lunedì 27 gennaio 2014

ALSO SPRACH ZARATHUSTRA



L’italica passionaria.

La maggior parte degli italiani sdegna la verità degli altri, figuriamoci poi le Donne italiane.

Le verità degli altri, le tante verità di tutti gli altri per molte Donne italiane non contano e sono subito classificate come invidia, goffa e malaugurata critica e archiviate come distorsione dei fatti, come dicerie e cafonate barbariche.


Gli italici eroi, tutti uguali e uniformi nel loro pensiero in infallibilità, in questo discorso non c’entrano, quelli fan solo casino secondo il sapiente dettato delle loro passionarie,

Le moderne “Anita” invece, si dividono in tante sottospecie e sono sparpagliate in tutto il territorio del bel Paese,


 Sono quelle le peggiori distortici delle italiche piaghe e verità.

Sono le passionarie, discendenti da Elena di Troia e seguaci di Anita Garibaldi; da qui il sinonimo “garibaldina” o “passionaria” sia di destra sia di sinistra.


Sono le “passionarie” le rosse e le nere,  le neutrali, le indipendenti, le belle, le brutte, le giovani, le vecchie, le dritte, le storte, le zoppe und: Le zitelle con prole ben avanti e stagionate negli … “anta”,  a cui bisogna stare attenti, quest’ultime poi, sono le peggiori di tutta la banda delle patriottiche passionarie battiate del beli e pertanto sono da tenera a bada come un serpente velenoso o la peste bubbonica. 


La vulnerabilità delle Società italiana è palese a tutti ma per togliere l’italico carro dal pantano in cui si trova; ci vogliono ben più che frasi fatte e squilli di tromba. 


L’unico modo per salvaguardarne la Storia e la Cultura e quello consolidarne le infrastrutture ma per far questo ci vuole rispetto degli altri, considerazione delle necessità e dei diritti del prossimo und soprattutto, avere il coraggio di essere sinceri, verso se stessi. 


Una passionaria non avrà mai il coraggio, ammesso ma non concesso che lo abbia,  di usare il proprio cervello, la razionalità del pensiero le è aliena, in linea di massima la fanatica ragiona con le chiappe ma solo per sostenere le proprie verità, mai per approfondire un pensiero o concetto di cose e fatti, specialmente se qusti sono in contrasto con il proprio basso orizzonte.


La Storia dell’Umanità, da Elena di Troia in qua, ci insegna proprio questo: Le passionarie ragionano con le chiappe.


Nel corso dei millenni, le discendenti di Elena di Troia, avrebbero dovuto imparare a usare il cervello, a essere razionali, nix, non hanno capito un belin e battono fino al inverosimile sempre la stessa solfa: Le chiappe über alles und occhio a quando passa il carro del vincitore …!


La caratteristica che porta le passionarie a considerarsi qualche cosa di speciale e di eletto e non, come una goccia d’acqua in mezzo all’oceano, sia pure con le sue ben definite caratteristiche che la distinguono da tutte le altre, ma anche parte indelebile della grande Onda in un oceano di Onde, ha del tragicomico e del narcisismo unico al mondo. 


La loro, è una malattia patologica proveniente dalla disfunzione menatale che scaturisce dalla prospettiva del rospo che voleva diventare un bue o del bue che voleva diventare un elefante, o di quella dello spaccapietre che voleva diventare una montagna. 


Alla base di questa cretinaggine, troviamo la loro presuntuosità, vale a dire, l’assoluta certezza di aver ragione e di essere superiore agli altri. 

Oramai la Società Italiana nel corso dei secoli è stata debitamente avvisata dalla Storia su cosa significa arrivare troppo tardi; non essere pronti alle sfide dell’evoluzione sociale significa sprofondare nel caos, dove ognuno, con il cuore in gola, corre come il cane che si morde la coda o l’asino che insegue la carota appesa davanti al suo naso fino al completo esaurimento delle proprie forze.


Mentre per gli antichi greci gli “idiotes” erano persone uniche, semplici ma speciali, per gli antichi romani, infetti già allora dal virus del narcisismo e da quel senso d’irrazionale superiorità che prima li rese pigri e letargici e poi vulnerabili alle invasioni di altre civiltà, sicuramente meno colte, gentili e raffinate, magari forse rozze al paragone, ma dannatamente micidiali e distruttrici, gli “idiotes”  diventarono dei semplici idioti.


Fu proprio a causa della loro idiozia in versione latina che i romani furono semplicemente inghiottiti dalla Storia e tutto quello che di loro è rimasto son quattro ruderi a testimonianza della loro saggezza e capacità e splendori dei tempi antecedenti, la loro idiozia. 


Mentre per gli antichi greci “idiotes” significava essere qualche cosa di speciale e positivo, più tardi per l’antica romana, l’idiota, quasi a disdegno della Cultura altrui, era sinonimo d’ignoranza, di cafonaggine, d’inferiorità, di barbarie.


Italico disprezzo per il sapere e la capacita altrui si evidenzia proprio in questa interpretazione del termine “idiotes”, positivo nella Magna Grecia, negativo, nell’antica Roma. 


L’intransigenza del pensiero è qualche cosa di spaventoso, di allucinante e di un’arroganza tale da allontanare qualsiasi forma di dialogo e svolgimento costruttivo del pensiero in sé. 


La matrice dell’italico pensiero è presto detta, se non sei italiano, non sai, se vivi all’estero, non puoi sapere, e se sei, chi sei, chi ti credi di essere? 


Il “chi sei” o la forma ancor più negativa e spregevole, “chi ti credi di essere” nasce dal culto del narcisismo, che portò alla scomparsa dell’impero romano e che porterà alla dissoluzione della cultura Italiana e alla sua immersione con quella islamica e dei vugumbrà, rendendo l’Italia, il cesso de Mondo; questo scempio della Storia e della Cultura Italina, grazie alle passionarie, quali discendenti da Elena di Troia, è in pieno svolgimento.


Il Mondo, le genti di questo Pianeta, non si fida più dell’Italia politica, vedono la demagogia delle passionarie, conoscono l’alto grado di faziosità della magistratura italiana, risentono nauseati della corruzione dei politici italiani, ne registrano le loro ruberie e porcate varie e la loro falsità e disonestà innata.


Il Mondo vede queste cose e cercando di accaparrarsi quello che ancora è rimasto di buono nel bel Paese; alla vista di tanto malaffare gli gira le spalle disgustato.. 


La decadenza del Popolo Italiano si nota anche tra i meridionali che ripudiano la Storia D’Italia e invocando il cosiddetto Regno delle Due Sicilie, questi ultimi esemplari d’italico acume, nemmeno si accorgono che invocano di nuovo il colonialismo e il giogo straniero in Italia, solo perché sono una massa opportunisti.


In Italia è in corso una fulminante fusione di cultura mediterranea intesa come cristiana fondata sulla Bibbia con quella afro-beduina che difficilmente finirà in maniera pacifica. 


 Dove, e questo sia ben chiaro, non ci saranno né vinti né vincitori bensì solo decandeza e degrado per tutti..


Il tutto, nel meridione si rendere dolorosamente palese, dall’arrabbiata reazione d’insofferenza delle elleniche passionarie nostrane che laggiù, si chiamano brigantesse.


Aggiungiamoci i vari raggruppamenti di clan criminali che “attanagliano” la Società italiana, tanto per usare termini teatrali di eccelse e lungimiranti tesi che come funghi spuntano oggigiorno dal sottobosco in cerca di applausi e consensi e lucri commerciali e il disastro sia  dal lato umano che materiale, è fatto.


Il narcisismo dell’italico pensare biasimando il resto del mondo e le sue molteplici verità; della propria decadenza, sfodera il meglio di se nel rifiuto delle verità altrui e  si rinchiude nel suo guscio pieno di presunzioni e di cliché verso Dio e verso i Popoli della Terra e con sdegno e sufficienza,  nel suo ponderato e arguto elucubrato pensiero, sempre basato sul tornaconto personale, scaglia i suoi anatemi a destra e a manca. 


Und su tutto questo, troneggiano le brigantesse o passionarie che siano che sempre ecomunque, tutte figlie di Elena di Troia e seguaci di Anita Garibaldi sono.


Spesso, ascoltando le varie interviste televisive, dei vari “idiotes” ad esempio, oppure quelle che i piccoli opportunisti politici, come i vari Leoluca Orlando o Buttiglione, concedevano alle varie iene della tv tedesca, a aspidi velenose e mortali al morso, come la Sandra Maischberger o a sentire quelle altre belve dei Muppet-Show come l’Anne Will, o la Maybritt Illner,  mi domandavo di che cosa si dette eccelsi italiche menti stessero parlando.


Ci volle un poco prima che riuscissi a capire che in fin dei cont,i costoro, abilmente teleguidati dalle feline (magari ora un po’ sdentate e spelacchiate) della tv Tedesca come senza dubbio lo sono la Maischberger, la Will e la Illner non conversavano, non discutevano, non facevano il punto delle loro tesi filosofiche o opinioni politiche, bensì sotto le sapienti sferzate di quelle fantastiche passionarie, in modo maestrale e capace davano solamente sfoggio della loro primordiale e innata “Urdummheit” o idiozia primordiale,  versione antica Roma!


Le seguaci di Elena di Troia tedesche si sono evolute, sono diventate intelligenti e hanno imparato a usare il cervello, come l’homo sapiens la ruota, battiate finché, si vuole, ma con più finezza e tatto.

Le passionarie tedesche son così provette e capaci, più subdole e meno rozze delle italiane ed è un vero piacere lasciarle fare … intelligenti non direi, solo migliori.

Come il grande Nietzsche ebbe a dire, gli italici “Bronzi di Riace”,  dovrebbero tradurre e imparare a memoria questa frase:

Also sprach Zarathustra: „Alles am Weibe ist ein Rätsel, und Alles am Weibe hat Eine Lösung: sie heißt Schwangerschaft.

Der Mann ist für das Weib ein Mittel: der Zweck ist immer das Kind.

„Ein Spielzeug sei das Weib, rein und fein, dem Edelsteine gleich, bestrahlt von den Tugenden einer Welt, welche noch nicht da ist. 

Der Strahl eines Sternes glänze in eurer Liebe! Eure Hoffnung heiße: ‚möge ich den Übermenschen gebären.

Zum Dank bekommt er vom alten Weiblein eine „kleine“, aber oft missverstandene „Wahrheit“ geschenkt:
„Du gehst zu Frauen? Vergiss die Peitsche nicht!

... und se la frusta non basta, è lecito provare a dar loro un paio di mazzate in testa.



mercoledì 22 gennaio 2014

SIAMO TUTTI MARÒ



L’Italia, nell’ambito dell’Unione Europea, della Nato, delle Nazioni Unite e nell’operazione antipirateria “Atalanta” che alleati ha?


Sembra che alla comunità diplomatica internazionale, il caso dei due Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco, in Missione di sicurezza e prevenzione di pirateria, a bordo della petroliera italiana Enrica Lexie e, trattenuti in India da oltre due Anni, con vaghe accuse di omicidio, non interessi proprio.


Vero è che fu la stupidità del Governo Monti e la demenza di quel vecchio infido che abbiamo come Presidente della Repubblica e degli imboscati ai vertici delle Forze Armate Italiane, a creare questo casino internazionale ma perdio, se diamo un’occhiata, a quello che negli ultimi due Anni, la stampa internazionale ha scritto in merito,  c’è da rimanere, a dir poco abiliti.



Tralasciamo di scorrere su quello che scrivono e dicono i media indiani e, atteniamoci a quello che dicono i nostri "amici" europei.



“Der Spiegel”



Mercoledi 27 marzo 2013 “Der Spiegel”, screive:

Zwei italienische Soldaten erschießen zwei indische Fischer - und die Regierung in Rom leistet ihnen Fluchthilfe. Das Verhältnis zwischen beiden Ländern ist seither zerrüttet, Italiens Außenminister tritt zurück.

Im Februar 2012 sind die Fischer Jelestine, 45, und Pinku, 22, mit ihrem Motorboot unterwegs, vor der Küste im südwestindischen Kerala, als der italienische Öltanker "Enrica Lexie" sich nähert. Es ist ein Mittwochabend, ein gewöhnlicher Arbeitstag für die beiden Männer neigt sich dem Ende zu. Sie befinden sich außerhalb der Zwölf-Meilen-Grenze, also in internationalem Gewässer.

An Bord der "Enrica Lexie" sind auch zwei italienische Marinesoldaten, Massimiliano Latorre und Salvatore Girone. Ihre Aufgabe: das Schiff vor Piratenangriffen zu schützen. Offensichtlich fühlen sie sich von den beiden Fischern bedroht, deren Boot dem Schiff verdächtig nahekommt. Die Soldaten schießen - und töten dabei beide Männer.

Der Kapitän der "Enrica Lexie" meldet die Schüsse den indischen Behörden, das Schiff wird daraufhin in den Hafen von Kochi beordert und durchsucht, die beiden Schützen verhaftet. Indiens Außenminister S. M. Krishna ruft seinen italienischen Kollegen Giulio Terzi an. Indien möchte den Soldaten den Prozess machen, Italien verlangt die Rücksendung der beiden und bietet dafür im Gegenzug Unterstützung bei den Ermittlungen an



Due soldati italiani sparano e uccidono due pescatori indiani e il Governo a Roma li aiuta a fuggire. 

Le relazioni tra le due Nazioni sono in frantumi, il Ministri degli Esteri Italiano da le dimissioni.


Nel Febbraio del 2012 i pescatori Jelestine, (45) e Pinku , (22),  sono in navigazione con il loro peschereccio, lungo la costa sudoccidentale dello Stato Kerala, quando la petroliera “Enrica Lexie” il avvicina.


È un mercoledì sera e per i due uomini una normale giornata lavorativa si sta volgendo al termie. I due si trovano oltre le 12 miglia dalla costa, in acque internazionali.


A Bordo della Enrica Lexie, si trovano anche due fucilieri di marina italiani: Massimiliano Latorre e Salvatore Gírone il cui compito è di difendere la nave da un eventuale assalto di pirati.

Apparentemente si sono sentiti minacciati dai due pescatori, il cui peschereccio si era avvicinato in modo sospettoso alla nave.

I soldati spararono e uccisero i due uomini.


Il Comandante della “Enrica Lexie” denunciò il fatto alle autorità indiane che ordinarono alla nave di entrare nel  porto di Kochi dove dopo una perquisizione i due sparatori furono arrestati.

Il Ministro degli esteri indiano E. M. Krishna, chiamó il suo collega italiano Giuglio Terzi informandolo che L’india intendeva processare i due soldati in India,  mentre l’Italia, chiedendo il ritorno dei due soldati, si dichiara disposta a collaborare al chiarimento dei fatti.



Su questo increscioso caso ormai, sono stati scritti fiumi di parole, sia da parte della stampa indiana e italiana, mentre il social network è stracolmo di commenti, più o meno sensati, altri pieni di odio e rancore e questo, da ambo le parti, sia italiana sia indiana.


Qui però, lo Spiegel tedesco accusa direttamente i due marò di aver sparato con l’intenzione di uccidere e questo, a dir poco, non è corretto.


Non è corretto ne dal lato giuridico e tanto meno da quello umano e etico, degno solo di quei dannati ,che in Germania, della sindrome del dott. Joseph Goebbels ne hanno fatto una ragione di vita e fonte di guadagno come, in diverse altre occasioni, hanno già ampliamente dimostrato di fare,diversi giornalisti tedeschi e, non solo dello Spiegel.


Fatto è che ancora non ho trovato un articolo straniero, anche se indirettamente, che non accusi i due marò di aver sparato per uccidere.



Fokus on line.

La USNS Rappahannock“  nel luglio del 2012 fu avvicinata da un peschereccio che poi si rivelo indiano, i pescatori non reagirono ai segnali di avvertimento dei militari i quali aprirono il fuoco uccidendo due uomini e ferendone un terzo.

In questo caso il Governo Indiano si scusò con quello americano.



Ci sarebbe anche il caso del Colonnello Klein della Bundeswehr, il quale in Afghanistan, ordinò, militarmente corretto, la distruzione di un’autocisterna carica di benzina, da parte di un F14 americano, anche se circondata da civili e non da Talebani.

In questo caso, nessuno al mondo fiatò, lo Spiegel manco si sogno di accusare apertamente il Colonnello Klein ora promosso Generale, di strage,



Andare ora a spulciare gli altri articoli in parte velenosi e sempre a danno dell’Italia nella stampa estera, non ne vale proprio la pena.


Leggere la stampa estera in questo caso è come guardare un video pornografico, quando se ne vede uno qualunque,preso a caso nel mucchio, si son visti tutti.


La stessa misura vale per gli articoli esteri sui Marò; infatti, non importa in quale lingua li si legga, letto uno, si conoscono pure gli altri.



Un fatto, però, mi ribalzo oggi alla mente leggendo il quatidiano “Weser Kurier” qui a Bremen in Germania. 


Chi non si ricorda di faccia d’angelo, o come la definisce il “Weser Kurier “ oggi (der eiskalte Engel, l’impassibile angelo di gihaccio) ovvero al secolo Amanda Knox e del suo calvario nelle luride carceri italiane; calvario se veramente innocente, okay? 


In questo caso si mosse anche la Signora Clinton, allora Segretario agli Esteri quasi minacciando il Governo Italiano di ritordioni, nel caso di condanna della Signora Knox.


La sentenza d’appello, sarà emessa tra un paio di giorni, si vedrà in seguito, cosa succederà in caso di condanna.

Sicuramente gli Stati Uniti non la consegneranno alla giustizia italiana.



Nel caso dei Marò italiani e del decesso dei due pescatori che rischia di scatenare una tempesta diplomatica su scala mondiale senza precedenti e, che in altre tempi non tanto lontani, sicuramente avrebbe potuto portare a un vero e proprio conflitto armato, nessun governo o struttura politica internazionale, come le Nazioni Unite o la Nato, sì e mai pronunciato per un’investigazione da parte di esperti internazionali, nessuno.



Specialmente il comportamento della Nato, trattandosi di due Militari Nato, lascia alquanto a desiderare.



Ricordatevi di questo, quando andate a votare per le prossime elezioni europee.

Andate a votare e andateci tutti, altrimenti l’ipocrisia europea deciderà per voi.



Dal Lloyd’s List di Londra.



http://www.seeninside.net/piracy/index.html



Indian defence minister AK Antony has demanded punishment for “the guilty”, even though investigations are still incomplete.

Enrica Lexie

Data provided by Lloyd's List Intelligence

Indian defence minister demands ‘guilty must be punished’

INDIAN police have opened a murder inquiry against the crew of an Italian tanker after two local fisherman suspected to be pirates were killed after coming under fire from the vessel.

Meanwhile, Indian defence minister AK Antony has demanded punishment for “the guilty”, even though investigations are still incomplete and the matter has yet to come before a court of law.

In addition, the state government of Kerala has pledged to underwrite any legal expenses incurred by the victims’ families in seeking compensation from operator Dolphin Tanker. Attempts to call Dolphin Tanker on publicly available telephone numbers were unsuccessful.

Accounts of the events still differed at the time of writing, with the Italian embassy insisting that 2008-built, 104,769 dwt Enrica Lexie was attacked first, that the fishermen were armed, and that warning shots were fired.

But New Delhi is adamant that there was no provocation. One news agency quotes Mr Antony as arguing: “What happened was against the law, against all norms, so the guilty will have to be punished.”

Enrica Lexie is now anchored off Kochi, where local fishermen were reportedly mounting a protest blockade around the ship.

The Indian police and coastguard were questioning the master, crew and guards, and have asked that those they wish to question further be brought ashore. The ship will not be allowed to proceed unless this is granted, the Indian media said.

It is understood that shots were fired by a vessel protection detachment made up of Italian naval personnel.

Ticking timebomb

Dolphin Tanker may have has some explaining to do.

IF THE Indian account of how two local fishermen ended up dead from bullets fired from an Italian tanker are anywhere near true, then operator Dolphin Tanker – and shipping as a whole – has some explaining to do.

Of course the usual caveats about rushing to judgement apply in full. But what is imperative now is a full and impartial investigation into the incident. The possibility that the victims were engaged in piracy, or gave reasonable grounds for suspicion, must of course be dispassionately considered.

The trouble is that the mood of the Indian public is anything but dispassionate right now. There are reports that the dead fishermen’s colleagues are so angry that they have formed a trawler blockade around Enrica Lexie, at anchor off Kochi.

India will doubtlessly demand that suspects stand trial in India. Italy will equally doubtlessly refuse, as no country can countenance handing over servicemen and women to other jurisdictions to be prosecuted for actions carried out on active duty.

But it is legitimate for India to insist that those involved account fully for what they did. And if they have a case to answer, they should answer it, before a judge and jury if need be.

The likelihood of such an incident has increased since the use of armed guards, both military and private, became a commonplace response to the piracy threat.

The incident will almost certainly not be the last..




















giovedì 9 gennaio 2014

La sindrome di Thilo Sarrazin.



Thilo Sarrazin ha ragione.
 
La signora Özkan Aygül di circa 38 Anni di età, di origini turche, di religione mussulmana e cittadina tedesca, è la prima tedesca appunto di origini turche, ad essere nell’Anno del Signore 2010 Ministra nella RFT, precisamente nel governo della Bassa Sassonia, “Land Niedersachsen”, in prevalenza di ferrea e indiscutibile fede protestante.
La signora Özkan difatti, di fede mussulmana, era la Ministra per l'integrazione e affari sociali nel Governo dell'Unione cristiano democratico “CDU” di Christian Wulf, dal 27. Aprile 2010 fini al 19 Febbraio 2013, quando  la CDU perse le elezioni a favore della SPD.
Durante la sua prima intervista quale neo - Ministra, la signora Özkan, ancora prima di prestare giuramento alla Costituzione Tedesca, dichiarò che lei intendeva presentare una proposta di Legge atta a proibire i Crocefissi e il Copricapo islamico nelle scuole della Bassa Sassonia.
Apriti cielo, il Presidente Wulf corse subito ai ripari, fischiando indietro la sua solerte “Ministrella” dicendo che questo era impensabile, poiché lo Stato laico era fondato sul cristianesimo e il crocefisso era parte integrale della Vita sociale tedesca e ancorato nello statuto della Bassa Sassonia; per tanto irremovibile.
E mentre anche da Berlino giungevano per bocca di Frau Merkel annunci che ridimensionavano le dichiarazioni della signora Özkan  a personali e poco avvedute dichiarazioni, il presidente Wulf rinnovava apertamente la sua fiducia alla sua nuova intraprendente e solerte collaboratrice.
Infatti, si scomodò pure il Presidente della Repubblica Herr Köhler stesso, il quale, dall'alto della sua posizione dichiarò a piena ragione, che il Crocefisso era parte integrale della civiltà tedesca.

Tutto a posto allora?
Nix è a posto, anzi, io vedo l'affondo della signora Özkan, come un'ennesima manifestazione di volontà islamica a voler destabilizzare, pian piano, quasi in sordina, la civiltà cristiana in Europa.
Quando poi, un giorno al Bundenstag si sarà insediato un Partito islamico, lo sfacciato comportamento degli islamici e islamiti, nella cristianissima Germania ed Europa, sarà ancora più impertinente e sfrontato.
 Le richieste islamiche allora, non troveranno più tanta efficace resistenza da parte dei Governi di turno, né a livello Centrale né in quelli dei vari Stati della Federazione.
In un prossimo futuro gli scontri tra le varie fazioni politiche e religiose, si terranno a livello Costituzionale, in quel preciso momento, se non ci sarà un’inflessibile e decisa opposizione, inizierà il declino della civiltà cristiana in Europa.
Anche questo ci ha insegnato l'affondo della signora Aygül Özkan contro il Crocefisso.
L’insegnamento dell’Islam con tutta la sua melliflua ipocrisia che parla solo d’amor prossimo e di Vita eterna, è in stridente contrasto con i dogmi del Cristianesimo sul quale si basano le civiltà occidentali.
Pertanto, prima i nostri politici la smettono di voler a tutti i costi integrare e o addirittura, di voler modificare i nostri usi e costumi, così da non offendere i nuovi arrivati e meglio sarà per tutti.
La gente della Strada; dal cui voto, dipende la rielezione di politici e partiti vari al Governo, non ne può più di quest’ignobile farsa e non è disposta, solo per assecondare gente proveniente da un'altra civiltà e religione, a tollerare modifiche al sistema sia istituzionale sia d’istruzione.
Mentre allo stesso tempo, i cristiani nei paesi islamici, come e soprattutto nel caso dell’Arabia Saudita, non possono nemmeno costruire una Chiesa o portare una catenina con una croce al collo, anche se celata sotto la camicia; infatti, ai cristiani in Arabia Saudita non è nemmeno permesso di parlare del cristianesimo.
In diverse altre Regioni africane della Nigeria e non solo, come in Nazioni mussulmane come l’Egitto e ora, con la sanguinosa e barbara cosiddetta Primavera araba in Siria, i cristiani, sono semplicemente massacrati.
Personalmente  non vedo nessuna voglia d’integrazione da parte dei mussulmani nella nostra civiltà cristiana, bensì solamente la pretesa che da parte nostra si arrivi a un’abolizione totale di tutto quello che a noi è sacro e giusto.
L’intransigenza islamica, pretende, anzi tende a comandare in casa nostra e reclama sempre più diritti senza assumersi nessun dovere civile se non quello dei propri interessi.
 
Che tutto questo possa portare un giorno a gravi incidenti d’insubordinazione civile, oramai è dato per scontato.
Il terrorismo di stampo islamico ha diverse facce, non solo quella di Bin Laden.
Esiste anche un terrorismo sociale e civile come quello del Presidente del Centro Islamico in Germania tale Aiman Maszyk, pubblicista e consulente mediatico, nato ad Aachen (Aquisgrana), il 19 Gennaio del 1959.
Il Signor Maszyk si permise in modo alquanto sleale e subdolo di criticare la consegna di un premio mediatico al danese Westergaar , quello delle caricature sul Profeta Maometto, da parte della Cancelliera Frau Angela Merkel. (Big, but realy now, very Big, Big Mama Angelina)
L’uomo non condannò la consegna del premio in sé, per questo quell’individuo è troppo scaltro e untuoso.
Il tizio si limitò solamente a criticarne il momento della premiazione, considerandola un affronto e un’offesa, nonché, una forma velata di pubblica riabilitazione delle teorie, di Theo Sarrazin per niente anti islamite, ma definite tali da opportunisti demagoghi mussulmani.
Niente di più sbagliato naturalmente, la consegna del premio al caricaturista Westergaaar, autore delle caricature su Maometto, era già in programma da parecchi mesi ormai e non si vede proprio perché le cerimonie e la vita culturale occidentale a casa nostra, debbano essere adeguate ai voleri o umori dei mussulmani.

Davvero scherziamo?
In questo caso è ovvio che io sia pienamente d’accordo con Frau Merkel, ed è anche per questo, per il suo coraggio politico già dimostrato in diverse occasioni, come quando, invitata durante una sua Missione politica in Arabia Saudita a visitare una Moschea, si rifiutò con fermezza di farlo perché avrebbe dovuto mettersi il velo, che la considero una vera “Uomo” di Stato.
Personalmente, con grande rispetto la chiamo Big Mama Angelina, nessuno fa mettere il velo a Frau Angela Merkel per visitare una Moschea, specialmente se in Visita ufficiale nell’Arabia Saudita, in qualità di Cancelliera della Repubblica Federale Tedesca.
Anche in questa richiesta da parte del Governo dell’Arabia Saudita vedo un affronto, alla cultura cristiana e al Mondo occidentale da parte dei mussulmani.
Sicuramente, Frau Angela Merkel si metterebbe il velo se in forma privata, andasse a visitare una Moschea; lo farebbe per rispetto ai fedeli e alla religione islamica, ma non da certo Capo di Governo; in visita Ufficiale in una Nazione di netto stampo islamita radicale.
In un articolo pubblicato oggi da “La Stampa” di Torino, si parla di un esperimento in atto nelle scuole elementari dell’Assia, come di un evento nuovo.

La Stampa 07/01/2014
Germania, ora di Islam alle elementari
“Favorirà l’integrazione dei più piccoli”
 
L’idea di istruire insegnanti di religione islamica basandosi sulla laicità dello Stato, omettendo tutto quello che è in netto contrasto con la Costituzione della Repubblica Federale di Germania, non è nuova, viene da lontano e a mio avviso, non è sbagliata.


La Costituzione tedesca indica il cristianesimo, come religione di Stato, allo stesso tempo però né conferma ed evidenzia la laicità della Repubblica Federale di Germania come Nazione.
Del insegnamento della Religione Islamica nelle scuole della  Germania, se be parla da diversi Anni ormai, ma nessun mussulmano si permetterebbe di indignarsi se nelle scuole o asili infantili ci fossero insegne religiose cristiane, come lo fanno gli islamiti in Italia.
La richiesta di quella madre mussulmana che chiese e ottenne la rimozione di un quadro raffigurante la Madonna da un’aula scolastica italiana, è uno schiaffo in faccia alla nostra cultura cristiana.
Nessun Preside in Germania si permetterebbe di proibire funzioni religiose in una scuola, solo perché potrebbe offendere la sensibilità degli scolari mussulmani; come succede in continuazione in Italia.
Il fenomeno di giovani cristiani esaltati che si convertono all’islam radicale poi, secondo il mio punto di vista e dovuto in prevalenza alle loro condizioni mentali di balordi sociali, che a una vera e propria convinzione spirituale.