domenica 15 novembre 2015

COSI NACQUE IL TERRORE.


 Dannazione, ma la gente è impazzita o è semplicemente senza cervello?

Le persone leggono o non leggono i giornali?

Ascoltano o non ascoltano la radio o guardano o non guardano la televisione?

Nel caso lo facessero, sono diventati tutti ciechi o sordi o forse senza scrupoli o incapaci di ragionare?

Forse magari sono tutti solo indifferenti e flemmaticamente refrattari ai mali e alle brutture del Mondo e pensano solo a se stessi; forse.

Spesso mi sembra però che la gente diventi critica e attenta solo quando si accorge che sta per perdere le chiappe, oppure, è semplicemente così indaffarata oppure distratta da non rendersi conto di quello che si dice o che succede in giro per il Mondo.

A volte ho veramente l’impressione che la marea umana si muova solo quando vede i propri interessi in pericolo e mai, per sincero e nobile altruismo.

Forse, sono semplicemente tutti degli ottusi e menefreghisti senz’anima, oppure non si rendono conto del male che succede ad altri.

La brava comare, porca miseria, non senza orgoglio, mi aveva riferito che quel cretino di suo cognato e futuro sposo, dal telefono pubblico dell’Alexandra Bar a Sousa nell’Isola di Creta, le aveva riferito che volevano salpare a fare un piccolo lavoretto per Gheddafi.

Cazzo!

Dove credeva l’ingenua Signora che quel cretino di Berny, assieme a tutti gli altri illusi a bordo della Motonave El Castillo, volesse andare?

Forse a caccia di aringhe nel mare Nostrum?

Che cosa poteva rispondermi la Signora se glielo avessi chiesto?

Che cosa mi avrebbero potuto dire i tanti esemplari cittadini, grandi esperti di tutto e di niente, gli stessi indulgenti ipocriti del nulla e del bel parlare, che diventano subito spietati razzisti non appena vedono o credono che i loro interessi siano lesi?

Gli stessi figli di puttana cioè, che maledicono i rifugiati e sfollati politici dalle regioni slave o dall’Iran, insieme a tutti quelli dell’Iraq e da tutte le altre nazioni islamiche ricche di petrolio ma povere di rispetto civile e religioso e di tolleranza verso il prossimo.

Che cosa avrebbero potuto dirmi, loro, che comodi siedono sui loro sofà e con far gravoso criticano Dio e l’Universo?

Individui del genere non si ricordano nemmeno più di Lockerbie, né tanto meno di Jürgen Schumann, il pilota della Lufthansa, assassinato di fronte alle telecamere del Mondo dai sicari del premio Nobel per la Pace Yasser Arafat e poi gettato giù dall’aereo, come un sacco d’immondezza.

Costoro; tanto meno si ricordavano più, semmai ne avessero mai sentito parlare, di Yvonne Fletcher la giovane poliziotta londinese, uccisa con un colpo di fucile sparato da una finestra dell’ambasciata libica a Londra durante una pacifica manifestazione politica nel lontano 1984.

Tutti sapevano delle vittime del terrorismo islamico, sapevano benissimo dei massacri algerini e sudanesi, dove la popolazione d’interi villaggi era stata sistematicamente sgozzata da gruppi di fanatici religiosi.

Tutte queste brutture umane, tutti questi cadaveri però erano molto lontani, rinchiusi nei loro televisori e bastava una leggera pressione su di un telecomando per allontanarli definitivamente dai loro salotti.

Infatti, con assoluto disinteresse, basta premere un pulsante e la nostra responsabilità verso il prossimo sparisce dalle nostre case e svanisce nel nulla dell’etere.

È così semplice premere un pulsante.

La sete di fama e di potere dei politici europei poi, porta quest’ultimi, a camminare sui cadaveri e questo solamente perché la loro insaziabile ingordigia è più forte dei richiami della loro coscienza, ammesso che ne abbiano una.

Spesso negli ultimi mesi mi ero chiesto che diavolo sarebbe successo se il terrorismo islamico un bel giorno sarebbe arrivato anche nelle nostre Città.

Mi chiedevo come si sarebbero comportai e cosa avrebbero detto i vari sostenitori della causa islamica; i fanatici del perbenismo senza termini o limiti di crudele ipocrisia.

Mi chiedevo che  cosa avrebbero detto, tutti i manzoniani del tornaconto politico o professionale, coloro insomma che per paura o per servilismo si rifiutavano di usare il cervello e incolpavano sempre gli altri di tutti i loro mali e magagne.

Forse, se la sarebbero fatta sotto tutti  quanti, oppure, impauriti avrebbero guardato timorosi dall’altra parte e invocato, fremendo di sdegno e amor di Patria, azioni drastiche stile SS contro quattro pellegrini che cercavano solo di sopravvivere alla bersagliera  e  magari da clandestini nelle nostre Città, dopo essere scampati da Guerre che l’occidente stesso aveva scatenato.

 La frase della brava massaia non voleva uscirmi dalla mente.

Ero perfettamente convinto che  non sapesse nemmeno di cosa stesse parlando o a cosa Berny alludeva; ma era per questo da ritenersi del tutto innocente?

Soprattutto il fatto che la donna, aveva  avuto un tono d’ignorante fierezza nella sua voce, quasi un rigurgito d’importanza  e di orgoglio non mi voleva uscirmi dalla testa e che in un certo senso mi dava da pensare e mi sgomentava di non poco.

L’El Castillo era un rottame di nave sulla quarantina d’anni che avrei dovuto riparare ma che si rivelò talmente malandata da rivelarsi buona solo per un cantiere di demolizione.

La nave era in mano a degli incoscienti che vendevano il loro sapere marinaro a chi li pagava di più, mercenari del mare pronti a tutto anche a vendersi a chiunque, anche al terrorismo islamico pur di far soldi.

Disprezzati dai mussulmani che a suon di dollari, li usavano per i loro turpi scopi, questi manovali del terrorismo islamico, pensavano solo in termini di denaro contante.

Dopo tre mesi di quasi ozio a bordo della nave ormeggiata nel Porto di Sousa a Creta; ero riuscito a convincerli che, per mettere la nave in condizioni di salpare con un minimo margine di sicurezza, mi servivano costosi pezzi di ricambio.

Dopo tante discussioni evidenziati dai fatti, ero stato incaricato di volare a Rotterdam e procurami ciò che mi serviva.

Quel giorno, oltre al biglietto dell’aereo, mi venne anche dato l’ingaggio di tre mesi più un bonus di diverse migliaia di marchi.

Quel Venerdì, prima della mia partenza da Sousa, nell’Alexandra bar, durante una frugale colazione a base di cappuccino, di panini e birra, tra me e il primo ufficiale che in seguito avrebbe assunto il comando della nave ci fu un interessante colloquio a quattr’occhi. 

“Prima che tu te ne vada Chief vorrei sapere se intendi ritornare, ” mi aveva chiesto Henk, di punto in bianco.

La sua domanda era arrivata così, tranquilla, semplice e sincera, tra un boccone e l’altro e, pertanto, meritava una sincera risposta.

“Questo sta ancora scritto nelle stelle Henk; tutta quest’operazione è così irreale, cosi bestialmente sciocca che stento a credere mi stia veramente succedendo. Vedi, tutto quello che ci serve, lo possiamo trovare anche qui a Sousa e, se non lo troviamo, ci basta ordinarlo alla ferramenta del villaggio e in un paio di giorni lo abbiamo a bordo. Pure le cisterne supplementari del combustibile le possiamo trovarle qui nell’isola. Perché allora farle venire con un Tir dall’Olanda? Che pazzia è questa? Poi, anche se riuscissi a farla navigare, tutto sarebbe appeso a un tenue filo in modo alquanto precario. In altre parole, questa nave non andrà da nessuna parte, ormai è diventata un rottame irreparabile.”

“Nemmeno un paio di viaggi nel mediterraneo Chief?”

“La nave è giunta la capolinea, non è solo lo scafo arrugginito e corroso dalla ruggine che mi impensierisce, bensì anche tutti i tubi e le condotte dell’acqua di mare. Quelli sono tutti da cambiare. Infatti, i tubi, così corrosi come sono; possono cominciare a perdere acqua da un momento all’altro e lo faranno di certo quando il motore principale è in moto ed i tubi saranno sotto pressione. Voi avete già sperimentato una volta cosa significa avere una sostanziale perdita di acqua in mezzo al mare. Senza avere a bordo la possibilità di far fronte a un’avaria simile, si può anche affondare. In questi casi non importa dove uno si trova; affonda e basta. Voi siete stati fortunati perché eravate quasi in Porto e questo vi ha permesso di fermare il motore e chiudere tutte le valvole di presa mare e farvi svuotare le sentine dai pompieri; in mezzo all’oceano di pompieri non ne troveresti proprio; là fuori o si galleggi o si crepa.”

A dire il vero ero ormai stanco di ripetere sempre le stesse cose, di fare sempre le stesse esortazioni, di proporre sempre le stesse riparature, me ne volevo solo andare via e basta.

Volevo andarmene via e per un paio di giorni, rintanarmi a Rotterdam nella Pensione Algarve dove, e di questo ero sicuro, mi sarebbe arrivata la notizia della cancellazione dell’operazione.

Forse sarei ritornato per un paio di settimane a casa dai miei per poi proseguire alla volta di Bremen in Germania, per ora però mi bastava andarmene via senza voltarmi e non pensare più la nave. 

Che cosa avremmo potuto ancora dirci noi due, lui il marittimo senza scrupoli politici e sociali, contrabbandiere d’armi e probabile manovale del nascente terrorismo islamico ed io, il marittimo senza Patria e senza Bandiera?

Lo osservai in silenzio, mentre si arrotolava una sigaretta e ordinava due birre a Stella la nostra piccola fata dietro il banco del Bar e non sapevo veramente raccapezzarmi di lui.

Cosa potevo pensare di quest’uomo sulla quarantina che mi sedeva acconto e che sembrava appena uscito da qualche casa del vicinato per prendersi un caffè?

Henk era un padre di famiglia, fiero olandese e fedele alla Regina, ma anche un contrabbandiere d’armi e probabile manovale dei terroristi palestinesi.

Cristo! Che miscela di sentimenti e d’interessi erano rinchiusi in una sola persona!

Henk era sì un patriota ma lo era a modo suo. Era fiero del suo Paese,  e  il resto del Mondo in perfetto stile sciovinista di stampo olandese,  non gli interessava proprio, se non per guadagnarci sopra.

» I politici fanno la stessa cosa, non vedo perché non lo debba fare anch’io. «

Questa era la sua dialettica, la sua unica logica di pensiero. Tutti gli altri i vari colpevoli e le loro vittime non erano affari suoi; per lui non esistevano né gli uni né gli altri. Lui vedeva solo il suo ingaggio e i soldi che ne scaturivano e basta.

Questo era l’olandese Henk; né più né meno che questo.

Secondo lui, come lui guadagnasse i suoi soldi, erano esclusivamente affari suoi.

Lui amava la sua terra voleva bene alla Regina e basta.

Il suo sogno era di racimolare i soldi sufficienti per comprarsi una nave e per questo, nella sua versione del lecito e del giusto, dove il fine giustifica il mezzo; quello che lui faceva, era giusto e legittimo.

Avrei dovuto condannarlo, gridargli in faccia il mio sdegno, ma non potevo farlo  per il semplice fatto che anche se lui era il manovale d’interessi politici e finanziari a me sconosciuti, io, in sostanza ero il suo manovale.

Ero io colui che con il mio sapere e capacità tecniche stavo cercando di rimettere in carreggiata El Castillo, affinché lui potesse compiere il suo turpe lavoro.

Infatti, come lui era il braccio destro di certi interessi criminali internazionali io, nel mio piccolo ero il suo braccio destro, il suo presupposto, quello che avrebbe dovuto permettergli di portare a termine la sua criminale operazione. Ed era proprio per questo fatto che non potevo tirare la prima pietra.

Volessi pero trovare una scusa per me e la mia determinazione di voler riparare la nave e di fornire delle armi al popolo bosniaco e albanese; alla luce dei fatti che davanti ai riflettori e telecamere del Mondo si svolgeva in Iugoslavia, ciò non mi sarebbe stato affatto difficile fare.

Non ero io quello che aveva rotto tutte le leggi sociali del Mondo, non era lui che aveva perpetrato tutti quei massacri e quei macelli di vite umane, di donne e di bambini. Personalmente, come pure lui, anch'io consideravo il blocco navale contro la Iugoslavia, un crimine che aiutava esclusivamente i serbi, i serbo-croati e qualche piccolo eroe della domenica croato a continuare nei loro criminosi interessi politici.

Trovavo gli inutili discorsi del Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan e del suo “passe par tout“ asiatico, un insulto all’umanità.

Secondo il mio credo tutti i popoli hanno il diritto di difendersi e, se necessario, di morire con le armi in pugno e questo sacrosanto diritto, lo avevano anche i bosniaci, gli albanesi e i kosovari.

Se avessimo avuto a disposizione una nave sicura, quel viaggio lo avrei fatto anch’io e questo  non solo per i soldi ma soprattutto per pura convinzione politica e dannazione, Henk ed io con Berny e gli altri due marziani a bordo, avremmo forzato quel ridicolo blocco navale privo di un mandato forte.

Eccome lo avremmo fatto, eccome che ci saremmo riusciti a farlo!

Quello che invece mi disturbava e non poco, era la sua intenzione di eseguire qualche piccolo trasporto navale per Gheddafi e il suo socio, il palestinese Arafat.

Che cosa credeva di poter fare Henk credendo di passarla liscia, nella sua ingordigia di guadagno a tutti i costi? Trasportare armi ed esplosivi per eventuali atti terroristici in Europa forse?

Magari dell’altro esplosivo per i terroristi baschi in Spagna, oppure per far saltare in volo un altro paio di aerei come il volo Pan Am sulla Scozia? Oppure per altri attentati come alla discoteca “La Belle” a Berlino? Oppure, perché no, un'altra Sinagoga o una stazione della metropolitana come a Parigi, o un'altra stazione ferroviaria come quella di Bologna?  Magari strada facendo, si sarebbe potuto  rifornire di armi e di esplosivi i terroristi Corsi e quelli dell’IRA, non è vero?

Il tutto, naturalmente in nome dei soldi e della libertà.

La libertà dei terroristi, dei rivoluzionari e degli anarchici dei dittatori.

Dannazione, non importa come la girassi e la rivoltassi, non mi sentivo di condannarlo senza la condizionale.

Non lo potevo fare, potevo capirlo;  ma mi rifiutavo di partecipare a operazioni simili, perché altrimenti assieme a lui avrei dovuto condannare me stesso e con noi, l’umanità intera.

Non siamo forse noi, le Nazioni Occidentali con i nostri interessi economici che creiamo i presupposti per queste guerre e carneficine?

I politici del Mondo che stingono la mano a un mandante di assassinii come Yasser Arafat e che poi gli danno pure il Premio Nobel per la pace, non sono forse tutti come e peggio di Henk o di me?

Dove diavolo esiste la differenza tra Henk e tutti i politici e perbenisti del Mondo anche nostrani che, dopo l’attentato di Lockerbie in Scozia, denunciarono il bombardamento dei palazzi di Gheddafi come un crimine contro l’umanità, ma non persero una parola di condanna né per Lockerbie né tanto meno per l’attentato alla Discoteca “La Belle” a Berlino?

Tutti quelli che a suo tempo stettero zitti quando videro cadere il cadavere di Jürgen Schumann, il pilota della Lufthansa dalla cabina della Landshut, ucciso a sangue freddo davanti alle telecamere di tutto il Mondo dai terroristi palestinesi, su diretto ordine di Yasser Arafat, non sono forse uguali a Henk e me? Prigionieri dei loro interessi e delle luci delle loro città?

Dannazione, dov’è la differenza?

Tutti noi dovremmo ora ascoltare l’opinione dei bambini del Mondo, sia da una sia dall’altra parte della barriera politica ideologica e religiosa.

Dovremmo ascoltare le accuse dei bambini Iugoslavi, dei bambini della Palestina, dei bambini d’Israele, di quelli dell’Angola e del Mozambico, dovremmo ascoltare i racconti e i pianti dei bambini soldato nel Congo e non solo quelli, ma anche il pianto dei bambini sudamericani o asiatici; perché solo loro ci possono accusare e giudicare e assieme a noi, l’umanità intera.

Infatti, noi tutti, noi cristiani e noi mussulmani, noi cittadini di ponente e di levante, noi tutti insieme non siamo altro che tanti Henk senza nome e senza faccia, prigionieri dei nostri interessi, colpevoli e allo stesso tempo vittime dei nostri intrighi ma, soprattutto, senza alcuno scrupolo o pudore, imperterriti e quasi refrattari al dolore altrui e noncuranti della morte di tanti bambini; noi tutti,  non siamo altro che gli artefici e i distruttori delle nostre stesse culture e delle nostre rispettive civiltà.

Solamente i bambini del Mondo potrebbero incriminarci e accusarci. Tutti gli altri, i cosiddetti esperti, i civilizzati, i devoti cristiani e islamici, i bravi europei, asiatici e americani che siano; dovrebbero avere tutti la compiacenza di tacere e di vergognarsi. Tutti costoro dovrebbero inginocchiarsi e pregare Iddio che non cambi pagina, perché se dovesse veramente farlo e tipi come i fondamentalisti islamici dovessero prendere possesso delle nostre città, allora ne vedrebbero veramente di cotte di crude.
 
Sembra scrito  oggi, ma questo non è che un piccolo assaggio tratto dal mio libro. Il Caso della MN El Castilo. Ein Haufen von ´Vollidiote ist am Werk. Pubblicato nel 2004 e per ora fuori circolazione.

lunedì 26 ottobre 2015

Repubblica Italiana 2015.




La bordata del critico d'arte

Vittorio Sgarbi: "Laura Boldrini rappresenta l'ignoranza italiana, si deve dimettere"

18 Aprile 2015

Laura Boldrini ha detto la sua. Ha parlato di arte. Una follia: ha chiesto di cancellare la scritta "Dux Mussolini" dall'obelisco al Foro Italico di Roma. La notizia ormai è stagionata di qualche ore, ma continua a far discutere. Inutile sottolinearlo, Lady Montecitorio è stata smontata da più prati (anche il Pd ha derubricato a semplice "sparata" la sua boutade in stile Isis). E così, mentre Giorgia Meloni ne chiede le dimissioni (ma per le affermazioni sui cristiani gettati in mare) e mentre noi ci divertiamo a chiedervi in un sondaggio cosa, secondo voi, la Boldrini vorrà radere al suolo ora, sulla "presidenta" della Camera arriva il parere di un critico d'arte vero, Vittorio Sgarbi. Al solito, il giudizio è tranchant. Un breve, e durissimo, commento affidato all'agenzia di Stampa AdnKronos: "Boldrini è un'ignorante e si deve dimettere. Rappresenti l'ignoranza italiana. Il quartiere dell'Euro è dello stesso periodo, mica si può togliere. La scritta Dux è come quelle lasciate dagli studenti sessantottini sui muri", ha concluso Sgarbi, che al pari della Meloni chiede a Boldrini un passo indietro (ma che va oltre alla Meloni, bollando Lady Boldrinova come l'emblema dell'italica "ignoranza").

 
 
 

Sergio, Sergio Mattarella, Presidente incostituzionale della Repubblica Italiana, eletto da un Parlamento da  te stesso dichiarato incostituzionale e da un capo di Governo non solo incostituzionale ma anche incapace di navigare la Nazione Italiana e il suo Popolo da  un mare in tempesta; verso sicuri lidi, perchè permetti queste brutture?  

La Laura Boldrini se ne deve andare via, questa demente squilibrata, così aliena alle necessità dei Pendolari e delle Comari D’Italia, deve essere interdetta dai pubblici uffici.

 Alla Laura Boldrini non deve essere più permesso di coprire cariche nazionali di nessun genere und soprattutto, a questa megera,  amica della delinquenza balcanica e zingari ladri, non  deve essere permesso di interferire in strutture di rilevanza nazionale e di massima importanza per la Sicurezza Nazionale e vita giornaliera della popolazione Italiana. 

und voi, coglioten D'Italia  voi, fanatici descamisados che quando la Susanna Camusso e i suoi scagnozzi sindacalisti  più pagati e corrotti del Pianeta vi chiamano a protestare perché la carta genica nei cessi della Nazione è troppo ruvida siete sempre pronti a scendere in Piazza con tanto di bandiere rosse,  perché nel nome di Dio permettete queste brutture? 

Vittorio Sgarbi ha ragione sostenetelo.
 
PS:
Coglioten. Anagramma da me fromato con "coglioni und italioti" e germanizzato con l'aggiunta del ditongo "en" finale.

venerdì 16 ottobre 2015

Il Mercato di Natale a Bremen.








Ogni anno, durante le settimane di Avvento, a partire dal 1857 si apre a Brema il mercatino natalizio che è uno dei più grandi di tutta la Germania.
Il mercatino, con oltre 200 bancarelle, vanta circa 1,5 milioni di visitatori provenienti anche da diversi Paesi europei e si estende nella parte centrale della città vecchia, attorno al Duomo, la piazza del mercato (Marktplatz) e l’antico Municipio (Rathaus), ora dichiarato patrimonio culturale dell’Unesco.
Dal 2000 in poi al mercatino natalizio della città vecchia è stato aggiunto anche un mercatino natalizio medievale in perfetto stile marittimo nel viale An der Schlachte, lungo il fiume Weser.
Nel centro commerciale Lloyd–Passage si trova il terzo mercatino natalizio di Brema che rimane aperto fino al 31 dicembre.
Durante l’Avvento la città di Brema registra in tutto circa 2 milioni di visitatori.
Storia dei diversi mercatini natalizi di Brema
Il primo mercatino natalizio a Brema si tenne nel 1857.
All’inizio era circoscritto solo alla piazza del mercato, tra il palazzo comunale, il duomo e la statua di Rolando.
Negli anni successivi il mercatino si allargò arrivando anche ad occupare il piazzale del duomo, il piazzale attorno alla Chiesa Liebfrauenkirche e una parte della vicina Oberstraße, così come l’Hanseatenhof e il piazzale della Chiesa Ansgari.
Nel 2000 fu aggiunto anche il tocco marittimo e gastronomico An der Schlachte e il centro commerciale Lloyd Passage.
La tradizione vuole che il mercatino di Natale inizi tre giorni prima della prima domenica d’Avvento e termini il 23 di dicembre, un giorno prima della vigilia di Natale.
In tutto ci sono dalle 180 alle 200 bancarelle, diverse tra loro in fattura e offerta.
Le offerte delle bancarelle sono molto versatili e si differenziano tra quelle specifiche per decorazioni natalizie, in artistiche, bigiotterie e giocattoli di legno nonché indumenti e accessori invernali. Inoltre ci sono anche bancarelle gastronomiche.
Un ricerca fatta dall’associazione dei venditori ambulanti di Brema dimostrò che il mercatino di Natale attira circa 1,5 milioni di persone.
Nel 2011, dopo l’aggiunta del mercatino An der Schlachte,  l’iniziativa Bremer City informò che i visitatori avevano raggiunto i 2 milioni.
Il mercatino di Natale tradizionale tra lo Schüttling, il Palazzo Comunale e il Senato da solo registrò circa 1,5 milioni di visitatori.
Parte integrale del mercatino di Natale è il grande albero natalizio nella piazza del mercato, davanti alla Casa del Popolo.
L’albero natalizio, alto circa 14 metri, pesa una tonnellata ed è addobbato a albero di Natale. Le spese sono sostenute dall’associazione Mercati rionali di Brema.
L’inaugurazione avviene in diverse cerimonie, a cui anche la prominenza bremese è chiamata a partecipare.
Nel pomeriggio dell’inaugurazione i bambini ricevono piccoli doni e sorprese.
Il programma inaugurale prevede anche la lettura di poesie natalizie e l’apparizione dei musicanti di Brema. 
Il mercatino natalizio di norma è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 23:30, il sabato dalle 10:00 fino alle 22:00 e la domenica dalle 11:00 alle 20:30. 
Lo smantellamento del mercatino ha luogo la sera del 23 dicembre cosicché il 24 dicembre la piazza del mercato è deserta e non vi regna più l’atmosfera natalizia.   
L’organizzatore del mercatino natalizio è la città di Brema, rappresentata dal Comune di Brema in cooperazione con l’Associazione dei mercati rionali di Brema.
Grazie alla sua atmosfera natalizia, racchiusa nello storico centro tra la piazza del mercato, il Palazzo Comunale patrimonio Unesco dell’umanità, la statua di Rolando e quella dei musicanti di Brema, il mercatino di Natale di Brema è considerato uno dei più belli della Germania e il più bello del Nord - e pertanto è molto frequentato.
An der Schlachte
Dal 2004 lungo il fiume Weser, nella parte superiore della passeggiata, presso la cosiddetta ‘magica Schlachte’, si apre il mercatino di Natale medievale in un ambiente prettamente marittimo. 
Le attrazioni caratteristiche medievali e marittime comprendono anche le illuminazioni festive delle imbarcazioni fluviali, molte delle quali sono storiche e dei veri e propri musei naviganti (come ad esempio la barca passeggeri Friedrich.

Troviamo anche una replica in legno di una tipica imbarcazione fluviale e marittima, una Hansekogge, la Roland von Bremen), e la luce blu ghiaccio della caratteristica illuminazione della passeggiata lungo il fiume. 
Anche qui le bancarelle, oltre alle decorazioni natalizie e repliche di manufatti medievali in cuoio e ferro battuto, offrono anche composizioni artigiane artistiche di ogni genere.
A completare l’ambiente tra il ponte Teerhofbrücke e il Bürgermeister-Smidt-Brücke an der Schlachte troviamo anche le offerte gastronomiche in un’atmosfera di baite alpestri.
Nel 2013 il  mercatino natalizio tradizionale, nella piazza del mercato, fu allargato anche nelle vicinanze della Chiesa dedicata a San Martino. È qui che durante l’Avvento sorge il villaggio dei Bucanieri e dei corsari fluviali che, difeso da torri in legno e palizzate, rispecchia la vita dei pirati di allora.
Il fascino natalizio An der Schlachte inizia alla fine di novembre e finisce il 23 dicembre.
Gli orari di apertura sono dal lunedì al venerdì, dalle 11:00 alle 20:30 e il sabato fino alle 22:00. 
Responsabile dell’organizzazione dei mercatini An der Schlachte è la Societa Grandimercati di Bremen srl.
Nel 2014 la rivista Geo annoverò i mercatini an der Schlachte tra i 10 migliori mercatini natalizi della Germania.
Mercatino natalizio Lloyd-Passage
Dall’inizio del 2000 nel centro commerciale coperto Lloyd Passage;  si tiene un piccolo mercatino natalizio. Le  piccole bancarelle offrono prodotti tipici e regali natalizi e gastronomici.
Nel Lloyd Passage la gastronomia italiana è ben rappresentata dal rinomato ‘Ristorante Rossini’ e dal suo valente “equipaggio”. 
Il mercatino di Natale nel Lloyd Passage inizia di norma un paio di giorni prima degli altri e termina il 31 dicembre, a San Silvestro.
Gli orari di apertura del mercatino sono adeguati a quelli dei grandi magazzini circostanti: dalle 10:00 alle 20:30 dal lunedì al sabato e dalle 12:00 alle 19:00 la domenica.

venerdì 9 ottobre 2015

MATRONA BAVARIE

La bifolco non far mai sapere quant’è buono il formaggio con le pere.

Impressioni sull'odierna conferenza stampa della libera Repubblica di Baviera, sul tema profughi di guerra.

Il Presidente della Baviera Horst Seehöfer e il suo sozius Joachim Herrmann Ministro degli Interni ;nella conferenza stampa da pochi minuti terminata;  hanno dato sfogo a tutta la loro iniqua interpretazione della politica comunitaria.
 
Dando al Mondo una chiara visione e classico esempio di abbietta demagogia e stupida arroganza bavarese.

In uno Show di facce toste senza pari i due bifolchi bavaresi con il loro solito  ridicolo tono nazionalista,  chiedono l’implementazione alla lettera  del trattato di Schengen.

Denunciano che la Germania e attorniata da Paesi che non rispettano Schengen e che la invadono con profughi.

Specialmente Il Ministro degli Interni; il classico demagogo dei Muppet Show  televisivi  di stampo nazionalista; Joachim Hermann; chiede all’Italia e alla Grecia di fare il loro dovere e di registrare i profughi e i clandestini afro-arabi.

In altre parole, già come  il suo connazionale; l’altro bifolco bavarese Hans Peter Fridrisch, ex Ministro degli Interni federale, silurato dalla  Cancelliera stessa;  per incapacità e demagogia da strapazzo: Joachim Herrmann , intende lavarsi le mani degli attuali movimenti di profughi di guerra.

Joachim Hermann con grande faccia tosta intende lavarsi le mani da tutti i problemi del Mediterraneo e del Medio Oriente del movimento di profughi di guerra lungo i Balcani e pretende di effettuare eventuali  interventi umanitari solo a sua discrezione e interesse.

I bifolchi bavaresi  accusano  i confinanti di non proteggere gli interessi della Germania; chiede l’immediata chiusura dei confini federali e l’immediato ritorno dei profughi ai loro paesi di primo approdo.

Chiede inoltre l’apertura di grandi campi di concentramento in Grecia e in Italia dove i profughi devono essere registrai e poi secondo i criteri di una cernita ancora da determinare, eventualmente smistati  tra i Paesi comunitari; dove il numero dei rifugiati da accogliere deve essere a sola discrezione dei Paesi della comunità e non secondo il criteri di popolazione e benessere Nazionale.

I bifolchi bavaresi, nella loro infame demagogia si rifiutano di considerare il fatto che il Trattato di Schengen è superato dalla realtà dei fatti e in modo ambiguo e nazionalista, come il lupo a monte accusa l’agnello a valle di contaminargli l’acqua che beve, ne chiedono l’immediata implementazione.
 
I Signori: Horst Seehofer, Joachim Herrmann , Hans Peter Fridrich  e bifolchi bavaresi vari, sono l’esempio vivente che al bifolco non si deve mai far sapere quanto sia buono il formaggio con le pere.

 

 

 

sabato 26 settembre 2015

Ancora VW



Dunque, fatemi capire una Cosa: La VW ora è nel mirino del ciclone mediatico  e assapora l’ambiguità di tutti quelli che di solito,  lanciano sassi e poi nascondono le  mani. 

Il limite di velocità  sulla gran parte delle Autostrade europee non supera i 130 Km orari, mentre gli svizzerotti, che ora hanno addirittura bloccato la vendita delle vetture VW e qui, è  bene ricordarlo;  solo quelle della VW;  hanno un limite di velocità di 120 Km/h.  

La Norvegia addirittura ha fissato il suo limite di velicita massima a 90 Km/h.

La Polonia invece, come unico Paese in Europa, ha un limite di 140 Km/h ma essendo la gran parte delle Autovettura polacche,  rubate in Germania e nel resto dell’UE,  quelli staranno zitti e non sollevano nessun polverone mediatico. 

Und moh, io mi domando: Ben sapendo che la software delle VW incriminate eliminano il catalizzatore dei gas di scarico  a partire dai 125-130 Km/h, perché il Mondo, specialmente quello dei scribacchini nostrani; fa tutto questo casino? 

Ricordatevi bene cari connazionali che le Volvo  ad esempio, superano di oltre l’80% il tasso di emissioni stabilito da un paio di esaltati europei, mentre gli stessi imbecilli a Bruxelles permettono ai petrolieri di aggiungere Biodiesel con minimo il 20% di Etanolo a del gasolio scadente con un basso livello di distillazione che lo porta a superare un peso specifico di 0.860 Kg dm³ mentre non dovrebbe superare lo 0,845, Kg dm³ 

La VW pur quanto abbia il miglior motore Diesel mai costruito,  ha sbagliato, così naturalmente a fregato la concorrenza inquinante, vero è anche che tutti sapevano; pertanto; ladro, è  chi ruba come lo è chi fa da palo e chi sa e tace, ho mi sbaglio?  

Ci sono catalizzatori che eliminano le emissioni di azoto, (Nox) però costano un occhio della testa.  

Chissà perché poi il Modo grida allo scandalo VW ma permette ai petrolieri di produrre gasolio per autovetture scadente che solo con l’aggiunta di Biodiesel e Etanolo raggiunge un coefficiente calorifico accettabile, quando tutti sanno che un catalizzatore non elimina le proprietà  cancerogene e del Etanolo stesso.

Come cazzo la mettiamo con le emissioni di azoto (Nox) deii mezzi industriali con motore Diesel eh? 

Chissà se i cosiddetti giornalisti nostrani che fa tanto casino hanno mai pensato a questo. 

Probabilmente lo sparare a zero sulla Germania, cercando in modo certosino di non pestare i calli ai loro padroni, rinforzerà sicuramente l'ego di provetti lacchè e lecca chiappe di molti giornalisti italiani, cosi facendo però; l’aria che respirano e respiriamo;  non diventerà ci certo migliore:   

Italiani! Popolo dell’Urbe, Popolo di imboscati e di  Vigili Urbani; afete voi paura di krepare di tumori polmonari ja? Gut;  in Autostrada non superate i limiti di velocità und vivrtee pi´ßu sano und soprattutto, più a lungo.

PS: Soffermarsi  poi a discutere la differenza e il senso di responsabilità che passa tra i sindacati tedeschi e opportunisti come la Camusso e i suoi Bravi, sarebbe perfettamente inutile.

 

 

 

 

 

 

martedì 22 settembre 2015

VW


Ciò che mi fa ridere: è il fatto che tutti  gli addetti ai lavori di monitoraggio della salute pubblica e dell’etica professionale si meravigliano se quattro cretini a Wolfsburg credevano che tutto il Mondo fosse piene di fessi, di creduloni e buontemponi che prendono per oro colato tutto quello che viene dalla Germania. 

Bull shit! 

Ora, proprio gli americani che di Kyoto se ne sono sempre fregati e, diciamolo per esteso,  delle manipolazioni dei sensori di analisi dei gas di  scarico e anche delle eventuali manipolazioni del calcolatore di bordo ne erano al corrente dal momento che la prima autovettura Diesel della VW approdò negli Stati Uniti, sollevano un casino su scala mondiale e fanno il diavolo a quattro perché la VW mette a rischio la salute del Popolo americano. 

Certo che gli addetti ai lavori negli Stati Uniti lo hanno sempre saputo.

Lo hanno sempre saputo per il semplice fatto che ogni autovettura destinata al Mercato americano deve passare il collaudo e essere conforme alle norme di sicurezza e ambientali previste dalle Norme americane del caso. 

In altre parole una specie di “Ellis Island” della tecnica europea per il mercato americano. 

Pertanto, proprio in base a questa semplice verità l’Ente per la sicurezza e la salute pubblica statunitense in primis si è reso colpevole di omissioni d’atto d’ufficio verso il suo stesso Popolo e i responsabili di questa mancanza dovrebbe essere chiamati a rispondere davanti a una Corte di Giustizia. 

How about that for a change You Bunch of smart Assholes?  

Andiamo per un momento a Singapore, vediamo perché la popolazione e in stato di allerta ambientale a causa del fumo che proviene dall’Indonesia e rischia di finire affumicata. 

L’Indonesia sta bruciando le sue foreste e distruggendo l’habitat degli Urango e non solo per poi coltivare palme di noci di cocco dalle quale estrarre l’olio vegetale combustibile base del cosiddetto Biodiesel. 

Il Biodiesel poi con l’aggiunta di oltre il 20% die Etanolo che tra l’altro è altamente cancerogeno; è a sua volta mischiato al comune Diesel minerale, a basso tasso di distillazione che senza aggiuntivi ha un peso specifico di oltre lo 0, 860 gr per dm³ e non di 0,835/ 0,845 gr per dm³ come dovrebbe avere il buon Gasolio per autovetture. 

Cominciate a capire dove si nasconde il vero problema? 

La fonte del problema sono i petrolieri che per abbassare i costi di produzione riducono i tempi di distillazione del grezzo e metto sul mercato un Gasolio con un peso specifico di 0.860 gr. per dm³  che spesso arriva a 0, 890 grammi per decimetro cubo. 

Ora  i costruttori di motori Diesel, per quanto provetti e capaci essi sono, si vedono confrontati con un combustibile a basso potere calorifico; te capì dov’è l’inghippo? 

In questo caso le possibilità sono due: 

L’aumento del combustibile al momento dell’ iniezione  che naturalmente aumenterebbe il consumo dei motori e lo scarico di gas nell’atmosfera;  oppure usare combustibile di miglior qualità. 

L’aggiunta di Biodiesel con una criminale spruzzata di Etanolo elimina il problema del potere calorifico del gasolio und così le foreste Indonesiane, non solo spariscono e gli Orango si estinguono, ma a Singapore la gente è in stato di perenne fumigazione e dalle nostre bande e non solo, la gente crepa di tumori ai polmoni a causa del Etanolo nel combustibile.  

Nonostante l’aggiunta del Etanolo;  il tasso di inquinamento di tutte le altre vetture come le varie Mercedes, Audi,  BMW e Volvo, anche quelle in circolazione negli Stai Uniti e in tutto il Mondo supera del 40 al 80% i limiti stabiliti Dio sola sa da chi e chssà con quali cognizioni di combustione nei motori Diesel; la Volvo addirittura li supera del 120%. 

Quello che gli Stati Uniti stanno facendo ora non è altro che una pericolosa guerra commerciale. 

La Cancelliera Merkel sapeva? 

Certo che la Dottoressa Angela Merkel laureata in Fisica sapeva, lo sapeva molto prima che glielo dicessero i suoi collaboratori, lo sapeva sin dai banchi universitari … come tutti gli altri.

Il tutto finirà col mettere in discussione i motori Diesel per Autovetture oppure in un radicale cambiamento e miglioramento della  qualità del Gasolio per autovetture a un peso specifico non superiore agli 0.845 grammi per decimetro al cubo. 

I cittadini americani devo far  causa al Governo statunitense non alla VW. L’Ente per l’ambiente statunitense non poteva non sapere. 

Tutto li.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Schettino.

La pena di 16 Anni di carcere inflitta a Schettino non è congrua rispetto al suo comportamento. 

Questo quanto dice la pubblica accusa che aveva chiesto 26 Anni di carcere e; come previsto, va in revisione. 

Preferiamo non commentare i commenti della difesa annuncia tra l’offeso e,  a mio avviso,  il demagogo; Tgcom 24.  

Certo che Schettino è colpevole. 

Schettino è colpevole di essere un coglioten, nato e cresciuto in quella parte dell’Italia malata, dove i coglioten spuntano in continuazione come funghi velenosi da un letamaio. 

Schettino è colpevole di aver studiato in Italia in una delle tante scuole nautiche contaminata dalla mentalità fanfaronica della Marina Militare  amministrativa, infestata da imboscati  dalle chiappe lamettate. 

Costoro responsabili del dramma della Costa Concordia quanto tutti i coglioten figli di puttana addetti ai lavori, della Guardia Costiera alle capitanerie di Porto Italiane fin sui al Ministero della Marina Mercantile dell’Aviazione civile. 

Schettino ai miei occhi;  è colpevole proprio perché; ben sapendo che le fottute manovre degli  inchini, volute dall’armatore e reclamate a gran voce dai sindaci di tutti i Porti turistici italiani;  sono molto pericolose per la sicurezza nave e la vita dei passeggeri ha eseguito il cosiddetto inchino senza mettersi lui stesso ai timone della nave. 

Schettino è colpevole di essere colpevole del suo servile opportunismo, della sua meschina vigliaccheria difronte all’armatore tanto quanto lo sono tutti gli altri coglioten involti in questo grande insulto al buon senso marinaro che è il sistema marittimo italiano. 

Sull’isola del Giglio non c’è nemmeno una stazione Radar e lo scoglio  a fior d’acqua sul quale si squarcio la ciglia del Concordia non ha una Boa Racon figuriamoci poi un altro più semplice sistema di boe con un semplice riflettore Radar come previsto dai regolamenti IMO.

Pertanto l’unica colpa di Schettino; è quella di essere un misero coglioten. 

Merita Schettino una pena superiore ai 16 Anni di carcere? 

Certo che sì e con lui tutti gli altri membri del suo Stato Maggiore Nave, la Giardia costiera responsabile e „vada a bordo cazzo” incluso. 

Tutti costoro si meritano il carcere; se lo meritano per il semplice fatto che anche i coglioten hanno un cervello che non usano per puro interesse personale. 

Ve la ricordate la Moby Prince?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

venerdì 4 settembre 2015

SIRIA

Siriani, dovete registrarvi, dovete lasciarvi identificare; solo così potete poi, secondo le vostre capacità, iniziare un nuovo periodo di vita, un nuovo futuro. 
 
Dopo la registrazione in un centro di smistamento, dove tra l’altro sarete al sicuro dalle intemperie invernali che stanno avanzando,  potrete pensare a rifarvi un futuro. 
 
Ci vorranno Anni, il tutto non succederà in un batter d’occhio, dovrete imparare una lingua, anglosassone, latina o slava che sia, ma dovrete impararla, senza una base  comunicativa sicura, nessuno di voi, troverà un occupazione, ne tanto continuare gli studi  in Europa. 
 
Solo dopo una normale registrazione e identificazione i giovani tra voi potranno continuare gli studi, magari formare nuove Famiglie in Europa e diventare parte integrale della società europea. 
 
Altri; diversi di voi, un giorno;  quando lo spetro dell’Isis dal quale principalmente fuggiti sarà estirpato; vorrà ritornare a casa e ricostruire il Paese distrutto da una criminale politica occidentale nel mare Mediterraneo che non solo scardinato la vostra società, ma anche quella libica e quella ucraina e che ci ha portati tutti sull’orlo della terza guerra mondiale. 
 
Tutto questo è possibile, prima però dovete lasciarvi identificare e registrare. 
 
All’inizio degli Anni 80, quando per sei Mesi ero Direttore di Macchina sulla vostra Motonave Arwad della Syrian Navigation Company, ho avuto modo di conoscervi, apprezzare le vostre capacità professionali, la vostra ospitalità e assaporare la vostra squisita cucina e il vostro buon caffè. 
 
Appunto perché ho avuto la possibilità di conoscervi, mi sento in dovere di esortarvi a lasciarvi registrare e identificare. 
 
La vostra registrazione e identificazione, dopo tutte le paure e pericoli che avete corso per raggiungere L’Europa, è un atto burocratico dovuto, un'altra via, sia per voi, sia per la burocrazia dell’UE non esiste. 
 
La Strada che vi porta a una nuova Vita, sia in Europa sia un domani di nuovo in Siria, passa attraverso i centri di smistamento europei, un altra non esiste. 
 
Fatelo per i vostri figli per la loro salute il loro futuro e per quello delle vostre Famiglie e sicuramente, fatelo anche per la vostra Nazione. 
 
Lasciatevi registrare e identificare. 
 
PS:
Penso anche che il Mondo occidentale vi debba  delle scuse per aver distrutto il vostro Paese.