sabato 24 agosto 2013

IL POPOLO RUSSO:




Cosi come la più feroce dittatura marxista-leninista non riuscì a distruggere lo spirito cristiano del Popolo Russo, così l’attuale nomenklatura sinistroide italiana con la sua magistratura faziosa e corrotta, con tutti i suoi intrecci mafiosi ed ecclesiastici, mai riuscirà a distruggere il Popolo Italiano.

Dal mio Manoscritto " DIE WERFT SKL-Komarno" 
Rotterdam-Bremen 1995-2006

          Del popolo russo aveva solo e sempre sentito cose negative, anche dopo la Glasnost e Perestrojka e dopo Gorbi, la stampa tedesca non faceva che sparlare della Russia.
 
          Tutti, la Stampa la Radio e la Tv, ogni ridicolo Muppet-Show della Nazione; facevano e fanno a gara per sparlare di una decadenza russa che come una malattia contagiosa, sembrava voler dilagare su tutta l’Europa.
 
          Oggi basta che un Signor Zhirinovsky abbia bevuto una vodka di troppo, che il circo equestre mediatico della Germania, cominci a dipingere quadri di devastazioni apocalittiche e catastrofiche distruzioni sull’Europa.
 
          Bastava che il Generale Lebeld, con calma e pragmatismo spiegasse come una volta eletto Presidente avrebbe governato la Russia, che mezza Germania comincia a battere i denti e a tremare dalla paura.
 
          Oggigiorno, si legge che in Russia regna in modo assoluto la stupidità primordiale simile a quella dei latini, dove tutti si ubriacano, dove la criminalità, corruzione e ogni sorta di mafie avrebbero trovato un fertile e accogliente terreno, su cui agire.
 
          La Stampa e i Mass-media tedeschi; ci raccontano che in Russa tutte le forze di polizia siano corrotte e che i funzionari di Stato fanno solo i propri interessi.
 
          Sembra anche che i bambini russi siano allo stato brado, che scappino da casa perché i loro genitori sono alcolizzati e che preferiscono vivere nelle fogne delle Città piuttosto che andare nei ventri di accoglienza dove sembra, ci siamo solo dei sardisti pronti a picchiarli e seviziarli.
 
          Tenendo bene in mente e ben presente tutto quanto avevo letto sentito del Popolo Russo nei mesi passati, con una buona dose di scetticismo e diffidenza andai a bordo della Motonave “Amrum”, dove sapevo che a parte il Comandante della nave che era tedesco, tutto l’equipaggio era russo.
 
          Forse ,è perché le eccezioni confermano solo le regole, o Dio sa perché, in ogni caso, mi apparve subito chiaro che tutte le cattive qualità della Russia, non avevano intaccato e neppure lontanamente scalfito i cinque russi, membri dell’equipaggio della Motonave Amrum.
 
          L’equipaggio russo della Motonave Amrum, era cosi noiosamente normale che subito mi assalirono forti dubbi circa la credibilità e l'affidabilità della Stampa e dei Mass-media tedeschi.
 
          Infatti, il caffè che la cuoca faceva era tanto imbevibile, come quello di tutte le altre navi e su quelle, non c’erano russi a bordo. bensì cuochi tedeschi.

          I due operai russi di coperta erano delle normalissime persone, calme e tranquille, entrambi sulla cinquantina e, a da quanto a prima vista sembrava, senza grilli per la testa.
 
In seguito poi mi accorsi che i due erano dei veri improvvisatori e accaniti lavoratori dalle mani d’oro.
 
          L’ufficiale di coperta, era, come tutti gli altri che conoscevo e, con il tempo; si rivelò migliore e in campo professionale ben più capace di tanti suoi colleghi tedeschi che conoscevo.
 
          Il Capomacchina, che sostituivo, perché il suo tempo di vacanza dopo più di sei mesi di servizio a Bordo era arrivato, si è rivelato un buon professionista, ma anche un capace elettrotecnico di bordo, di alto livello professionale.
 
          Tutto questo naturalmente, alla faccia dell’accademica teoria di bismarchiana tempra, dell’Urdummheit, o stupidita congenita, tipica delle popolazioni slave e latine, che un sommo storico e antropologo tedesco sin dai tempi di Bismark, aveva diagnosticato e professato e che spesso, troppo spesso e sempre con più vigore, troppa gente in Germania ci crede ancora.
 
          Questa nuova o rispolverata forma di un illusorio senso di superiorità e  ancor oggi, praticata dai diversi Mass-media tedeschi che propinano giornalmente in un irresponsabile lavaggio del cervello di massa, paragonabile solo alla formazione ideologica praticata dai Dittatori
 
          L’assoluta mancanza di rispetto verso altri Popoli se non per proprio tornaconto e la volgare bassezza dello Spin giornalistico di certi media in Germania è un angolo molto oscuro e pericoloso dell’attuale forma mediatica tedesca che senza mezzi termini; non esito a  qualificare come la sindrome mediatica del Dott. Josef Goebbels.
 
          La stupidita congenita sembra aver ritrovato la Strada verso casa e corre rampante nelle menti di molti, di troppi Mass-media tedeschi, tanto che la loro arroganza e perfidia, stanno assumendo oltre che a grottesche forme di ridicolo e puerile esibizionismo, anche un aspetto xenofobo molto pericoloso per la vera stabilità politica e sociale della Germania stessa.
 
          Perché inimicarsi di nuovo il Mondo intero?
          Perché?   Per quale ragione?

          Il Comandante della nave era un frisano purosangue che viveva da qualche parte nella monotonia del deserto della Frisia orientale.
 
          Il suo primo atto come Capitano fu di sloggiare il Direttore di Macchina russo e di buttarlo fuori dalla sua cabina e assegnarli la più piccola e scarna cabina del secondo tecnico di bordo.
 
          Karl, il Capitano della Nave lo fece solo perché, nel suo delirio di nobiltà indo-europea era del parere che, proprio e grazie e in facoltà delle sue teutoniche chiappe egli aveva il diritto, di avere un ufficio di lavoro tutto suo personale.
 
          Buon per lui che me ne accorsi troppo tardi del fatto, infatti, lo scoprii quando poche settimane dopo il mio arrivo a Bordo la Nave fu venduta a un armatore olandese.
 
          Lo scoprii, troppo tardi e solo dieci giorni prima della consegna della Nave al nuovo equipaggio Iugoslavo, ma giacché, nel frattempo, tra Karl e me, dopo che lui aveva smesso di fare il teutone arrogante, si era stabilita una buona collaborazione, non buttai le sue scartoffie nella sua cabina e rimasi in quella del secondo tecnico di bordo.
 
          »Karl, uno scherzo simile con me ti sarebbe venuto male, ti avrei preso a pedate se solo avresti osato, pensare di chiedermi di uscire dalla mia cabina, chi cazzo ti credi di essere?« Gli chiesi quel giorno sorridendo.
 
          »Franco tu non sei russo,« mi rispose sorridendo pure lui.
 
          Karl, questo tranquillo indigeno della Frisia orientale il cui cervello a sua insaputa, era stato in un modo così raffinato e bestiale, infettato dal potere latente dell’inumana teoria della stupidita congenita, si era comportato di conseguenza e proprio conforme alla stessa.
 
          Karl, infatti, per trarne prestigio, senza nemmeno averne la facoltà o l’autorità per poterlo fare, aveva sfrattato il Direttore di Macchina russo  solamente perché lui era il Comandante della Nave e giocando in modo vile e meschino, proprio sui timori e complessi, che molte persone hanno e coltivano verso il popolo tedesco, aveva intimorito il tecnico russo e costretto ad andarsene nella cabina vuota del secondo tecnico di bordo.
 
          Nel comportamento di Karl non vedevo nessuna arroganza, la sua era pura semplicemente Urdummheit.
 
          Stupidità congenita, niente di più e niente di meno che questo: Urdummheit il bello è che non era nemmeno colpa sua.
          La cosiddetta “Leitkultur” quale derivato della dottrina della stupidita congenita e continuamente in modo ossessivo e martellante sapientemente applicata e curata dai Massmedia tedeschi, aveva ormai annebbiato il suo cervello e lo aveva reso un docile e sprovveduto, sostenitore della superiorità teutonica nel Mondo.
 
          L’Urdummheit ormai era parte del suo Io, quasi del suo DNA e finché i Mass-media tedeschi rimarranno in mano a strilloni e ciarlatani dell’alfabeto parlato e scritto, rimarrà in lui come un indelebile tatuaggio. 

          La giovane cuoca russa era un disastro in sé.
 
          Pericolosa per ogni patata o pezzo di carne che le capitava tra le mani; quella disgraziata, non solo non sapeva cucinare, non solo in modo peccaminoso e sacrilego si aggirava annoiata e senza rispetto per le pentole e i fornelli a sua disposizione nella cambusa;  a volte mi sembrava anche che sapesse assassinare pure l’acqua per fare il caffè, infatti, il suo caffè era davvero imbevibile.
 
          La nostra perla in cucina sapeva cucinare solo Borschtsch, una deliziosa Zuppa di barbabietole rosse, tipica della Russia.
 
          Personalmente, questo suo modo di cucinare mi andava anche bene, dalla sostanza dei miei cento o rotti chili che mi trascinavo appresso, avrei potuto benissimo vivere senza timore di patire la fame per almeno un mese.
 
          A Bordo pertanto mangiavo solo la verdura e le patate quando erano commestibili, altrimenti mi cuocevo da solo del riso o della pasta che poi mangiavo al burro.
 
          Ciò che pero mi andava relativamente bene, non piaceva certo a Karl che poverino lui, piccolo e mingherlino, era tutto ossa e nervi.
 
          Diverse volte aveva chiesto l’avvicendamento dell’incapace cuoca ma ogni volta si era visto declinare la richiesta. 
 
          Spinto da una fame ormai cronica e quasi fuori di sé dalla rabbia, Karl nei suoi sogni vedeva solo succulente bistecche, salse di funghi, patate fritte, verdure ben preparate e succulenti stufati.
 
Invece, mangiava solo zuppa di barbabietole, patate bollite e acquose e come se fosse un coniglio, verdura quasi cruda e qualche occasionale gelatina d’acqua zuccherata alla menta
.
           Dalla carne faceva esattamente come me, non la toccava proprio, infatti, neanche lui era abituato a masticare suole di scarpe.
 
          Un giorno Karl si armò di buona volontà e cercò con tanta pazienza d’insegarle come preparare delle semplici pietanze di Bordo e come preparare il caffè o il tè senza bruciare l’acqua.
 
          La ragazza però nemmeno se lo sognava di imparare a cucinare e in tutti i modi comincio a far le fusa e a cercare di trascinarselo in cuccetta.
 
          Vedendo il mal partito, Karl, da poco fidanzato buttò le pentole nel lavandino e offeso, uscì in tutta fretta dalla cambusa e da quel giorno non ne volle sentire più parlare della giovane e focosa cuoca.
 
         Questa era la situazione a bordo dell’Amrum; l’avvicendamento per pura e semplice incapacità professionale di una giovane cuoca, figlia di papà, ufficiale di marina, era Off-limits anche per un comandante tedesco, su una nave battente bandiera tedesca.
 
          Karl non aveva che l’imbarazzo della scelta: Patire la fame o scendere dalla nave.
 
         Le prodezze culinarie della nostra alchimista di bordo a parte; l’equipaggio russo era veramente capace.
 
          La nave anche se di sole 4000 tonnellate funzionava con la perfezione di una macchina per cucire Singer con solo due marinai in coperta e un tecnico di bordo e due navigatori sul ponte, nonostante l’alchimista della Cambusa.
 
          Le navi di questo tipo di norma avevano quattro marittimi in coperta un tecnico e un operaio di meccanico e due nautici sul ponte.
 
          L’ascia del risparmio e della razionalità criminale degli armatori però portava a queste situazioni, dove in caso d’incendio a bordo, ad esempio, non c’era nemmeno personale sufficiente a formare una vera e propria squadra antincendio.
 
          Era la prima volta che operavo direttamente con personale russo e con il tempo mi accorsi che i miei nuovi compagni di bordo erano, nel fare, differenti di tutte le Nazionalità che conoscevo.
 
          La loro riservatezza mi sembrava quasi una patologica paura di sbagliare, anzi sotto certi aspetti era quasi panico.
 
          Gli uomini erano restii a prendere una ferma posizione o a fornire informazioni su un determinato lavoro, oppure a chiedere parti di ricambio.
 
          Caparbi, preferivano ingegnarsi per delle ore a far funzionare un semplice ingrassatore, piuttosto che chiederne uno nuovo.
 
          La loro filosofia di lavoro era in netto contrasto con il nostro sistema occidentale e secondo me, pericoloso per la sicurezza della nave stessa.
 
          L’equipaggio aveva veramente paura di essere accusato per eventuali malfunzioni, per questo taceva, nessuno voleva parteggiare e portare avanti un’idea precisa.
 
          L’equipaggio russo divagava o preferivano far finta di non aver capito.
 
          Li vidi un giorno all’opera su di un piccolo verricello a mano, che serviva per trasbordare piccoli carichi al disotto dei cento chili di peso.
 
          Il valore commerciale di un aggeggio simile non superava di certo i 300 Marchi e in vista  della vendita della nave, Karl lo voleva solo un po’ funzionante, non di più.
 
I due marinai si misero al lavoro e quando si accorsero che il piccolo argano era un vero e proprio mucchietto di ruggine, non dissero niente, si misero caparbiamente al lavoro per farne uno nuovo.
 
          In due giorni, usando quello che trovarono a bordo riuscirono a costruirne uno nuovo.
 
          Al tornio usarono una vecchia asse di pompa per farsi una nuova asse per l’argano e dei nuovi perni; del vecchio argano tennero solo gli ingranaggi e la manovella, il resto, lo rifecero di sana pianta al tornio che avevo in officina.

          »Vedi quanto sono stupidi i russi, Chief,« -mi fece notare Karl, non senza sarcasmo, quando i due, orgogliosi e paghi del loro lavoro ci mostrarono il nuovo argano, - »hanno lavorato per due giorni per costruire un nuovo argano con dei rottami che tra poche settimane sarà del tutto arrugginito e da buttare, noi lo avremmo buttato amare e ordinato uno nuovo.«
 
          Preferii non rispondere e mi limitai solo ad annuire con un cenno del capo.
 
          Annuivo però solo sul fatto che il vecchio argano era da buttare e che ne avrei ordinato uno nuovo, ma non certo per biasimo al lavoro di due uomini che avevano dimostrato di saper lavorare con diligenza e precisione.
 
          Questo però Karl non lo avrebbe sicuramente capito.
 
          La stessa sera dopo la solita frugale cena dove mi ero limitato a mangiare delle fette di pane con affettato e un po’ di formaggio, i due mi chiesero cosa ne pensavo del loro lavoro.
 
          Uno dei due parlava un  inglese passabile e comprensibile e un po’ preoccupato, ma non senza orgoglio, mi chiese la mia opinione sul verricello.
 
         Senza mezzi termini dissi loro che ammiravo le loro capacità professionali, ma chiesi anche perché non avevano richiesto uno nuovo.
 
          I due parlarono un momento tra loro, poi il mio interlocutore mi disse qualche cosa che semplicemente mi lasciò quasi senza fiato e che non avevo mai immaginato di ascoltare.
 
          »Voi; Chief, voi tutti, siete fortunati a essere anti in occidente. Voi, voi dovreste pregare ogni giorno e ringraziare umilmente Dio di non aver vissuto com’eravamo costretti a vivere noi in Russia. Siete viziati perché avete tutto, mentre noi non abbiamo avuto che noi stessi e la nostra caparbietà di fare, per sopravvivere. Noi non abbiamo mai avuto tutto quello che avete voi. Nelle nostre fabbriche gli specialisti si fanno i loro attrezzi da soli. Siamo abituati a lavorare con rottami per far funzionare altro rottame. Per noi è stato naturale ricostruire quel piccolo argano, non sappiamo fare tutto, ma tutto ciò che basta per andare avanti e rimanere in vita lo sappiamo sicuramente fare e in questo caso, sappiamo che abbiamo fatto un buon lavoro.«
 
         Fu questa frase, detta così con semplicità e sicurezza che mi diede da pensare e che non dimenticherò mai finché campo che mi aveva colpito come un fulmine a ciel sereno.
 
          Del tutto impreparato guardavo questi due semplici uomini russi che non solo sapevano lavorare bene al tornio ma che sapevano anche parlare con una semplicità e una precisione disarmante e non sapevo cosa dire.
 
          Karl con il suo gratuito sarcasmo aveva torto, mi trovavo difronte a due semplici artigiani con quasi niente avevamo fatto tanto, e questo era molto.
 
          Molti dei nostri Dei del mare non ne sarebbero nemmeno stati capaci.
 
          La nostra società occidentale era diventata letargica e stagnate, più lanciata verso il profitto, che verso il progresso, aveva dimenticato cosa significa impegnarsi e ingegnarsi per puro spirito di sopravvivenza.
 
          La nostra Società ormai si basava sull’abbondanza, sullo sperpero e sul usa e getta, dove non c’è posto per valori di  spirito  di altruismo umano.
 
          Sì, i miei due compagni di bordo avevano ragione, noi tutti, ma soprattutto gli indifferenti, soprattutto i labili, soprattutto i servili, i voraci, gli arroganti in mezzo a noi, tutti dovrebbero danzare per la gioia.
 
          Pregare Dio in profonda umiltà, perché non volti pagina, infatti, proprio costoro avevano rigettato lo spirito della sincerità per sostituirlo con il fantasma dell’opportunismo e così facendo, avevano attivato la lenta, e inesorabile decadenza della loro stessa esistenza.
 
          Quella sera mi resi conto che in una Nazione come l’attuale Russia risalita con tremendi sacrifici e tribolazioni dal buio della Storia, i veri valori dell’umanità avevano continuato a vivere nell’animo del suo Popolo e che ora, come partigiani della Vita; riaffioravano sicuri alla ribalta della Storia per scacciare i fantasmi del male e della repressione politica dalla loro Terra.

           Mentre allo stesso tempo, lentamente, parallelo alla loro crescita, come in un’eguaglianza e contrapposizione di forze, gli altri, gli occidentali, viziati e assuefatti al tutto e al superfluo; sprofondavano nella nebbia della loro stessa decadenza morale.

Un giorno non lontano noi occidentali dovremo confrontarci con questo popolo sobrio e pacato, se ciò succederà in modo pacifico o violento, dipenderà solamente da noi occidentali.

I Russi non scaglieranno mai la prima pietra verso Occidente, non è mai successo e mai succederà.

Fu sempre l'occidente ad andare verso Est portando con se  solo morte e distruzione, questa volta però la prima pietra ritornerebbe indietro e ci lascerebbe tutti tramortiti.









martedì 20 agosto 2013

ROLLER BALL


           Ultimamente ne sentiamo di tutti i colori: tutti scrutano su internet e sfogliano pagine e siti, piene zeppe di Verità e predizioni sull’incerto futuro dell’Italia.
 
           Siti specializzati curati e firmati dai sapientoni di turno e dalle associazioni più esotice, nell’estenuante corsa verso la Verità si consumano per strada, o zoppicanti, con la caparbietà di un naufrago che annaspa nel bel mezzo dell’oceano, cercano di raggiungere per primi una fantasmagorica spiaggia o di raggiungere una Fata Morgana che sembra sempre essere a portata di mano ma che sempre si allontana e sfugge.
 
          I dotti levantini  del sapere, ben informati e agguerriti, giurano di conoscere la Verità e con far da grande, lo ragliano ai quattro venti, paghi del loro sapere e sicuri delle proprie vedute.
 
          Tutto per loro fa brodo e il pentolone bolle furioso.
 
          Tutti cercano, scavano, deducono e ci mettono la loro sapienza e acume e al tutto, aggiungono altri intrugli e salando e mescolano la broda ancora di più, credono così, di rendere gli intrugli prodotti dalle loro meningi, come un appetitoso minestrone di verdure fresche gradito dai tanti;  alla fine però il tuto diviene immangiabile ai molti, inaccettabile dai più e condiviso solo dai loro adulatori  e dagli occasionali cani randagi della politica.
 
          La corsa alla ricerca della Verità o meglio detto, di quella che tutti noi si crede sia la vera Verità, è quasi indescrivibile.
 
           La nostra giusta e genuina sete di sapere è paragonabile solo alla corsa dei “Conquistadores” spagnoli verso l’El Dorado Sudamericano, dove, alla fine nessuno lo trova e tutti periscono perdendosi nel nulla ricordati solo da una Storia che sa solo parlare del passato,
 
          Ognuno di noi è sicuro del proprio sapere ed è convinto di possedere in esclusiva la risposta giusta a tutte le domane che ci assillano, domande, che come lupi famelici ci braccano e ci costringono a cercare e a frugare ancor di più nell’effimero nulla delle nostre menti.
 
          Ognuno di noi crede veramente di aver in pugno la chiave che spalanca le porte alla felicità del Mondo, quella che, come un colpo di vento di Primavera, cancellerebbe tutte le ingiustizie, debellando le cattiverie umane semplicemente sperdendole nell’infinità dell’Universo.
 
          Ognuno di noi si sente incompreso e ingiustamente perseguitato da mille altri perseguitati e incompresi come noi e mentre la pentola come in un’infernale bolgia dantesca bolle, tutti noi corriamo e nuotiamo all’impazzata sull’onda della Vita verso un’inesistente El Dorado materiale, ben sapendo che chi di noi smette o non può più correre e nuotare, affoga miseramente.
 
          Le regole del gioco del Roller Ball sono molto semplici: Correre sui pattini a rotelle con la palla in mano o sgomberare la Pista, per il resto, l’unica regola esistente, è che non esistono altre regole e che tutto è lecito e, se necessario , è ammesso pure di terminare gli altri, buttandoli fuori Pista.
 
          Il gioco del Roller Ball e così, non esistono regole di gioco.
 
          Nella Vita reale, specialmente se fatto di nascosto, lontano dagli occhi indiscreti e dalle piccole vigliaccherie degli altri, i quali applicano le stesse non regole di gioco, le medesime vigliaccherie e meschinità verso chi sa solo correre senza poter o voler barare, il terminare politicamente o uccidere socialmente l’avversario, è il modo migliore per sbarazzarsi di lui.
 
          Barare è lecito, anzi, se si vuole veramente essere di successo e raggiungere il nulla della Fata Morgana per primi, è doveroso e necessario, abbindolare e ingannare il prossimo o non si va da nessuna parte.
 
          Chi non sa barare, rimane nel mucchio dei tanti e affoga nell’anonimato del nulla.
 
          Chi invece crede di aver raggiunto il suo Nirvana, la Fata Morgana fatta di nulla, una volta che ha raggiunto il suo traguardo, si accorge che non ha raggiunto un bel niente e che in fondo non è andato da nessuna parte.
 
          Chi crede d’essere arrivato invece si accorge anche che molti altri sono arrivati al nulla prima di lui, ed ecco che riprende a sognare un altro inesistente Nirvana e vede un'altra Fata Morgana a portata di mano da non dividere con gli altri e, come il somaro che insegue la carota appesa davanti al suo muso, s’incammina claudicante, verso un altro nulla.
 
          La lunga corsa verso la ricerca del Grande Fratello che tutto controlla e dirige è fatta di tante cose, alla fine però, se ci fermassimo un momento, ci accorgeremmo che in fin dei conti il Grande Fratello non esiste proprio, se non in noi stessi.
 
          Il Banchiere che inganna i Pendolari e le Comari del Mondo suoi clienti per aumentare il valore delle azioni bancarie; in fondo  è lo stesso che sarebbe sostituito sui due piedi dai  suoi  azionari, se le azioni non fruttassero una Lira, che in fondo sono gli stessi pendolari e comari di Voghera da lui ingannati.
 
          Questo è il circolo vizioso, la base di tutti i raggiri, sia finanziari sia politici, sia sociali: Il cane che si morde la coda!
Il Grande Fratello non esiste, non esistono poteri occulti, non esistono onnipotenti combriccole di bilderberg, o illuminati, o massoni o sionisti capaci di controllare il Mondo.
 
Gli appartenenti a queste congreghe sono anche loro sulla pista dei Roller Ball, dove non esistono regole e devono correre o soccombere come tutti gli altri.
 
Esistono i magliari, i pignattai, i pataccari e i vu gumbrà, ma soprattutto esistono i Pendolari e la Comari di Voghera del Mondo intero e solo questi ultimi,  sono i veri detentori delle regole e le possono cambiare se e quando vogliono.
 
Sono loro il Grande Fratello e i lupi di se stessi.

          Specialmente in un’Italia corrotta e politicamente malvagia come l’attuale, è facile essere lupi, basta salire sul carro del vincitore di turno o accodarsi al suo seguito come fanno i cani randagi quando seguono il leader del branco.
 
          Le regole non contano più, la Legge, il Dritto come tale, se non un’interpretazione puramente soggettiva e partitocratica della stessa, non esistono più.
 
          L’etica, la morale, il senso del dovere, la responsabilità verso la Nazione, ja, persino il rispetto verso il proprio io, è rigettato come un inutile peso ingombrante e assieme alla propria coscienza e semplicemente cancellato.
 
          Da quel momento in poi, l’unica cosa che veramente conta, ma solo finche c’è un tornaconto, è il branco.
 
          Il gioco però è lo stesso, ma mentre il Roller Ball industriale in fondo, facendo anche la carogna, crea benessere e posti di lavoro e prosperità per una Nazione, quello politico invece intende solo soggiogare un Paese e una popolazione intera; per la sola e pura e semplice brama di potere.
 
          A pensarci bene gli Uomini di Stato, della statura di un Adenauer o di Willy Brand, tanto per nominarne due, non esistono più.
 
          Oggi le Società, generano solamente dei Roller Ball politici, avidi di potere, pronti a scannarsi per notorietà e potere legislativo.
 
          Partendo dal basso, aizzano i loro cani randagi ad attaccare i loro avversari, li guidano da lontano e traggano profitto da ogni morso che costoro danno ai loro avversari.
 
La stessa tattica, in modo vergognoso e infame è applicata dai comunisti italiani e da tutta la brodaglia degli opportunisti , europee ed extraeuropei, contro Silvio Berlusconi.
 
          Un branco di magistrati italiani di dubbia fama ed etica professionale, in certuni casi anche provenienti da Famiglie in palese odore di mafia, come cani rabbiosi si sono accaniti per vent’anni in modo schifosamente vigliacco, contro un singolo individuo, sotto lo sguardo compiaciuto di tutto il marciume politico italiano europeo e mondiale.
 
          Erano e sono le gloriose ore della vigliaccheria politica e mediatica italiana, dove le luci della ribalta si accendono avide e fameliche su presunti scandali da riciclare a piacere e tornaconto..
 
          Questo è un dato di fatto, oggettivo e inconfutabile.
 
          Una porcata tipicamente italiana si sta sciorinando agli occhi del politici e dei media del Mondo, che, come gli spettatori lungo la pista del Roller Ball incitano la muta a scannarsi a vicenda.
 
                   l Mondo, di gente abbietta in Italia ne ha vista tanta, ma come questa attuale, ancora no.

          Qui siamo arrivati all'assoluta mancanza di etica e di rispetto personale da parte di tutti gli interessati, politici e o mediatici che siano..

 
          Questi irresponsabili, per rimanere al potere, stanno dipingendo quadri apocalittici di disperazione al popolo italiano mentre questi è già alla miseria e alla disperazione e al suicidio.

          Hanno pure la facciatosta di dire che sono in tatto con l'orchestra europea, mentre sanno benissimo che i politici europei li detestano.


         
          I Politici e la magistratura italiana sono detestati per la loro corruzione, per la loro vigliaccheria, per il loro tornaconto, per la loro faziosità e per la loro faccia tosta.

          All’estero ad esempio; i politici sono ben lieti che i loro Mass-media si interessino delle vicende legali di Silvio Berlusconi, dimenticandosi di loro e dei problemi di casa propria.

 
          Deutschland in primis, con Martini Schülz in testa si è fatta premura di mantenere accesa la fiamma della persecuzione verso Silvio Berlusconi, appunto per mascherare i propri problemi.
 
          Ad assassinio politico compiuto, la Germania si ritira vergognosa della sua meschinità e bassezza politica europea e ora che il lavoro sporco è fatto, prende anche distanza dallo Schülz.
 
          Senza paura di sbagliare si può anche dire che il prossimo mese la SPD perderà “con grandezza” le elezioni che il Partito di Willy Brad e di Helmut Schmidt aveva già in tasca, specialmente perché all’elettorato tedesco, un Brutus politico come Martin Schülz, membro della SPD, fa semplicemente ribrezzo.

          Berlusconi ormai è neve di ieri, già sciolta al sole, io al suo posto andrei in carcere, darei quest’ultimo schiaffo a tutti i vigliacchi della Repubblica Italiana e dell’Europa venderei tutto a Putin o agli Arabi e me ne andrei alle Bahamas.

 
          Utopia? Credo proprio di  no né, uno scenario simile invece, è possibile, sarebbe poi veramente interessante osservare chi in Italia si inalbererebbe su a protestare.

          Ormai l'Italia è persa, come dicevo tempo addietro, il bel Paese ha oltrepassato il punto di no-return, nessuno al Mondo darà più fiducia agli italiani e se degli investitori verranno, lo faranno per acquistare con quattro palanche quello che Prodi e i suoi scagnozzi non hanno ancora venduto.


 L'Italia  è in Leasing alle Banche e all Unione Europea e ne faranno una seconda Romania tipo quella di Ceausescu!

Che Iddio mi perdoni, ma sono convinto che solamente una strage terroristica mussulmana in Italia, come una doccia ghiacciata, potrebbe svegliare la popolazione italiana dal suo torpore e indurla a ripulire la Penisola da tutta la delinquenza e il marciume che le sinistre italiane  ha seminato lungo le strade  e contrade del bel Paese.

Un fatto è certo: Attualmente il Popolo Italiano sta distruggendo se stesso e lascai libera la pista di gioco alla demagogia e la cinismo politico europeo  e alla delinquenza afro araba e magrebina.

Sarebbe stupido da parte dell'Isis svegliare quel "nonsocchè" di orgoglio Italiano che se scosso di soprassalto è in grado di cambiare i connotati all'Unione Europea e far passare il Brexit per un ridicolo gioco di ragazzini.

 



mercoledì 14 agosto 2013

BASTA CHE SE MAGNI.

 Il lato buono degli Italinai
         
           Il lato buono degli italiani lo vedo nel fatto che sanno parlare dei loro problemi interni, sono capaci di analizzarli e indicare soluzioni convincenti ed efficaci, ci sono tanti modi per arrivare a Roma, il problema è che ognuno ci vuole arrivare per conto suo, a modo suo e come pare e piace a lui.

          Il lato scemo degli italiani invece lo vedo nel fatto che ancora non sono riusciti a liberarsi della loro mentalità medioevale, dei servi e dei padroni, inculcata loro in testa già dai tempi dello Stato della Chiesa.

          Personalmente considero lo Stato della Chiesa come la fonte di tutti i mali sociali italiani.

          E da lì che nacquero i servi disonesti e servilmente adulatori, dove in seguito, certi servi, diventarono in un primo tempo dei Bravi manzoniani e poi padroni e poi politici, rimanendo però, sempre dei piccoli disonesti servi e caporali.

          In Italia, manca un senso di unità, dicono in tanti; altri invece assicurano che manca la disciplina sociale, mentre altri ancora se ne infischiano di tutto e di tutti, si fanno gli affari loro, cercando di raggiungere il massimo dell’introito con il minimo dispiego di lavoro e di capitali e la minima abnegazione possibile.

          La parola d’ordine del servo servile è oggi, la stessa di allora: Basta che se magni!

          Quella del servo caporale e la stessa: Basta che se magni e che gli altri si arrangino.

          Un classico esempio di servo caporale, sono tipi come Benigni e Crozza, i quali, ben sapendo di comportarsi come dei piccoli servitori, con grande faccia tosta,  prostituiscono il loro talento e intelletto per soldi e  onori: Basta che se magni!

          L'unico modo per raggiungere tali traguardi senza tanto dispendio di forze e ad esempio è la disonestà intellettuale verso se stessi, in primo luogo e, verso la Società in un secondo.

          La criminalità organizzata poi, sia di stampo mafioso o politico o ecclesiastico, non è altro che la naturale conseguenza di questo status quo mentale di gran parte degli italiani.

          Basta che se magni! A tutti i costi sempre e solamente: Basta che se magni!

          L’italica depravazione del tornaconto personale nel bel Paese ha un nonsoché di mistico, quasi di religioso, di spirituale, d’immateriale.

          La cultura del “Basta che se magni”, in Italia è un dogma, un Principio fondamentale e per questo la Gente è disposta a mentirsi a far la voce grossa a ingannare se stessa e confabulare, a creare e a disfare alleanze, a tradire a corrompere e ingannare il prossimo o una comunità o la Nazione intera.

          Una vera Società e democrazia non funzionano così, JFK un giorno disse che non bisogna solo chiedere cosa fa la Stato per noi, ma che ci si deve anche chiedere cosa facciamo noi per lo Stato.

          Apparentemente in Italia questo non se lo chiede nessuno e se, sempre in chiave d’interesse personale.

          Arrivo alla conclusione che l'unica possibilità che questo Stato ha per continuare ad esistere, così impostato com'è, è proprio quella di non funzionare e che possa continuare a sussistere e funzionare, solamente non funzionando.

          Guai se si dovesse applicare in Italia il tanto acclamato e additato e invocato come esempio di funzionalità statale, del sistema tedesco, gli italiani impazzirebbero tutti.

          Gli italiani, infatti, quando lo invocano non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, se questo dovesse accadere, la macchina italiana si fermerebbe all'istante e per farla ripartire di nuovo, non solo bisognerebbe inventare un nuovo Stato Italiano, ma anche un altro Popolo.

          L'anti berlusconiano nasce proprio da questo fatto, la nomenclatura del male italiano non vuole cambiamenti, avrebbe tutto da perdere e niente da guadagnare, se non diversi Anni di Galera.

          Nel club Europeo nessuna Nazione con le strutture industriali e la capacità di cui si può vantare l'Italia con quasi sessanta milioni d'individui, ha un debito pubblico, bestialmente vergognoso e disumano, come il bel Paese.

          Il buon senso non ammette queste cose, eppure il debito esiste, cresce, continuerà ad aumentare a prosperare a dismisura, a navigare a gonfie vele, fino al collasso totale, fino a quel punto cioè, dove il tutto imploderà.

          In Italia il Governo e i cani randagi della politica italiana incolpano Berlusconi, di tutti i mali del Mondo, da Adamo ed Eva a tutt’oggi.

          La stampa estera lo dilania a piacere, lo usa e lo abusa; esagera con brio e con grandezza, dell’incoerenza politica dell’Italia e del Popolo italiano per nascondere dietro il paravento della faziosità dei politici e della magistratura nostrana, le proprie piaghe.

          Lo fanno perché ne hanno un sacrosanto terrore, un’Italia funzionante le metterebbe subito in minoranza in ogni campo, lavorativo o intelletule che sia.

          La scrupolosa e attenta cura del servo-caporale italiano, da parte della politica internazionale, si deve proprio al fatto che un servo-caporale e i suoi Bravi si possono controllare adulandoli e anche ricattandoli, un Padrone mai.

          Silvio Berlusconi deve essere distrutto per questo, lui non è un servo ne tanto menp un servo-caporale, con lui, la fonte di vita dei servi-caporali, l'adulazione e l'incensamento come dottrina nazionale,  sono in pericolo.

          L’Europa dei servi diventati padroni fieri del loro “basta che se magni” fanno a gara a scatenare i loro servi-caporali nostrani, per arginare il pericolo Berlusconi.

          Oggi giorno il servilismo non si misura più in inchini, la vigliaccheria non si calcola più in base ai tradimenti, bensì dalla spudorata e malefica capacità di prostituzione intellettuale della persona.

          Il soldo del servo oggi è calcolato in base alla sua predisposizione a prostituirsi, non alle sue capacità professionali.

          La persecuzione verso Silvio Berlusconi ormai è palese anche al più abbietto dei politici europei e non solo.

          Nonostante ciò, scatenano i loro bravi e diligenti servi-caporali, tipo un Martin Schülz e tutta la masnada di lacchè vari, perché lo scannino, calpestando ogni criterio di Diritto ideato dagli antichi romani in poi.

          In Italia Silvio Berlusconi è l’unico che, magari salendo su di una sedia, possa guadare i politici europei diritto negli occhi e dir loro di zittire, nessun altro Uomo in Italia è “all’altezza” di poterlo fare, con o senza il naso rosso …!

          Gli altri politici italiani giacché tutti ricattabili, devono tacere e piegarsi da bravi servi al volere altrui.

          L’attuale governicchio Letta cerca ora di rattoppare ciò che la sinistra cretina ha distrutto stando all’opposizione e s’innalza contemporaneamente a salvatore della Patria assieme a tutta la lurida e perversa brodaglia politica sinistroide italiana.

          Questi inetti però, da bravi italianucci, continueranno imperterriti a imperversare assieme alla solita comitiva dei loro servi, sul bel Paese degli zii e i nipoti, dei portaborse, dell'esuberante orda di funzionari e impiegati statali con tutte quelle macchine blu a loro disposizione.

          Costoro dissipano un Budget annuo che di gran lunga, supera quello di tutti i Paesi del ex Repubbliche sovietiche del Baltico messe insieme.

          Il tutto, in linea di massina è pagato da manco la metà della popolazione attiva italiana, rinchiusa in poche Province industrializzate del centro Nord.

          In Tandem con una nebulosa e occulta infrastruttura militare e paramilitare, che lascia esterrefatto ogni cittadino con un briciolo di buon senso, uniti e compatti in modo scandaloso e veramente ingordo e impietoso; come avvoltoi, tutti questi italianucci gozzovigliano alla Mensa pronta e ben imbandita preparata dagli Italiani con il loro lavoro e come cavallette fameliche non lasceranno nemmeno una briciola.

          Alla fine si ritireranno nel loro appartamenti a Parigi e a Montecarlo, sdegnando L'Italia che loro stessi hanno rovinato e, a forza di rifiuti tossici e inquinamenti vari,  anche avvelenato e ucciso centinia di persone.

          Il discorso della politica finanziaria dei Paesi dell'Est europeo, invece, ci porta per altre vie, sempre a quello del tornaconto nazionale, alla gran corsa ai soldi altrui, nella gran ruffianata come Hobby nazionale di coloro che si credono veramente di essere degli Stati caporale-padrone in Europa.

          Sembra però che ad Est abbiano capito l’antifona e comincino a tirar calci.

          Vi ricordate degli insulti di Martin Schülz, cosi validamente aiutato dal pedofilo Cohl-Bendit e da un estremista di sinistra spagnolo, all’Italia e al Popolo Italiano quanto in un modo cosi oltraggioso e vigliacco attacco Silvio Berlusconi durante il suo discorso d’insediamento alla presidenza semestrale dell’UE?  

          Schülz ha fatto la stessa porcata con l’Ungheria che dandosi una nuova costituzione ha rotto le uova nel paniere a tutta l’Europa ruffiana e avida, a  questo tipo di Europa.

          Stranamente ora Martin Schülz tace, forse si è accorto che si è esposto un po’ troppo e ora ha paura, come racconto una sera al Muppet-show di Markus Lanz, il rinnegato italiano-alpino e südtirolese, di scivolare giù dalle scale come secondo lui, lo avverebbe minacciato un parlamentare europeo siciliano.

          Tornando al bel Paese, i problemi italiaini non sono colpa dell'Unione Europea, né tanto meno del FMI, per quanto l'UE sia molto burocratizzata e sprecona, i mali italiani sono d'origine domestica, non europea.

          A volte mi viene veramente da pensare che l'Italia, come diceva il Principe Metternich al Congresso di Vienna nel 1816 non sia altro un'espressione geografica, popolata dai rimasugli delle orde barbariche e fameliche che la invasero nei secoli e che gli Italiani veri, vale a dire i Pendolari e le Comari di Voghera di tutta L'Italia non siano altro che gli schiavi, sfruttati, derisi e derubati, da tutti quei barbari, anche svizzerotti o sudtirolesi, bifolchi stranieri camuffati da Italiani, ma dal chiaro fare italianuccio.

          Sta agli Italiani liberarsi di tutto questo marciume, o implodere.

          Il problema Italia, è interno e deve essere risolto in Italia, dagli Italiani stessi o con le buone o con le cattive oppure finiranno tutti per essere sopraffarai dalla soldatesca africana della Kyenge e dalla delinquenza balcanica della Boldrini, dagli zingari di Pisapia e dalle checche del Vendola.

L’Urbi e Orbi però è gratis.

Amen to that!

sabato 10 agosto 2013

LA FORZA DELLA STUPIDITÀ



Gentiloni: voto dopo l'estate

Sullo ius soli - la legge per il riconoscimento della cittadinanza dei figli degli immigrati nati in Italia - interviene il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che spiega: "Non ci sono le condizioni per approvare il Ddl prima dell'estate". Il premier - in una nota - tuttavia, sottolinea che è una legge giusta e che resta l'impegno ad approvarla in autunno.




La forza dell'ipocrisa è immensa e supera di gran lunga quella della stupidità!

          Il tumore di base dell’emigrazione economica clandestina in questo caso è la criminalità organizzata.
 
          L’emigrazione clandestina dall’Africa non è da considerare, come intende farci credere la Signora Cecille Kyenge, un arricchimento per l’Italia o l’Europa.

                 L’emigrazione clandestina è la morte dell’Africa e della Cultura e folklore africano e un impoverimeto della vita e cultura europea,, aliena certi riti e usanze africane o afro -arabe punibili dai nostri codici civili e penali.
 
          Dietro la maschera della carità cristiana e con il paravento del diritto di asilo politico, si nasconde una vergognosa tratta di essere umani mai vista, dopo l’abolizione della schiavitù.
 
          Questo turpe mercato di vite umane che giornalmente si svolge sotto i nostri occhi, genera alla fonte un vortice di diverse centinaia di milioni; di Euro; a “stagione”.
 
          Tutto questo non ha niente a che fare con il diritto di asilo politico,
 
          È inammissibile e da sciocchi pensare che i nostri politici europei non siano informati di queste cose.
 
          L’Unione Europea, invece che starsene lì a litigare, dovrebbe farsi portavoce, in Africa, presso l’Unione degli Stati Africani e le Nazioni Unite affinché fermino quest’abbietta oscenità di tratta di esseri umani.
 
          Il diritto d’asilo politico spetta a chi è perseguitato per le sue idee politiche, ma solo se queste non sono in contrasto con la Carta dei Diritti Umani.
 
          Gli asilanti ammalati, vanno curati, le donne e i bambini devono essere aiutai e protetti, gli uomini sani invece se non dei veri e propri perseguitati politici, sono subito rimpatriare.
 
          Dietro questa bruttura umana c’è anche il mercato internazionale della droga e della prostituzione, non certo quattro caporali per la raccolta di pomodori come la commissaria EU, Malmström e gli ipocriti farisei della politica comunitaria a Bruxelles vogliono farci credere.
 
          Il “Mainstream” dell’emigrazione economica africana  è subito incanalato dai “Kapò”, (ndr: ogni riferimento alla frase di Berlusconi, nello scambio di convenevoli, con Martin Schülz, è puramente casuale) che già li attende, verso il mercato della droga e della prostituzione.
 
          Alzi la mano chiunque in Europa abbia mai notato un lavoratore edile africano o come nel caso del lavoro stagionale in Germania un africano o mediorientale.

 Ius solis o Ius Sanguignis o entrambi, se sì, come?

           La Germania ha risolto il problema dello Ius solis per figli di asilanti residenti o tollerati sul suo territorio, alzando un muro burocratico quasi invalicabile, tanto quanto lo era quello di Berlino.
 
          Chiunque nasca in Germania da genitori stranieri non europei, può chiedere la cittadinanza solamente se uno dei suoi genitori era residente in Germania con permesso di soggiorno illimitato da almeno cinque Anni.
 
          Con questi presupposti ma solo dopo avere raggiunto il 23esimo Anno di età e avere risieduto sempre in territorio federale,  un cittadino extraeuropeo, può, in base alla Legge che regola lo Ius Solis, chiedere che gli sia conferita la cittadinanza tedesca.

Mercoledì 25 Maggio 2011
Sala delle Conferenze internazionali, Piazzale della Farnesina 1, Roma
          Cecile Kyenge Kashetu Consigliere della Provincia di Modena “Ai figli dobbiamo cercare di trasmettere la cultura dei nostri paesi”.
          In questo caso non si capisce perché  voglia lo Ius Solis e vada blaterando che chi nasce in Italia è italiano.
          In questo punto sembra che la dottrina Kyenge non fosse ancora “al dente” o si è italiani o si è africani. 
          Essere italianai neri, vuol dire essere originari dall’Africa, ma non certo africani.

Da: ImolaOggi. 8 agosto 2013 
           La verità è che l’integrazione è difficile ed è fallita. Ora è quindi in atto un meccanismo inverso: il tentativo di cambiare l’Italia e gli italiani modulando le nostre leggi, la nostra cultura e le nostre abitudini sulle necessità e i diritti degli immigrati, che non sono riusciti ad integrarsi. Questo compito è stato assegnato da Letta, o da chi ne muove i fili, al ministro Kyenge.

 Von O. ZU KNYPHAUSEN und D. FISCHBACH 28.02.2011 - 00:03 Uhr Bild-Zeitung.
          „Niemand hat das Recht, Minderheiten zu ignorieren, aber wir müssen uns in die Gesellschaft integrieren, in der wir leben. Das ist notwendig für uns und die Gesellschaft. Aber keiner kann uns von unserer Kultur losreißen.“
„Demokratie bedeutet, den Unterschied als Reichtum zu sehen.  L’integrazione è necessaria ma nessuno può strapparci dalla nostra cultura. Nessuno ha il diritto di ignorare le minorità.  La Democrazia è il diritto alla differenza
Recep Tayyip Erdogan (56)

Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan (56) poi, parlando ai suoi connazionali turchi in Germania al ISS Dome di Dusseldorf, allo stesso tempo li ha esortati a non lasciarsi assimilazione dalla Società Tedesca.  "I nostri figli devono imparare il tedesco ma prima; devono imparare il turco."   "Ripeto: Sì all'integrazione, no all'assimilazione."
          Avete capito da che parte e come arriva la predica alla Germania e all’Europa?

          Poi ci sarebbe pure questo qua con la sua ipocrisia e mezze verità. http://blackamericaweb. Home » Little Known Black History Facts » Little Known Black History Fact: Cecile Kyenge si lamenta che la Kyenge non ha un suo Budget ministeriale.
 
          Intanto la Signora Malmstöm Commissario Europeo per l’emigrazione, ci ricorda come un”’efficace” politica migratoria si debba basare su ”condivisione delle responsabilità e vera solidarietà”, e rileva come questa sia, ”troppo spesso assente tra gli stati membri”.
 
          Il rispetto dei diritti umani, continua a pontificare la Malmström,  la protezione internazionale e il pieno rispetto del principio di non respingimento, sono principi fondamentali.
 
           Così la Commissaria europea Signora Malmström, ammonisce l’Italia e non si dimentica di ricordare che, proprio su questo punto, l’Italia ha ancora molta strada da fare.
 
           È scema la Malmström oppure è semplicemente una piccola ipocrita scandinava?
 
           A Lampedusa la Gente si fa in quattro per salvare i clandestini, la Marina Militare Italiana né salva migliaia ogni mese andando anche a soccorrerli fuori dalle acque Nazionali.
 
          I barconi carichi di esseri umani in pericolo di mare sono muniti pure di telefoni satellitari e forniti dei numeri telefonici necessari per chiedere direttamente aiuto al centro di coordinamento soccorso marittimo di Roma.
 
          Gli avvisi al Centro di Roma arrivano addirittura dal Vaticano e questa disgraziata con gran faccia tosta, parla di principio di non respingimento e di principi fondamentali?
 
          Chi è quel incosciente che ha messo una faziosa, così vergognosamente sfacciata come la Signora Cecilia Malmströn al Commissariato per gli Affari Interni dell’UE?
 
          L’attuale cesso europeo non solo ci costa troppo ma non ha ragione di esistere.
 
          È sufficiente che a Bruxelles ci siano solo i rappresentanti dei vari Ministri dei ministeri comunitari, uno per ogni Stato membro e un aiutante per ogni rappresentante comunitario e basta.
 
          Il resto deve andare a casa, il parlamento di Strasburgo non serve, di cessi in Europa né abbiamo giá fin troppi.
 
          La Malmström poi, come presa da un raptus di profonda umanità si rivolge agli italiani e dice:”Ho piena comprensione dei problemi che affrontate e sono sicura che il governo sta cercando di fare del suo meglio per trovare risposte adeguate.
 
          Sempre segundo la sua falsariga ammonitrice imperterrita la Malmström poi, ammonisce: È essenziale che l’Italia sia all’altezza dei suoi obblighi in tema di diritti umani e dei migranti e rispetti in pieno le leggi Ue.
 
          La Signora Malmström ammonisce direttamente l’Italia ma solo indirettamente gli Stati Nordeuropei e neanche se lo sogna di annoverare, che la Danimarca, proprio per arginare il flusso degli asilanti nel suo territorio si è tolta dal trattato di Schengen.
 
          Il governicchio Letta dovrebbe pretendere dall’Unione Europea che la Signora Cecille Kyenge sia entro poco tempo, nominata Commissario Europeo per l’Emigrazione extracomunitaria in Europa.
 
          In Italia, a Siracusa in Sicilia, i casi di tubercolosi attiva, sono drasticamente aumenti di oltre 40.000 pazienti in poco più di un Anno.
 
          È pertanto doveroso, dopo una minuziosa vista medica, controllare ogni movimento degli asilanti in Europa,
 
          Fosse questo vero, be allora: Gute Nacht Europa.
 
          Pertanto, è doveroso, ed essenziale anche per la loro sicurezza, prendere le impronte digitali degli asilanti e inserirle nei loro documenti di riconoscimento, come già diversi Stati fanno per propri cittadini.

Je suis parti
Par les chemins bordés de rosée
Où piaillait le soleil.
Je suis parti
Loin des jours croupissants
Et des carcans,
Vomissant des laideurs
À pleine gueule.
Je suis parti
Pour d’étranges voyages,
Léger et nu,
Sans bâton ni besace,
Sans but.
Je suis parti
Pour toujours
Sans pensée de retour.
Vendez tous mes troupeaux,
Mais pas les bergers avec.
Je suis parti
Vers des pays bleus,
Vers des pays larges,
Vers des pays de passion tourmentés de tornades,
Vers des pays gras et juteux.
Je suis parti pour toujours.
Sans pensée de retour.
Vendez tous mes bijoux

(Léopold Sédar Senghor, Poèmes perdus)