martedì 29 marzo 2022

ALEA JACTA EST

 

Strano e incredibile come i politici e i media americani ci avevano abituati alla violenza e alla distruzione di altri Paese nel nome della democrazia e della libertà. 

Strano, perché penso che siamo tutti uomini con i piedi per terra e la testa sala sulle spalle, capacissimi di intendere e di volere ed ora ci accorgiamo di aver difeso e tifato per la gente sbagliata che ci manipolava e dominava a piacere. 

Incredibile; perché non ce ne siamo accorti prima di essere preda di veri e propri clan di criminali americani residenti alla Casa Bianca. 

Sono stati gli eventi degli ultimi 10, 12 Anni nell’Est Europea, la criminale politica estera sia americana sia   di un Europa in balia della Cancelliera Merkel, ora a far pensare milioni di europei che in fin dei conti, non tutto quello che politicamente vi veniva dalla Russia era male e non tutto quello che da noi andava verso la Russia era bene. 

Le ragioni dell’inizio delle ostilità in Crimea le conosciamo tutti, delle persecuzioni degli ucraini filorussi nel Dombass, erano sempre coperte da silenzio mediatico occidentale, e se trapelava qualche cosa in occidente, ci dicevano che le forze ucraine combattevano terroristi e separatisti criminali ceceni e quant’altro di violento e sovversivo alla pace e alla libertà. 

Ja, è proprio così, gli americani con le loro penne biro, la gomma da masticare e statuette Oscar con la loro celluloide hollywoodiana e le loro idee di libertà e democrazia, ci hanno abituati a pensare e a credere nella dottrina del “God Bless America” e non capivamo che ci stavano incantando, come le Sirene sugli scogli, incantavano cantando gli antichi equipaggi dei velieri della Magna Grecia. 

Due Anni fa guardavamo increduli come in America sradicavano dai loro piedistalli monumenti e statue di Cristoforo Colombo, come i Talebani distrussero secolari statue di Budda in Afghanistan e non capivamo. 

Ora che abbiamo la guerra in casa e che sull’umanità incombe il pericolo di un annientamento totale molti di noi si accorgono di aver seguito il pifferaio sbagliato, ma per cambiare strada forse ora è troppo tardi, alea jacta est …

mercoledì 16 marzo 2022

Troppo grande per cadere.

 

... per questo era piuttosto difficile comunicare con l’equipaggio russo.

Solo in primo Ufficiale parlava bene l’inglese, d’altronde i due marinai in coperta erano ancora più taciturni e riservati dei frisiani e questo scoraggiava sul nascere un qualsiasi contato umano.

Ciò che in un certo qual modo mi preoccupava, era la loro innata tendenza a nascondere le cose a non cooperare o chiedere consiglio o aiuto.

Con il tempo mi accorsi che la loro era una vera e propria condizione mentale, il loro sgomento di farsi notare o di dover fare un qualsiasi rapporto di malfunzione di un qualsivoglia macchinario in coperta, mi sembrava innato e aveva un nonsoché di quasi patologico.

L’ennesima conferma del loro modo di lavorare la ebbi qualche Settimana prima della prevista consegna della nave ai nuovi proprietari.

Sulla coperta di lancio scialuppa e zattere di salvataggio, avevamo un verricello manuale per il carico delle provvisioni e materiale vario e quello era fuori uso e pertanto da cambiare.

Il Comandante, sicuro di sé diede prova di tutta la sua stupidità primordiale e invece di ordinare un nuovo verricello manuale di poche centinaia di Marchi diede ordine ai due marinai di riparare quello vecchio.

I due si misero subito all’opera con caparbia e tenacia, ma dopo un intero giorno lavorativo dopo aver riscaldato con la fiamma ossidrica il verricello, cercando di smuoverlo dovettero desistere; quell’aggeggio era talmente grippato e corroso dalla ruggine e dalla salinità che ormai era completamente da buttare.

L’indomani mattina i due ritornarono alla carica e bruciando i bulloni di tenuta tolsero il verricello dall’albero girevole e mi chiesero, assicurandomi che poi e avrebbero pulito e riassettato il tutto, se potevano lavorare nella mia officina dove c’era pure un piccolo tornio per piccoli lavori meccanici di ricondizionamento.

In un paio di giorni usando materiale di bordo e solo gli ingranaggi del vecchio verricello i due marinai ne costruirono uno nuovo.

Al tornio, dall’asse di una pompa usata che trovarono nella cassa del ferro vecchio si fecero pure nuove assi per gli ingranaggi.

A lavoro finito, la mia officina era di nuovo pulita e in ordine come prima.

» Vedi, «-mi disse Karl quando i due marinai orgogliosi e sicuri di aver fatto un buon lavoro e di aver dimostrato le loro capacità, ci presentarono il nuovo argano-» Questi due russi hanno lavorato per tre giorni, per costruire un argano che tra un paio di Settimane sarà di nuovo arrugginito e inservibile. Noi lo avremmo buttato a mare e ordinato uno nuovo e zincato. Capisci adesso quanto sono stupidi i russi?«

Concluse poi con far da sapientone.

Al ciò, preferii non rispondere.

# # #

La sera stessa, in mensa, dopo la solita frugale cena; ebbi l’occasione di parlare con loro.

Uno dei due masticava un poco di inglese così che ci si poteva capire e mi prevenne; quasi con umiltà mi chiese che cosa ne pensavo del loro lavoro ed io gli risposi che ne ero rimasto piacevolmente sorpreso.

Non potei però fare a meno di dirgli che i marinai tedeschi avrebbero gettato fuori bordo il vecchio argano e chiesto un nuovo.

Il più anziano dei due, quello che parlava un poco di inglese disse qualche cosa al suo collega, poi per un lungo minuto tacquero entrambi, scambiandosi infine piccole frasi veloci.

Mi sembrò per un momento che i due prendessero il coraggio a due mani e pesassero ogni singola sillaba di quello che dovevano dirmi.

Parlando sommesso mi sentii dire cose che non dimenticherò mai più.

» Vedi Chief, ringrazia il cielo che sei nato nell’Europa occidentale. Tu e tutti gli altri qui in occidente dovreste esultare gioivi e ogni giorno con umiltà pregare e ringraziare Dio che non avete dovuto vivere come abbiamo dovuto vivere noi in Russia. Pensa solo che noi in tutta la nostra vita non abbiamo mai visto tante buone cose da mangiare come le avete voi qui a bordo. Siate riconoscenti e grati e ringraziate il Signore della Sua generosità nei vostri confronti, perché voi avete tutto, noi al contrario non abbiamo nulla o quassi niente.  Nelle nostre fabbriche gli operai sono costretti a costruirsi i loro attrezzi, come un banale cacciavite ad esempio. Lavoriamo con ferrovecchio per tenere in funzione macchinari di ferrovecchio, non abbiamo altre possibilità. Noi non sappiamo fare ogni cosa, ma con quel poco che abbiamo sappiamo fare molto, per noi fu cosa di tutti giorni rifare quell’argano e siamo sicuri di aver un buon lavoro. «

Il marinaio russo non mi disse che questo e le sue spiegazioni mi presero del tutto impreparato.

Stavo lì seduto, con la mia tazza di caffè in mano e fumandomi una sigaretta mi guardavo questi due semplici marinai russi che sapevano maestramene lavorare al tornio e che con rottame e ferro, costruire un piccolo mulinello per sollevare pesi fino a cinquecento chili e non sapevo più che cosa rispondere o che pesci pigliare.

Karl e il suo inaudito sarcasmo e diniego verso il suo stesso equipaggio, si sbagliava e si sbagliava pure di grosso.

Davanti a me sedevano due uomini che con poco in poco tempo avevano fatto tanto.

Loro potevano con quasi niente fare molto più che noi, noi, gli agiati occidentali dell’usa e getta al quale interessava solo il tempo e il denaro facile.

Lì, parlando con loro mi accorsi che noi in occidente avevamo dimenticato come dialogare e comunicare.

Dovetti ammettere che noi avevamo dimenticato di aguzzare il nostro ingegno e proprio in questo punto vedevo la nostra vulnerabilità e allo stesso tempo la loro forza.

Noi occidentali, al contrario di loro, eravamo socialmente apatici, fautori sì del nostro benessere und allo stesso tempo; sì vincitori della nostra povertà postbellica ma anche vinti dalla nostra stessa effimera sicurezza e arrogante auto -compiacenza.

» Non avete torto, avete fatto un bel lavoro, in un Mese però il verricello sarà di nuovo bloccato dalla salsedine e dalla ruggine «Obiettai, ben sapendo che era stato Karl a ordinare loro di riparare l’argano.

» Un Mese Chief? Sai che cos`e in Russia un Mese per una macchinetta simile? Un Mese è una vita, e per noi un premio. «

» E poi, dopo quel Mese? «Chiesi incuriosito.

» Ach scordatelo Chief, oggi il verricello funziona se non succede qualche rivoluzione prima, ne riparleremo tra un mese. «Rispose l’anziano marinaio, sorridendo si alzarono entrambi e salutando se ne andarono a dormire.

# # #

Karl sbagliava, ma quale stupidita primordiale dei russi e dei latini; quei due non erano affatto stupidi.

La loro preparazione professionale era di gran lunga superiore a quella dei nostri marinai e questo alla faccia di tutte contorte teorie die superiorità Indo-germanica e della cosiddetta razza a Ariana.

Imparai con il tempo a conoscere altri marinai e Ufficiali russi e comincia a capire che tutti avevano non solo una buona base di preparazione professionale, ma anche la stessa mentalità.

Notai che lo stesso pragmatismo che caratterizzava l’equipaggio russo della Amrum era simile a quello di tutti gli altri equipaggi russi o ucraini che con l’andare del tempo imparai a conoscere.

Nessuno di loro intendeva farsi notare o dare nell’occhio, lavoravano caparbi e silenziosi, rispettando al minuto gli orari di lavoro e le pause.

Purtroppo, mi accorsi anche che piuttosto di informare di qualche malfunzione nei macchinari, preferivano riparare eventuali piccole avarie, senza informarmi di eventuali guasti e senza assumersi responsabilità personali.

Lavoravano e basta.

Tutto al contrario del nostro sistema di manutenzione e riparazione che prevede dettagliati rapporti, sia per le informazioni di bordo sia per l’ufficio tecnico dell’armatore.

I nostri colleghi russi pensavano in modo diverso.

Loro provenivano da una feroce e bestiale dittatura comunista, conoscevano solo la volontà dello Stato e quella del loro Commissario politico che gli imponeva di, a fare senza pensare ciò che veniva loro ordinato senza lamentarsi mai per non finire rinchiuso in un Gulag ai lavori forzati; come nemico del Popolo.

Capii con il tempo che questi uomini avevano sviluppato un modo di sopravvivere unico al mondo.

Capii che in Russia, la gente aveva non solo imparato con rottame a tenere macchinari da rottame in funzione ma aveva anche imparato a vivere con dignità, con quel poco che lo Sato le passava.

I russi che conobbi erano semplici e modesti, ma nel pensiero sotto diversi aspetti, avanguardisti e futuristi come gli americani.

Le necessità materiali e lo spirito di sopravvivenza forgiarono assieme le famiglie e le brigate di lavoro incitandole per potere continuare a esistere a sempre più grandi sforzi comuni.

La gioventù poi capì presto che senza brillanti risultai scolastici e ferrea disciplina di Partito non aveva possibilità di migliorare la propria condizione sociale.

Tutto questo fece sì che due semplici marinai russi diventassero dei provetti meccanici che erano in grado in grado di eseguire lavori di alta precisione con un tornio.

I nostri viziati marinai occidentali, non ne sarebbero stati capaci.

I nostri marinai non avevano mai avuto bisogno di doversi impegnare tanto per avere tutto appunto perché, quel tutto, loro lo avevano sempre avuto ed esattamente per questo il loro ingegno e la loro volontà di migliorare la propria esistenza si erano affievoliti.

È proprio vero, l’anziano marinaio russo aveva ragione, soprattutto gli indifferenti, i manzoniani, i servili e gli arroganti tra di noi qui in occidente, dovrebbero ringraziare Iddio di non essere nati in Russia.

Il superfluo dell’occidente aveva in gran parte assopito lo spirito di competizione nella gente e resa quasi automa e schiava del suo stesso benessere e così facendo aveva dato via a un latente decadenza di pensiero e di qualità di vita sociale.

Osservandoli, mi convinsi che in un Paese come la Russia, dove la popolazione riuscì a scrollarsi di dosso la feroce dittatura comunista, le virtù umane dettate loro solo dalla fede religiosa, dall’amore, dal buonsenso e dal rispetto per il prossimo, per quanto proibite dal regime comunista, avevano albergato nel loro animo, come partigiani della Vita.

Queste stesse preziose virtù umane ora emergevano lentamente dai loro cuori e affioravano, avide e vogliose di essere, alla luce del giorno, cacciando via la malefica dottrina comunista che per così lungo tempo aveva soggiogati intere popolazioni.

Mi parve anche che quasi in un equilibrio di forze poi, l’Europa occidentale decadeva, parallela e in ugual misura all’evoluzione di quella orientale.

Gli attuali sintomi di decadenza che si notano sia in Germania, sia nell’odierna Europa comunitaria sono il classico esempio di una latente degrado, mascherato in modo crudele dall’arrogante e malefica stupidita primordiale. © Franco Parpaiola (2010)

Brano tratto dal mio manoscritto “La motonave Amrum” di prossima pubblicazione con Amazon -Kindel.

 

 

Nota: 16 marzo 2022.

 

L’America e l’occidente della dottrina Merkel, temono  proprio questo: La tenacia, la forza intellettuale e la caparbia volontà della grande maggioranza della popolazione russa, di migliorare con lo studio e il lavoro la propria esistenza.

La forza della Russia è la capacità e la forza di volontà del suo popolo, è di questo che l’occidente corsaro e rapinatore di sostanze e materie prime altrui ha paura.

 

lunedì 22 novembre 2021

La proprietà esponenziale della morte.

 



Una cosa qui deve essere chiara, andando avanti di questo passo, in un tempo non lontano e in modo esponenziale potrebbe iniziare il downgrade delle capacità tecnico/scientifiche dell'umanità per mancanza di addetti ai lavori, specialisti e di scienziati.


Come già oggigiorno gli ospedali accusano la grave mancanza di operatori sanitari qualificati; domani potrebbero venire a mancare perché portatati via o gravemente lesionati nel corpo e nella mente dal Covid gli specialisti e tecnici che mantengono in vita le nostre infrastrutture.

Guardate a cosa  sta succedendo in Inghilterra dove ci sono problemi logistici nella fornitura di carburanti alle stazioni di servizio per mancanza di camionisti e le birrerie accusano mancanza di birra per il semplice fatto che c’è carenza di malto e di luppolo e immaginate un Paese dove ad esempio, vengono a mancare, sempre decimati o deteriorati dal Covid le prime fasce di operatori ecologici.

Avete notato gli atti di violenza a certe stazioni di servizio londinesi dove gli automobilisti esasperati usavano la forza bruta per arrivare alla pompa di benzina prima degli altri?

Ve lo immaginate un panico generale dove la folla corre all'impazzata come una mandria di bufali impaurita? 


Ve lo immaginate che cosa succederebbe se gli operatori ecologici che tengono in funzione i nostri depuratori si ammalano e devono essere sostituiti con personale meno qualificato, oppure se vengono a mancare conduttori di treno, o piloti di linea?

Sorridete? Pensate che non può accadere? Bene allora sappiate che già oggi mancano conducenti di autoambulanze, pensate forse che il caso di morte di un povero cristo colpito da infarto non possa succedere solo perché non ci sono autoambulanze e medici d’assalto che arrivino in tempo per salvarlo? Succederà!

Succederà quando, in un’umanità decimata dal Covid che a detta dei politici e degli scienziati non uccide i vaccinati ma li fa solo ammalare con conseguenze post degenza più o meno serie ma degradanti del fisico e dell’intelletto.

Succederebbe allora il Down Grade delle capacità tecniche dell’umanità, nix più mente sana in corpo sano e boldi specialisti di sana e forte costituzione, ma in prevalenza solo mezze larve umane bisognose di aiuto e di cure impossibili da elargire per mancanza di personale qualificato.

Un Paese senza i suoi specialisti ed operatori infrastrutturali i servizi più elementari, come gli addetti alla raccolta della mondezza (Roma – Gualtieri) o pulitura delle nostre fogne o la depurazione dell’acqua che beviamo, e alla manutenzione delle riserve idriche in generale, oppure al sicuro monitoraggio di centrali elettriche nucleari o di fabbriche chimiche che richiedono un costante controllo strumentale altrimenti fan Boom con gravi ripercussioni ambientali per la flora e la fauna del pianeta è un pianeta senza futuro, dove per mancanza di adeguati operatori, di specialisti e di scienziati, è condannato a degenerare, da quel momento in poi, inizierà l’orgia delle proprietà esponenziali della morte.

A proposito, la fauna del pianeta siamo anche noi, i diretti discendenti dell’Homo sapiens -sapiens, Okay? Okay!

Incredibile ma vero, sembra che i politici si preoccupino più per l’andazzo dei mercati e delle economie che del futuro dell’umanità dove i vivi potrebbero arrivare ad invidiare i morti.

Forse i vaccini terranno in sacco un non ancora ben definito Sars2 – Covid19 dal decimare l’umanità come l’influenza spagnola nel 1918, ma sicuramente, come già si nota lesionerà i pazienti guariti creando un’umanità di zombi.

In quel momento inizierà la proprietà esponenziale della morte che nessuno saprà più fermare
.                        

venerdì 30 luglio 2021

ANÈF Accà Niscíuno è Fiesso

 



La Corte Suprema Federale di Germania  (BGH) ha stabilito che sì, Facebook può cancellare commenti ritenuti offensivi, discriminatori, razzisti e incitanti all’odio.

Il BGH ha inoltre stabilito che le regola della piattaforma Facebook, a pieno diritto,  possono essere anche più severe della Costituzione e dei codici civili della Germania.

Il BGH però ha anche decretato che Facebook, prima di cancellare un commento o oscurare un sito, deve PRIMA avvertire l’utente e dargli la possibilità di spiegarsi pubblicamente e non cancellare commenti o oscurare siti prima e avvisare dopo.

Il succo della sentenza del BGH è tutto qui; con questo verdetto è stata restaurata la dignità degli utenti che possono; sempre nell’ambito del lecito; esprimere la propria opinione senza temere draconiane punizioni boldriniane da parte di una Piattaforma che si basa su algoritmi per controllare e sotto certi aspetti, addirittura manipolare  la pubblica opinione secondo il proprio verbo.

Tre giorni fa fui bannato da Facebook dal pubblicare i miei pensieri e idee sulla sua piattaforma.

La mia pubblicazione contestatami come istigazione alla violenza riguardava la mia convinzione che la viscida vigliaccheria (da non confondersi la paura)  essendo di fatto la causa dei più turpi crimini contro l’umanità sia punibile solo davanti ad un plotone di esecuzione.                                                                         

Un plotone di esecuzione o qualsiasi altro carnefice non è altro che il braccio esecutivo di un verdetto emesso da un tribunale di un Paese sovrano, o da un tribunale militare non una violenza e linciaggio da parte di cittadini scatenati e inferociti.

Mi fu data, dopo l’oscuramento del mio post, facoltà di ricorso, dopo il mio ricorso mi fu detto che il blocco rimaneva in vigore, ma che potevo presentare un secondo appello al Overboard della piattaforma; presentai un secondo ricorso, spiegando all’incirca le mie motivazioni come da sopra … attendo ancor auna risposta.

Il fatto è che su argomenti simili, possiamo discutere fino alla fine dei tempi e sicuramente ognuno di noi rimarrebbe sulle sue posizioni, dobbiamo però sempre tenere presente che con la spada di Damocle dell’oscuramento e/o del blocco delle nostre opinioni o sito sulle nostre teste, Facebook sta suggestionando i sui utenti mettendoli quasi quasi alla gogna se non conformi al suo algoritmo.

I ‘odierno verdetto del BGH cambia poco, ambia la procedura di blocco temporaneo o oscuramento di un sito e nient’altro.

La piattaforma Facebook è padronissima a casa sua  di dettare le sue condizioni e mettere i suoi paletti, così facendo però manipola il pensiero e l’atteggiamento delle genti e questo deve nel modo più assoluto essere interdetto.

Il discorso qui è lungo e si fa machiavellico, osserviamo con interesse ile prossime mosse di Facebook che alla fine dei conti è un impero di soldi e resta in vita grazie alle centinaia di  milioni di utenti  sparsi in tutto il mondo (31 milioni solo in Germania) noi cmq siamo tutti dell’ANÈF (Accà Nisciuno È Fiesso) e per nessun motivo intendiamo starcene in piedi con il capo chino e il capello in mano difronte ad un algoritmo dettato chissà da chi.

Rispetto del prossimo sì ma anche fermezza nel sostenere nell’ambito costituzionale le nostre oppinioni.

mercoledì 28 luglio 2021

ERASMUS KINDER


  • ASIN ‏ : ‎ B0988MW44D
  • Herausgeber ‏ : ‎ Independently published (29. Juni 2021)
  • Sprache ‏ : ‎ Italienisch
  • Taschenbuch ‏ : ‎ 46 Seiten
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8528545219
  • Abmessungen ‏ : ‎ 10.16 x 0.28 x 15.24 cm


Erasmus Kinder  

Prefazione.

Amore o solitudine?

Giovane donna italiana lontana da casa cerca la sicurezza e tranquillità che le dava la sua famiglia e così se ne crea una sua propria in una realtà sociale a lei sconosciuta e spesso diffidente se non addirittura ostile al  forestiero.

Marito straniero: macho o compagno sincero, oppure maschilista dominate, premunito e complessato?

Esiste il razzismo amoroso o è l’amore tra persone di differenti nazionalità che svela in noi il razzista che ignoravamo o che mai credevamo di essere?

I figli e le figlie di Erasmus sono studenti, specialisti e scienziati delle più svariate facoltà, provenienti da ogni parte del mondo dove almeno qui in Germania ad esempio, le unioni tra giovani  donne italiane e uomini  tedeschi, sono molto più numerose che quelle tra giovani italiani e donne tedesche o altri gruppi etnici europei.

Grazie al programma Erasmus, in un fantasmagorico caleidoscopio di culture, folklori e idiomi, la gioventù e la scolaresca europea si incontra, si unisce e impara a conoscersi studiando.

È così che la gioventù inizia a comprendere il valore della tolleranza reciproca e del dialogo e getta le basi per una nuova Europa senza  nazionalismi. 

I figli e le figlie di Erasmus. 

Un po’ spaesata, quasi furtiva, Mara scese dall’aereo che l’aveva portata via  Roma, da Catania  a Brema e seguendo il flusso degli altri passeggeri, si incammino verso il Pullman che l’attendeva accanto al velivolo per portarla al terminal degli arrivi.

Conosceva la Germania dai suoi diversi viaggi-studio fatti durante le ferie assieme ai suoi commilitoni liceali e universitari.

Quelli però erano sempre stati viaggi estivi, quasi delle scampagnate giovanili, che ben poco avevano a che vedere con dei veri e propri escursioni di studio e di lavoro.

Le sue prime esperienze ed impressioni durante quelle escursioni all’estero, erano vaghe.

In Germania, però aveva percepito  un Paese efficiente e sobrio, che si distanziava mille miglia dalla quotidianità italiana e da tutto quello che  aveva appreso durante le lezioni di storia contemporanea, alle scuole medie e al liceo.

Già allora da ragazza vivace e impaziente di imparare e conoscere il mondo, si era resa conto che la realtà e qualità della vita in Germania era alquanto diversa e spesso positiva che il “modus vivendi et operandi” italiano, questa però era la prima volta che viaggiava in Germania da sola.

Mara parlava perfettamente l’inglese e il francese, masticava un po’ di greco antico e il latino era quasi la sua seconda made lingua, ma non parlava e non capiva una beata minchia della lingua tedesca.

Scendendo dall’aereo quel primo pomeriggio di una giornata umida e freddolosa, tipica degli autunni  di Bremen, si sentì un po’ spaesata, quasi fuori posto, e il grigiore di quel giorno di ottobre che la circondava le fece subito rimpiangere la bella giornata calda e soleggiata che aveva lasciato a Catania qualche ora prima.

Lei, giovane scienziata siciliana, laureata in scienze naturali questa volta, grazie ad una borsa di studio vinta all’università di Brema, era arrivata in Germania per restarci un anno,

Vedendo quel cielo grigio e cupo avrebbe voluto far subito dietrofront e tornarsene nella sua soleggiata Sicilia e lasciare quei luoghi, umidi e bui.

Stoica e determinata  com’era di scoprire, studiare e cimentarsi in ricerche scientifiche in questo nuovo mondo, decisa alzò il bavero della  giacca e stringendosi le spalle, quasi rannicchiandosi in sé stessa, seguì, con un  miscuglio di rassegnazione ma anche di grande curiosità e vogliosa intraprendenza, gli altri passeggeri sul Bus.

 Sapeva che al terminal degli arrivi ad attenderla c’era la sua amica romana, laureata in lettere, germanistica e storia medioevale tedesca, che come lei aveva vinto una borsa di studio all’università di Brema e questo fatto la rincuorava di non poco, perciò trinandosi dietro la sua capiente valigia, Mara, ancora un po’ spaesata,  quasi morbosamente assaporato l’incognito al quale andava incontro usci dalla zona arrivi dell’aeroporto.

Guardando speranzosa tra le decine di persone che attendevano chi quello chi quell’altro, tra quel grigio muro di gente imbacuccata in giacche a vento quasi uniformi nella fattura e nel colore, blu o verde scuro, scorse la sua amica che piccolina e tracagnotta com’era, si sbracciava e saltellava sorridente e felice, per farsi notare.

Quasi correndosi incontro le due ragazze si abbracciarono commosse e felici di rivedersi e tenendosi per mano come se avessero paura di perdersi, si avviarono verso l’uscita del terminal e si diressero alla fermata del tram che in una ventina di minuti, attraversando tutta la città, le avrebbe portate direttamente all’Università.

Lo studio avrebbe occupato le loro giornate universitarie, come la comunità studentesca italiana di Bremen, avrebbe influenzato il loro tempo libero.

La sicurezza del gregge avrebbe influenzato le sue serate e fine settimana, ma le avrebbe anche impedito di apprendere i primi rudimenti di una lingua piena di tranelli grammaticali a volte incoerenti e in netto contrasto tra loro, esattamente l‘opposto e non certamente logici e coerenti,  come la lingua italiana, francese, latina o greca che sia.

# # #

Può l’amore superare barriere ideologiche o creare uno status quo famigliare, o una tregua indeterminata nel tempo?

L’amore, è forse un antidoto, un placebo aldilà della paura dell’isolamento sociale?

Dove si trova l’amore, forse là dove termina la solitudine e inizia l’amicizia, è là che si trova l’amore?

La prima generazione di “Fremdarbeiter” proprio qui in Germania non pensava certo a questo, quando cominciò ad integrarsi nella vita sociale di una nazione distrutta da una guerra voluta da fanatici nazisti, come lo era dopo la sua proclamazione, la Repubblica Federale di Germania nel 1948.

I “Fremdarbeiter” erano giovani, sani e lavoratori ed erano soli; le donne tedesche come le loro colleghe di mezza Europa erano giovani, molte erano vedove e sole, magari con prole e vecchi genitori a cui accudire.

Eppure si incontrarono e iniziarono a comprendersi.

In quegli anni le ore di lavoro erano massacranti, si lavorava sei giorni la Settimana otto ore al giorno e si lavorava sodo.

A quei tempi non esisteva il Web; l’Internet come  i telefonini erano cose sconosciute,  non ancora inventate. 

Le poche ore del sabato sera, erano quelle dove gli uomini del Sud al difuori dei luoghi di lavoro, incontravano la gente del luogo, tra loro c’era tanta diffidenza allora, eppure si incontrarono, si parlarono, impararono a conoscersi e assieme, costruirono una nuova Germania e una nuova Europa.

Le famiglie miste del dopoguerra, magari anche senza il tanto declamato amore, specialmente qui in Germania forgiarono nuove generazioni di italo -tedeschi e nuovi europei.

Sia per gli uni, sia per gli altri formare una famiglia era anche un modo per non sentirsi soli, questo ieri, oggi invece in due ore al massimo con un aereo si sorvola l’Europa e la solitudine sparisce.

Oggi costa quasi di più andare in Taxi dal centro di Bremen all’aeroporto che acquistare un biglietto d’aereo fin giù in Sicilia.

Oggi la solitudine dovuta alla lontananza non esiste più, tuttavia sotto certi aspetti tra i popoli esiste ancora la diffidenza, qualche volta anche l’intolleranza, come esistono tante nefandezze politiche e sociali ben alimentate e ben dosate da politici  e da interessi partitocratici nonché da famigerate associazioni culturali di mutuo interesse

Comunque sia, sembra  che ai figli di Erasmus europei tutto questo  interessi ben poco, loro appartengono ad un'altra specie di cittadini europei, molto più evoluti e studiati del “Fremdarbeiter” o lavoratore straniero  o delle “Trümmerfrauen.”

Le cosiddette Trümmerfrauen, ovvero donne delle macerie, erano quelle che  dopo la seconda guerra mondiale in mancanza di uomini, decimati da una guerra nazista barbara e criminale,  sgomberavano le strade  e le citta della Germania dalle macerie delle case bombardate e distrutte dagli Alleati.

 Le donne a quel tempo ripulivano a mano  anche ogni singolo mattone con i quali poi i muratori friulani e abruzzesi, lombardi e veneti, comunque  italiani, emigranti di prima generazione, ricostruirono le prime fabbriche e case della Germania.

È da qui, è da loro, dalla prima generazione dei Fremdarbeiter e dalle Trümmerfrauen che nacque la nuova Germania e di conseguenza la nuova Europa, non certo dalle vuote sterili chiacchere di cosiddetti sociologhi e umanisti vari.

La nuova Germania e la nuova Europa, come a suo tempo la Fenice, sono nate dalle ceneri di una Germania e di un’Europa malsana e malefica entrambe portatrici di morte e distruzione.

Fu la caparbia volontà dei primi Fremdarbeiter e delle Trümmerfrauen di conoscerai e capirsi a far germogliare la nuova Europa.

Il nuovo ordine europeo nacque tra le macerie della Germania e sulle impalcature che i muratori italiani per primi, eressero per costruire le case con i mattoni ripuliti a mano dalle Trümmerfrauen.

Nessuno si deve mai scordare di questo.

# # #

Oggigiorno nel nuovo millennio i figli e le figlie di Erasmus nipoti e pronipoti dei Fremdarbeiter e delle Trümmerfrauen,   si dedicano allo studio, al dialogo intereuropeo, vogliono comprendere, valutare, assimilare nuove verità sociali e culturali, vogliono sapere, conoscere, creare e professare nuovi orizzonti, ed  è proprio lì, nel fertile terreno della scienza e della logica che nasce, lontana da diffidenze, da cinismi e ben studiate ipocrisie,  una nuova Europa basata sulla tolleranza, la compressione reciproca e l’amore, il tutto coronato da una sfilza di marmocchi e monelli sani e belli che continueranno a loro tempo a forgiare un Europa sempre più unita e forte e creano tra mille difficoltà politiche di nefaste politiche estere coronate da interessi partitocratici ed economici vari,  un Nuovo Ordine Mondiale

Fine?


 

Dal mio libro “La storia di un  inceneritore, La morte veglia su Monopoli”

Herausgeber : Independently published (13. Mai 2017)

Sprache : Italienisch

Taschenbuch : 249 Seiten

ISBN-10 : 1521285063

ISBN-13 : 978-1521285060

 

… e così, mentre ex commissari politici italiani al servizio di Stalin e del partito comunista sovietico, cercavano di instaurare in Italia una sottospecie di dittatura comunista, la gente semplice della strada, sia tedesca sia italiana si mise all’opera per rimettere in sesto le infrastrutture distrutte dalla loro stessa scellerata scempiaggine.

All’inizio, sia gli italiani sia i tedeschi superstiti, cominciarono a rimettere di nuovo in piedi la Germania.

Lavorando con diligenza e caparbietà in meno di dieci anni, gli italiani e i tedeschi riuscirono a ricostruire tutte le infrastrutture della nuova Repubblica Federale di Germania, cominciando dalle fabbriche e strade, dalle ferrovie alle autostrade e dai porti marittimi.

Aiutate da volonterosi e capaci uomini del sud italiano ai quali, poi vista la ciclopica impresa, si aggiunsero gli spagnoli, i portoghesi, i greci e i turchi, le diligenti donne tedesche, durante il dopo lavoro scodellarono pure un nuovo Popolo.

Era un popolo sano e forte quello che nacque in Germania a quei tempi, spuntando dalle ceneri come la mitica Fenice, ripudiando ogni velleità bellica, da quegli anni in poi il nuovo popolo tedesco giurò di vivere sempre in pace con il mondo intero, rigettando ogni forma di aggressione e guerra di conquista futura.

Lavorarono e progredirono così dinamici e lesti che in manco di una decade, la Germania ridivenne, questa volta con soli fini di pace e progresso, nuovamente il punto di riferimento nel mondo della tecnica, delle capacità innovative del lavoro e della ricerca scientifica.

Il sapere e le capacità tecniche tedesche erano di nuovo riconosciuti come punto di riferimento da tutti e il mondo guardava nuovamente con ammirazione questo Popolo che, dal tanto male che fece, ora progrediva, e con lui, l’intera Europa.

Dalla Germania degli anni cinquanta partirono i primi impulsi per una ripresa economica di tutta l’Europa che rapidamente portò lavoro e benessere a tutti i popoli occidentali.

Tutto funzionava e progrediva a meraviglia, la nuova Germania e la novella Europa, quasi come due sorelle gemelle crescevano e prosperavano nel tempo, influenzando  con la loro voglia di sapere e di fare, e questa volta in modo positivo, il Mondo intero.

Tutto a posto allora?

Nix tuto bene, tutto Scheiße Kamaraden.

Gli anni delle vacche grasse finirono presto, non certo perché ci fu un’altra crisi tipo anni venti, no, le cose non andarono esattamente così, nix crisi tipo anni venti, i bei tempi finirono presto a causa di un imprevisto che nessuno si aspettava o avrebbe mai potuto prevedere.

Il declino della Germania iniziò verso la fine degli anni sessanta, appena cinque o sei lustri dopo la fine della seconda guerra mondiale  con l’apparizione di un prototipo di Homo Sapiens germanicus a molti di noi del tutto sconosciuto.

Nessuno sa ormai dire con sicurezza da dove lo sconosciuto venisse, chi l’avesse creato o di chi fosse figlio, di sicuro si sa solamente che, improvvisamente costui bussò alla porta della Storia portandosi appresso tanti mentecatti come lui.

L’arrivo dello sconosciuto diede il via all’attuale decadenza.

Da quel giorno, tutti i valori e virtù accumulati iniziarono a vacillare e a degenerare e la Germania cominciò a perdersi di nuovo per strada.

Il nuovo arrivato si dimostrò presto un vero maestro del lamento e un deplorevole, capace e abile menestrello della mala sorte.

Bugiardo, cinico e intrigante, furtivo e codardo, questo fariseo dell’umanità era venuto dal nulla e niente aveva a che fare o veder con tutti i buoni propositi tedeschi dell’immediato dopoguerra ma era arrivato per restare e la Germania non fu più la stessa.

Come un cancro con molte putride metastasi, questo prototipo dal basso orizzonte si mise all’opera e infestò, con il suo comportamento, non solo la Germania e il mondo intero, ma anche la vera aria che noi tutti si respira.

Sembra veramente che il ritorno dei lavoratori mediterranei e delle loro famiglie create in Germania insieme alla loro prole nei loro Paesi di origine, coincida con l’apparizione del nuovo prototipo di Homo Sapiens germanicus.

Le malelingue, invece, assicurano che in effetti, costui non fosse mai scomparso, insinuando anche che fosse sempre esistito nel sottobosco delle strutture sociali tedesche, pronto a rispuntare come un fungo velenoso non appena e ogni qualvolta si presentasse l’occasione propizia …

 

 

 

 


giovedì 22 luglio 2021

Ciao ciao Homo sapiens -sapiens.

 



Sin dal vero primo giorno, vale a dire da quando si parlò di vaccini, da quando cioè a Wuhang ci furono i primi casi di Sar -Cavid ci fu detto che le iniezioni dei  vaccini contro questo “nuovo” tipo di virus,  non le avrebbero fatte i medici di famiglia,  ma che si sarebbero aperti  appositi centri di vaccinazione per chiamata e appuntamento.

Già allora mi chiesi come mai i medici generici, che indubbiamente conoscono a menadito le patologie dei loro pazienti, e perfettamente in grado di curarli;  fosse negato non solo di sanare i sintomi di quella che si rivelò di essere una influenza con conseguente bronco -polmonite fulminante ma anche di eseguire un semplice intervento chirurgico, come somministrare un’iniezione entro -muscolare anti -influenzale, come hanno sempre fatto.

Quando poi cominciarono a parlare ridotta efficienza dei sieri e tutti i responsabili case farmaceutiche incluse si coprirono di immunità giuridica declinando ogni responsabilità per possibili effetti collaterali e le cure ai malati di Covid si dimostrarono veramente micidiali tanto da uccidere più pazienti che il virus stesso, capii di essere difronte a qualche cosa di tremendo, mai visto prima nella storia dell’umanità.

Mentre i nazisti sterminavano minorità etniche per puro e semplice odio politico, ora, senza mezzi termini, qualcuno aveva preso di mira l’umanità intera e questo a solo e puro e semplice scopo di lucro e interesse di supremazia  politico – industriale.

Furono le varie associazioni dei medici generici a rifiutarsi di iniettare intrugli chimici ai loro pazienti o furono le varie case farmaceutiche a imporre ai politici di esonerare i medici di famiglia onde evitare uno Tsunami di richieste di risarcimento danni da parte dei loro pazienti e a dichiarare l’immunità giuridica ai futuri produttori e inoculatori di vaccini inventati su di sana pianta e senza delle vere e proprie ricerche scientifiche?

Forse, noi gente della strada questo non lo sapremo mai, penso che sarà molto difficile arrivare con sicurezza a sbrogliare la matassa di interessi economici e politici, di ruberie e imbrogli vari che negli ultimi due Anni hanno generato un vero e proprio tornado di soldi e di morte e ucciso centinaia di miglia di esseri umani.

I politici sono i veri responsabili di questo cataclisma umano, sono loro i veri assassini, certuni, ordinando mascherine e apparati respiratori in Paesi dell’estremo oriente, si sono pure arricchiti e non saranno perseguitati inquanto  godono di una specie di immunità giuridica fatta in fretta e furia e su misura proprio e apposta per loro

Dicono anche che il Virus ha notevoli capacità di  mutamento, tutti i Virus influenzali mutano, quanti ne abbiamo già conosciuti?

Quante vittime mieterono annualmente i Virus influenzali nei passati decenni?

Ora le case farmaceutiche ci vengono a raccontare che è  la diversità e capacità di mutarsi del Virus stesso che impedisce loro di mischiare un intruglio di vaccini, veramente efficace, pazzesco.

Fatto inconfutabile è che il Sar –Covid ha preso il sopravvento sulla scienza da  quando fu imposto ai medici generici di non curare i propri pazienti, è dal quel momento che la strage di esseri umani inizio come la moria dei polli  in un pollaio.

Stiamo vivendo una tragedia che a quanto sembra e scappata di mano, sia ai politici sia ai luminari della scienza medica e farmaceutica, dove i virologhi stessi non sanno più che pesci pigliare e si sono divisi, a seconda dei loro interessi politici e di carriera,  in pro e contro vaccini.

Ciao, ciao Homo sapiens, sapiens.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 4 luglio 2021

Le italiche doglie nucleari.

 


Energia dal nucleare energia pulita?

Questo dal  “corriere della sera”

https://www.corriere.it/esteri/21_luglio_03/energie-nucleare-green-ue-chiamata-dare-risposta-687a60da-dc04-11eb-acdd-ea59277529b6.shtml?fbclid=IwAR3zezYfAh41UR81kNNxMv29sA5jMX3F8TrTAVRtZkzNFT8qowz76Soy8yc

Leggendo i commenti e le discussioni su questo articolo non so se ridere o piangere, le argomentazioni pro nucleare di cosiddetti esperti sono talmente puerili e campate in aria e guarniti con arroganti valutazioni fuori luogo da rasentare il ridicolo.

Quando mai poi, l'Unione Europea è chiamata a stabilire se  l'energia elettrica dal nucleare è energia verde?

A prescindere dal fatto che l'energia elettrica in se,  è un’energia pulita, caso mai, se di energia verde si deve parlare, bisognerebbe analizzare prima delle proprietà inquinanti  e dell’impatto ambientale del vettore energetico e dei suoi residui di combustione, soprattutto per quel che e riguarda le scorie nucleari, non vi pare?

L'Italia è un Paese privilegiato da madre natura per tre tipi di vettori energetici: Sole, vento ed acqua.

Queste sono le sole tre fonti di energia rinnovabili gratuite e senza fattore inquinante sulle quali l'industria italiana dovrebbe puntare.

Ovviamente in Italia c’è ancora qualcuno imboscato nei cessi dell’Enel che sogna le centrali nucleari, magari qualche illuso da qualche altra parte vaneggia e fantastica su una nuova “italica bomba nucleare;” sicuramente qualcuno in Italia si ricorda della baggianata della tanto agognata bomba nucleare italiana, poi trasformata in una bombetta  dell’italica imbecillita.

Infatti nel bel Paese degli sbandati politici e sociali, dei casinisti di  mestiere , dei  mascalzoni e criminali industriali vari tutto e possibile, anche un nuovo referendum sul nucleare.

Nell’articolo si sostiene che l’Unione Europea è chiamata a stabilire  se l’energia nucleare sia un’energia pulita  e pertanto verde, tali affermazioni non trovano conferma sul sito del JRC dell’Unione Europea, che fino a prova contraria si guarderà bene a dichiarare l’energia nucleare come pulita.

Jrc = Joint Research Centre | European Commission (europa.eu)

Il gioco di parole in questo allucinante articolo e spaventoso, le argomentazioni pro nucleare di diversi lettori ancora più orribili e devastanti.

L’Italia, come già fanno diversi Paesi europei, deve puntare sulle fonti energetiche rinnovabili  e  soprattutto gratuite che Madre Natura ci ha messo a disposizione e non divagare con stronzate  su una chiamata dell’Unione Europe a prendere posizione sul nucleare da parte del JRC.

Il futuro energetico dell’Italia , dell’Europa e del Mondo intero è rinchiuso in questo mio articolo:

Marista Urru - Da F. Parpaiola letter from Germany n. 3 : Energie rinnovabili

 

Sabato 10 aprile 2010

Salve Marista

In congiunzione al tuo post sull' energia solare  ho tradotto dal Tedesco questo studio pubblicato il mese scorso, l'ho trovato molto interessante, tecnicamente  fattibile, se mai verrà realizzato è difficile dirlo, però ci dimostra che tanti scienziati sono all' opera per risolvere in tempi reali e con risultati tangibili i problemi energetici di un  futuro non più tanto remoto.

 

IL 23 Marzo di quest'anno l' Energy Watch Group, www.energywatchgroup. org pubblicò un interessante studio di due scienziati americani, Mark Z Jacobson e Mark A DeLucchi.

 

I due scienziati prevedono con il loro Progetto la possibilità di coprire per il 2030,  l'intera richiesta d'energia planetaria solamente con energie rinnovabili, liberando l'umanità dalla schiavitù dei portatori/produttori, di energia fossile.

Eccoti le loro conclusioni:

Vento, Sole e Acqua (VSA) forniscono nei posti adeguati già una buona parte di energia elettrica.

 

 

Il Piano per un cambiamento del sistema mondiale energetico a energie rigenerative prevede l'istallazione su scala mondiale di 3,8 Milioni di Turbine a Vento a 5 MW l'una, (nota:  solo due di quelle eliminerebbero il termo bruciatore di Monopoli e ne avanza, dico che ne avanza anche se  sono sicurissimo che con i problemi che hanno al massimo ne fanno 8 di MW/h di media, per ben che loro vada).

Prevede inoltre  90.000 istallazioni fotovoltaiche a 300 MW, anche private di piccola entità decentralizzate sui tetti delle Case,  aggiungici lo sfruttamento della  energia geotermica e   turbine azionate dalle correnti marine e maree. (ci sono posti nel canale della Manica dalle parti della Bretagna tra le isole a Nordovest della Scozia dove le correnti raggiungono  quasi una costante  di 8 miglia marine , 15,5 km/h circa, conosco quelle acque come le mie tasche, a volte ci divertivamo ad andare piano per arrivare sul punto esatto con la corrente propizia e facevamo la gincana tra quegli scogli con i nostri 15 nodi più i 6 della corrente, e va ben, ogni tanto qualcuno si faceva sugli scogli un buchetto qua e la, ma era roba da poco).

Già dal 2020 il prezzo di un KW di energia verrebbe così a costare molto meno dei 5,5 centesimi di Euro previsti per allora (hai letto giusto) dai sistemi convenzionali.

L'unica cosa necessaria alla realizzazione del progetto è la volontà politica.

Ci potrebbero essere degli intoppi per la costruzione di Batterie per Automobili al Lithium che però con un buon riciclo e  con i perfezionamenti tecnici già in corso (l' aereo di cui al precedente post ,  vola) sarebbero ostacoli ben sormontabili.

Il Dipartimento  per l'informazione  energetica americano stabilisce l'attuale consumo odierno di energia mondiale a 12,5 Bilioni di Watt  o 12,5 TW.

Fino al 2030 aumenterà a 16,9 TW se continuerà il domino dei combustibili fossili, se invece si usasse l'energia rinnovabile la necessità planetaria di energia scenderebbe a 11,5 TW (per produrre 16.9TW ne dobbiamo spendere dunque 4,4 TW di energia)

L'Energia da VAS potrebbe far fronte ad  una ancor più alta richiesta energetica in quanto l'energia eolia disponibile e di 1700 TW, quella solare è di 6500TW senza toccare i  vari Parchi nazionali marini e montani e calcolando anche gli areali senza energia eolia o solare, rimane un disavanzo dai 40 agli 85 TW di energia eolia e 3 580 TW di energia solare. (in riserva)

Attualmente produciamo solamente 0,02 TW di energia eolia e 0,008 TW di quella solare, piccole frazioni del possibile dunque.

Altri produttori di energia: Le onde marine, la geotermica e le Centrali idriche , sarebbero energie aggiunte.

Il progetto presentato di energia da un mix di sistemi,  prevede che il 9% del fabbisogno sia prodotto da 900 Centrali idriche il 70% delle quali è già in funzione.

L'energia eolia produrrebbe il 51% del totale, e i 3,8 milioni di Mulini a Vento necessari coprirebbero in totale 50 Km2. ( La città di Stoccarda è  quattro volte più grande)

Solamente lo 0,8% dei progettati Mulini a Vento sono per il momento in funzione sulla Terra,  in tutto circa 150.000 Impianti per una produzione media di 1 MW ciascuno, in Germania nel 2008 furono  istallati primi impianti a 2 MW e ora anche a 5 MW l'uno.

IL 40% verrebbe prodotto dalla fotovoltaica e dall' energia termica solare (come combustibile per generatori di vapore- Turbina- Gruppo elettrogeno)

Il 30% dell'energia fotovoltaica verrebbe da pannelli solari sui Tetti degli edifici, mentre le Centrali termo solari richiederebbe lo o, 33% della superficie terrestre.

Per comparare: Le  nuove Centrali a combustibile fossile necessarie in un prossimo futuro per coprire il fabbisogno energetico mondiale hanno bisogno di più spazio che tutti gli Impianti di energie rinnovabili messi insieme senza menzionare le miniere e scorie varie.

Gli Impianti di VSA forniscono energia sicura come quelli attuali, di notte e durante le giornate ventose e di bufere, predomina l'energia eolia, di giorno e di sole quella fotovoltaica, questo anche  perché la fotovoltaica e la eolia si avvicendano  bene.

Una riserva di sicurezza la offrono infine le Centrali idriche che si possono avviare e fermare in un corto lasso di tempo.

 

Tecnicamente un sistema basto su VSA è  completamente realizzabile con materiali riciclabili, come l'acciaio, il rame la plastica e altri ancora.

Il Neodym un metallo che viene usato per la costruzione di riduttori di giri per le Turbine si trova in prevalenza in Cina, ma costruttori hanno stanno già sviluppando altre alternative anche in questo Campo.

I costi per questo sistema si aggirano sui 100 Bilioni di dollari, inclusa una   nuova rete di trasporto energetico, mentre i costi per mantenere l'attuale sistema con la costruzione di nuove centrali incluse quelle atoniche e i danni alla salute pubblica e ambientale sarebbero come minimo uguali. (con i portatori di energia fossile che stanno finendo, anche senza  contare il Gas e il Petrolio la Germania  avrebbe  Carbone solo per un centinaio d'anni).

Mentre per il momento l'energia marittima e quella fotovoltaica son ancora piuttosto costose, stando agli ultimi successi della tecnologia, per il 2020 saranno commerciabili.

Prezzi energetici in US $ ora siamo sui 7 centesimi ma si scenderebbe a 4 centesimi per KW/h.

Gli autori di questo studio sono:

Mark Z Jacobson professore di Ingegneria e di costruzioni d'Impianti industriali all'Università di Standfort, e Direttore del programma Ecologia ed Energia. Sviluppa programmi per lo studi delle ripercussioni ambientali delle energie fossili nell'aria e sul clima.

 

 

Mark A. DE Lucchi, si occupa presso l'Università di Davis in California di studi di problemi energetici e analisi ambientali, di energie ricreative e di sistemi di trasporto energetico.

 

 

Ciao

 

Franco