sabato 16 maggio 2015

REPUBBLICA POPOLARE MAFIOSA CATTOCOMUNISTA ITALIANA

Il 55% degli italiani fa fatica ad arrivare alla fine del Mese e una famiglia su cinque vive sotto la soglia della povertà.

In Italia un stenografo parlamentare guadagna 290mila euro l'anno.

Un barbiere parlamentare (12 in tutto) ne prende 12.500 ogni Mese..
Il colle spende 126 milioni di euro ogni sei Mesi per pulite le tende e i tappeti presidenziali.
La Boldrini, quale terza carica dello Stato; ora vuole anche le parrucchiere parlamentari.
Il base al potere ricevuto da Dio la Boldrini ha pure cambiato la sacra Lingua di Dante e introdotto il femminile anche in termini come ad esempio: Presidente, Avvocato, Sindaco.
Ora esiste pure la Presidenta, l’Avvocata e la Sindaca.
 
Un Preside rimane tale o, a seconda della fantasia boldriniana. può diventare anche la Presida invece che la Preside.
La grande incognita che deve essere ancora svelata, è come un domani si dovranno chiamare le donne Prete, forse Pretesse.
Papa Ratzinger chiama i Preti; Pinguini, in questo caso allora, avremmo le Pinguine e una Sacerdota oppure Preta o Pinguina.
In una dittatura sinistroide come la chiamo io, o cattocomunista; come dicono i coglioten (anagramma, da me formato da coglioni e italioti e germanizzato con l’aggiunta della “en” finale) tutto è possibile.
Tra le tante cose possibili in quella bolgia infernale di lotte di potere, di ruberie e mascalzonate varie, dove i legislatori non hanno più nessun pudore civile né onore o vergogna, protetti dalla magistratura più faziosa, politicizzata e corrotta d'Europa; appunto quella italiana;  ci sono anche le malefiche doglie mentali di una donna bestialmente viziata, cattiva e perfida come la Laura Boldrini, Presidenta della Camera dei Deputai e pertanto terza carica dello Stato: voluta su quella sedia da una checca pugliese, consacrata da un Presidente della Repubblica incostituzionale, traditore, ladro e truffatore, (falsificava il suo conto spese da deputato parlamentare europeo) come Giorgio Napolitano.

Nella Repubblica Popolare di stampo mafioso cattocomunista (cattolico-comunista) Italiana tutto e possibile.
Nella Repubblica Popolare Mafiosa e Cattocomunista Italiana ad esempio ci sono oltre centomila funzionari di Stato che intascano una pensione  che va dai quaranta ai 100mila Euro mensili.
Nella Repubblica Popolare Mafiosa e Cattocomunista Italiana i parlamentari anche dopo una breve permanenza come deputati nel Parlamento, ricevono indipendentemente dalla loro età subito una pensione di oltre tremila euro mensili.
Il caso allora vuole che nella Repubblica Popolare Mafiosa e Cattocomunista Italiana ci siano ex parlamentari dal disotto dei trentanni di età che incassano oltre 3000mila euro mensili di pensione.

La delinquenza politica italiana vanta anche 650 mila Autoblu.

Il tutto;  mentre gli asilanti e la delinquenza afro-araba della Kyenge si vedono alloggiati in alberghi di tre o quattro stelle, dove hanno a disposizione il pulmino di cortesia e i camerieri lavano loro pure le mutande.

Gli zingari e alla delinquenza balcanica della Boldrini invece, mentre i coglioten che hanno perso il lavoro e non posso pagare più il mutuo o l’affitto sono sfrattati in mezzo alla strada e si ritengono fortunati se posso alloggiare in un vettura; sono affittate delle case a cinquanta Euro al Mese.
Und i coglioten intesi come i pendolari e le comari D’Italia, quelli che sgobbano dalla mattina alla sera e fan fatica d arrivare a fine di mese; che cosa fanno?
I coglioten annaspano come naufraghi senza salvagente in un mare in tempesta, si lasciano seviziare socialmente dalla nomenclatura e delinquenza della casta dei Cattocomunisti, protetta da una miriade di guardie del corpo i famigerati Marescialli-Kapò che se necessario quando i loro protetti con le Macchine di Stato portano i loco cagnolini a pisciare nei parchi; devoti e umili e in segno di responsabilità civile; strada facendo; raccolgono pure la loro merda.
In questi frangenti molti poveri cristi, quando hanno perso ogni speranza, si uccidono, altri invece raccattano da mangiare tra i bidoni della spazzatura e nei rifiuti dei mercati della frutta e verdura rionali.
Questa è la situazione nell'odierna Repubblica Popolare Mafiosa e Cattocomunista Italiana ... und le stelle stanno a guardare.

In compenso e a prescindere da questa vergogna, la Repubblica Popolare Mafiosa e Cattocomunista Italiana ha le seguenti caratteristiche:

L’italia occupa lo 0,5% della Terra, e ci vive lo 0,83% dell’umanità.

Le condizioni bio climatiche sono uniche al mondo, permette alla penisola di essere la PRIMA nazione al mondo per biodiversità:


7.000 differenti vegetali, segue il Brasile con 3.000;


58.000 specie di animali, segue la Cina con 20.000;


1.800 vitigni spontanei da uva, segue la Francia con 200;
997 tipi di mele, in tutto il mondo ne esistono 1.227;
140 tipi di grano, seguono gli USA con 6;


L’Italia possiede il 70% del patrimonio artistico e umano, il rimanente 30% è sparso in tutto il resto del pianeta 


Und; aggiungo io; decine di milioni di coglioten.
 


 
 
 
 
 




















lunedì 4 maggio 2015

EXPO 2015

Secondo me questo articolo non è malvagio e solo scritto da piccolo demagogo che non ha la minima idea di cosa stia parlando.

Forse il Sig. Niklas Maak avrebbe preferito vedere tanti botteghini per patatine fritte e salsicce.


L’autore dell articolo pubblicato dal Fankfurte Allgemenie  il 01.05.2015, è Niklas Maak, redattore del  Feuilleton.

La traduzione per chi di voi che non capisce la lingua tedesca è mia.

http://faz.met.vgwort.de/na/4ac7533b841849c9891438c37db9ba2a
Die Expo in Mailand Hier ist keine Allegorie zu schief

Die Expo Mailand, die heute eröffnet, will den Planeten retten – mit einer gewaltigen Materialverschwendung. Und Rem Koolhaas hat im Süden der Stadt einen Campus mit einem goldenen Turm gestaltet, der in die Zukunft leuchtet.

England ist fertig. Der Pavillon steht, und er soll, so wurde der Presse bei der Vorstellung erklärt, an einen „Beehive“, einen Bienenstock also, erinnern, wobei „beehive“ auch der Begriff für eine schwer auftoupierte Frisur ist, und vor allem so sieht der britische Pavillon aus: als stünden dem Haus die Haare zu Berge. Was wiederum ein ganz passendes symbolisches Bild für diese Weltausstellung in Mailand ist, die alles anders machen sollte als die Weltausstellungen vor ihr – keine eitlen Selbstdarstellungswettkämpfe der Nationen in Nationenpavillons, kein Eiffelturm, kein Atomium, kein „Die Welt von morgen“-Panorama wie 1967 auf der Expo in Montreal.

In Mailand soll es um eine drängende aktuelle Menschheitsfrage gehen, „Nutrire il pianeta, energia per la vita“, also „den Planeten ernähren, Energie für das Leben“ ist das Motto, und die Teilnehmer sollten irgendwie „Technologie, Innovation, Kultur, Tradition und Kreativität mit den Themen Ernährung und Essen verbinden“. Wie öfter in Italien (obwohl man in Deutschland, Stichwort Stuttgart 21, Flughafen Schönefeld und Elbphilharmonie, bitte mit Spott über in Schieflage geratende Großprojekte vorsichtig sein sollte) verbanden sich aber schon im Vorfeld die Themen Kultur, Tradition und Kreativität vor allem mit den Themen Mafia und Korruption. Im vergangenen Jahr wurde ein Korruptionsring ausgehoben, der die Ausschreibungen für die Expo kontrolliert und dafür ansehnliche Bestechungsgelder kassiert hatte.

 Danach ging es ohne Bestechungen, dafür aber auch sehr viel langsamer voran: Anfang April waren laut „La Repubblica“ erst neun Prozent der Pavillons fertig, und ein Ingenieur wurde mit den Worten zitiert, es bedürfe eines Wunders, damit der zentrale italienische Pavillon mit seiner die Luft reinigenden Hightech-Fassade fertig werde. Allein für die „Operation camouflage“, den Plan, die Baustellen zur Eröffnung mit großen Planen zu verhüllen, sollen jetzt drei Millionen Euro ausgegeben werden.

Materialverschwendungsorgie von epochalem Ausmaß

Doch das ist nicht das einzige Problem dieser Expo, bei der 140 Länder, Organisationen und Firmen Pavillons errichtet haben, die jeweils zwischen zehn und dreißig Millionen Euro kosten und nach dem 31. Oktober größtenteils abgerissen und verschrottet (vornehme, ökologisch korrekte Formulierung: „rückgebaut“) werden.

 Das Problem sind die Pavillons selber: schon deswegen, weil es schlecht nachvollziehbar ist, warum man ausgerechnet zum Thema, wie man Ressourcen schont und so die Grundlagen der Welternährung sichert, eine Materialverschwendungsorgie von epochalen Ausmaßen veranstaltet, bei der Reispflanzen, Landmaschinen, Kaffeebohnen und Apfelringe wie die Exponate einer Schmuckmesse in dramatisch verbogenen, parametrisch verzerrten Gebirgen aus Stahl, Holz und Glas mit Plastikverkleidung präsentiert werden. 

Aber auch sonst machen die Pavillons die Krise sichtbar, in der sich eine bestimmte Form von Gegenwartsarchitektur gerade befindet.


Expo 2015 dove qualsiasi paragone allegorico si può definire superlativo.

Expo 2015, apre oggi i battenti e intende salvare il Pianeta con un immane spreco di materiale.

L’architetto Rem Kollhaus a Sud della Citta ha ideato una torre dorata che s’illumina nel futuro.

Il paviglione Inglese e terminato e, cosi com’è stato spiegato alla stampa, rappresenta un alveare.

In Inglese “Beehive” alveare, è pure sinonimo di un’acconciatura di capelli piuttosto alta che d’altronde è il termine simbolico dei capelli dritti in testa per l’Expo 2015 a Milano il quale non permette nessun presuntuoso esibizionismo nei paviglioni delle  Nazioni partecipanti alla Mostra, pertanto non c’è nessuna torre Eiffel; nessun Atomium, nessun “Mondo di domani panorama” come successe all’Expo di Montreal nel 1967.

Milano propone un attuale problema dell’Umanità : Nutrire il Pianeta; il cui motto è Energia per la Vita e i partecipanti devono cercare di far combaciare la Tecnologia innovativa, la Cultura, la Tradizione e la Creatività con il tema: Nutrizione e cibo.

Come spesso succede in Italia, ( per quanto in Germania con il ricordandoci progetti come la Stazione di Stoccarda 21 , l’aeroporto di Berlino-  Schönnefelde, la Filarmonica di Amburgo dovremmo stare molto attenti prima di deridere i progetti sballati degli altri) in primo luogo i temi: Cultura, tradizione e creatività si intrecciavano con la Mafia e la corruzione.

L’Anno scorso fu scoperto un giro di corruzione che controllava l’assegnazione delle costruzioni che incassava mazzette rilevanti. 

Subito dopo i lavori ripresero senza corruzione ,ma in compenso molto più lentamente.
Verso i primi di Aprile, stando a quanto pubblicava “La Repubblica” solo il 9% dei paviglioni erano pronti e citando un Ingegnere addetto ai lavori; diceva che ci sarebbe voluto un miracolo perché il paviglione centrale italiano con la sua facciata depuratrice dell’aria fosse terminato in tempo. 

Solamente l’operazione di schermare con tela i cantieri di lavoro  fino a lavori completati sembra siano stai spesi 3 milioni di Euro.

 Un’orgia di grandezza epocale di spreco di materiale.

Questo ero non è l’unico fatto die questo Expo 2015 al quale partecipano 140 tra Paesi, organizzazione e Ditte che hanno aperto paviglioni ad un prezzo che varia tra i dieci e i trenta milioni di Euro, che nella maggior parte dei cassi dopo il 31 Ottobre saranno abbattuti e rottamati (elegante e ecologicamente approprio termie è: smantellati)
In realtà il problema sono i paviglioni stessi, infatti, non si capisce come mai proprio su temi come si risparmiano risorse e cosi facendo si assicurano le basi dell’alimentazione del Pianeta si insceni un cosi epocale sperpero di materiale per presentare piante di riso, macchinari agricoli, chicchi di caffè e fette di mele messi in mostra come i preziosi in una mostra di gioielli cosi drammaticamente nascosti, tra distorte inquadrature d’acciaio, legno, vetro e plastica.

I Paviglioni dimostrano soprattutto la crisi nella quale si trova un certo ramo dell’architettura moderna.





 

mercoledì 22 aprile 2015

L'ITALIA SENZA IDEALI












“Che mortificazione…chiedere a chi ha il potere, di riformare il potere!…che ingenuità!”. Giordano Bruno
Giordano Bruno finiva i suoi giorni a Roma, sul rogo di Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600.

venerdì 05 novembre 2010
sembra scritta ieri, non è vero?


Spesso, troppo spesso, ormai mi sorprendo a chiedermi come mai il bel Paese è politicamente così allo sbando.

Prima c’era una Democrazia Cristiana, che combatteva un Comunismo che, guarda caso, non riusciva mai ad andare al governo nonostante fosse il Partito Comunista più grande oltre la cortina di ferro.  

Nonostante tutto il suo potere ed i tanti mezzi, guarda caso, nemmeno in un’alleanza con i socialisti o i socialdemocratici, il partito comunista è mai riuscito a raggiungere il timone del Paese.

Mi chiedo anche come mai tra gli italiani ci sia tanta discordia, un così forte senso di guardinga diffidenza, d’intolleranza e di ben dosata faziosità, dove ognuno vuole avere ragione sull’altro e, sempre affannosamente alla ricerca di strane alleanze di comodo da buttare e rimpastare secondo i propri interessi alla prima occasione,  si industria ad  arraffare per se il tutto e ancor di più del tutto.


Sembra veramente di vedere, spunti di morboso risentimento e arrogante insofferenza; correre rampante tra i vari clan dell’italico sciovinismo da quattro soldi, atto solo a mortificare, a schiavizzare, dividere e a seviziare ideologicamente i più labili e deboli, per i propri interessi.


Gli uni contro gli altri, con il rancore mal celato e represso, che serpeggia tra le mentecatte menti del bel paesano suolo, l’Italia cammina verso il nulla, troppo grande perché cada, ma allo stesso tempo troppo scombussolata per progredire ed evolversi socialmente, se non in negativo.


È l’ora dei Pifferai, dei vu gumbrà intellettuali e mediatici; della corruzione camuffata da cultura e degli italici giullari armati di Vuvuzelas, che con una monotonia assordante, battono sempre lo stesso chiodo, spifferano e ululando sempre lo stesso infernale tono, fornendo eloquente prova alla loro sterilità mentale.


Nix chiave della moderna cultura europea, come cantano i pifferai dirigendo l’orchestra dei vuvuzelas; che questi illuminati, mostrino allora al Mondo la chiave del cesso dell’Italica cultura moderna o zittiscano una buona volta per tutte.

Quello che ora l’Italia sta con tanta maestria dimostrando al Mondo, è di essere una bolgia dantesca di dannati ipocriti politici e falsi profeti, che con morbosa libidine esibizionistica, dell' arroganza politica ne hanno fatto un Dogma e per questo si azzannano a vicenda, distruggendo in questo modo anche quel poco che ci rimane, vale a dire, la composta, quasi rassegnata dignità, della brava Gente italiana. 


La nomenklatura tedesca invece ha agito in modo differente e in conformità all’innato senso di superiorità e infallibilità della gente addomesticata al suon d’argentine martellate e mazzate in testa di stampo e fattura di bismarchiana memoria, e stata indotta a credere nella sua egemonia su tutto e quasi tutti.


Pertanto mentre in Italia la nomenklatura sguazza nel potere dopo aver corrotto una gran parte degli italiani e dopo aver elargito pensioni fasulle, posti di lavoro, anche di gran responsabilità a incapaci e inetti, assicurandosi così una solida base di mediocri pronti a tutto pur di non perdere la loro effimera El Dorado, in Germania per raggiungere gli stessi scopi, la nomenklatura tedesca ha fatto ricorso all’orgoglio nazionale e al senso di responsabilità della popolazione, che costa molto meno e frutta molto di più.


Diversamente si è fatto in Italia, dove fare leva sull’orgoglio nazionale e sul senso di responsabilità  degli Italiani per raggiungere un traguardo qualsiasi, non procurerebbe che una sfilza di pernacchie da far ammutolire i pifferai e impallidire anche il più fanatico dei vuvuzela.


Nella scia del Boom economico attuale, diverse Società che prima avevano girato le spalle alla Germania esportando posti di lavoro, ora ritornano all’ovile. 


Difatti ora anche diverse Ditte Scandinave, per via delle paghe sponsorizzate dal Governo, spostano la loro produzione nella RTF.

 
Sono profondamente convinto che, mentre in Italia la scalata al potere è stata possibile solo grazie a una corruzione di massa, anche e soprattutto con l’aiuto della criminalità organizzata e il bene placido di Sancta Mater Eclesia, in Germany lo stesso risultato sia stato attenuto giocando sul senso di responsabilità della gente.

 Questa che è stata coltivata in Germania è la forza degli ideali, che e manca agli Italiani.  
 
Gli ideali rendono una Nazione potente.

D’altro canto, è pur vero che della potenza internazionale della Nazione Italiana, gli italiani tutti se ne sbattono e, vista la loro situazione, non hanno tutti i torti, vogliono solo vivere in modo più decoroso e tranquillo, tutto li.


 
Lo sbaglio della Nomenklatura italiana è stato proprio questo, quello di aver voluto e preteso troppo e di aver sottratto troppo fieno e troppa acqua al somaro italiano.


Brutta storia questa, mi sa tanto che questa mano è ancora tutta da giocare.

Concludendo: Mentre allora da un lato i tedeschi furono  fregati a suon di silvane teorie bismarchiane und silvestri mazzate in testa;  i bei paesani si sono bungabungati da soli.
 
Avete capito ora, dove a mio avviso si trova la gran differenza tra i due Popoli?
Roba da matt, roba da matt,