, nell’ambito dell’Unione Europea, della Nato, delle Nazioni Unite e nell’operazione antipirateria “Atalanta” che alleati ha?


Sembra che alla comunità diplomatica internazionale, il caso dei due Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco, in Missione di sicurezza e prevenzione di pirateria, a bordo della petroliera italiana Enrica Lexie e, trattenuti in India da oltre due Anni, con vaghe accuse di omicidio, non interessi proprio.


Vero è che fu la stupidità del Governo Monti e la demenza di quel vecchio infido che abbiamo come Presidente della Repubblica e degli imboscati ai vertici delle Forze Armate Italiane, a creare questo casino internazionale ma perdio, se diamo un’occhiata, a quello che negli ultimi due Anni, la stampa internazionale ha scritto in merito,  c’è da rimanere, a dir poco abiliti.



Tralasciamo di scorrere su quello che scrivono e dicono i media indiani e, atteniamoci a quello che dicono i nostri "amici" europei.



“Der Spiegel”



Mercoledi 27 marzo 2013 “Der Spiegel”, screive:

Zwei italienische Soldaten erschießen zwei indische Fischer - und die Regierung in Rom leistet ihnen Fluchthilfe. Das Verhältnis zwischen beiden Ländern ist seither zerrüttet, Italiens Außenminister tritt zurück.

Im Februar 2012 sind die Fischer Jelestine, 45, und Pinku, 22, mit ihrem Motorboot unterwegs, vor der Küste im südwestindischen Kerala, als der italienische Öltanker "Enrica Lexie" sich nähert. Es ist ein Mittwochabend, ein gewöhnlicher Arbeitstag für die beiden Männer neigt sich dem Ende zu. Sie befinden sich außerhalb der Zwölf-Meilen-Grenze, also in internationalem Gewässer.

An Bord der "Enrica Lexie" sind auch zwei italienische Marinesoldaten, Massimiliano Latorre und Salvatore Girone. Ihre Aufgabe: das Schiff vor Piratenangriffen zu schützen. Offensichtlich fühlen sie sich von den beiden Fischern bedroht, deren Boot dem Schiff verdächtig nahekommt. Die Soldaten schießen - und töten dabei beide Männer.

Der Kapitän der "Enrica Lexie" meldet die Schüsse den indischen Behörden, das Schiff wird daraufhin in den Hafen von Kochi beordert und durchsucht, die beiden Schützen verhaftet. Indiens Außenminister S. M. Krishna ruft seinen italienischen Kollegen Giulio Terzi an. Indien möchte den Soldaten den Prozess machen, Italien verlangt die Rücksendung der beiden und bietet dafür im Gegenzug Unterstützung bei den Ermittlungen an



Due soldati italiani sparano e uccidono due pescatori indiani e il Governo a Roma li aiuta a fuggire. 

Le relazioni tra le due Nazioni sono in frantumi, il Ministri degli Esteri Italiano da le dimissioni.


Nel Febbraio del 2012 i pescatori Jelestine, (45) e Pinku , (22),  sono in navigazione con il loro peschereccio, lungo la costa sudoccidentale dello Stato Kerala, quando la petroliera “Enrica Lexie” il avvicina.


È un mercoledì sera e per i due uomini una normale giornata lavorativa si sta volgendo al termie. I due si trovano oltre le 12 miglia dalla costa, in acque internazionali.


A Bordo della Enrica Lexie, si trovano anche due fucilieri di marina italiani: Massimiliano Latorre e Salvatore Gírone il cui compito è di difendere la nave da un eventuale assalto di pirati.

Apparentemente si sono sentiti minacciati dai due pescatori, il cui peschereccio si era avvicinato in modo sospettoso alla nave.

I soldati spararono e uccisero i due uomini.


Il Comandante della “Enrica Lexie” denunciò il fatto alle autorità indiane che ordinarono alla nave di entrare nel  porto di Kochi dove dopo una perquisizione i due sparatori furono arrestati.

Il Ministro degli esteri indiano E. M. Krishna, chiamó il suo collega italiano Giuglio Terzi informandolo che L’india intendeva processare i due soldati in India,  mentre l’Italia, chiedendo il ritorno dei due soldati, si dichiara disposta a collaborare al chiarimento dei fatti.



Su questo increscioso caso ormai, sono stati scritti fiumi di parole, sia da parte della stampa indiana e italiana, mentre il social network è stracolmo di commenti, più o meno sensati, altri pieni di odio e rancore e questo, da ambo le parti, sia italiana sia indiana.


Qui però, lo Spiegel tedesco accusa direttamente i due marò di aver sparato con l’intenzione di uccidere e questo, a dir poco, non è corretto.


Non è corretto ne dal lato giuridico e tanto meno da quello umano e etico, degno solo di quei dannati ,che in Germania, della sindrome del dott. Joseph Goebbels ne hanno fatto una ragione di vita e fonte di guadagno come, in diverse altre occasioni, hanno già ampliamente dimostrato di fare,diversi giornalisti tedeschi e, non solo dello Spiegel.


Fatto è che ancora non ho trovato un articolo straniero, anche se indirettamente, che non accusi i due marò di aver sparato per uccidere.



Fokus on line.

La USNS Rappahannock“  nel luglio del 2012 fu avvicinata da un peschereccio che poi si rivelo indiano, i pescatori non reagirono ai segnali di avvertimento dei militari i quali aprirono il fuoco uccidendo due uomini e ferendone un terzo.

In questo caso il Governo Indiano si scusò con quello americano.



Ci sarebbe anche il caso del Colonnello Klein della Bundeswehr, il quale in Afghanistan, ordinò, militarmente corretto, la distruzione di un’autocisterna carica di benzina, da parte di un F14 americano, anche se circondata da civili e non da Talebani.

In questo caso, nessuno al mondo fiatò, lo Spiegel manco si sogno di accusare apertamente il Colonnello Klein ora promosso Generale, di strage,



Andare ora a spulciare gli altri articoli in parte velenosi e sempre a danno dell’Italia nella stampa estera, non ne vale proprio la pena.


Leggere la stampa estera in questo caso è come guardare un video pornografico, quando se ne vede uno qualunque,preso a caso nel mucchio, si son visti tutti.


La stessa misura vale per gli articoli esteri sui Marò; infatti, non importa in quale lingua li si legga, letto uno, si conoscono pure gli altri.



Un fatto, però, mi ribalzo oggi alla mente leggendo il quatidiano “Weser Kurier” qui a Bremen in Germania. 


Chi non si ricorda di faccia d’angelo, o come la definisce il “Weser Kurier “ oggi (der eiskalte Engel, l’impassibile angelo di gihaccio) ovvero al secolo Amanda Knox e del suo calvario nelle luride carceri italiane; calvario se veramente innocente, okay? 


In questo caso si mosse anche la Signora Clinton, allora Segretario agli Esteri quasi minacciando il Governo Italiano di ritordioni, nel caso di condanna della Signora Knox.


La sentenza d’appello, sarà emessa tra un paio di giorni, si vedrà in seguito, cosa succederà in caso di condanna.

Sicuramente gli Stati Uniti non la consegneranno alla giustizia italiana.



Nel caso dei Marò italiani e del decesso dei due pescatori che rischia di scatenare una tempesta diplomatica su scala mondiale senza precedenti e, che in altre tempi non tanto lontani, sicuramente avrebbe potuto portare a un vero e proprio conflitto armato, nessun governo o struttura politica internazionale, come le Nazioni Unite o la Nato, sì e mai pronunciato per un’investigazione da parte di esperti internazionali, nessuno.



Specialmente il comportamento della Nato, trattandosi di due Militari Nato, lascia alquanto a desiderare.



Ricordatevi di questo, quando andate a votare per le prossime elezioni europee.

Andate a votare e andateci tutti, altrimenti l’ipocrisia europea deciderà per voi.



Dal Lloyd’s List di Londra.



http://www.seeninside.net/piracy/index.html



Indian defence minister AK Antony has demanded punishment for “the guilty”, even though investigations are still incomplete.

Enrica Lexie

Data provided by Lloyd's List Intelligence

Indian defence minister demands ‘guilty must be punished’

INDIAN police have opened a murder inquiry against the crew of an Italian tanker after two local fisherman suspected to be pirates were killed after coming under fire from the vessel.

Meanwhile, Indian defence minister AK Antony has demanded punishment for “the guilty”, even though investigations are still incomplete and the matter has yet to come before a court of law.

In addition, the state government of Kerala has pledged to underwrite any legal expenses incurred by the victims’ families in seeking compensation from operator Dolphin Tanker. Attempts to call Dolphin Tanker on publicly available telephone numbers were unsuccessful.

Accounts of the events still differed at the time of writing, with the Italian embassy insisting that 2008-built, 104,769 dwt Enrica Lexie was attacked first, that the fishermen were armed, and that warning shots were fired.

But New Delhi is adamant that there was no provocation. One news agency quotes Mr Antony as arguing: “What happened was against the law, against all norms, so the guilty will have to be punished.”

Enrica Lexie is now anchored off Kochi, where local fishermen were reportedly mounting a protest blockade around the ship.

The Indian police and coastguard were questioning the master, crew and guards, and have asked that those they wish to question further be brought ashore. The ship will not be allowed to proceed unless this is granted, the Indian media said.

It is understood that shots were fired by a vessel protection detachment made up of Italian naval personnel.

Ticking timebomb

Dolphin Tanker may have has some explaining to do.

IF THE Indian account of how two local fishermen ended up dead from bullets fired from an Italian tanker are anywhere near true, then operator Dolphin Tanker – and shipping as a whole – has some explaining to do.

Of course the usual caveats about rushing to judgement apply in full. But what is imperative now is a full and impartial investigation into the incident. The possibility that the victims were engaged in piracy, or gave reasonable grounds for suspicion, must of course be dispassionately considered.

The trouble is that the mood of the Indian public is anything but dispassionate right now. There are reports that the dead fishermen’s colleagues are so angry that they have formed a trawler blockade around Enrica Lexie, at anchor off Kochi.

India will doubtlessly demand that suspects stand trial in India. Italy will equally doubtlessly refuse, as no country can countenance handing over servicemen and women to other jurisdictions to be prosecuted for actions carried out on active duty.

But it is legitimate for India to insist that those involved account fully for what they did. And if they have a case to answer, they should answer it, before a judge and jury if need be.

The likelihood of such an incident has increased since the use of armed guards, both military and private, became a commonplace response to the piracy threat.

The incident will almost certainly not be the last..