giovedì 8 agosto 2013

ITALIA 2013.

La Nomenklatura Comunista Italiana e i loro lacchè

         Cari connazionali cosa vi posso dire? 
         Cosa vi si può dire? 

          Siete tutti, sempre e comunque indaffarati a incolpare la Merkel o in alternativa, il povero Godot che mai si decide a venirvi a redimere, che con voi non si può quasi più, nè ragionare nè tanto meno parlare.

          Vi devo forse di nuovo, come sempre ricordare che, se voi, bravi e diligenti e capaci Italiani, aveste fatto il vostro dovere e i compiti di casa e impedito a una banda di delinquenti di creare una nomenklatura di ladri e di ruffiani in Italia, ora sareste voi a battere il passo in Europa e non certo Frau Merkel?

          Fate conto di essere ora una specie di Sansone al quale cui sono stati tagliati i capelli e dove ora, tutta una sfilza di tonsori nostrani e forestieri, con tanto di forbici e rasoi in mano, presta bene attenzione che i capelli non vi crescano mai più.

          Devo di nuovo annoverare le pensioni d’oro e i vitalizi che pagate a tutta una sfilza di sanguisughe nostrane, dopo che durante la loro carriera politica o come funzionari, nei marasmi corrotti e malfunzionanti dipartimenti dello Stato, si sono arricchiti a spese vostre?
          Devo ricordarvi che avete più parlamentari e senatori che gli Stati Uniti e più Generali e Ammiragli che le Forze Armate americane e, naturalmente, molto più ben pagati di tutti i loro colleghi del Mondo?
          O devo forse ricordarvi che migliaia dei pendagli da forca in Italia si portano a casa una pensione di 90.000 (novantamila) Euro mensili per minimo quattordici mensilità?
           Und poi fate il broncio quando vi dico che siete dei fessacchiotten?

           Credo non ne sia proprio il caso di parlarne, non vi pare? r

Ricordarvi tutte queste vostre brutture nazionali, sarebbe tempo perso, in primo luogo perché lo sapete già e poi perché comincereste a tirar di polemica e, come ben sapete, quella non è il mio forte.
           Voi, se vi volete salvare, avete una possibilità sola, dovete ribaltarvi e rivangare sia il colle sia il senato e il parlamento e letteralmente,  terminare la magistratura italiana;indecentemente faziosa poloiticizzata e corrotta  incarcerando come minimo a Gaeta, tutti, i politici, i funzionari e i magistrati colpevoli, di questo scempio alla Popolazione Italiana

           Dico come minimo incarcerare, perché mi ricordo delle parole del Giudice della Quinta Corte penale die Port Harcuort in Nigeria, durante le nostre innumerevoli sbronze al Palace Hotel negli Anni 80 , quando mi diceva che a chi ha superato il 40esimo Anno di età e si è macchiato di crimini capitali,  invece che condannarlo all’ergastolo, lo condanna a Morte poiché più umano, pertanto sono convinto che in Italia, considerando le vergognose condizioni delle patrie galere, si dovrebbe procedere allo stesso modo.

           La corruzione e il tornaconto personale di quattro ladri di gusci d'uovo, non possono essere condiderati dei crimini capitali; chi peró ruba e danneggia lo Stato causando la morte e sogfferenze e stenti alla Popolazione, invece  sì.
           Questo tipo di crimini in Cina sono puniti con la morte, o come si sul dire agopuntura cinese alla nuca con una 9 millimetri.

          Voi, vi dovete difendere, è vostro dovere farlo, lo dovete fare per il futuro dei vostri figli.

          Lo dovete fare come i nostri cugini transalpini; attaccando la Bastiglia romana e comportarvi con gli inquilini dei vari palazzi di potere; come fece la Popolazione francese, ghigliottinandoli o impiccandoli.

          È da cretini chiedere a chi detiene il potere di cambiare il potere, com’è sbagliato e alquanto illusorio, cercare la colpa dei propri sbagli, nel comportamento altrui. 

 
          Incolpare la Cancelliera Merkel dei mali Italiani poi, è ridicolo.

          In primo luogo, il dovere della Cancelliera  Merkel è di fare gli interessi della Germania e  non quello della nomenklatura delinquente italiana o dei loro vassalli e lacchè vari.

          Il vostro dovere è quello di garantire un futuro aalle vostre famiglie e ai vostri figli e non quello di squaglairsela dalla porta di servizio suicidandovi e abbandonarli a se stessi.

          Penso che non sia il caso di andare oltre, vi vorrei solo ricordare che Malta, la piccola e insignificante isoletta sperduta nel Mediterraneo ha detto “Njet” allo sbarco dei poveracci del corno d’Africa e del Medio Oriente e ve li ha spediti a Siracusa e, che una congolese con la sua fitta e ben nutrita soldatesca vi sta prendendo a calci nei coglioni e, che la Boldrini vi riempie le case di pulci.
          Che cosa c’entrano la Merkel e i Bilderberg e le Banche con il letamaio e puttanaio depravato e sporcaccione che ne avete fatto dell’Italia, eh? 
 
Perché non vi ribellate coglioten?


Coglioten: Anagramma da me formato da coglioni e italioti e germanizzato con l'aggiunta della n finale: appunto Coglioten.

Da "La Stampa"
08/08/2013 roberto giovannini
roma

Quelle pensioni d’oro da 3 mila euro al giorno che non si possono tagliare

Mauro Sentinelli è il pensionato più ricco d’Italia
con i suoi 91337,18 euro al mese
Gli ex manager Sentinelli e De Petris
in cima alla classifica, poi Gambaro


Quando uno si porta a casa una pensione di 3.000 euro lordi al giorno (al giorno...), cioè 90mila euro al mese (al mese...), è abbastanza normale che la gente parli molto di lui. E non necessariamente con amore e stima. In questi giorni avranno fischiato ancora di più le orecchie dell’ingegner Mauro Sentinelli, il pensionato più ricco d’Italia con i suoi 91.337,18 euro al mese. Lo ha citato tra gli altri Matteo Renzi, e su lui e i suoi nove colleghi superpensionati d’Italia (il decimo prende 41mila euro al mese) verte una interrogazione parlamentare di Deborah Bergamini, Pdl, cui ha risposto il ministro del Lavoro Enrico Giovannini. 
Chiariamo tre punti. Primo, il caso del pensionato da 3000 euro al giorno è stata svelato da Mario Giordano nel suo «Sanguisughe», e poi approfondita su l’«Espresso» da Stefano Livadiotti. Secondo, l’ingegner Sentinelli non è stato un “fannullone”: lauree e master prestigiosi in ingegneria elettronica, entrato nella Sip nel 1974, tra le altre cose è stato l’ideatore della TimCard, la schedina ricaricabile che ha fatto guadagnare miliardi alla sua azienda. Insomma, non è il primo venuto. Tanto è vero che oggi (da pensionato) è nel Cda di Telecom. Terzo, non ha violato alcuna legge: guadagnava alla fine 9 milioni di euro l’anno; versava contributi nel fondo (scandalosamente privilegiato) dei dipendenti telefonici; grazie alle leggi di allora è andato in pensione con l’80% dello stipendio medio degli ultimi dieci anni. E sempre grazie a una legge la sua pensione è stata moltiplicata da benefit e stock option percepiti durante la carriera.  
Più o meno lo stesso discorso vale per il numero due della classifica (Alberto De Petris, ex manager di Infostrada, 66.436,88 euro mensili) e Mauro Gambaro (ex presidente della scomparsa compagnia aerea Volare, 51.781,93 euro).  
Pensioni legali, dunque. Ma talmente ricche (e solo grazie a leggi vantaggiose, che oggi invece non ci sono più) da risultare obiettivamente scandalose. Nella risposta all’interrogazione di Bergamini il ministro Giovannini ha detto di essere consapevole di questa sperequazione. Ma ha ricordato che una recente sentenza della Consulta rende difficile intervenire con prelievi e contributi «di solidarietà». 
Eppure qualcosa bisogna fare, no? Due sono gli interventi sulle «pensioni d’oro» proposti da un esperto di pensioni come Giuliano Cazzola, (ex Cgil, ex Pdl, ora Scelta Civica). Il primo è un taglio sia della indicizzazione degli assegni rispetto al costo della vita che del rendimento dei contributi versati al crescere dell’importo dell’assegno. Il secondo, il ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni «retributive» che superano i 5mila euro al mese. Per prelevare parte della differenza. Certamente non farebbe piacere all’ing. Sentinelli. Ma siamo sicuri che potrebbe farcela ad arrivare alla fine del mese. 

Da ImolaOggi.it

8 ago – L’abolizione totale dell’Imu sulla prima casa avrebbe un costo ”alto” e sarebbe una misura con un’efficienza ”scarsa”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, nelle tabelle contenute nel documento che contiene le diverse ipotesi di intervento sulla fiscalità immobiliare. ”Le imposte su patrimonio immobiliare – si legge nel documento – sono fra le meno distorsive”.
Sono oltre centomila i pensionati d’oro, costano allo Stato più di 13 miliardi l’anno
Le due ipotesi che, secondo il ministro dell’Economia, avrebbero il più alto grado di efficienza nella sostituzione dell’attuale imposta sugli immobili sono l’introduzione della Service tax e l’allentamento dei vincoli finanziari dei comuni, lasciando loro la possibilità, nell’esercizio della propria autonomia tributaria, di ridurre il prelievo Imu per l’abolizione principale e relative pertinenze fino all’azzeramento del’imposta.
Nel documento si spiega che l’introduzione della Service tax consentirebbe di ”rafforzare il controllo democratico dei cittadini nei confronti degli amministratori locali”.
Mentre la seconda ipotesi, che viene classificata come ”derubricazione della revisione Imu relativa all’abitazione principale”, secondo il ministro consentirebbe di ”determinare uno stimolo ad interventi di crescita”.
Immediate le reazioni del Pdl. “La decisione di abolire l’Imu sulla prima casa è politica, spetta al governo assumerla e al Parlamento approvarla. – dichiara il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani – Chiediamo al presidente Letta di mantenere gli impegni assunti. Le ipotesi e le valutazioni dei tecnici del ministero dell’Economia, che noi conoscevamo e che oggi vengono rese di dominio pubblico, non spostano di una virgola la nostra posizione”.
“Le analisi, gli scenari e le simulazioni del Mef sono sempre utili per approfondire, ma ora è il tempo delle decisioni. L’Imu sulla prima casa va abolita. Pacta sunt servanda” sottolinea Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera e coordinatore dei dipartimenti del Pdl.
Più duro il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri, che su Twitter scrive: “Basta balletti su Imu. Va tolta su prima casa o governo rischia. Serietà e coerenza. L’Imu sulla prima casa si toglie e basta”.

Sulla stessa linea il senatore del Pdl, Altero Matteoli, presidente della commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama. “Il combinato disposto dell’intervista di ieri di Epifani e oggi la pubblicazione delle ipotesi del Mef sull’Imu, avvenuta in modo pavido senza la firma di Saccomanni – attacca – lasciano far credere che il Pd ha deciso di far cadere il governo. Il Pd se ne assumerà interamente la responsabilità politica”


sabato 3 agosto 2013

A NUOVA OFFESA NUOVA DIFESA!

Perché voterei un’altra volta Silvio Berlusconi.

                    Spesso; sulla scia delle accuse e del feroce pandemonio mediatico contro l'ex Presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi, condotto a spron battuto da tutta la Stampa occidentale ed anche, in modo alquanto ignobile e demagogo, da quella tedesca; mi chiedo cosa sarebbe successo se il nostro Berlusca nazionale fosse stato tedesco anziché italiano.

                     Ve lo dico sin d'ora, un  Silvio Berlusconi tedesco a Berlino, cioè Cancelliere della Bundesrepublik Deutschland, non avrebbe più chiappe sulle quali potersi sedere, i tedeschi gliele avrebbero leccate via tutt'e due.

                       Il suo modo di conversare, di parlare e di muoversi sulle sue scarpe dai tacchi un po' alti;  la sua mania per l'abbronzatura e per il visagismo, quì in Germania, non mi andrebbero a genio.

                       Le sue ridicole battute, da scaricatore di Portotalvolta veramente cretine e volgari, quel suo pesante senso dell'umorismo a volte poco comprensibile che corre in bilico sul filo del rasoio, tra il puerile e una vera e propria presa in giro del suo interlocutore sarebbe in Germania fuori luogo e mi darebbe la nausea.

                  Le sue fantasiose beghe giudiziarie poi che lo accusano di questo e di quello, con una stampa vigliacca che arriva ad accusarlo di relazioni sessuali con una minorenne, mentre da un'altra parte gli si attribuisce addirittura la paternità della giovincella, indicando in modo ambiguo e schifoso pure un possibile caso incestuale; tutto questo, qui in Germania, grazie alla sua tenacia e caparbietà, la sua lungimiranza e capacita governativa, avrebbero fatto di lui una persona di culto, un Santo vivente, ma senza chiappe.
  
                  Tutto questo sarebbe Silvio Berlusconi se fosse un tedesco, è ciò non è da poco, anzi è molto.

                  Se Berlusconi fossi tedesco, non lo voterei perché riconoscerei in lui una figura mediatica costruita e manipolata da mille opportunismi mediatici, da Corporazioni e Lobby politiche e finanziarie Tedesche e a ragion del vero, attualmnete  di figure sintetiche,in Germania ne abbiamo fin troppe.

                   In Germania, a discredito del Popolo stesso, Silvio Berlusconi sarebbe una persona sintetica, un alieno fuori dalla realtà della Gente, un automa controllato a distanza e telecomandato dagli interessi dei lobbisti tedeschi,

                   Se Silvio Berlusconi fosse un tedesco, io lo odierei già da un bel pezzo, la sua faccia me la troverei su ogni rete tv, su ogni giornale, su ogni settimanale.

                   Tutti i Muppet-Show di quelle ridicole sacerdotesse dello Jap-Jap teutonico, non farebbero che parlare di lui e tutti i puffi invitati alle sagre televisive della demagogia, si scioglierebbero in elogi e profuse odi d’incensamento politico,

                   Gli stregoni del Cabaret ne avrebbero fatto già una figura di culto cabarettistico,  ancor più famosa di Popov il grande ed inimitabile clown Russo.

                    Nessuno al Mondo peró, si sarebbe mai permesso di sparlare di un Silvio Berlusconi tedesco, nessun ciarlatano o scribacchino, nessun acrobata dell'alfabeto  lo avrebbe criminalizzato e con lui un intera Nazione di quasi 82 milioni di tedeschi, come gli strilloni mediatici di tutto il Mondo stanno facendo ora con lui e il Popolo Italiano.

                    Nessuno si sarebbe mai permesso di romanzare fin alla nausea storielle da Grand Hotel, come quelle fabbricate da una magistratura ambigua, faziosa, politicizzata e corrotta. come quella italiana.

                     Nessuna rete Tv le avrebbe trasmesse in tutto il Mondo con grande plasmo di frivolezza mediatica, nemmeno i mercenari mediatici di sinistra.

                     I giornalisti prezzolati, al soldo dei Ruppert Murdock e del bancarottiere e grande evasore fiscale di oltre 400 milioni di Euro, che con i soldi rubati al fisco italiano si acquistò il passaporto degli "Das Boot ist Voll" svizzeri; vale a dire  la tessera numero Uno dei Partito Democratico italiano Carlo De Benedetti non avrebbero mai scritto una singola parola contro Silvio Berlusconi e tanto meno si sarebbero prostituiti davanti alla telecamere delle tv tedesche per digrignare assieme a lui L'Italia e il suo Popolo come ad esempio fece anche il prof. Brusconi alla TV tedesca.

               Il banacarottierte Carlo De Benedetti non fu perseguitato dalla magistratura Italina e mai lo sarà. (per ora) 

                Silvio Berlusconi invece, tra l'esultanza di tutti i deficienti mediatici tedeschi e del Mondo intero, che per un disguido tecnico di quattro milioni di Euro, dopo aver versato in quell'Anno oltre 500 milioni di contributi al fisco, si vede condannato in modo blasfemo e codardo a quattro Anni di reclusione e all'interdizione dei pubblici uffici da un magistratura ancora peggiore di quella rumena di Ceausescu e tutta la banda di strilloni televisivi di questo Mondo, è additato come un pericoloso criminale.
 
                Wahnsinn. Pazzesco!

                La Germania, in Silvio Berlusconi avrebbe un altro mastodonte politico, ancor più grande di Big Mama Angelina e i politici del Mondo farebbero la coda per farsi fotografare ed essere ricevuti, quasi in udienza da lui al Reichtag di Berlino e qualcuno da queste parti comincerebbe veramente a chiedersi dove diavolo sono finite le persone normali o forse magari, cosa molto probabile,  griderebbe: Heil Silvio.

               Nein Danke.

               Silvio Berlusconi è italiano e sta bene in Italia, i mali italiani in fondo sono un bene per la tranquillità sociale in tanti Stati dell'Unione Europea.

                I mali italiani di cui nessuno in Italia ne nega l'esistenza, figuriamoci poi la gran parte degli italiani stessi che in primo luogo li subisce ogni giorno che passa, non li sminuisce nessuno.

                Il male italiano è un male necessario.

                Il "morbo italico" serve all'Europa da antidoto e alla Germania come paravento ed è un benvenuto toccasana gratuito, un placebo e un paraocchi contro tutte le brutture e i guai europei.

                 L'Italia attuale serve da paravento alle porcate della polita tedesca.

                Silvio Berlusconi serve da elisir per il popolo bue europeo; serve a fargli credere con incessante e costante rullio di tamburi mediatici e mezze verità debitamente elaborate, che essi in fondo sono fortunati a non vivere nel Bel Paese del Berlusca nazionale, paese di mafie e di corruzione, di corrotti e corruttori, di razzisti e sfruttatori di clandestini, diventato così, grazie ai comunisti tipo il marziano dal sangue diluito di blu e da ambiguità politiche come Umberto Eco, alla criminalità organizzata e alla Curia vaticana.

                Si parla spesso della necessità di cambiamenti nel Bel Paese, gli stessi fautori del male italiano li invocano, ma allo stesso tempo ostruiscono ogni tentativo di rinnovamento politico e sociale relegando ogni proposta di cambiamento, nell’angolo vergognoso della dittatura fascista, da dove, secondo loro, le proposte di aggiornamento costituzionale e legale provengono, pretendendo allo stesso tempo però, addirittura di voler rifondare il comunismo stalinista.

               Il dopo Berlusconi non m’impensierisce proprio, morto un Papa se ne fa subito un altro, e poi chi vivrà vedrà, per ora Silvio  grazie a Dio c'e, ed è Italiano,  per questo se, e quando possibile lo voterò ancora.

                Wir sind das Volk: Il Popolo siamo noi.
                Forza Italia siamo noi!

Vedi anche: http://www.maristaurru.com/index.php/Scritti/Da-Franco-Parpaiola-Letter-from-Germany-n.-4-BERLUSCONI.html

mercoledì 24 luglio 2013

PIRATERIA NAVALE E CRIMINALITÀ INTERNAZIONALE

Pirateria Navale e altre canaglie internazionali

IMO number:        9041162
Name of ship:       ALBEDO (since 01/10/2009)
Call Sign:      9MDS9
MMSI: 533049200      
Gross tonnage: 10859 (since 01/10/2008)
DWT: 15566
Type of ship: Container Ship (during 1993)
Year of build:        1993
Flag: Malaysia      (since 01/10/2009)
Status of ship:      In Service/Commission       (since 03/03/1993)
Last update : 16/04/2013.

La Motonave Albedo rapita dai pirati nel Novembre del 2010 a circa 1000 miglia marine a est di Mogadiscio è affondata all'ancora della costa somala Domenica scorsa durante una burrasca.

Dei ventitré membri dell’equipaggio formato da pakistani, iraniani e dei marinai dello Sri Lanka non si hanno notizie e sono stati dichiarati per dispersi, assieme a alcuni pirati.
Corre voce che la MN Albedo sia anche stata usata dai pirati come Nave- appoggio durante le loro scorribande nell'oceano Indiano.

Negli ultimi mesi, ogni tentativo da parte dell’armatore di riscattare la Nave sembra sia stato sempre vano.

Dobbiamo partire, se vogliamo parlare della pirateria navale somala, dai prosperi banchi di pesce che fino a diversi anni fa popolavano le acque territoriali Somale, e considerare come i pescherecci di mezzo mondo si dedicarono in quelle acque alla pesca di frodo.

Quando si parla di pirateria navale che iniziò dapprima dalla costa somala per poi estendersi su una gran fetta dell’oceano Indiano, fino a ben oltre 1000 miglia dalla Somalia; non si deve mai perderlo d'occhio questo fatto fondamentale, mai.

Per capire la logica dei pirati somali, bisogna immaginare i bagliori della mafia sicula contro gli stranieri, paragonarla pure ai Carbonari nostrani, oppure ai Vietcong, solo che la pirateria somala non nacque per combattere oppressori stranieri.

La Pirateria Somala non è paragonabile a un’associazione di giovani patrioti per la Libertà, come la Giovane Italia del Mazzini, tanto per dirne una, anche se il Mazzini non fosse certo né Santo né un eroe.

La pirateria non ha statuto o codice d’onore, né tanto meno è stata studiata a tavolino da qualche irredento o soggiogato da Forza straniera.

Furono invece la miseria più nera e la fame, che spinse i pescatori somali a unirsi per dar la caccia ai pescherecci delle Flotte mondiali che stavano distruggendo i loro banchi di pesca e loro unica fonte di vita sicura.

La pirateria navale somala nacque come conseguenza della pesca di frodo, praticata delle flotte di pescherecci mondiali, senza che nessun Governo o organizzazione umanitaria mondiale, si sognasse di denunciare questo saccheggio dell’oceano, che condannava chi non poteva difendersi alla fame e alla morte.

Questa indifferenza nei riguardi della popolazione somala, vale naturalmente  anche per i vari dipartimenti umanitari delle Nazioni Unite.

                   È da lì che nacque la pirateria navale somala, è giusto ricordare quei fatti, com'è giusto e soprattutto doveroso, parlarne con serenità.

Si calcola che la quantità di pesce pescato abusivamente nelle acque territoriali somale ammontasse nei Mesi di punta a oltre 30 milioni di Euro mensili.

Tutto questo scempio era possibile solo perché la Somalia travagliata da guerre interne, non aveva nessuna struttura marinara e nemmeno l’ombra di una Guardia Costiera che potesse tener testa ai pescherecci d’altura di mezzo mondo.

Pure diversi pescherecci italiani, davanti alle spiagge somale, non curanti degli accordi internazionali che vietano la Pesca da parte di unità navali straniere nelle acque territoriali di una Nazione, pescavano in sostanza di frodo ai danni dei piccoli pescatori somali e delle loro famiglie.

Provate ora a pensare cosa succederebbe se un peschereccio giapponese pescasse il tonno nello Stretto di Messina e guardate cosa gli capiterebbe.

Pertanto, mentre in quegli anni i somali dalle loro spiagge vedevano le Navi Fabbrica di mezzo mondo rubare loro i pesci, rendendo la loro uscita in mare con le loro barchette e scialuppe da pesca, in mezzo a quei mastodonti del mare, vana e molto pericolosa, le loro famiglie pativano la fame.

Fu allora che i pescatori somali si armarono e cominciarono a giocare a Robin Hood, andando nel loro mare a prendersi i loro pesci che i pescherecci stranieri stavano loro rubando.

Senza che nessuno lo avesse mai neanche lontanamente previsto, così, alla chetichella, e solo per fame e disperazione, nacque la Pirateria navale Somala, che oggi guadagna milioni di dollari e dà filo da torcere, su barchette e carrette marine, a una flotta agguerrita e ultramoderna come quella impiegata nell'Operazione Navale Nato, soprannominata, “Atalanta”.

Il volume di soldi che girano è pazzesco, se poi a quei soldi ci aggiungiamo i costi dell’operazione di protezione navale “Atalanta”, il tutto diventa quasi incalcolabile e mostruosamente criminale.

Lo stress fisico e mentale degli equipaggi poi, non certo addestrati a far fronte psichicamente a questo tipo di angustie, è senz'altro tremendo, e state più che sicuri che la gran parte di loro entra in uno stato di apatia mentale e torpore corporeo, dove il cervello scollega tutti i sensi e li lascia solo vegetare schermandoli, come un condannato a Morte sul Patibolo, dalla realtà del presente.

Le paure per gli equipaggi arriveranno dopo, a casa o su di un'altra Nave, magari un giorno lontano, navigando di nuovo in quelle acque, non sul momento.

In momenti simili nei molti prevale l’apatia che li può anche condurre alla morte.

Una nave tedesca registrata nel Porto di Bremen e rapita un paio di Anni fa, presentava quattordici membri d’equipaggio, il Comandante indonesiano e tredici filippini.

Pertanto mi è difficile capire perché il contribuente europeo deve finanziare un’operazione navale “Atalanta” per proteggere navi di Armatori europei ma sotto Bandiera di convenienza, con manco l’ombra di un europeo a Bordo.
Sarebbe davvero interessante scoprire, poiché tutti gli armatori piangono sempre il morto e i loro Libri Mastri sono in perenne rosso, da dove vengono i soldi per il riscatto.

Degli equipaggi, diciamolo pure senza paura di sbagliare agli Armatori interessa ben poco, loro rivogliono la nave, i noleggiatori reclamano la loro merce e la vogliono subito e le assicurazioni, i P&I (Protection and Indemnity) vogliono risolvere la questione al più presto e l’Armatore paga, in contanti, sul luogo e non attraverso le Banche.

Nel frattempo pero, i ritardi di consegna causano altri costi a chi attende la merce e qui si apre subito un altro mercato assicurativo, con altre richieste di risarcimento danni.

L’organizzazione per pagare il riscatto è perfetta, i soldi sono gettati con paracadute in mare in un punto prestabilito dagli emissari dei pirati, che per scopi “umanitari” fanno da tramite, tra i somali e gli Armatori.

Gli involucri stagni contenti il riscatto, sono raccolti in mare dall'equipaggio di una scialuppa che li porta a Terra.

In questo preciso momento comincia il mio odio verso i Pirati, che nasce dal semplice fatto che ormai con tutti i milioni di Dollari in riscatto, già pagati, la fame e la miseria, le malattie e l’analfabetismo in Somalia dovrebbero essere già spariti da un pezzo e invece esistono ancora.

La spiegazione è semplice: ora la Pirateria Somala è sfuggita di mano ai pescatori affamati di un tempo.

I loro figli sono diventati la manovalanza di un’organizzazione criminale internazionale, con ramificazioni nelle Banche dell’aerea mussulmana e africana.

I Pirati non hanno una logistica marittima propria che li porta in un determinato punto ad attendere una determinata Nave.

I pirati escono in mare, scelgono la preda, come i felini nella savana scelgono un animale in una mandria e cercano di prendersela, se non ci riescono, abbandonano la preda, la lasciano andare e se ne cercano un'altra.

I pirati insomma si comportano proprio come i predatori delle Savana ai quali non importa se predano una zebra o un bufalo o una gazzella; anche per loro vige il detto: basta che se magni, non vi pare?

A tutto Dicembre 2010 sono ventisei le navi rapite con un totale di 617 persone d’equipaggio.

L’Anno scorso le navi rapite furono quarantasette, i rapimenti tentati e sventati, riportati e schedati furono 218.

Negli anni, nel complesso è stato pagato un riscatto per oltre 300 navi, ora calcoliamo, circa dieci milioni di media per nave e arriviamo a tre miliardi di dollari, se invece diamo credo ad altre fonti, parliamo di un totale di 500 Navi e si arriva a cinque miliardi, mentre in Somalia continuano a morire di fame.

Di fame non muoiono invece i veri pirati, cioè gli aguzzini dei pescatori corsari, che siedono alle Nazioni Unite, e che maneggiano dal retroscena, questo turpe business internazionale e inaspettata pioggia di dollari.

Lo stesso vale per i pirati nigeriani sul Delta del Fiume Niger, per quelli del Camerun e quelli veramente crudeli e assassini, cioè gli asiatici dell’Indonesia e Malaysia.

Almeno la pirateria del Corno d’Africa si potrebbe quasi eliminare, circumnavigando il Continente africano, ma ciò costerebbe troppo e l’economia egizia che dipende in gran parte dagli introiti del Canale di Suez, che ne risentirebbe e pure parecchio, castigando così anche chi non ha nessuna colpa in merito.

Secondo l’organizzazione OBP “Ocenas Beyond Piracy” gli armatori hanno versato alle varie assicurazioni navali qualche cosa come 635 milioni di dollari.

Una cosa qui deve essere ben chiara, questi costi sono voci di bilancio e spese tornanti, Anno dopo Anno, dopo Anno!

La stessa associazione “OBP” poi tirandosi dietro l’ira dell’industria assicurativa navale quando sempre per il 2010 in un secondo rapporto, stabilì il costo totale della lotta alla pirateria, sempre nel 2010, sui 460 milioni di dollari.

Alcuni esperti invece, hanno inoltre stabilito che il totale delle quote assicurative (War Risk) per il 2011 si aggirava sui 230 milioni di Dollari per il 2011.

Diverse Assicurazioni navali si sono già distanziate da questo mercato Assicurativo e non emettono più polizze assicurative anti-pirateria.

Altre Assicurazioni valutano l’attuale mercato a non più di 120 milioni di dollari mentre altre ancora, arrivano a stabilirsi sui 230 Milioni di dollari.

OBO calcola che per il 2011 solamente per le navi cisterna, furono sborsati, 160 milioni di dollari in quote assicurative.
La seconda voce in ordine di grandezza riguarda le Navi porta contenitori con circa 140 milioni di dollari, seguono poi le carboniere con poco più di cento milioni e tutte le altre con cifre che variano dai venticinque ai due milioni di dollari.

È anche stato previsto un rimborso del 30% nel caso di mancato rapimento.

Calcolando il rischio di Guerra e rapimento sulla base dello 0.1% sul prezzo delle Navi si arriva a circa 635 milioni di dollari.

Le navi in transito in quelle acque sono circa quarantatré mila, ogni anno, il che dovrebbe anche dare un’idea dei quanti miliardi di dollari annui incamera l’Egitto con il canale di Suez.

Le misure di prevenzione di abbordaggio, a Bordo, basandosi sul numero delle navi in transito a Suez, sono estimati, secondo sui vari prezzi di mercato per filo spinato, segnali acustici e accorgimenti vari, a circa 45 milioni di dollari.

Personale armato a bordo delle Navi sia se di agenzie di protezione private come ad esempio la “Blackwater”, o militari, riduce la quota assicurativa della nave in transito in acque infestate dai pirati del 35%.

Adesso viene il bello:

Questo naturalmente vale anche per le navi con personale militare a bordo come nel caso della “Enrica Lexie” ad esempio, dove con quattro fucilieri di marina a costo zero la Società Armatrice F:lli D’Amico si vede ridurre la sua quota assicurativa del 35% calcolato allo 0,1% delle prezzo della Nave al momento dell’arresto a Kochi da parte di discutibili e alquanto deplorevoli “autorità” indiane.

Il prezzo della Motocisterna Enrica Lexie si dovrebbe aggirare sui 300 milioni di Dollari.

Le Navi registrate in Porti europei, ma battente bandiera ombra, dove ogni secondo Registro Navale anche quello italiano e da considerarsi bandiera di convenienza; non pagano le tasse allo Stato in base al loro guadagno annuo; bensì versano un esigua cifra calcolata in base al tonnellaggio della Nave, nel caso della Enrica Lexie sono poche decine di migliaia di dollari l’anno.






domenica 21 luglio 2013

LA MANOVALANZA DEL POTERE.

Das Sommerloch ovvero: Il buco estivo.

Dicono che il sonno porta consiglio, l’estate invece, non ci porta solo il tanto sognato mese di Agosto di ferie e di riposo.

Il mese di Agosto; quasi volesse rovinarci le vacanze, ci regala in aggiunta anche le ferie politiche.

Quello che in Germania si chiama “Das Sommerlock” ovvero il buco d’estate, infatti, non è altro che il tempo di ferie dei vari parlamenti e governi europei.

In questo periodo, per le TV e la stampa, imperversa la canicola mediatica, i Governi e le opposizioni sono in ferie e i media sono a corto di notizie e di scoop giornalistici di rilevo.

Questo è il tempo dei macachi della politica che presi da patriottico ardore nel vedersi i riflettori della ribalta puntati addosso e lusingati da tanto interesse mediatico per il proprio intelletto e argute idee politiche si aggiudichino una certa “flatrate” sulla propria idiozia, malvagia demagogia e stupidità e pertanto, fanno  a gara a chi di loro dice più bestialità e stronzate politiche in pubblico.

Qualche anno fa, qui in Germania ci fu un cretino parlamentare di terza o quarta fila, che, poverino lui non si era mai visto una telecamera puntata addosso né tanto meno aveva avuto uno straccio di giornalista che gli ponesse una domanda o gli chiedesse un’opinione; che, con uno slancio d’ardore patriottico, arrivò inaspettatamente ad arrampicarsi sulla prima pagina del Bild-Zeitung.

Il macaco politico ululava ai quattro venti che per sanare il debito pubblico tedesco bisognava istituire tre nuove tasse.

La prima tassa era quella sulla Bandiera.

Lo scemo politico del giorno voleva imporre un obolo annuale a tutti i ristoranti e negozi di alimentari stranieri che nelle insegne dei loro negozi o menù mostrassero i colori nazionali.

Il tricolore doveva sparire dai ristoranti italiani, la mezza Luna rossa da quelli turchi e i colori spagnoli dai ristoranti iberici und cosi via.

La seconda tassa avrebbe dovuto essere sulla lingua usata nelle insegne e vetrine dei negozi che, essendo in Germania doveva essere rigorosamente nella lingua di Goethe, vale  a dire l'idioma tedesco.

Pertanto una pizzeria avrebbe dovuto cambiare il suo nome in: “Fladenbrot mackerei”.

Una paella spagnola si sarebbe chiamata “Reispfane mit allerlei” in altre parole: Risotto in padella con un po’ di tutto.

Un Dönner Kebab turco sarebbe diventato un “Gefülltenfladenbrotbötchenallerlei” (tutta una parola) ovvero: Panino piatto, con un po’ di tutto, und, un Hamburger da McDonald, sarebbe diventato una “Frikadelle”, ovvero, una volgare polpetta.

Un altro obolo annuo da versare in anticipo all'ufficio delle imposte, s’intende, avrebbe portato all'istituzione di un “Sondergenemigung” o permesso speciale, che avrebbe permesso a un pizzaiolo napoletano di chiamare una Pizza Margherita, Pizza Margherita, und nix, “Fladenbrot nach Gänsenblümchenart”. 

Cazzo: ecco svelato il potere dei soldi.

In uno slancio di patriottico ardore lo stesso macaco teutonico  poi, ne inventò un'altra di tassa, difatti per assuefare di nuovo il popolo tedesco alle pietanze della cucina locale, l’arguto cretino intendeva istituire una quarta tassa sui cibi esotici stranieri per renderli così inaccessibili ai portafogli della popolazione locale, come se quelli dei ristoranti italiani e spagnoli, sparsi in tutta la Germania, non lo fossero già.

Il bello è che tutte queste menate ai barbari teutonici le hanno imparate dagli italiani stessi.

Le porcate politiche, i sotterfugi diplomatici, le menzogne, anche se a volte applicate dai capoccioni e bifolchi bavaresi in modo goffo e disastroso; le hanno apprese dai frati nei monasteri sparsi tra gli uliveti della Puglia, quando nel Medioevo, l’aristocrazia tedesca decise di mandare i propri rampolli da quelle bande a scuola dai frati.

All'attento osservatore e conoscitore della mentalità tedesca non sfugge che tutto ciò che è rimasto inculcato nel DNA tedesco e che ancor oggi dà suoi frutti, infatti, l’uso della demagogia come arma di scaramucce diplomatiche e di ricatti politici, proviene dall'Italia.

Sembra veramente che lo scolaro abbia surclassato il Maestro.

Mentre però la demagogia italiana serviva a una certa delinquenza politica e clericale nostrana per sguazzare nel Bengodi; quella tedesca invece, incolpando come sempre il Mondo intero della propria nefandezza, sta di nuovo distruggendo la Germania e con lei, l’Europa intera.

Tratto dal mio Manoscritto: “Il Cantiere”

…In questa parte dell’Italia Meridionale, bagnata dai Mari Adriatico e Ionio, fortunatamente dotata di un clima prettamente mediterraneo e arricchita da terra fertile e gente ingegnosa, si è sempre vissuta una vita laboriosa e impegnativa, sempre cercando la pace e la tranquillità.
Fu da queste parti che i rampolli aristocratici tedeschi furono istruiti dai dotti e devoti frati nell'arte di leggere e scrivere, diventando così provetti in Greco e in Latino e in tutte le scienze allora conosciute.
Sotto l’arguta guida dei severi frati, i giovani aristocratici teutonici, impararono l’arte della diplomazia, dell’intrigo politico e dell’ipocrisia, assimilando il tutto assieme a quella del governare e del tornaconto istituzionale.

Tra le tante cose, i frati, abili ed esperti nell'arte del disguido, insegnarono ai giovani futuri reggenti e condottieri d’oltralpe che il vero potere, si trovava nel sapere.

Spiegarono loro l’importanza del conoscere i veri fatti e insegnarono loro l’arte di approfondirli e analizzarne le varie circostanze e sfaccettature; meglio dei loro avversari.

Seguendo l’inflessibile disciplina e assimilando le nozioni dei loro severi ed intransigenti insegnanti, i giovincelli appresero anche come usare il loro sapere.

Impararono a dosarlo e a centellinarlo contro i loro avversari, secondo le necessita ed eventuali opportunità del momento. 

Appresero come applicare la forza della persuasione e della pressione psicologica. 

Compresero la sottile finezza del disguido, della finzione, della calunnia, della dissimulazione e della falsità, e impararono a usarle a scopo politico.

Capirono, con l’andare del tempo, che il sapere era un’arma potente e impararono ad impiegarla con destrezza ed efficacia.

Il lavoro fatto a quel tempo dai servi di Dio, dai frati e dagli abati nei conventi nei castelli e nei monasteri pugliesi; non fu invano e, ancor oggi a distanza di diversi Secoli, elargisce i suoi frutti nella Germania attuale.

Mai prima d’allora nella Storia dei Popoli una moltitudine di piccoli clan tedeschi in eterna lotta tra di loro, riuscì a unirsi in un solo Popolo come fecero le varie tribù germaniche.

 Inquadrandosi dietro un unico vessillo, i vari clan e tribù germaniche riuscirono in cosi poco tempo, solamente con la loro forza di volontà e tenacia a raggiungere un alto tenore di vita e di sicurezza economica unici al Mondo.

Nessun Popolo della terra prima d’ora è riuscito, solo con la voglia di far meglio degli altri, a raggiungere traguardi così alti e orizzonti così ambiti come il Popolo Tedesco.

Nessuna Nazione prima d’ora, al di fuori dell’odierna Germania, era riuscita ad accumulare tanta influenza politica e potere economico, da ispirare con la propria tecnologia non solo l’Europa, bensì tutto il Pianeta e la vita dei popoli della Terra.

Ogni altro Popolo, tutti, perfino l’antica Roma con tutta la sua sapienza e cultura, ebbe bisogno di orde di legionari per instaurare e stabilire e imporre la sua Pax Romana nel Mondo allora conosciuto e mai senza prima di scatenare una guerra di conquista e di occupazione dopo l’altra.

I giovani teutonici, invece, capirono che l’arma più potente era il sapere e impararono a usarlo con efficacia.

Le Nazioni Tedesche, guidate dai loro rampolli aristocratici allevati dai frati tra gli uliveti della Puglia, usando con sapienza le nozioni apprese e con l’aiuto di Sancta Mater Eclesia, con senso di responsabilità e profonda conoscenza della natura umana, persuadendo, ricattando e convincendo; riuscirono in poco tempo, quasi senza guerre ne saccheggi e senza distruzioni di altre civiltà e culture, a unificare l’Europa sotto il vessillo del Sacro Romano Impero di Germania.

Incredibile come possa sembrare, quella fu la vera e unica Unione Europea veramente funzionale.

Ovviamente, come durante la seconda e la quarta decade del Secolo scorso ad esempio, ci furono momenti dove in Germania un paio di psicopatici spronati dall'odio e da idee di superiorità razziale, ne combinarono di tutti i colori.

Usando l’imbecillità collettiva che a volte amalgama la grande massa del popolino, quasi fosse un rimasuglio della primordiale idiozia tipica dei bifolchi illetterati che forgia in un unico compatto e malformato branco d’idioti servili e senza cervello chi per tornaconto o per paura; si rifiuta di usare il cervello; l’aristocrazia e l’industria tedesca scatenarono per ben due volte una Guerra su scala mondiale, cercarono di conquistare e soggiogare il mondo intero usando come copertura il fanatismo politico di una banda di criminali e mostri fanatici unici nella Storia dell’Umanità.

Difatti, tra i molti e i tanti ci sarà sempre qualcuno che si crede un redentore delle Masse che cercherà di raggiungere il trono credendosi guidato dal destino e questo purtroppo, successe per ben due volte anche in Germania.

Dopo le sacrosante botte che per ben due volte piovvero loro sul groppone da tutte le parti del Mondo, i superstiti dell’ultima pazzia teutonica si ricordarono degli insegnamenti dei frati dati ai loro antenati tra gli uliveti pugliesi e agirono di conseguenza.

Questa volta però, anche perché dalla loro ultima pazzia ne uscirono veramente piuttosto malconci e decimati, i superstiti teutonici, ricostruirono la Germania, soprattutto con l’aiuto degli italiani.

Dopo la loro ennesima pagliacciata, anche gli italiani erano malmessi e alquanto malridotti ma non tanto decimati quanto i tedeschi.

Alla fine della seconda Guerra Mondiale; l’Italia era davvero solo una Nazione allo sbando, dilaniata da un regolamento di vecchi conti politici e privati mai ben definiti, ben nascosti sotto il mantello di una mezza guerra civile sporca e vigliacca e mai veramente combattuta tra paesani e concittadini se non nei cessi, nelle fogne, nei rigagnoli e nei bidoni della spazzatura del Bel Paese e,a tutt'oggi, mai veramente finita.

E così, mentre ex commissari politici comunisti al servizio di Stalin e del partito comunista sovietico, cercavano di instaurare nel bel Paese una sottospecie di dittatura comunista, la gente semplice della strada, sia tedesca sia italiana si mise all'opera per rimettere in sesto le infrastrutture distrutte dalla loro stessa scellerata scempiaggine.

All’inizio, sia gli italiani sia i tedeschi superstiti, cominciarono a rimettere di nuovo in piedi la Germania. 

Lavorarono con diligenza e caparbietà e in meno di dieci anni riuscirono a ricostruire tutte le infrastrutture, cominciando dalle fabbriche e strade, dalle ferrovie alle autostrade e ai porti marittimi.

Aiutate da volonterosi e capaci uomini del sud, le donne tedesche, durante il dopo lavoro scodellarono pure un nuovo Popolo.

Era un popolo sano e forte quello che nacque in Germania, spuntando dalle ceneri come la mitica Fenice. 

Ripudiando ogni velleità bellica, il nuovo popolo tedesco giurò di vivere, da quel momento in poi, sempre in pace con il mondo intero rigettando ogni forma di aggressione e guerra di conquista futura.

Lavorarono e progredirono così dinamici e lesti che in manco di una decade, la Germania ridivenne, questa volta con soli fini di pace e progresso nuovamente il punto di riferimento nel mondo della tecnica, delle capacità innovative del lavoro e della ricerca scientifica.

Il sapere e le capacità tecniche erano di nuovo riconosciuti come punto di riferimento da tutti e il Mondo guardò nuovamente con ammirazione a questo Popolo che, dal tanto male che fece, ora progrediva e insieme a lui e con lui, l’intera Europa.

Dalla Germania degli anni cinquanta partirono i primi impulsi per una ripresa economica in Italia e di di tutta l’Europa occidentale che rapidamente portò lavoro e benessere a tutti i Popoli occidentali.

Tutto funzionava e progrediva a meraviglia, la nuova Germania e la novella Europa, quasi come due sorelle gemelle crebbero e prosperavano nel tempo, influenzando e conteggiando con la loro voglia di sapere e di fare e questa volta in modo positivo, il Mondo intero.

Tutto a posto allora?

Nix tuto bene, tutto Scheiße Kamaraden.

Gli anni delle vacche grasse finirono presto, non certo perché ci fu un’altra crisi tipo anni venti, no, le cose non andarono esattamente così, nix crisi tipo anni venti, i bei tempi finirono presto a causa di un imprevisto che nessuno si aspettava o avrebbe mai potuto prevedere.

Il declino della Germania iniziò verso la fine degli anni settanta, appena cinque lustri dopo la fine della seconda Guerra mondiale, con l’apparizione di un prototipo di homo sapiens germanicus, a molti di noi, finora del tutto sconosciuto.

Nessuno sa ormai dire con sicurezza da dove lo sconosciuto venisse, chi l’avesse creato o di chi fosse figlio, di sicuro si sa solamente che, improvvisamente, costui bussò alla porta della Storia portandosi appresso tanti mentecatti come lui.

L’arrivo dello sconosciuto diede il via all'attuale decadenza tedesca.

Da quel giorno, tutti i valori e virtù accumulati iniziarono a vacillare e a degenerare e la Germania cominciò a perdersi di nuovo per strada.

Il nuovo arrivato si dimostrò presto un vero maestro del lamento, un deplorevole, capace e abile menestrello della mala sorte. 

Bugiardo, cinico e intrigante, furtivo e codardo, questo fariseo dell’umanità era venuto dal nulla e niente aveva a che fare o veder con tutti i buoni propositi tedeschi dell’immediato dopo guerra; ma era arrivato per restare e la Germania non fu più la stessa.

Come un cancro con molte putride metastasi, questi prototipi dal basso orizzonte si misero all'opera e infestarono, con il loro comportamento, non solo la Germania e il Mondo intero, ma anche la vera aria che noi tutti respiriamo.

Sembra veramente che il ritorno dei lavoratori mediterranei e delle loro famiglie create in Germania, coincida con l’apparizione del nuovo prototipo di homo sapiens germanicus. 

Le malelingue, invece, assicurano che, in effetti, costui non fosse mai scomparso, insinuando anche che sia sempre esistito nel sottobosco delle strutture sociali tedesche, pronto a rispuntare come un fungo velenoso non appena e ogni qualvolta si presentasse l’occasione propizia.

Conseguente a questo deplorevole e nefasto “status quo” di cose, se è di questo che veramente in fondo si tratta e per quanto a me e ai miei colleghi tedeschi del tutto sconosciuto e da noi avvertito solo per sentito dire, mi meravigliò e non poco, di incontrare in quel di Monopoli un’intera squadra di questi nefasti personaggi teutonici…

Oggi, in tempo di quasi compagna elettorale qui in Germania il Ministro dell’economia tedesca Rössler (FDP liberale) ben intento a togliersi la testa dal cappio politico che i suoi stessi sostenitori gli hanno messo al collo, per profilarsi a salvatore della produzione di corrente elettrica tedesca; disse che intendeva mettere fuori uso la Legge sulla protezione ambientale per agevolare la costruzione e nuove linee dell’alta tensione sul territorio federale.

Prima di lui, il Ministro degli esteri ed ex Vicecancelliere Westerewelle (sempre della FDP liberale ma ormai senza nessuna testa da salvare perché fu proprio il Rössler a tagliargliela) l’anno scorso e sempre d’estate; andava dicendo che per permettere alla Grecia di pagare i suoi debiti verso il contribuente tedesco si poteva costruire nell'isola di Creta un grande parco fotovoltaico la cui corrente elettrica poi; si doveva trasportare in Germania su una linea dell’alta tensione da costruirsi lungo tutta la penisola italiana.

Sempre di questi tempi, il Ministro delle Finanze bavarese Söder (CSU nazionalista) disse che la Grecia doveva uscire dalla zona Euro.

In verità disse che doveva essere sbattuta fuori dell’Euro.

Il Ministro delle Finanze bavarese di buon mattino, andava vaneggiando che con l’espulsione della Grecia dalla zona Euro intendeva statuire un esempio per Nazioni come la Spagna e l’Italia; le quali, sempre secondo il Ministro delle finanze bavarese, costavano troppi soldi ai contribuenti tedeschi.

Entrambi i ministri con le loro scemenze e stupidate politiche intento guadagnare consensi per superare entrambi la soglia del 5% delle preferenze alle prossime elezioni per non essere tagliati fuori da qualsiasi Governo sia a livello di Land sia Federale.

Il bifolco nazionalista bavarese Markus Söder disse proprio cosi: Statuire un esempio.

Penso che nessun politico in Germania si sarebbe mai permesso di usare una frase simile nei confronti della Grecia o di qualsiasi altra Nazione europea; infatti, la manovalanza hitleriana di esempi in Europa ne ha istituiti già troppi.

Solamente un nazionalista bavarese poteva usare termini simili.

Hitler’s helfers helfers; ovvero: I cosi detti aiuto manovale dei manovali hitleriani, hanno una triste tradizione nella storia della Germania dello scorso millennio.

In linea di massima erano solerti stranieri opportunisti come oggi si potrebbero classificare gli i finlandesi sostenitori dell’attuale dottrina Merkel e i Paesi Baltici e slavi in generale, Polonia inclusa.

Costoro erano reclutai e arruolati sul posto per eseguire i lavori sporchi.

Erano guardiani nei campi di concentramento e di sterminio nazisti ovvero i famigerati Kapò.

Erano spie civili della Gestapo nelle varie citta.

Erano carcerieri e aguzzini del loro stesso popolo in Germania e anche nei vari paesi europei occupati dai nazisti.

Oggigiorno è semplicemente blasfemo pensare a un ritorno al passato dittatoriale di stampo nazista.

Il Popolo tedesco compatto questo non lo permetterebbe mai, su questo non è nemmeno necessario discuterci sopra, già il pensare a una cosa simile sarebbe un sacrilegio in se stesso.

Di fatto però si può parlare di una dittatura di stampo lobbista tedesco, con tanto di manovali di mestiere, come appunto lo sono gli olandesi e il Benelux in generale,  i finlandesi e gli slavi baltici.

L’attuale dottrina Merkel, poi; intende distruggere l’iniziativa economica di Mario Monti, per questo la Cancelliere rimane rinchiusa nel silenzio delle sue ferie estive e lascia la sua manovalanza e aiuto manovali vari fare il lavoro sporco; questa volta però si sbaglia.

A Settembre la Signora Merkel si vedrà presentare il conto per tutta una serie di scelte politiche sbagliate che in primo luogo hanno danneggiato e continueranno ancora per un poco a danneggiare la Germania e l’Unione Europea.

La richiesta di Mario Monti ai Capi di Governo, di agire con più fermezza in fatto di politica europea è seguita da una dichiarazione dalla segreteria generale della CSU nazionalista bavarese, dove si dice che la Germania non è disposta a rinunciare alla propria democrazia per i debiti degli italiani.

A prescindere dal fatto che un buon dimezzamento delle spese di corte e delle le pensioni della nomenklatura civile o militare che sia, annienterebbe in pochi mesi il Debito Pubblico Italiano  è proprio vero, Matrona Bavarie come madre … è sempre incinta.

PS.
Non mi ricordo più quando scrissi questo articolo, probabilmente l'Anno scorso. L'ho solo modificato in vista delle elezioni Nazionale in Germania e in Baviera, alla presente estate. 

Di stupidaggini politiche estive in Itala se ne sentono tante: bene, questa e la prova che tutto il Mondo è paese.

L'unico guaio e differenza, è che nel bel Paese, le stupidaggini politiche, si sentono tutto l'Anno.