venerdì 7 febbraio 2014

FUCK





Mai nella storia delle lingue moderne ci fu una parola parlata e scritta che con prepotenza e sagacia salì agli altari delle definizioni più complete e precise,  che l’americana: FuckI

Fuck, dice tutto, ed è ancora più versatile dell’onnipresente e abbondante “Merde” in Francia o della “Scheiße” in Germania.

In Italia, invece, dato che quando la merda arriva alla panca, a puzza non si sente più, la gente, per paura di essere ricordata della propria merda, ti manda allegramente e senza tanti preamboli a Vaffa.

L’italianissimo mandare o venir mandato a Vaffa, non significa, prendere il Tram per andare da qualche parte, bensì calare i pantaloni, in altre parole: Prostrarsi in avanti con i famosi “Pants down” e prestare la prostata alla prestazione, appunto prostrandosi.

Sembra che l’operazione contemplata nell’italico “Vaffa” sia molto comune und “en Vogue” in politica e in ogni ramo delle relazioni pubbliche e sociali belle paesane.

Senza il “Vaffa” nel paese dei Santi, dei Poeti e dei Naviganti non si va da nessuna parte, al massimo, se uno non è al seguito dell’allegro trenino nazionale, in malo modo ti dicono di toglierti di mezzo e smetterla di rompere le palle.

Il sublime “Fuck” invece, è molto più versatile und più preciso e si presta a tutta una varietà di coniugazioni, sia imperativo; Fuck the EU, sia intransitivo; The EU was  Fucked up.

Allargando un po’ il discorso alla politica internazionale, come in un vero e proprio “Fuck up” di gruppo, in altre parole la famosa ammucchiata o il nel caso dell’italico “Vaffa” il trenino tanto caro ai vendolini, ai magrebini e “diversi” vari, togati, porporati e non, si potrebbe anche dire che i servizi segreti della Russia, in modo intransitivo: “Fucked up” sia gli americani, sia gli europei.

Infatti Putin “Fucked up” tutti quanti.

Fossero stati tutti zitti, sarebbe stato meglio, aber nein, anche se a mio avviso, lo zio Putin, indirettamente, ha dato manforte sia agli americani sia agli inglesi dimostrando alle mimose europee che anche la sua Russia e capace di ascoltare chi, come, dove e quando vuole; gli americani, difronte al Mondo si sono scusati perché una loro diplomatica di alto livello, in una telefonata privata a usato in modo imperativo il loro tanto amato Fuck:

So fucking what?

All’Europa questo non piace? Fuck Europe! Punto!

Scheiß drauf, Merde, ma va a Vaffa!

Chi se ne frega, se la Russia di Putin in modo sublime ha fatto il mazzo a tutti quanti e dimostrato al Mondo che in fatto di Fuck, la Russia non è seconda a nessuno e, che se vuole, sa e può fare “il mazzo” pure lei.

Tanto, si sapeva già che anche lei all’occorrenza lo poteva fare, o mi sbaglio?

Il problema dov’è?

L’antifona del “Fuck” in lingua Russa; transitiva, intransitiva o imperativa che sia; è questa: Fuck you all.

Le Vuvuzelas europee avrebbero fatto meglio a tacere e starsene tranquille.

Fatto è, e che sia ben chiaro questo, che quando si è seduti su una polveriera come lo siamo tutti noi, non si dovrebbe, né giocare con i fiammiferi, né tanto meno fare tanto baccano e gesticolare con ferraglia und questo vale per tutti.

Dovesse la polveriera, per colpa di qualche cretino, veramente convinto di poter fare, o avere il diritto di poter fare il bello e il cattivo tempo in Europa e nel Mondo, fare veramente Boom, questa  si che sarebbe una fucking Merde o Scheiße, che manderebbe tutti a Vaffa,  non vi pare?

Also, what the Fuck, Scheiß drauf, Merde, ma dai …Vaffa, und facciamoci una bella risata tutti quanti.

Und ricordiamoci le ultime parole del Sindaco di Hiroshima furono: What the Fuck was that?

Okay? Okay!

















giovedì 30 gennaio 2014

MORBUS ITALICUS?


Bremen gennaio 2014.

In Campania, nel cuore dell’hinterland mafioso della Camorra lo Stato Italiano si trova a dover far fronte a una delle tante emergenze nazionali di rifiuti tossici.

Agenti di polizia con gli stivali tirati a lustro posavano davanti alle telecamere mentre una ruspa scavava in un campo alla ricerca di bidoni si sostanze tossiche e altri rifiuti nocivi depositati illegalmente in quello che è stato denominato il triangolo della morte e la Terra dei fuochi …

Inizia così un articolo in prima pagina apparso sull’International New York Times di oggi, se notate la menata sarcastica degli stivali lustri, capirete anche cosa ne pensa il giornalista Jim Yardeley che con la  collaborazione della giornalista italiana Gaia Pianigiani ha scritto l'articolo.

Lasciamo per un momento da parte la Terra dei fuochi e prendiamo solo in considerazione, il sarcasmo sugli stivali tirati a lustro.


Quegli stivali lustri e puliti non potevano non sapere; non potevano non essersi accorti di cosa stava succedendo; anzi, lo sapevano e non sono mai intervenuti!


Sappiamo anche che gli agenti che investigavano questi casi furono sottoposti a pressioni interne per farli desistere dal continuare a spulciare in questo traffico di sostanze tossiche


Tutto ciò non significa altro che i loro superiori sapevano ma non intervennero e non permisero interventi.


Questo significa anche che le forze dell’ordine con i loro stivali tirati di lustro sono colpevoli di omissioni d’atti d’ufficio e negligenza in atti d’ufficio, concorso in omicidio colposo e crimini contro l'Umanità.


Che cosa ne facciamo d’imboscati nelle forze dell’ordine cui piace andare in giro con gli stivali tirai di lustro e le divise lamentate di argento e oro a pavoneggiare davanti alle telecamere della TV quando non fanno il loro dovere e, se per caso uno lo fa, è subito contrastato dai suoi superiori?


Allora ben venga una fusione delle forze dell’ordine su scala europea non vi pare?


I carabinieri “non potevano non sapere” … il loro Comandante in Capo; “non poteva non sapere” … questa frase vi suona familiare?


I muli da soma nei tortuosi e sentieri d'alta montagna sono un sicuro metodo di trasporto.

Quieti e sicuri essi sono tanto affidabili quanto lo sono i buoi che tirano sobri e infaticabili l'aratro nei campi.

Paragonando gli italiani ai muli d'alta montagna e ai quieti buoi, possiamo osservare che tra le tre specie animali, la differenza è solamente genetica.


Così come i muli e i buoi, anche gli italiani fanno tranquilli, forse rassegnati  il loro compito, mandando avanti  sottomessi e stanchi un bel Paese contaminato dal Male assoluto, dove politici, mafiosi e porporati si inebriano come belve fameliche in un orgia di corrotti e corruttori di potere e di ruberie varie.


Senza paura di sbagliare, gli italiani possono benissimo essere paragonati a delle cellule umane inconsapevoli portatrici di un Male quasi incurabile, definito come criminalità organizzata di stampo mafioso.

La comunione tra il Popolo Italiano e la criminalità organizzata di stampo mafioso è perfetta, questa ultima, organizzata come un alveare o un formicaio o una cultura di Virus malefici, usando il corpo degli italiani come vettore, si è propagata in tutto il Mondo raggiungendo forme pandemiche.

Il Morbo Italiano ha quindi oltrepassato il Brennero e ora si è immesso anche nella feconda società tedesca e a grandi passi, la sta invadendo e infettando, fin su alle alte sfere delle infrastrutture tedesche, che ben si prestano a porcate di ogni genere.


La simbiosi, tra la criminalità organizzata di stampo mafioso e certe sfere della dell’imprenditoria in Germania è perfetta e a quanto si sente e vede in giro da i suoi malefici frutti a discapito del Popolo Bue.

 Sempre cercando di mantenere una veste pulita e sempre solerti e veloci a scatenare i loro Vuvuzelas mediatici pe incolpare gli altri della loro iniquità e predisposizione a delinquere, diversi Manager tedeschi non desistono dal allearsi anche con il diavolo pur di arrivare a guadagni facili.

Come sempre e come la Storia ci insegna, la delinquenza imprenditoriale tedesca, lascia il lavoro sporco agli altri ma intasca gran parte degli utili.

L'italianissimo "basta che se magni", non è più solo una forma di vita italiana, pure alcuni ceti della società tedesca ne stanno scoprendo i pregi, infischiandosene altamente dei difetti e delle gravi conseguenze sociali che questa forma di vita porta con sé.

Giorni fa alla TV tedesca parlavano dell'Oro di Napoli.

Il dramma del immondizia napoletana, non sta certo negli scarti domestici dei partenopei in se, bensì in quello che si nasconde dietro tali rifiuti.


L’immondizia domestica accumulata per le strade della Città, puzza, ma non uccide.

I resti di cibo nei sacchetti dei rifiuti domestici sazia i ratti, ma non fa morie la gente di tumori o nascere bambini menomati, ne rendi sterili le persone.

Sono le sostanze chimiche, i rifiuti tossici e radioattivi seminati nella campagna di quella che già gli antichi romani chiamavano la “Campania Felix”. che hanno avvelenato il terreno e le falde acquee che stanno ammazzando la Gente, non i resti della pizza serale o della pasta al sugo della Domenica.

Alessandro Iacuelli è un ambientalista la cui sorella morì di tumore pochi anni fa, lui è un attivista ambientale che gira l'entroterra partenopeo alla ricerca di discariche abusive.


Le sue incursioni lo portano giornalmente a scoprire discariche abusive lungo i sentieri e nei boschi campani.
Iacuelli scova discariche abusive un po' dappertutto: accanto ai pascoli delle pecore per esempio e trova pure i cadaveri d'agnelli e pecore morti per aver foraggiato erba avvelenata vicino agli argini dei prati dove pascolano le Bufale da latte.


Recenti controlli hanno dimostrato che nelle mozzarelle partenopee il tasso di diossina è quindici volte maggiori al livello consentito dall'Unione Europea.

 Le discariche abusive colme di sostanze chimiche ma ne trova in continuazione lungo le coltivazioni di frutta e verdure che poi sono trasportate non solo a Milano e a Torino, ma anche esportate all'estero.

Iacuelli ha mostrato i segni indicatori di un prossimo falò abusivo di rifiuti e come la mala mischia scorie tossiche anche sventrando vecchi materassi oppure mescolandone nei rifiuti domestici e edili "normali".


Iacuelli fa tutto questo assieme al suo collega Raffaele Lo Giudice e denuncia il tutto alla Polizia che promette di investigare e se lo fa; lo fa di proforma a falò avvenuto, quando non ci sono più inconfutabili provenienze dei materiali tossici scaricati abusivamente.

Tempo fa, mentre alla Tv tedesca guardavo il reportage sull'Oro di Napoli, sorrisi in modo satanico e sarcastico, quando sentii affermare che i criminali cancellavano ogni scritto o indicazione di provenienza dei materiali scaricati.


Dovetti sorridere, anche se non ne avevo la voglia, ben sapendo che la costituzione chimica del materiale, è come la sua impronta digitale chimica, l'inconfutabile prova di provenienza del prodotto stesso, non ci sono Santi e Madonne in Paradiso che tengano, così come i diamanti, come il petrolio, tutto quello che l'Uomo o la Terra hanno creato, ha la sua bella impronta digitale, cosi come l’hanno le fabbriche, i laboratori chimici e gli ospedali che producono queste scorie.

Basta volerlo, è sufficiente voler cercare.


I laboratori chimici dei Carabinieri sono tanto moderni  e ben attrezzati tanto quelli della FBI americana.

E intanto nella Campania Felix, dalle parti di Castel Volturno e non solo, lungo la Strada maledetta e adiacente alle montagne maledette che ora sono state dichiarate dalle gloriose Forze Armate Italiane, Zona Militare invalicabile, il volume d'affari di questo tipo di criminalità si aggira sui quattro miliardi annui, ai quali si aggiungono quelli delle 380 mila tonnellate di rifiuti "domestici" arrivati in Germania dal bel Paese e  bruciati dalle parti di Colonia.


Mi riferisco al gran Business avvenuto alla faccia dell'imbecillità nazionale italiana, quando furono coinvolti, prima il bruciatore di Bremerhaven e, più tardi ancora, anche quello di Leipzig.

Caso volle che l'Ingegner Frank Lehmann, capoturno al bruciatore di diverse centinaia di Mega Watt a Leipzig, accorgendosi di cosa arriva dal bel Paese, si rifiutasse di usare tali prodotti come combustibile, fu subito licenziato e ora lavora nell' industria edile.


Il suo licenziamento però, bastò a mettere in moto una valanga che ora rischia di travolgere il Governo della Sassonia e non solo, i Verdi hanno chiesto spiegazioni e hanno  documenti che dimostrano come quei rifiuti abbiano ricevuto il nullaosta ministeriale solo grazie alla falsificazione di documenti federali.


Stranamente, come spiegava appunto il Parlamentare dei Verdi alla TV tedesca, sembra che la giustizia tedesca, in questo caso stia rallentando, proprio come succede in Italia.
E intanto la gente muore, ma moriranno anche i camorristi e le loro famiglie, anche le forze dell'ordine, anche i Militari, anche i politici locali, tutti quanti, senza distinzione, assieme alle loro famiglie e loro bambini, stanno tirando le cuoia, proprio per colpa della loro criminale ignoranza e avidità di guadagno.


La famiglia dei Caravacciolo, di Castel Volturno, pastori di professione, non si dedica più al pascolo, non può farlo, difatti tutte le loro pecore sono morte, intossicate dai veleni tossici delle discariche abusive, i maschi dei Caravacciolo sono sterili e tutta la famiglia si sta spegnendo pian piano.
Muore in silenzio questa povera famiglia di umili ma onesti pastori,  senza nessun risarcimento o aiuto, seguita ed assistita solamente dal Dottore Antonio Marfella oncologo e tossicologo, pure lui intossicato dopo anni di ricerca, dai fumi e veleni sparsi nella Campania Felix.


Un medico che combatte la sua Armagedon contro il letale inquinamento della Campania assieme alla Famiglia Caravacciolo, ben sapendo che stanno combattendo una battaglia già persa in partenza, mentre i politici tacciono e le forze dell’ordine si lustrano gli stivali.

È brutto e disumano doverlo dire e ancor più doloroso ammetterlo, ma un'efficace e totale decontaminazione della Campania Felix oramai la può fare solo il Vesuvio.


Evidentemente tra il virus NDM 1 e la criminalità organizzata italiana di stampo mafioso esiste una similitudine che incute paura, ma allo stesso tempo fa anche rabbia.
Una rabbia assordante e crudele.


Mentre da un lato il NDM1 è, prima che infetti il corpo umano, facile da neutralizzare con la semplice acqua e sapone, la criminalità organizzata italiana si può, se non vanificare, almeno ridimensionare a normale criminalità di rione, con una serrata politica antimafia e investigazioni a tappeto tra gli alti livelli delle strutture politiche, legislative, bancarie, e sociali, non solo italiane, ma anche europee e mondiali.
Definire poi questo tipo di criminalità politica e sociale come "La Piovra", è non solo errato, bensì anche ingenuo.


Il successo delle varie organizzazioni mafiose non è dovuto alla brutalità delle loro persuasioni o alla ferocia degli assassini, se questo fosse vero, sarebbe possibile annientare questo tipo d'attività delittuose con un massiccio intervento sbrigativo, in poco, anzi guardate, pochissimo tempo.


Il male è mentale, di stampo prettamente umano e non solo italico, è un male della società che purtroppo si nasconde nella mente della gente, di tutta la gente; quindi, lo troviamo nascosto tra le falde dell'avidità di denaro, nelle segrete brame di potere, tra le lussurie e gli insaziabili desideri d'affermazione, sia sociale sia politica di tutti gli uomini di questa Terra.


Sembra assurdo, ma l'imbattibilità del male non è nella brutale e implacabile ignoranza dei delinquenti e degli assassini, come vogliono farci credere, il vero male, si nasconde nella politica e nelle strutture di Stati come l’Italia e la Germania.

Essere mafioso, senza alcun rispetto personale, senza alcun ritegno, senza senso di responsabilità verso se stessi e la propria famiglia, rientra nell'ambito della fragilità umana, e questo a mio avviso vale sia per l'ultimo "picciotto" arrivato, come per il più grande e potente uomo della Terra, difatti, la mutazione mentale che porta alla criminalità di stampo mafioso è uguale per tutti i deboli e incoscienti sconsiderati di questo Pianeta, non è solo una prerogativa dei "terroni".


Il segreto dell'immane potenza delle varie diramazioni lobbistiche criminali del Mondo sta appunto nella peccaminosa e sacrilega fragilità dell'Homo sapiens innanzi alle tentazioni degli ameni frutti del male, tutto li.


Pertanto, la Forza, la linfa vitale della criminalità organizzata di stampo mafioso o se vogliamo usare un termine più moderno, meno folclorico e più adeguato ai nostri tempi, di stampo lobbistico e partitocratico, non è altro che il prodotto di tutti i fattori che compongono la debolezza umana.


Gli interessi lobbistici internazionali sono ormai ben noti  e quindi non è un segreto per nessuno che certi mali non sono da considerarsi una debolezza o un malcostume prettamente italiano.


A questo proposito, vedendo quanti di questi interessi si sono evidenziati qui in Germania, mi sembra di poter affermare che il pm Roberto Scarpinato, che già da molti anni vive sotto serrata protezione e scorta, sbaglia di grosso quando, ammonendo anche che le mafie o Lobby non sono un relitto del passato bensì le principali protagoniste della criminalità politica e sociale del terzo millennio, esorta la Germania a non abbassare la guardia  perché i quadri direttivi di Cosa Nostra sono già in Germania,


Roberto Scarpinato mette in relazione il pericolo mafia in Germania con la presenza di oltre 534 mila immigrati italiani ma di che diavolo sta parlando?


Sta di fatto che al pm Roberto Scalpinato, fa eco il parlamentare europeo, Rosario Crocetta, già Sindaco di Gela in Sicilia, anche lui da anni vive sotto scorta, e afferma che anche le Nazioni e Terre considerate non mafiose, sono in pericolo, giacché le Mafie e le Lobby si sono già da molti anni globalizzate.


Bravo!

Bella questa affermazione, la trovo squisita e intelligente specialmente se detta da un Sindaco siciliano che la sa molto lunga e che ora scalda i banchi del parlamento europeo a Strasburgo.


La verità, è che le organizzazioni criminali sia Nazionali sia Internazionali, non si combattono con pm e parlamentari EU sotto scorta, bensì con veri e propri reparti antiterroristi, con pieni poteri investigativi e d'intervento, anche forte, dovunque essi lo ritengano opportuno, eventualmente anche indagando su politici e toghe e talari porporati, più o meno in odore di santità.


Il male da scovare si trova nei vari Partiti e Procure della Repubblica, nei comandi delle varie forze dell’ordine, anche della Guardia Forestale che sembra non vedere che nei Parchi Nazionali ci sono discariche abusive di materiale contaminante, piuttosto che cercare il male nei cessi di Posillipo.

Tutto il resto, anche l'arresto di centinaia, forse addirittura di duemila picciotti dall'avvento di Berlusconi ai nostri giorni, capi e sotto capi vari, scovati nelle masserie del meridione, non è altro che aria fritta.


Mi rifiuto di credere che quattro mezzi analfabeti, da qualche scantinato o cunicolo, dove apparentemente si tengono nascosti, possano coordinare su scala mondiale un giro d'affari notevolmente superiore al pil di tutta la Nazione baltica messa insieme.


Questo il sottoscritto non lo crede proprio!


Il tutto non è che una farsa, come l'inutile e costosissima "Operazione Rompi Balle"


Quelli dell'Operazione Rompi Balle, avranno al massimo fatto un po' di casino e "roto le bale" a qualche politichino seduto tra le file di una giunta comunale ma non hanno certo individuato i responsabili dell'agonia della Famiglia Caracciolo e tanto meno aiutato il Dottor Antonio Martella nella loro comune Armagedon e ancor meno investigato le affermazioni d'Alessandro Jacutelli e di Raffale Lo Giudice.


È probabile che il segreto dei successi dell'ecomala italiana, come mi spiegava tempo fa, qui a Bremen, un Agente della dogana marittima tedesca, ora in pensione, sia da cercare anche nel gran senso di responsabilità e dovere delle forze dell'ordine italiane, le quali di fronte ai documenti di Nullaosta delle 385 mila Balle contenenti l'oro di Napoli in partenza per la Germania, delle quali, qui in Germania poi, ne sono sparite 95 mila e nessuno sa ancora dove diavolo siano andate a finire, si limitano a controllare l'autenticità di tali documenti e anche se magari insospettiti sul loro contenuto, non intervengono.

Questa deve essere anche la ragione per la quale le forze dell'ordine italiane non intervengono nelle discariche abusive della Campania Felix e non solo: Semplicemente si attengono agli ordini e alle consegne ricevute.

Altre spiegazioni, anche di fronte al dramma che vive la Città di Monopoli e a tutte quelle discariche abusive che vedevo ai cigli delle Strade e nei Fossi della Contrada monopolitana, nel 2003, non ne avrei proprio.


Ora qui in Germania, da come si vedeva alla Tv, reso pubblico dai Verdi, nella Sassonia, si alterano documenti governativi sulla provenienza e sul contenuto delle Balle piene zeppe come forzieri, d'oro napoletano e chi, come l'Ingegner Frank Lehmann vicino a Dresda, si rifiuta di usarlo come combustibile, è licenziato, per ostruzionismo sul lavoro.
Sembra veramente di essere, in Italia, non è vero?
È di questi giorni la notizia che la Polizia bavarese, dopo le rivelazioni del “pentito” mafioso Carmine Schiavone, sta indagando sulla rimanenza di sostanze radioattive trasportate nella Campania Felix e sotterrate nei campi nel cosiddetto triangolo della morte o terra dei fuochi.







lunedì 27 gennaio 2014

ALSO SPRACH ZARATHUSTRA



L’italica passionaria.

La maggior parte degli italiani sdegna la verità degli altri, figuriamoci poi le Donne italiane.

Le verità degli altri, le tante verità di tutti gli altri per molte Donne italiane non contano e sono subito classificate come invidia, goffa e malaugurata critica e archiviate come distorsione dei fatti, come dicerie e cafonate barbariche.


Gli italici eroi, tutti uguali e uniformi nel loro pensiero in infallibilità, in questo discorso non c’entrano, quelli fan solo casino secondo il sapiente dettato delle loro passionarie,

Le moderne “Anita” invece, si dividono in tante sottospecie e sono sparpagliate in tutto il territorio del bel Paese,


 Sono quelle le peggiori distortici delle italiche piaghe e verità.

Sono le passionarie, discendenti da Elena di Troia e seguaci di Anita Garibaldi; da qui il sinonimo “garibaldina” o “passionaria” sia di destra sia di sinistra.


Sono le “passionarie” le rosse e le nere,  le neutrali, le indipendenti, le belle, le brutte, le giovani, le vecchie, le dritte, le storte, le zoppe und: Le zitelle con prole ben avanti e stagionate negli … “anta”,  a cui bisogna stare attenti, quest’ultime poi, sono le peggiori di tutta la banda delle patriottiche passionarie battiate del beli e pertanto sono da tenera a bada come un serpente velenoso o la peste bubbonica. 


La vulnerabilità delle Società italiana è palese a tutti ma per togliere l’italico carro dal pantano in cui si trova; ci vogliono ben più che frasi fatte e squilli di tromba. 


L’unico modo per salvaguardarne la Storia e la Cultura e quello consolidarne le infrastrutture ma per far questo ci vuole rispetto degli altri, considerazione delle necessità e dei diritti del prossimo und soprattutto, avere il coraggio di essere sinceri, verso se stessi. 


Una passionaria non avrà mai il coraggio, ammesso ma non concesso che lo abbia,  di usare il proprio cervello, la razionalità del pensiero le è aliena, in linea di massima la fanatica ragiona con le chiappe ma solo per sostenere le proprie verità, mai per approfondire un pensiero o concetto di cose e fatti, specialmente se qusti sono in contrasto con il proprio basso orizzonte.


La Storia dell’Umanità, da Elena di Troia in qua, ci insegna proprio questo: Le passionarie ragionano con le chiappe.


Nel corso dei millenni, le discendenti di Elena di Troia, avrebbero dovuto imparare a usare il cervello, a essere razionali, nix, non hanno capito un belin e battono fino al inverosimile sempre la stessa solfa: Le chiappe über alles und occhio a quando passa il carro del vincitore …!


La caratteristica che porta le passionarie a considerarsi qualche cosa di speciale e di eletto e non, come una goccia d’acqua in mezzo all’oceano, sia pure con le sue ben definite caratteristiche che la distinguono da tutte le altre, ma anche parte indelebile della grande Onda in un oceano di Onde, ha del tragicomico e del narcisismo unico al mondo. 


La loro, è una malattia patologica proveniente dalla disfunzione menatale che scaturisce dalla prospettiva del rospo che voleva diventare un bue o del bue che voleva diventare un elefante, o di quella dello spaccapietre che voleva diventare una montagna. 


Alla base di questa cretinaggine, troviamo la loro presuntuosità, vale a dire, l’assoluta certezza di aver ragione e di essere superiore agli altri. 

Oramai la Società Italiana nel corso dei secoli è stata debitamente avvisata dalla Storia su cosa significa arrivare troppo tardi; non essere pronti alle sfide dell’evoluzione sociale significa sprofondare nel caos, dove ognuno, con il cuore in gola, corre come il cane che si morde la coda o l’asino che insegue la carota appesa davanti al suo naso fino al completo esaurimento delle proprie forze.


Mentre per gli antichi greci gli “idiotes” erano persone uniche, semplici ma speciali, per gli antichi romani, infetti già allora dal virus del narcisismo e da quel senso d’irrazionale superiorità che prima li rese pigri e letargici e poi vulnerabili alle invasioni di altre civiltà, sicuramente meno colte, gentili e raffinate, magari forse rozze al paragone, ma dannatamente micidiali e distruttrici, gli “idiotes”  diventarono dei semplici idioti.


Fu proprio a causa della loro idiozia in versione latina che i romani furono semplicemente inghiottiti dalla Storia e tutto quello che di loro è rimasto son quattro ruderi a testimonianza della loro saggezza e capacità e splendori dei tempi antecedenti, la loro idiozia. 


Mentre per gli antichi greci “idiotes” significava essere qualche cosa di speciale e positivo, più tardi per l’antica romana, l’idiota, quasi a disdegno della Cultura altrui, era sinonimo d’ignoranza, di cafonaggine, d’inferiorità, di barbarie.


Italico disprezzo per il sapere e la capacita altrui si evidenzia proprio in questa interpretazione del termine “idiotes”, positivo nella Magna Grecia, negativo, nell’antica Roma. 


L’intransigenza del pensiero è qualche cosa di spaventoso, di allucinante e di un’arroganza tale da allontanare qualsiasi forma di dialogo e svolgimento costruttivo del pensiero in sé. 


La matrice dell’italico pensiero è presto detta, se non sei italiano, non sai, se vivi all’estero, non puoi sapere, e se sei, chi sei, chi ti credi di essere? 


Il “chi sei” o la forma ancor più negativa e spregevole, “chi ti credi di essere” nasce dal culto del narcisismo, che portò alla scomparsa dell’impero romano e che porterà alla dissoluzione della cultura Italiana e alla sua immersione con quella islamica e dei vugumbrà, rendendo l’Italia, il cesso de Mondo; questo scempio della Storia e della Cultura Italina, grazie alle passionarie, quali discendenti da Elena di Troia, è in pieno svolgimento.


Il Mondo, le genti di questo Pianeta, non si fida più dell’Italia politica, vedono la demagogia delle passionarie, conoscono l’alto grado di faziosità della magistratura italiana, risentono nauseati della corruzione dei politici italiani, ne registrano le loro ruberie e porcate varie e la loro falsità e disonestà innata.


Il Mondo vede queste cose e cercando di accaparrarsi quello che ancora è rimasto di buono nel bel Paese; alla vista di tanto malaffare gli gira le spalle disgustato.. 


La decadenza del Popolo Italiano si nota anche tra i meridionali che ripudiano la Storia D’Italia e invocando il cosiddetto Regno delle Due Sicilie, questi ultimi esemplari d’italico acume, nemmeno si accorgono che invocano di nuovo il colonialismo e il giogo straniero in Italia, solo perché sono una massa opportunisti.


In Italia è in corso una fulminante fusione di cultura mediterranea intesa come cristiana fondata sulla Bibbia con quella afro-beduina che difficilmente finirà in maniera pacifica. 


 Dove, e questo sia ben chiaro, non ci saranno né vinti né vincitori bensì solo decandeza e degrado per tutti..


Il tutto, nel meridione si rendere dolorosamente palese, dall’arrabbiata reazione d’insofferenza delle elleniche passionarie nostrane che laggiù, si chiamano brigantesse.


Aggiungiamoci i vari raggruppamenti di clan criminali che “attanagliano” la Società italiana, tanto per usare termini teatrali di eccelse e lungimiranti tesi che come funghi spuntano oggigiorno dal sottobosco in cerca di applausi e consensi e lucri commerciali e il disastro sia  dal lato umano che materiale, è fatto.


Il narcisismo dell’italico pensare biasimando il resto del mondo e le sue molteplici verità; della propria decadenza, sfodera il meglio di se nel rifiuto delle verità altrui e  si rinchiude nel suo guscio pieno di presunzioni e di cliché verso Dio e verso i Popoli della Terra e con sdegno e sufficienza,  nel suo ponderato e arguto elucubrato pensiero, sempre basato sul tornaconto personale, scaglia i suoi anatemi a destra e a manca. 


Und su tutto questo, troneggiano le brigantesse o passionarie che siano che sempre ecomunque, tutte figlie di Elena di Troia e seguaci di Anita Garibaldi sono.


Spesso, ascoltando le varie interviste televisive, dei vari “idiotes” ad esempio, oppure quelle che i piccoli opportunisti politici, come i vari Leoluca Orlando o Buttiglione, concedevano alle varie iene della tv tedesca, a aspidi velenose e mortali al morso, come la Sandra Maischberger o a sentire quelle altre belve dei Muppet-Show come l’Anne Will, o la Maybritt Illner,  mi domandavo di che cosa si dette eccelsi italiche menti stessero parlando.


Ci volle un poco prima che riuscissi a capire che in fin dei cont,i costoro, abilmente teleguidati dalle feline (magari ora un po’ sdentate e spelacchiate) della tv Tedesca come senza dubbio lo sono la Maischberger, la Will e la Illner non conversavano, non discutevano, non facevano il punto delle loro tesi filosofiche o opinioni politiche, bensì sotto le sapienti sferzate di quelle fantastiche passionarie, in modo maestrale e capace davano solamente sfoggio della loro primordiale e innata “Urdummheit” o idiozia primordiale,  versione antica Roma!


Le seguaci di Elena di Troia tedesche si sono evolute, sono diventate intelligenti e hanno imparato a usare il cervello, come l’homo sapiens la ruota, battiate finché, si vuole, ma con più finezza e tatto.

Le passionarie tedesche son così provette e capaci, più subdole e meno rozze delle italiane ed è un vero piacere lasciarle fare … intelligenti non direi, solo migliori.

Come il grande Nietzsche ebbe a dire, gli italici “Bronzi di Riace”,  dovrebbero tradurre e imparare a memoria questa frase:

Also sprach Zarathustra: „Alles am Weibe ist ein Rätsel, und Alles am Weibe hat Eine Lösung: sie heißt Schwangerschaft.

Der Mann ist für das Weib ein Mittel: der Zweck ist immer das Kind.

„Ein Spielzeug sei das Weib, rein und fein, dem Edelsteine gleich, bestrahlt von den Tugenden einer Welt, welche noch nicht da ist. 

Der Strahl eines Sternes glänze in eurer Liebe! Eure Hoffnung heiße: ‚möge ich den Übermenschen gebären.

Zum Dank bekommt er vom alten Weiblein eine „kleine“, aber oft missverstandene „Wahrheit“ geschenkt:
„Du gehst zu Frauen? Vergiss die Peitsche nicht!

... und se la frusta non basta, è lecito provare a dar loro un paio di mazzate in testa.