lunedì 27 gennaio 2014

ALSO SPRACH ZARATHUSTRA



L’italica passionaria.

La maggior parte degli italiani sdegna la verità degli altri, figuriamoci poi le Donne italiane.

Le verità degli altri, le tante verità di tutti gli altri per molte Donne italiane non contano e sono subito classificate come invidia, goffa e malaugurata critica e archiviate come distorsione dei fatti, come dicerie e cafonate barbariche.


Gli italici eroi, tutti uguali e uniformi nel loro pensiero in infallibilità, in questo discorso non c’entrano, quelli fan solo casino secondo il sapiente dettato delle loro passionarie,

Le moderne “Anita” invece, si dividono in tante sottospecie e sono sparpagliate in tutto il territorio del bel Paese,


 Sono quelle le peggiori distortici delle italiche piaghe e verità.

Sono le passionarie, discendenti da Elena di Troia e seguaci di Anita Garibaldi; da qui il sinonimo “garibaldina” o “passionaria” sia di destra sia di sinistra.


Sono le “passionarie” le rosse e le nere,  le neutrali, le indipendenti, le belle, le brutte, le giovani, le vecchie, le dritte, le storte, le zoppe und: Le zitelle con prole ben avanti e stagionate negli … “anta”,  a cui bisogna stare attenti, quest’ultime poi, sono le peggiori di tutta la banda delle patriottiche passionarie battiate del beli e pertanto sono da tenera a bada come un serpente velenoso o la peste bubbonica. 


La vulnerabilità delle Società italiana è palese a tutti ma per togliere l’italico carro dal pantano in cui si trova; ci vogliono ben più che frasi fatte e squilli di tromba. 


L’unico modo per salvaguardarne la Storia e la Cultura e quello consolidarne le infrastrutture ma per far questo ci vuole rispetto degli altri, considerazione delle necessità e dei diritti del prossimo und soprattutto, avere il coraggio di essere sinceri, verso se stessi. 


Una passionaria non avrà mai il coraggio, ammesso ma non concesso che lo abbia,  di usare il proprio cervello, la razionalità del pensiero le è aliena, in linea di massima la fanatica ragiona con le chiappe ma solo per sostenere le proprie verità, mai per approfondire un pensiero o concetto di cose e fatti, specialmente se qusti sono in contrasto con il proprio basso orizzonte.


La Storia dell’Umanità, da Elena di Troia in qua, ci insegna proprio questo: Le passionarie ragionano con le chiappe.


Nel corso dei millenni, le discendenti di Elena di Troia, avrebbero dovuto imparare a usare il cervello, a essere razionali, nix, non hanno capito un belin e battono fino al inverosimile sempre la stessa solfa: Le chiappe über alles und occhio a quando passa il carro del vincitore …!


La caratteristica che porta le passionarie a considerarsi qualche cosa di speciale e di eletto e non, come una goccia d’acqua in mezzo all’oceano, sia pure con le sue ben definite caratteristiche che la distinguono da tutte le altre, ma anche parte indelebile della grande Onda in un oceano di Onde, ha del tragicomico e del narcisismo unico al mondo. 


La loro, è una malattia patologica proveniente dalla disfunzione menatale che scaturisce dalla prospettiva del rospo che voleva diventare un bue o del bue che voleva diventare un elefante, o di quella dello spaccapietre che voleva diventare una montagna. 


Alla base di questa cretinaggine, troviamo la loro presuntuosità, vale a dire, l’assoluta certezza di aver ragione e di essere superiore agli altri. 

Oramai la Società Italiana nel corso dei secoli è stata debitamente avvisata dalla Storia su cosa significa arrivare troppo tardi; non essere pronti alle sfide dell’evoluzione sociale significa sprofondare nel caos, dove ognuno, con il cuore in gola, corre come il cane che si morde la coda o l’asino che insegue la carota appesa davanti al suo naso fino al completo esaurimento delle proprie forze.


Mentre per gli antichi greci gli “idiotes” erano persone uniche, semplici ma speciali, per gli antichi romani, infetti già allora dal virus del narcisismo e da quel senso d’irrazionale superiorità che prima li rese pigri e letargici e poi vulnerabili alle invasioni di altre civiltà, sicuramente meno colte, gentili e raffinate, magari forse rozze al paragone, ma dannatamente micidiali e distruttrici, gli “idiotes”  diventarono dei semplici idioti.


Fu proprio a causa della loro idiozia in versione latina che i romani furono semplicemente inghiottiti dalla Storia e tutto quello che di loro è rimasto son quattro ruderi a testimonianza della loro saggezza e capacità e splendori dei tempi antecedenti, la loro idiozia. 


Mentre per gli antichi greci “idiotes” significava essere qualche cosa di speciale e positivo, più tardi per l’antica romana, l’idiota, quasi a disdegno della Cultura altrui, era sinonimo d’ignoranza, di cafonaggine, d’inferiorità, di barbarie.


Italico disprezzo per il sapere e la capacita altrui si evidenzia proprio in questa interpretazione del termine “idiotes”, positivo nella Magna Grecia, negativo, nell’antica Roma. 


L’intransigenza del pensiero è qualche cosa di spaventoso, di allucinante e di un’arroganza tale da allontanare qualsiasi forma di dialogo e svolgimento costruttivo del pensiero in sé. 


La matrice dell’italico pensiero è presto detta, se non sei italiano, non sai, se vivi all’estero, non puoi sapere, e se sei, chi sei, chi ti credi di essere? 


Il “chi sei” o la forma ancor più negativa e spregevole, “chi ti credi di essere” nasce dal culto del narcisismo, che portò alla scomparsa dell’impero romano e che porterà alla dissoluzione della cultura Italiana e alla sua immersione con quella islamica e dei vugumbrà, rendendo l’Italia, il cesso de Mondo; questo scempio della Storia e della Cultura Italina, grazie alle passionarie, quali discendenti da Elena di Troia, è in pieno svolgimento.


Il Mondo, le genti di questo Pianeta, non si fida più dell’Italia politica, vedono la demagogia delle passionarie, conoscono l’alto grado di faziosità della magistratura italiana, risentono nauseati della corruzione dei politici italiani, ne registrano le loro ruberie e porcate varie e la loro falsità e disonestà innata.


Il Mondo vede queste cose e cercando di accaparrarsi quello che ancora è rimasto di buono nel bel Paese; alla vista di tanto malaffare gli gira le spalle disgustato.. 


La decadenza del Popolo Italiano si nota anche tra i meridionali che ripudiano la Storia D’Italia e invocando il cosiddetto Regno delle Due Sicilie, questi ultimi esemplari d’italico acume, nemmeno si accorgono che invocano di nuovo il colonialismo e il giogo straniero in Italia, solo perché sono una massa opportunisti.


In Italia è in corso una fulminante fusione di cultura mediterranea intesa come cristiana fondata sulla Bibbia con quella afro-beduina che difficilmente finirà in maniera pacifica. 


 Dove, e questo sia ben chiaro, non ci saranno né vinti né vincitori bensì solo decandeza e degrado per tutti..


Il tutto, nel meridione si rendere dolorosamente palese, dall’arrabbiata reazione d’insofferenza delle elleniche passionarie nostrane che laggiù, si chiamano brigantesse.


Aggiungiamoci i vari raggruppamenti di clan criminali che “attanagliano” la Società italiana, tanto per usare termini teatrali di eccelse e lungimiranti tesi che come funghi spuntano oggigiorno dal sottobosco in cerca di applausi e consensi e lucri commerciali e il disastro sia  dal lato umano che materiale, è fatto.


Il narcisismo dell’italico pensare biasimando il resto del mondo e le sue molteplici verità; della propria decadenza, sfodera il meglio di se nel rifiuto delle verità altrui e  si rinchiude nel suo guscio pieno di presunzioni e di cliché verso Dio e verso i Popoli della Terra e con sdegno e sufficienza,  nel suo ponderato e arguto elucubrato pensiero, sempre basato sul tornaconto personale, scaglia i suoi anatemi a destra e a manca. 


Und su tutto questo, troneggiano le brigantesse o passionarie che siano che sempre ecomunque, tutte figlie di Elena di Troia e seguaci di Anita Garibaldi sono.


Spesso, ascoltando le varie interviste televisive, dei vari “idiotes” ad esempio, oppure quelle che i piccoli opportunisti politici, come i vari Leoluca Orlando o Buttiglione, concedevano alle varie iene della tv tedesca, a aspidi velenose e mortali al morso, come la Sandra Maischberger o a sentire quelle altre belve dei Muppet-Show come l’Anne Will, o la Maybritt Illner,  mi domandavo di che cosa si dette eccelsi italiche menti stessero parlando.


Ci volle un poco prima che riuscissi a capire che in fin dei cont,i costoro, abilmente teleguidati dalle feline (magari ora un po’ sdentate e spelacchiate) della tv Tedesca come senza dubbio lo sono la Maischberger, la Will e la Illner non conversavano, non discutevano, non facevano il punto delle loro tesi filosofiche o opinioni politiche, bensì sotto le sapienti sferzate di quelle fantastiche passionarie, in modo maestrale e capace davano solamente sfoggio della loro primordiale e innata “Urdummheit” o idiozia primordiale,  versione antica Roma!


Le seguaci di Elena di Troia tedesche si sono evolute, sono diventate intelligenti e hanno imparato a usare il cervello, come l’homo sapiens la ruota, battiate finché, si vuole, ma con più finezza e tatto.

Le passionarie tedesche son così provette e capaci, più subdole e meno rozze delle italiane ed è un vero piacere lasciarle fare … intelligenti non direi, solo migliori.

Come il grande Nietzsche ebbe a dire, gli italici “Bronzi di Riace”,  dovrebbero tradurre e imparare a memoria questa frase:

Also sprach Zarathustra: „Alles am Weibe ist ein Rätsel, und Alles am Weibe hat Eine Lösung: sie heißt Schwangerschaft.

Der Mann ist für das Weib ein Mittel: der Zweck ist immer das Kind.

„Ein Spielzeug sei das Weib, rein und fein, dem Edelsteine gleich, bestrahlt von den Tugenden einer Welt, welche noch nicht da ist. 

Der Strahl eines Sternes glänze in eurer Liebe! Eure Hoffnung heiße: ‚möge ich den Übermenschen gebären.

Zum Dank bekommt er vom alten Weiblein eine „kleine“, aber oft missverstandene „Wahrheit“ geschenkt:
„Du gehst zu Frauen? Vergiss die Peitsche nicht!

... und se la frusta non basta, è lecito provare a dar loro un paio di mazzate in testa.



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