sabato 30 giugno 2012
LO SPORT I MASS-MEDIA E LA POLITICA
Ieri pomeriggio a Bremen dai frati Paulaner scherzando ci salutammo in spagnolo.
La Germania oggi parlerà spagnolo, lo faranno per ripicche, perché sono rimasti tutti delusi, anzi; restarono sbalorditi; credevano veramente in una loro vittoria e invece persero e rimasero esterrefatti.
Ora vogliono la rivincita e i soliti strilloni mediatici e sobillatori di popolo; hanno pure calcolato quanto tempo ancora ci vuole; per mettere in atto la coraggiosa impresa di riscatto del calcio tedesco: Due anni e tredici giorni.
Parlano come se si fossero già qualificati e la squadra azzurra assieme a loro.
»Dobbiamo invece sperare di non incontrare L’Italia già alle qualificazioni altrimenti quelli son capaci di sbatterci fuori un'altra volta,« sentenziò invece il Capitano della squadra tedesca.
Meno male che oggi il campionato finisce, ieri dai frati hanno pagato un giro di birra i miei amici, vinsero gli azzurri, domani forse pagherò io, infatti, per rincuorarli un poco ho scommesso un'altra volta sulla vittoria della squadra italiana.
A prescindere dai soliti balordi che in ogni evento calcistico sono sempre pronti a scatenare putiferi senza badare ai danni che fanno; i media sia cartacei sia televisivi dovrebbero prestare molta attenzione, a quello che dicono o scrivono e questo vale anche per i tele-cronisti.
Il labile e facile da suggestionare, tanto quanto lo è il balordo; entrambi possono far del male e a volte ci è scappato pure il morto.
Il vero evento calcistico, inizia con servizi mediatici e commenti da professionisti non da ciarlatani o da strilloni tv e sobillatori di popolo.
Il 4 di Luglio del 1969 durante le qualificazioni per il Campionato Mondiale di Calcio 1970 nell’America meridionale; una partita di calcio ha fatto scatenare una vera e propria Guerra tra l’Honduras e il San Salvador.
Il San Salvador attaccò l’Honduras, dopo che tafferugli tra i tifosi costrinse la Polizia a intervenire e ci scapparono pure dei morti.
Il San Salvador attacco l’Honduras con la sua Aeronautica Militare fornata da F4 Corsair; dopo 100 ore di combattimenti e solamente grazie all’intervento dell’Organizzazione degli Stati Sudamericani; si poté raggiungere la cessazione delle ostilità.
La vittoria di Piro, acclamata da ambo i contendenti, causò 900 vittime tra civili e militari in San Salvador e 1200 in Honduras.
La Guerra non iniziò per via della partita e tanto meno perché qualche balordo aveva bruciato il vessillo nazionale dell’altro e tanto meno; perché negli scontri tra tifosi e forze dell’ordine ci furono diverse vittime.
I disordini dopo la partita furono invece la classica scintilla, che incendio le già infuocate relazioni, tra le due Nazioni.
I mass-media in questo caso ebbero una rilevante importanza, infatti; niente in questo Mondo e più labile dell’opinione pubblica; ne consegue che niente e più influenzabile, plasmabile e controllabile; della volontà e degli umori del Popolo.
Quando si tratta di suggestionare la mente popolare niente e più efficace; che mobilizzare il senso di patriottismo, di orgoglio e di fierezza e fargli credere; che è circondato da nemici e avidi corsari usurpatori che lo voglio depredare.
Battuta la Grecia dalla Germania; un giornalista televisivo sentenziò che era fiero di essere tedesco.
Un altro ancor più rincoglionuten, ebbe a dire che la prossima partita tra l’Italia e l’Inghilterra; era una disputa di secondaria importanza.
Lo strillone televisivo definì quella che poi doveva diventare la più combattuta e tecnicamente interessante partita finora disputata “uninteressant”, cioè: non interessante.
Questo non è spirito sportivo e tanto meno patriottismo, infatti; mentre lo spirito sportivo ci impone di riconoscere e valorizzare sia nella sconfitta sia nella vittoria; le capacita dei nostri antagonisti; il patriottismo ci proibisce di elevare la nostra Patria sopra un'altra, per il semplice fatto che ciò non vuol dir altro che digrignare e insultare decine se non centinaia di milioni di altre persone.
Ci si può rallegrare e compiacersi dei risultati e traguardi sportivi raggiunti dai propri connazionali, ma essere fieri del lavoro e delle fatiche altrui e farle proprie; è veramente da scemi.
Un Uomo deve essere fiero del proprio lavoro e, se onesto e sincero; rallegrarsi riconoscendo il lavoro e il valore sportivo degli altri; ma non certo fino al punto di screditare altre genti; come fanno oggigiorno i mass-media sia in Germana sia in Italia.
Solamente i vili e i disonesti, i maligni e i perfidi, i mediocri, gli invidiosi e i malvolenti, non riconoscono le capacità altrui.
Ambiguo in questi casi è il comportamento degli organi di sorveglianza d’etica sia giornalistica sia politica specialmente in Germania.
La sindrome del dott. Josef Goebbels si manifesta in tutta la sua pericolosa patologia proprio in questi casi: Dove i primi (giornalisti) sono al servizio dei secondi,(politici) dove quest’ultimi; per i loro interessi partitocratici e personali manco se accorgono che stanno aizzando i Popoli l’uno contro l’altro e così facendo; nel nostro caso distruggono l’Europa.
Forse magari lo stanno facendo di proposito per non vedersi un domani essere ridotti a dei semplici esecutori di direttive impartite da Bruxelles o da Strasburgo.
Non mi meraviglierei se ciò fosse vero e tanto meno mi stupirei.
Se questa mia supposizione corrispondesse a realtà, allora stiamo vivendo il più malvagio Ripp-off di massa; mai ideato da mente umana.
Una recente statistica dimostra che il 97% del popolo tedesco è contrario a concedere altri poteri al Parlamento Europeo; se non secondo la Pax Germanie.
Il populismo politico e il servilismo dei manzoniani mass-mediatici, non hanno fatto altro che alienare l’idea di un’Europa unita nella mente di gran parte della popolazione tedesca ed europea.
PS.
Il dott. Josef Goebbels era il Ministro della Propaganda; durante il “millenario” Terzo Reich.
Un uomo vale tanto quanto il suo grado di rispetto e considerazione per gli altri.
I miei libri cartacei sono pubblicati da Amazon . com Le edizioni elettroniche da Amazon -Kindel.
La Storia di un Inceneritore.
La morte veglia su Monopoli -Bari La Motonave El Castillo La Motonave Condor Racconti di Mare
La Presidenta.
Seemannsgarn im Seemannsheim Vol 1
giovedì 31 marzo 2011
LES MISERABLES
La Motonave LERICI STAR, 9HTM8 registrata alla Valletta – Malta e battente Bandiera Cipriota, di proprietà della Società Armatoriale BOINTERMED con sede a Harwich nel südest inglese, è una Nave Porta contenitori di quasi 10 mila tonnellate.
Questa Nave, una Settimana fa era attraccata nel Porto di Bremen alla Banchina n°22 del Neutstädter Hafen, in quei Magazzini ci sono diverse Casse di Legno contenenti Pezzi di ricambio e macchinari per complessive 1500 Tonnellate, destanti ad una Fabbrica di Alimentari in Libia, le quali ora, naturalmente in attesa delle sviluppo degli eventi libici, momentaneamente rimarranno ferme in Porto.
Questa sembra una piccolezza ma in realtà non lo è, per quanto le esportazioni dalla Libia verso la Germania ammontino a circa l’uno per mille che nel 2010 erano a circa 3,6 miliardi di euro, dove 2, 9 dei quali erano dovuti all'esportazione di Idrocarburi; l’esportazione dalla Germania verso la Libia per il solo 2010 era di quasi un miliardo.
Peanuts?
Forse, se però vediamo che questa cifra e generata da piccole e medie Imprese che esportano Macchinari e Know-how e che adesso sono quasi sull’orlo dell’insolvenza, allora il discorso cambia subito.
Specialmente chi, in Joint Venture con un partner libico, nel campo della Logistica della Tecnica e Prodotti speciali è impegnato in Libia, ha ora i suoi bei problemi, e questo interessa un buon 7% delle Società nella Germania settentrionale, affiliate all’organizzazione AGA che conta circa 3000 iscritti.
A tutto questo si aggiungono il calo di esportazioni di diverse altre Società e quello dei noli per le varie navi mercantili.
Se poi a tutto questo andiamo ad aggiungere i costi di un conflitto che a parte quel disgraziato di Sarkozy e quell’illuso di Cameron, nessuno voleva, anche le conseguenze finanziarie globali del disastro Nucleare di Fuhkushima, allora credo che quest’anno ma specialmente in quelli a venire, ne vedremo delle belle, non solo nel mondo finanziario ed economico, ma specialmente in Europa, anche in quello Politico.
Probabilmente in Francia, ma sicuramente l’Inghilterra, che soldi da buttare via dalla Finestra per piantarli poi nella sabbia del deserto libico per far contento, proprio non né ha, le conseguenze a lungo Termine saranno catastrofiche.
Quando parliamo di Gheddafi non dobbiamo mai dimenticare quell’Aero esploso in volo sulla Scozia, o quella giovane Donna del Corpo di Polizia Londinese brutalmente assassinata da un colpo di Fucile esploso da una delle finestre dell’Ambasciata Libica nel 1984 durante una dimostrazione anti Gheddafi davanti all’Ambasciata stessa.
Dobbiamo anche ricordarci dell’Inferno patito dalle Infermiere bulgare condannate a morte perche ingiustamente ritenute colpevoli di aver iniettato a centinaia di neonati libici il Virus HIV, come non dobbiamo mai dimenticarci dei due Ingegneri, cittadini elvetici presi in ostaggio in Libia solo perche uno dei Figli di Gheddafi aveva problemi con la Legge Elvetica che è tutt’altro che dittatoriale o xenofoba.
Di tutto questo noi non ci dobbiamo dimenticare ma non scordiamoci nemmeno della ripresa delle Relazioni Diplomatiche tra il Regno Unito e la Libia nel 1999, interrotte nel 1984 dopo l’assassino da parte dei libici della giovane Yvonne Fletcher a quel tempo in servizio di Sicurezza di fronte all’Ambasciata libica a Londra.
E tanto meno ci dobbiamo scordare dei Trattai di Cooperazione Commerciale e Tecnica del Governo Blair con la Libia stipulati nel 2007, quattro piccolissimi Anni fa, dove, per riconoscenza, l’Inghilterra regalò a Gheddafi una Nave da Guerra, addirittura una Fregata, con tutto il ben di dio sia offensivo sia difensivo, che Babbo Natale possa desiderare di avere a Bordo e che stranamente durante gli attacchi aerei sembra non sia entrata in azione.
Gheddafi è indubbiamente un Capo di Stato che ha perso ogni leggibilità. ma la sua legittimità non l’ha persa ieri, indubbiamente la perse da quando esproprio i coloni italiani, da quando cominciò a soggiogare il suo Popolo, quando parti quel colpo di fucile che uccise la giovane Yvvone Fletscher, da quando i suoi servizi distrussero quel Aereo dalla Pan Am in volo sulla Scozia, da quando le infermiere bulgare vennero incarcerate e condannate a morte per u fatto a mai compiuto e anche, ma non solo, da quando getto in Galera due cittadini elvetici la cui unica colpa era quella di essere appunto svizzeri.
Silvio Berlusconi era riuscito quasi ad addomesticare Gheddafi, e quasi politicamente a civilizzarlo, pertanto diventa alquanto difficile capire perche Sarkozy abbia trascinato, L’Europa, e la Nato in un’impresa simile.
Le grida di sdegno da parte della stampa, le urla di orrore da parte dei politici sono alquanto coperti da demagogia e falsità e i soliti ridicoli rimproveri e continui e noiosi borbotti del Bersani, e della sinistra italiana sono alquanto deplorevoli e fuori luogo.
Gli uni come gli altri vengono con decenni di ritardo.
Ci si dovrebbe domandare anche come mai ora non si invadono la Siria, lo Yemen il Baharein e se vogliamo andare un poco più lontano, la Cina, la Birmania, il tutto e senza scordarsi dell’Africa naturalmente e dato che ci siamo, perche non proviamo a bombardare anche la Russia dello Zar Puttin?
Pertanto qui ci sarebbe solo da rispondere a una domanda: Perche Sarlkozy assieme a Camerun ha messo in scena un disastro simile nel Mare Nostrum?
Questa Nave, una Settimana fa era attraccata nel Porto di Bremen alla Banchina n°22 del Neutstädter Hafen, in quei Magazzini ci sono diverse Casse di Legno contenenti Pezzi di ricambio e macchinari per complessive 1500 Tonnellate, destanti ad una Fabbrica di Alimentari in Libia, le quali ora, naturalmente in attesa delle sviluppo degli eventi libici, momentaneamente rimarranno ferme in Porto.
Questa sembra una piccolezza ma in realtà non lo è, per quanto le esportazioni dalla Libia verso la Germania ammontino a circa l’uno per mille che nel 2010 erano a circa 3,6 miliardi di euro, dove 2, 9 dei quali erano dovuti all'esportazione di Idrocarburi; l’esportazione dalla Germania verso la Libia per il solo 2010 era di quasi un miliardo.
Peanuts?
Forse, se però vediamo che questa cifra e generata da piccole e medie Imprese che esportano Macchinari e Know-how e che adesso sono quasi sull’orlo dell’insolvenza, allora il discorso cambia subito.
Specialmente chi, in Joint Venture con un partner libico, nel campo della Logistica della Tecnica e Prodotti speciali è impegnato in Libia, ha ora i suoi bei problemi, e questo interessa un buon 7% delle Società nella Germania settentrionale, affiliate all’organizzazione AGA che conta circa 3000 iscritti.
A tutto questo si aggiungono il calo di esportazioni di diverse altre Società e quello dei noli per le varie navi mercantili.
Se poi a tutto questo andiamo ad aggiungere i costi di un conflitto che a parte quel disgraziato di Sarkozy e quell’illuso di Cameron, nessuno voleva, anche le conseguenze finanziarie globali del disastro Nucleare di Fuhkushima, allora credo che quest’anno ma specialmente in quelli a venire, ne vedremo delle belle, non solo nel mondo finanziario ed economico, ma specialmente in Europa, anche in quello Politico.
Probabilmente in Francia, ma sicuramente l’Inghilterra, che soldi da buttare via dalla Finestra per piantarli poi nella sabbia del deserto libico per far contento, proprio non né ha, le conseguenze a lungo Termine saranno catastrofiche.
Quando parliamo di Gheddafi non dobbiamo mai dimenticare quell’Aero esploso in volo sulla Scozia, o quella giovane Donna del Corpo di Polizia Londinese brutalmente assassinata da un colpo di Fucile esploso da una delle finestre dell’Ambasciata Libica nel 1984 durante una dimostrazione anti Gheddafi davanti all’Ambasciata stessa.
Dobbiamo anche ricordarci dell’Inferno patito dalle Infermiere bulgare condannate a morte perche ingiustamente ritenute colpevoli di aver iniettato a centinaia di neonati libici il Virus HIV, come non dobbiamo mai dimenticarci dei due Ingegneri, cittadini elvetici presi in ostaggio in Libia solo perche uno dei Figli di Gheddafi aveva problemi con la Legge Elvetica che è tutt’altro che dittatoriale o xenofoba.
Di tutto questo noi non ci dobbiamo dimenticare ma non scordiamoci nemmeno della ripresa delle Relazioni Diplomatiche tra il Regno Unito e la Libia nel 1999, interrotte nel 1984 dopo l’assassino da parte dei libici della giovane Yvonne Fletcher a quel tempo in servizio di Sicurezza di fronte all’Ambasciata libica a Londra.
E tanto meno ci dobbiamo scordare dei Trattai di Cooperazione Commerciale e Tecnica del Governo Blair con la Libia stipulati nel 2007, quattro piccolissimi Anni fa, dove, per riconoscenza, l’Inghilterra regalò a Gheddafi una Nave da Guerra, addirittura una Fregata, con tutto il ben di dio sia offensivo sia difensivo, che Babbo Natale possa desiderare di avere a Bordo e che stranamente durante gli attacchi aerei sembra non sia entrata in azione.
Gheddafi è indubbiamente un Capo di Stato che ha perso ogni leggibilità. ma la sua legittimità non l’ha persa ieri, indubbiamente la perse da quando esproprio i coloni italiani, da quando cominciò a soggiogare il suo Popolo, quando parti quel colpo di fucile che uccise la giovane Yvvone Fletscher, da quando i suoi servizi distrussero quel Aereo dalla Pan Am in volo sulla Scozia, da quando le infermiere bulgare vennero incarcerate e condannate a morte per u fatto a mai compiuto e anche, ma non solo, da quando getto in Galera due cittadini elvetici la cui unica colpa era quella di essere appunto svizzeri.
Silvio Berlusconi era riuscito quasi ad addomesticare Gheddafi, e quasi politicamente a civilizzarlo, pertanto diventa alquanto difficile capire perche Sarkozy abbia trascinato, L’Europa, e la Nato in un’impresa simile.
Le grida di sdegno da parte della stampa, le urla di orrore da parte dei politici sono alquanto coperti da demagogia e falsità e i soliti ridicoli rimproveri e continui e noiosi borbotti del Bersani, e della sinistra italiana sono alquanto deplorevoli e fuori luogo.
Gli uni come gli altri vengono con decenni di ritardo.
Ci si dovrebbe domandare anche come mai ora non si invadono la Siria, lo Yemen il Baharein e se vogliamo andare un poco più lontano, la Cina, la Birmania, il tutto e senza scordarsi dell’Africa naturalmente e dato che ci siamo, perche non proviamo a bombardare anche la Russia dello Zar Puttin?
Pertanto qui ci sarebbe solo da rispondere a una domanda: Perche Sarlkozy assieme a Camerun ha messo in scena un disastro simile nel Mare Nostrum?
Un uomo vale tanto quanto il suo grado di rispetto e considerazione per gli altri.
I miei libri cartacei sono pubblicati da Amazon . com Le edizioni elettroniche da Amazon -Kindel.
La Storia di un Inceneritore.
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La Presidenta.
Seemannsgarn im Seemannsheim Vol 1
sabato 19 marzo 2011
THE FINAL COUNT DOWN
Di Vulcani in Germania se ne trovano parecchi, ma dicono che sono dormienti e si trovano quasi tutti sulla fascia Colonia-Lipsia.
La conca di Aquisgrana al secolo Aachen e famosa per la sua acqua termale già conosciuta e apprezzata dai romani, dove, l’ultima eruzione vulcanica in Germania nella Regione dell’Eifel a sud di Aquisgrana avvenne circa 10 mila anni fa.
Attualmente si registra una concentrazione di Gas solforosi e di CO2 negli spurghi bollenti delle paludi dei dintorni di Novy Kostei in quel di Cheb in Boemia al confine con la Baviera, dove già sono stati trovati capi di selvaggina morti per asfissia e dove da poco tempo sì e presentato all’appello pure un piccolo Geyser che puntualmente ogni 41 minutini, si fa la sua bella e spettacolare sbuffata d’acqua bollente.
Gli esperti dicono che non c’è nulla da temere e che tutto sia regolare per i prossimi 10 mila anni e passa, cosi ci dicono, gli esperti.
Dicono però che prima di fare una prognosi sicura, ci vogliono ulteriori anni di osservazione e monitoraggio del fenomeno, dicono.
Ancora non si è capito bene perché, se non sanno che cavolo stia succedendo, non hanno la compiacenza di star zitti.
Comunque sia, di sicuro dicono solo che la caldera di magma e situata a 30 Km di profondità e che forse è in salita, mentre altri dicono che forse è in via di raffreddamento e in discesa, mentre altri ancora si chiedono perché se fosse in via di raffreddamento e in discesa, ci sono allora i gas asfissianti e un geyser che soffia acqua bollente, ogni 41 minuti.
I depositi di scorie radioattive di Gorleben e eventualmente nelle cave di Granito del Badem Würtenberg, dove, certi altri esperti pensano di alloggiare le scorie nucleari per una manciata di migliaia d’anni, sono a poche centinaia di Km da quella zona.
Questo per quanto riguarda la sicurezza vulcanologica in Germania.
Ancora non ho capito una cosa: tutti parlano di conservazione sicura delle barre radioattive ma nessuno parla dove cazzo mettere tutto il resto della radioattiva baracca.
Interessante sarà da osservare che fine faranno tutti i tubi e le valvole, cioè: Tutta la ferramenta radioattiva del reattore, dove diavolo e come la vogliono stivare tutta sta roba?
Da queste parti non esiste un pericolo tsunami, come nel Mare Nostrum e in prevalenza nel pezzetto chiamato Mare Tirreno conosciuto ai più degli italiani, quest’azzardo almeno che mezza Islanda non salti per aria, qui in Germania non esiste, mentre invece grazie allo Stromboli e altri vulcani, nel Mare Nostrum, lo tsunami è un pericolo reale e incombente.
Quello che invece in Germania e se non mi sbaglio di grosso, ancor più nel bel Paese dei sapientoni e dalla parlantina facile e amena, incombe d’estate, è il pericolo della siccità.
Ne consegue che, nix acqua e sempre se non mi sbaglio, i Reattori della Centrali Nucleari vengono raffreddati con l’acqua e non con le chiacchiere di qualche politico o gli scarabocchi di qualche giornalista o saputello di turno, mi risulta che nix H2O, nix centrali nucleari, semplice no?
Nell’Anno del Signore 2002 un bel dì di Agosto, le Centrali Nucleari sul Fiume Elba e Weser, furono costrette a ridurre la loro produzione a causa del alta Temperatura dell’acqua dei fiumi che è usta come medium di raffreddamento
Lo stesso e in maniera più acuta successe nel 2003, questo in Germania, l’Italia a quel tempo pativa pure la siccità e stava a quei tempi ancora peggio con il Po e gli altri fiumi quasi asciutti,e la gente in Francia per via della grande calura crepava come le mosche.
Meno male che a qui tempi, che certamente torneranno e in forma più acuta, perché l’evoluzione planetaria non la ferma né le belle parole di qualche politico o scienziato e tanto meno le scribacchiate di qualche menestrello della parola scritta e tanto meno il solito sapientone di turno, meno male dicevo, che nel nostrano Paese dei balocchi a quel tempo non c’era nessuna CN.
Sulla situazione delle CN francesi si sa poco e niente quei dannati non dicono mai niente di ufficiale, nemmeno dell’elevato tasso di decessi per tumori e leucemia nei dintorni delle loro CN, questo lo si apprende solo dalla tv Tedesca, e dai vari Talkshow, che per quanto a volte puerili e insulsi, non sono certo dello stesso basso livello dei programmi francesi o italiani.
Come vediamo, l’Italia non è solo zona di Terremoto e a rischio Tsumani, ma nelle prossime estati avrà ancor maggiori e grandi problemi di siccità che in passato.
Il deserto avanza anche in Italia e non solo in Spagna, di questo nell’ameno italico Paese del Bengodi credo ne abbia già sentito ormai parlare in tanti, almeno lo sanno tutti coloro che non sono occupati solo a seguire Fazio, Travaglio, Mentana, Anno Zero e Benigni ei ciarlatani vari della politica.
Nonostante ciò, ci sono ancora coloro che infischiandosene altamente del Futuro della loro Terra e dei loro nipoti e pronipoti e posteri vari, dell’Umanità e del Pianeta stesso, da irresponsabili maneggiano cose che se sfuggono di mano non possono più controllare. (vedi Fokushima ndr Marzo 2018)
Quelli sarebbero da esonerare da ogni lavoro e pure subito, prima che combinino altri irreversibili danni alla vita su questa Terra e al Pianeta.i.
Appunto per via della sua posizione geografica, il bel Paese è adatto allo sfruttamento di Energie rinnovabili.
La Spagna questo lo ha capito e pertanto grazie a un buon programma governativo e una forte iniziativa privata è ora all’avanguardia in Europa nello sviluppo del Fotovoltaico e del Eolico.
In Italia invece tutto questo non esiste che allo stato embrionale, a detta degli italici beoti, i mulini e i parchi fotovoltaici deturpano il paesaggio, allo stesso tempo però, gli italiani se ne fottono, se ne sono fottuti e se ne fotteranno delle discariche abusive che deturpano e avvelenano l’ambiente uccidendo la gente, come se ne fottono dei Gran Pavese dei sacchetti di plastica e stracci, lungo le rive dei fiumi dopo le piene primaverili.
La Società Francese AVIRA in cordata con la Siemens - Deutschland sta ora costruendo la CN Nucleare più grande del Mondo in Finlandia, del tipo G3+, già declassata in partenza dalle CN della 4 Generazione.
Sicuramente L’AVIRA e la Siemens saranno le eventuali costruttrici delle CN italiane, in esercenza dell’ENEL, tanto la SIEMENS e l’ENEL, quando si tratta di fare cazzate in Italia, si conoscono ormai da vecchia data, non è vero?
Il bello di tutta questa Storia è, che né il Sistema G3 o G4, sono stati ancora ben definiti dal Club dei sapientoni di cui la Francia non fa parte, non avendo i soldi per potersi pagare il Biglietto d’entrata.
Entrambi i sistemi e definizioni tecniche sono in continua evoluzione e proprio per questo, l’aggiunta del + (plus) davanti al 3 della Centrale Nucleare finlandese, per tutta risposta né a duplicato il prezzo iniziale, senza però specificarne il perché e si sono pure coloro che si aspettano ulteriori aumenti del cartellino con il prezzo finale ben stampato sopra, dopo che Bruxelles, ancora non si sa cosa o quali o perche, avrà emanato altri decreti di sicurezza.
Martin Schülz e compagni, assieme a Daniel Bandit alla riscossa per la salvezza dell’Umanità, Aiuto!
La Deutsche Bank è una delle principali finanziatrici del programma Atomico finlandese.
Sempre L’AVIRA e la Siemens –Deutschland con una Garanzia del Governo di Berlino per 4,5 Miliardi di Euro sta attuando il Programma Nucleare brasiliano il quale assieme agli USA e altri tra cui il Giappone e la Corea del Sud e l’Inghilterra, fa parte del Club dei G3, und nix l’Italia.
L'Italia come la Francia non ha le palanche necessarie per pagare il Ticket di entrtata nel Club degli ammazza Pianeta
L’Italia poverina lei, avrebbe dovuto imprestare un po’ di soldi a quello squattrinato di Sarko perche si potesse comperare il Biglietto del Tram per il Club dei G3, di tutto questo non se ne fece niente, sembra che soldi nel bel Paese non ce ne siano e forse magari proprio per questo ora in Italia si paga il pizzo bancario di 3 euro per ogni prelievo, probabilmente appunto per pagare il biglietto del Tram a Sarko, difatti, nix Biglietto del Tram, nix CN in bella Italia, altra fregatura, ve l’avevo io detto già l’anno scorso di comprare candele, vi ricordate?
Difatti sembra veramente che Sarko sia agli sgoccioli, quello non ha il becco di un quattrino ma ora salta pure fuori che la Libia gli ha pagato le elezioni.
Forse è proprio per questo che ora Sarko tutto rapito come sembra, da un raptus di altruismo e di compassione per il Popolo libico presso da quel disgraziato i Gheddafi, mentre dall’altra parte se ne frega degli iraniani con i quali fa affari d’oro, sta bombardando Tripoli e dintorni, vuole distruggere le prove dei soldi ricevuti da Gheddafi, tutto li.
Intanto, Leningradoskaja e Novogradoskaja 3 sono due nuove CN che verranno o che sono già in fase di Costruzione in Russia, il loro finanziamento è garantito con 4,5 Miliardi l’una dal Governo Federale di Berlino tramite la Deutsche Bank e un paio di altre Banche Tedesche.
Intanto la Germania ha iniziato a spegnere le sue Centrali Nucleari.
A detta dei molti questo non è altro che uno zuccherino elettorale, certo è che ora il Governo Merkel, se queste Centrali dovessero riprendere a funzionare, perderebbe, come già dato quasi per scontato le prossime elezioni e dalla Faccia che ultimamente tira Big Mama Angelina, sembra tanto che si stia profilando la caduta del suo Governo, a breve termine.
Siamo in un Mare di soldi e in un Mare di guai, una cosa sono i principi dell’alta Finanza e del Mercato, un altra le priorità dell’umanità e del Pianeta dove il grado di sicurezza delle CN che indubbiamente è molto alto, è vanificato dalla quantità delle possibilità che possono portare una CN fuori controllo con reazioni chimiche e fisiche nell’interno di un Reattore sfuggitoci di mano, che non possiamo più controllare e che oltretutto, ancora non conosciamo completamente, la cui portata però distruggerà tanta
vita e renderà interi lembi di Terra inabitabili su questo Pianeta per minimo un millennio, a partire da oggi, qui e ora.
Nessuna nave è stata costruita perche si affondi come nessun Aereo è stato costruito perche cada dal Cielo come un mattone e nessuna Centrale Nucleare è stata costruita per distruggere l’Umanità e con lei il Pianeta.
Mentre però una nave che affonda o un aereo che dal cielo e si schianta in mare, vengo alla fine sommersi dalle onde e non se ne trova più traccia, una Centrale Nucleare in avaria continua e irreversibile, lascia segni indelebili e distrugge molte vite umane e rende diverse centinaia di Km² di Terra inabitabili nei centenni e millenni a venire.
Questa è la differenza, ed è solo per questa ragione, anche se pur da tecnico di grandi impianti e per quanto io sia profondamente convinto delle capacità tecniche del personale di servizio e dell’alta qualità dei materiali e sistemi di controllo degli impianti nucleari,e qui posso dire che un mio amico tedesco che conobbi a Monopoli/Bari vaga il Mondo istallando impianti di controllo non solo nei Termovalorizzatori ma anche nelle CN, che in fondo sono gli stessi aggeggi e componenti pneumatici ed elettrici con cui ho sempre lavorato, sono fondamentalmente contrario alle Centrali Nucleari, solo per questa ragione: una loro completa avaria; è micidiale per il Pianeta nei millenni a venire.
L’Homo sapiens è una bestia strana, da una parte vuole tutto e lo pretende subito credendo di averne diritto più degli altri, dall’altra fa il permaloso se lo si prende di petto e lo si mette di fronte alla realtà.
In un frangente simile l’ homo sapiens allora comincia a fare le bizze, filosofa sulla pericolosità del male degli altri, e piange sul suo, spende magari la solita ipocrita lacrimuccia e tira avanti per la sua strada con il naso al vento, incurante del male altrui non sapendo che prima o poi sbatterà contro un muro di Cemento e si romperà il nasino.
Ne vuolete un esempio?
Avete per caso letto mai letto da qualche parte su di un editoriale una singola frase o un pensierino di fratellanza per quei tecnici che ora stanno crepando minuto che passa, in Giappone o per quelli di Chernobyl
Veramente, la Gente di Mare è molto più sincera e di gran lunga, più affidabile di quella di Terra.
Salutönen
Un uomo vale tanto quanto il suo grado di rispetto e considerazione per gli altri.
I miei libri cartacei sono pubblicati da Amazon . com Le edizioni elettroniche da Amazon -Kindel.
La Storia di un Inceneritore.
La morte veglia su Monopoli -Bari La Motonave El Castillo La Motonave Condor Racconti di Mare
La Presidenta.
Seemannsgarn im Seemannsheim Vol 1
martedì 1 marzo 2011
DEMOCRAZIA PARLAMENTARE
Quando una Nazione è corrotta, allora anche la Magistratura lo sarà.
Ellen Best.
Vicepresidente Tribunale penale di Bremen de.
Questo non c’entra disse la Ruby Rubacuori seduta sul Paracarro.
A quanto dicono c’entra Ronaldo, e chissà quanti altri, ma per certi magistrati milanesi, questo non c’entra.
Chissà quanti nomi eccelsi potrebbe fare la Ruby; tanti direi, e non certo di barboni.
Spero, dato che siamo in Italia, che a quella ragazzina abbagliata dalle putride voglie di scoop mediatico a luci rosse, non succeda niente di brutto e possa godere di buona salute e di una lunga Vita.
Il Parlamento fa le Leggi, la magistratura le applica, come però ebbi già a dire, in Italia le Leggi sembrano fatte su misura per una certa Magistratura di comodo e sinistroide, denominata toghe rosse faziose, politicizzate e corrotte; mentre un'altra ala dell’organo di giustizia, quello sano e pulito, se mi ci fosse, sembra fregarsene.
Quello che mi meraviglia infatti, è il fatto che un ramo della magistratura italiana faccia il bello e cattivo tempo, come le pare e piace e quando le pare e piace, con una demagogia così disarmante che ha del patetico, mentre un'altra parte, l’altra parte non politicizzata, sta cercando di far funzionare ad occhi chiusi, lo Stato Italiano.
Lo stesso vale per gli sbirri e questurini vari.
Lasciamo perdere per un momento la politica e rimaniamo nelle Istituzioni nazionali, vi posso garantire che qui a Bremen, gli sbirri e i magistrati in pensione che conosco, storcono la bocca disgustai, sia verso la parte politicizzata sia quella neutrale di queste infrastrutture esecutive dello Stato Italiano.
Già tutto quello tsunami di intercettazioni, avrebbe provocato in Germania una mezza crisi di Governo e i responsabili sarebbero stai subito destituiti da ogni incarico, e sottoposti a severi controlli ed eventuali misure disciplinarle.
In Italia no, nel bel Paese le cosi dette toghe rosse sembra credono veramente che le Leggi siamo fatte per essere usate a seconda dei loro interessi e di poter fare,a piacere, quello che vogliono, come e quando vogliono.
Berlusconi non è un Santo, questo è chiaro, è stato a dir poco ingenuo, un somaro, uno spensierato incosciente, quello credeva veramente che casa sua fosse un salotto per cene e discorsi ameni e non la dimora del Capo del Governo Italiano.
Scusate una domanda, ma il personale addetto alla sicurezza del Capo del Governo, e in questo caso, anche custode di segreti di Stato, come mai non se ne è accorto che il Capo del Governo Italiano veniva intercettato?
Chi è quell’incapace che ha messo quella banda di rincoglionuten caporali di Polizia a salvaguardia del Capo del Governo?
Che si faccia avanti quell’incompetente, ci faccia vedere la tua faccia, quelle dei suoi rincoglionuten che grazie alla loro incapacità, fan la figura di mezze capocchie di minchia, le conosciamo già!
Con tutto il rispetto per la sua ex moglie, penso però che dopo che quella se ne andò via, lui si diede alla pazza gioia, e si circondo dalla contentezza, di leggiadre donzelle e falsi amici e per questo ora cercano di incastrarlo.
I sinistroidi sinistrai, speravano che il vecchio spensierato, pieno di soldi e notorietà si ritirasse, che se ne andasse a casa nel suo Harem, che lasciasse tutto lì, e scappasse via a gambe levate preso da un senso irresistibile di vergogna, intimorito da tutti gli anatemi morali che i “ciupa checche“ nostrane e mondiali gli riversavano e continuano imperterriti, a versargli addosso.
Speravano che salpasse l’ancora e lasciasse le riforme della magistratura sulla divisione delle carriere, il ripristino dell’immunità parlamentare vigente in ogni Stato occidentale allo stato attuale.
Che mollasse tutto a puro e semplice uso e consumo di politici sinistroidi e sinistrai, di dubbia integrità, anzi lo volevano addirittura riavere come Capo del Governo, ma con un Parlamento sinistrato e menomato, handicappato, mutilato di ogni etica democratica di stampo europeo.
Perché e di questo che si tratta, quelli non vogliono queste riforme che toglierebbe il Parlamento dalle grinfie della sinistra, per ridarlo ai cittadini, e proprio per questo, speravano e sperano tutt’ora di riuscire a far cadere il Governo.
Scheiße, el Berluska nix scappato via, quello ha puntato i piedi e ha ingaggiato un Dog Fight all’ultimo morso, ma così tremendo, che quelli manco se lo sognavano e rimasero lì, così di stucco che ora non fanno che balbettare inebetiti sempre le stesse cose: “Che faccia un passo indietro”, poi ancora, “Che si dimetta e vada alle elezioni”, oppure “Che si lasci giudicare come ogni altro cittadino”.
Farsi giudicare da chi? Da loro? Loro lo hanno già giudicato.
Oppure si comportano in modo meschino e vile come l’idolo politico della mia giovinezza, Gianfranco Fini.
Ora spetta al Tribunale chiudere questa farsa e non vi meravigliare se un giorno verrà assolto perchè il fatto non sussiste.
Le stronzate sparate dal Franceschini poi fanno pena, qualcuno dovrebbe regalargli un Biglietto del Tram e dirgli di andare a Casa.
Invece di tacere ora dal PD come previsto e in sintonia con le azioni sconclusionate di un partito senza cervello, spunta la Rosy Bindi, come la Fenice dalle ceneri, quella dovrebbe essere l’ultima delle Fenici politiche sinistrate, poi non ne dovrebbero avere più.
Anche Bersani che per i suoi fini politici, apparentemente non e riuscito con mezzi politici a disarcionare Berlusconi è dovuto ricorrere, assieme a tutti i sinistroidi del male, a porcate simili, inventando scandali, facendo spendere centinaia si milioni di euro in inutili inchieste giudiziarie, che fecero però storcere la bocca a mezzo Mondo e misero in ridicolo l’Italia, non lui non la sinistra sinistrata, bensì L’Italia e il suo Popolo, ne avrà ancora per poco, poi si vedrà.
Almeno che il “senatur” non ricominci a dare i numeri, el Berluska dovrebbe rimanere in sella, checche ne dicano i puritani, che di notte popolano i cessi e i cespugli del bel Paese per spassarsela con i femminielli nostrani e brasiliani.
Pazzesco, roba da matt.
Alcuni miei amici qui a Bremen, mi chiesero recentemente di spiegar loro Berlusconi, dissi loro che a mio avviso “El Berluska” fece come quello che voleva andare a pescare e andò a cercare i vermi sotto le pietre negli angoli bui dell’orto e lì, li trovo.
Berlusconi in pratica a fatto la stessa cosa, solo che lui non voleva vermi, ha visto nell’orto una bella piastra di marmo pregiato di Carrara tirata a lustro e se la voleva tenere tutta per se e portarsela a casa, l’ha sollevata per portarla via e i vermi vennero allo scoperto e alla luce del Sole, ora, questa élite sinistrata in quanto vermiglia politica, sta tramando per riavere la loro bella piastra che li nasconda dalla luce del Sole.
Non è successo che questo.
Dato che gli italiani vogliono un’Italia sana, che prendano allora l’esempio dai tunisini, algerini, egizi, yemeniti, iraniani per non dimenticare i sudanesi, insomma da tutti coloro loro chiamano pellegrini e vu gumbrà, e scendano in Piazza, poi vedremo …!
Infine io ora non vorrei essere nelle scarpe di quelle tre Signore che lo dovranno giudicare, spero vivamente che trasmettano il Processo, come i grandi eventi sportivi per via Satellite in Mondovisione, perché vedete, più di dargli dell’imbecille e del somaro, per il modo cretino che si è comportato e rimandarlo assolto a casa, che altro posso fare?
Salutönen.
PS:
PS:
La Destra si deve
unire.
Tutte le frazioni
si devono unire, Berlusconi lo aveva fatto con Forza Italia.
Dove sono finiti la
Meloni, La Russa, Alfano , Storace e
tutti gli altri "colonnelli" che lo lasciarono solo alla mercé di
magistrati faziosi, politicizzati e corrotti?
Dove sono finiti,
se non in ridicole minoranze che attualmente solo in una coalizione voluta e
forgiata da Berslusconi, assieme alla Lega
contano qualche cosa?
Ora L’Italia, in sostanza è in mano alla delinquenza bancaria
e alle toghe rosse e agli interessi internazionali che la costringono a
lasciarsi invadere dalla feccia afro –araba e magrebina e che sicuramente non
fanno gli interessi dei Pendolari e delle Comari d’Italia.
In Italia hanno
distrutto la Destra e la Sinistra, al Sud pensavano ai Borboni e si sono
rifugiati più per ignoranza che a ragione nei 5s, ora il casino è perfetto.
Nemmeno più ai
sinistroidi che come Bersani e D’Alema si sono smacchiati da soli, esistono
più.
Rimane un
pagliaccio da circo genovese e un Casaleccio e la sua Società a responsabilità
limitata e i suoi dipendenti come lo sciuscià Di Maio, Fico, Di Battisti e
altri.
Giorgetti? Sembra
appena uscito da un’osteria veneta dopo una bevuta di vino dei colli veneti.
Salvini? Forse
come Ministro degli Interni, ma te lo immagini lavorare in cordata con i 5s che
reclamo lo Ius Solis e accoglienza ad oltranza dei pellegrini afro ,arabi e delinquenza
africana varia. (vedi nigeriani)
Il degrado nazionale
in Italia non lo ferma più nessuno, gli italiani stessi se ne fregano,
altrimenti sarebbe già scesi in piazza lo stesso istante che Mattarella non diede
alla coalizione di Destra il mandato di formare il nuovo governo e preferì
darlo a uno sciuscià napoletano e strillone di stadio di calcio, venditore di
aranciate, panini e birra.
Ora il paradosso è
questo, basta che uno si compri la srl di Casaleccio e si compra il governo,
roba da matt.
In Algebra esiste
una regola fondamentale che dice: - + - = - .
A parole ciò significa:
Meno più meno uguale a Meno.
Quel segno negativo,
il Meno nella formula, è L’Italia attuale.
.
Un uomo vale tanto quanto il suo grado di rispetto e considerazione per gli altri.
I miei libri cartacei sono pubblicati da Amazon . com Le edizioni elettroniche da Amazon -Kindel.
La Storia di un Inceneritore.
La morte veglia su Monopoli -Bari La Motonave El Castillo La Motonave Condor Racconti di Mare
La Presidenta.
Seemannsgarn im Seemannsheim Vol 1
MARITIME GEDANKEN
Aus dem Manuskript n°4/2007: „Von anderen Geschichten und Epilogen.“
Die Geschichte der Seefahrt ist eine von den vielen Geschichten, die die Menschheit in ihrer Evolution im Laufe von vielen Jahrtausenden zustande gebracht und geprägt hat.
Die Geschichte der Seefahrt ist wiederum auch voll von Geschichten, Schicksalen und Tragödien, die das Leben der Menschen gekennzeichnet und bestimmt haben.
Die Seefahrt beeinflusst, prägt und lenkt manchmal sogar das Leben viele Menschen und in manchen Fällen auch von ganzen Völkern.
Seefahrt tut Not, sagt man, das stimmt sogar, denn Seefahrt ist Handel, Handel tut Not also, denn Handel schafft Arbeit und Wohlstand für alle.
Wirklich für alle?
In seiner Predigt zum 150. Jahrestag der Seemannsmission zu Bremen sagte der Seemannspastor Peter Bick unter anderem, die Seefahrt bringe nicht nur Wohlstand und Segen mit sich, sondern auch den Tod.
Der Tod, als Ausrotter vieler Volksstämme, kam nicht durch die heimatlichen Kriege zwischen den verschiedenen Stämmen dieser Welt, denn solche Kriege haben noch nie die totale Vernichtung der menschlichen Rassen herbeigeführt.
Solche Auseinandersetzungen damals brachten höchstens die Versklavung und später die Verschmelzung der Besiegten mit dem Sieger mit sich.
Niemals die totale Vernichtung eines Volkes.
Deren Tod kam durch eingeschleppte Krankheiten und aufgezwungene Bräuche der europäischen zur See fahrenden christlichen Konquistadoren.
Es war ein auf leisen Sohlen dahin schleichender Tod, der da hereinbrach über Urvölker, die im Laufe vieler Jahrtausende Naturgewalten aller Art überlebt hatten.
Es war fast, wie eine schnelle tödliche Plage, so schnell und so zielgenau, die im Laufe einiger Jahrhunderte manche Volksstämme von der Bildoberfläche der Geschichte für immer verschwinden ließ.
Manche von uns nennen so was die unverfälschte Selektivität von Mutter Natura.
Andere nennen es Evolution oder Fortentwicklung, viele sagen sogar Entfaltung dazu.
Das ist nicht die menschliche Evolution, das ist weder Fortentwicklung noch Fortschritt.
Vielmehr ist das unser Stillstand.
Das ist als die Stagnation der moralischen und christlichen Werte, die Rückentwicklung des Menschen zu seinen barbarischen Instinkten und nicht als quasi vorgefühlte Entwicklung der Menschheit zu betrachten.
Das ist keine Evolution, das ist ein im Namen Gottes angewandter Rückgang zur Gottlosigkeit. Ein Rückgang, der nur durch das unersättliche Geld und die Machtgier einiger weniger über all die vielen anderen hervorgerufen wurde − und nichts anders.
An jenem Tag sprach der Seemannspastor in seiner Predigt von jenen Timucuan Indianervolk, das von spanischen Seeleuten in den heutigen USA zuerst entdeckt und später „zivilisiert“ wurde.
Zu jener Zeit schrieb man das Jahr 1565. Kaum 200 Jahre später, nämlich im Jahr des Herrn 1729, starb der letzte dieser Menschen.
Wie seine Mitmenschen vor ihm starb auch er an eingeschleppten Krankheiten und fremden Bräuchen, an Willkürherrschaft und Ausbeutung durch den zur See fahrenden christlichen Eroberer.
Das alles geschah natürlich im Namen Gottes und dem des Königs.
Allein auf dem amerikanischen Kontinent, so der Seemannspastor, fanden damals um die 40 Millionen Menschen den Tod, kraft der damaligen zur See fahrenden Zivilisationen aus Europa und infolgedessen auf brutalste Weise, durch Kriege.
Es sieht wirklich so aus, dass damals die Überlebenden die Toten beneideten.
Denn die Krieger auf den Schlachtfeldern starben schnell, manche von denen merkten es noch nicht mal, wenn sie starben.
Die Überlebenden aber, ihre Frauen und Kinder, die Greise, die Schwachen, durften durch Hunger und Entbehrungen, eingeschleppte Krankheiten und Misshandlungen aller Art, auf elende Weise einfach krepieren.
Mit dem damaligen geklauten Gold und anderen eroberten Schätzen legten die so genannten christliche Conquistadores das Fundament für unsere heutige Industriegesellschaft und unsere heutigen Infrastrukturen.
Denn sie bauten noch größere Schiffe, um noch mehr ferne Länder auszuplündern und noch mehr Menschen versklaven zu können.
So war die Seefahrt, damals vor kaum siebenhundert Jahren, heute ist es anders.
Wirklich?
Denn während die Seefahrt heute von vielen als Bindeglied zwischen Menschen und Kontinenten und als Brücke zwischen Kulturen, als nicht wegzudenkende Infrastruktur der modernen Marktwirtschaft betrachtet und mit Recht verstanden wird, betrachten viele die Völker der Dritten Welt im Gegenzug der internationalen Seefahrt als den einzigen Weg, sich aus der kollektiven Armut und dem Elend der Mittellosigkeit loszureißen.
Gerade dadurch und wahrscheinlich deswegen werden viele von denen sterben.
Diese Völker werden aussterben, nicht, weil die Seefahrt als solche tödlich ist, nein, die Seefahrt ist nicht tödlich, die Seefahrt ist unser aller Lebensader.
Sie werden aussterben, weil sie ihre uralten Lebensformen mit den unseren vergleichen werden.
Danach werden sie sich von unserer viel bequemeren und illusorischeren Scheinwelt blenden lassen, uns nachahmen wollen und daran, wie jene Timucuan-Indianer, letztendlich zugrunde gehen.
Wir, wir werden aussterben, weil wir unsere Lebensgrundlage zerstört haben in dem Wir anderen Zivilisationen und dessen Habitat, aus blinder Besitzgier, zerschmettert haben.
Wir werden aussterben, weil wir es zugelassen haben, dass die Seefahrt unsere Meere und unsere Luft verpestete, weil unsere Industrien unsere Erde langsam, aber sicher für uns alle unbewohnbar gemacht haben.
Am Anfang unwissend, willig und wissensdurstig.
Später dann gierig und unersättlich.
Danach nach Herrschaft und Stärke, nach Macht und Reichtum lungernd.
Und zum guten letzten Schluss als Tüftler, als immer kreativer werdende machiavellistische, selbsttäuschende Heuchler und bis zum bitteren Ende nur noch vervollständigende und hemmungslose Beschleuniger unserer eigenen Selbstzerstörung.
Die Seefahrt wird ja als eine unserer Lebensadern betrachtet, es ist aber eine illusorische Lebensader, die wichtigste von allen unseren illusorischen Lebensadern sogar.
Ohne die Seefahrt würden bei uns die Lichter ausgehen, danach würden wir ebenfalls aussterben, in diesem letzten Fall aber, nur weil wir das Maß aller Dinge, nämlich die Genügsamkeit, einfach vergessen haben.
Wir kennen keine Genügsamkeit mehr, keine Bescheidenheit.
Wörter wie Nächstenliebe und Gegenseitigkeit sind uns fast zu Fremdwörtern geworden.
Nur die Gier nach mehr und noch mehr Besitz und Macht über den anderen treibt uns voran.
Der Macht, über andere zu bestimmen, befehligt unser Leben, danach handeln wir.
Wir bemessen unsere Stärke nach unseren Bankkonten, niemals nach dem allgemeinen Wohlstand des Landes.
Wir jammern zwar patriotisch und vergießen Tränen der Rührung, ja, sogar Gänsehaut überfällt uns, wenn unsere Nationalhymnen auf internationalen Kundgebungen in alle Winde posaunt werden.
Die Lust nach Reichtum und Macht, der Trieb nach der Berauschung an der Kraft des Geldes und an Selbsttäuschung ist mächtiger als der Willen zur Selbsterhaltung.
Es ist nicht die Angst um die ungewisse Zukunft, die uns diktiert, keine Kinder zu haben.
Wenn auch unsere vergifteten Organismen zum großen Teil zeugungsunfähig geworden sind, die, die es könnten, die zeugen keine Kinder, weil sie das Leben, absurd wie es auch klingen mag, nicht zu leben wissen.
Unsere Blindheit ist unser Wegweiser, nicht unser Verstand.
Wir haben Angst.
Wir haben Angst zum Leben, das wahre christliche Leben zu leben versetzt uns insgeheim in Panik, denn in Christus zu leben, das heißt auch mit den anderen teilen, und das wollen wir nicht.
Darum berauschen wir uns, wir berauschen uns aber nicht, weil wir es schön finden, wir tun das, weil wir Angst haben.
Wir haben Angst zu lieben, die wahre Liebe zu lieben, denn Leben zu geben heißt ja Liebe.
Darum berauschen wir uns mit Geld, mit Autorität über andere, wie besessen jagen wir nach der Wollust der Macht, und halten das Maß aller Dinge, die Liebe als solche, weit weg von uns entfernt.
Manche betrachten die Seefahrt nicht nur als Zubringer von Wohlstand und Behaglichkeit; denn die sehen es ja, was die Seefahrt aus uns und aus unserer Mutter Erde gemacht hat, daher betrachten sie die Seefahrt her als Herold der Zerstörung des eigenen Lebensraums und als Vermittler von fremden Gebräuchen, quasi als Zusteller von Tod und Verderben und Zerlegung eigener Lebensarten und Traditionen.
»Uns hat eure Art von Seefahrt den falschen Wohlstand gebracht. Uns hat eure Art von Seefahrt einen unrealistischen Reichtum gebracht. Eure Seefahrt wird uns auch den Tod und die Verwüstung unserer Inselwelt bringen«, sagte mir eines Tages einer unserer Kiribati-Matrosen in der Messe der MS NEMUNA, nachdem er mir einige Videokassetten über seine Inselwelt inmitten des Pazifischen Ozeans gezeigt hatte.
Ja, er hatte mir Videos über seine Insel vorgeführt, von der Hütte aus Palmenzweigen, Marke Eigenbau, wo seine Frau und seine Kinder wohnten.
Er hatte mir Videos von kleinen Dörfern, die den elektrischen Strom noch nicht mal kannten, gezeigt.
Von Menschen, die sich noch nach uraltem Gebrauch die Fische, die sie zum Essen und nur so viele, wie sie für den täglichen Bedarf brauchten, aus dem Meer holen und vor ihren Hütten ihre Mahlzeiten in eine Mulde im Sande graben und über Heißsteine und gewickelt in Palmblätter zubereiten.
Er hatte mir Videos von den weißen Stränden gezeigt, von seinem Ozean und seinen Freunden, die dort auf Fischfang gingen.
Er erzählte mir von deren uralter Haltung dem Leben gegenüber, von Taifunen, von den Tsunamis, die sein Volk im Laufe der Jahrtausende zwangsläufig erlebt hatte und überlebt haben musste.
Ich war beeindruckt von ihrer einfachen Denkweise, ja, ein bisschen neidisch sogar.
Danach erzählte er mir, wie Bekannte von ihm, vom Wind und Strömungen getrieben, sechs Monate lang auf einem kleinen Fischerboot in dem Pazifischen Ozean trieben. Wie sie doch dank der Fische, die sie fingen, überleben konnten, und ihre Odyssee deswegen im Guinness Buch der Rekorde verewigt wurde.
„Das alles haben wir überlebt, die Tsunamis, die Taifune und sonstige Naturkatastrophen haben wir durch unsere Art und Weise zu leben überlebt.“
Danach zeigte mir der junge nachdenkliche Mann Videos vom ansteigenden Meeresspiegel und abgespülten Stränden.
Von Meereserosion abgefällte Palmenbäume.
Von Salzwasser verseuchte Trinkwasserlöcher.
Von Plastikmüll und Plastiksäcke voll verbrauchter Batterien, von billig Radios und verrosteten und ausgeschlachteten tragbaren Stromgeneratoren, von leeren Schnapsflaschen und von Alkohol gekennzeichnete Männer.
„Siehst du, Meister, mein Volk hat im Laufe der Jahrtausende vieles überlebt. Wir haben sogar die Engländer überlebt. Die kamen, die tauften unsere Welt kurzerhand in Gilbert Inseln um, und da bei uns außer uralten Lebensweisheiten und Bräuchen nicht anderes zu holen war, ließen die uns in Frieden. Euch und eure Seefahrt, eure Zivilisation, eure Denkweise, ihr alle, alle, wie ihr da seid, euch überleben wir nicht. Eure Art von Leben hat viele junge Männer meines Volkes verwirrt und angesteckt. Eure Seefahrt, eurem Industrien und Umweltverschmutzung haben die Erde ruiniert. Dadurch steigt der Meeresspiegel und meine Heimat wird in absehbarer Zeit als Erste in den Fluten der Ozeane für immer verschwinden. Das haben wir größtenteils nur euch zu verdanken. Mein Heimatland, meine Inselwelt wird in absehbarer Zeit − und zu meinen Lebzeiten noch − für immer von den Strömen und Fluten der Ozeane verschluckt werden. Manche Teile von euren Heimatländern aber auch − viele von euch, ihr, die vielen, werdet auch mit uns, den wenigen, zugrunde gehen.“
Die Geschichte der Seefahrt ist eine von den vielen Geschichten, die die Menschheit in ihrer Evolution im Laufe von vielen Jahrtausenden zustande gebracht und geprägt hat.
Die Geschichte der Seefahrt ist wiederum auch voll von Geschichten, Schicksalen und Tragödien, die das Leben der Menschen gekennzeichnet und bestimmt haben.
Die Seefahrt beeinflusst, prägt und lenkt manchmal sogar das Leben viele Menschen und in manchen Fällen auch von ganzen Völkern.
Seefahrt tut Not, sagt man, das stimmt sogar, denn Seefahrt ist Handel, Handel tut Not also, denn Handel schafft Arbeit und Wohlstand für alle.
Wirklich für alle?
In seiner Predigt zum 150. Jahrestag der Seemannsmission zu Bremen sagte der Seemannspastor Peter Bick unter anderem, die Seefahrt bringe nicht nur Wohlstand und Segen mit sich, sondern auch den Tod.
Der Tod, als Ausrotter vieler Volksstämme, kam nicht durch die heimatlichen Kriege zwischen den verschiedenen Stämmen dieser Welt, denn solche Kriege haben noch nie die totale Vernichtung der menschlichen Rassen herbeigeführt.
Solche Auseinandersetzungen damals brachten höchstens die Versklavung und später die Verschmelzung der Besiegten mit dem Sieger mit sich.
Niemals die totale Vernichtung eines Volkes.
Deren Tod kam durch eingeschleppte Krankheiten und aufgezwungene Bräuche der europäischen zur See fahrenden christlichen Konquistadoren.
Es war ein auf leisen Sohlen dahin schleichender Tod, der da hereinbrach über Urvölker, die im Laufe vieler Jahrtausende Naturgewalten aller Art überlebt hatten.
Es war fast, wie eine schnelle tödliche Plage, so schnell und so zielgenau, die im Laufe einiger Jahrhunderte manche Volksstämme von der Bildoberfläche der Geschichte für immer verschwinden ließ.
Manche von uns nennen so was die unverfälschte Selektivität von Mutter Natura.
Andere nennen es Evolution oder Fortentwicklung, viele sagen sogar Entfaltung dazu.
Das ist nicht die menschliche Evolution, das ist weder Fortentwicklung noch Fortschritt.
Vielmehr ist das unser Stillstand.
Das ist als die Stagnation der moralischen und christlichen Werte, die Rückentwicklung des Menschen zu seinen barbarischen Instinkten und nicht als quasi vorgefühlte Entwicklung der Menschheit zu betrachten.
Das ist keine Evolution, das ist ein im Namen Gottes angewandter Rückgang zur Gottlosigkeit. Ein Rückgang, der nur durch das unersättliche Geld und die Machtgier einiger weniger über all die vielen anderen hervorgerufen wurde − und nichts anders.
An jenem Tag sprach der Seemannspastor in seiner Predigt von jenen Timucuan Indianervolk, das von spanischen Seeleuten in den heutigen USA zuerst entdeckt und später „zivilisiert“ wurde.
Zu jener Zeit schrieb man das Jahr 1565. Kaum 200 Jahre später, nämlich im Jahr des Herrn 1729, starb der letzte dieser Menschen.
Wie seine Mitmenschen vor ihm starb auch er an eingeschleppten Krankheiten und fremden Bräuchen, an Willkürherrschaft und Ausbeutung durch den zur See fahrenden christlichen Eroberer.
Das alles geschah natürlich im Namen Gottes und dem des Königs.
Allein auf dem amerikanischen Kontinent, so der Seemannspastor, fanden damals um die 40 Millionen Menschen den Tod, kraft der damaligen zur See fahrenden Zivilisationen aus Europa und infolgedessen auf brutalste Weise, durch Kriege.
Es sieht wirklich so aus, dass damals die Überlebenden die Toten beneideten.
Denn die Krieger auf den Schlachtfeldern starben schnell, manche von denen merkten es noch nicht mal, wenn sie starben.
Die Überlebenden aber, ihre Frauen und Kinder, die Greise, die Schwachen, durften durch Hunger und Entbehrungen, eingeschleppte Krankheiten und Misshandlungen aller Art, auf elende Weise einfach krepieren.
Mit dem damaligen geklauten Gold und anderen eroberten Schätzen legten die so genannten christliche Conquistadores das Fundament für unsere heutige Industriegesellschaft und unsere heutigen Infrastrukturen.
Denn sie bauten noch größere Schiffe, um noch mehr ferne Länder auszuplündern und noch mehr Menschen versklaven zu können.
So war die Seefahrt, damals vor kaum siebenhundert Jahren, heute ist es anders.
Wirklich?
Denn während die Seefahrt heute von vielen als Bindeglied zwischen Menschen und Kontinenten und als Brücke zwischen Kulturen, als nicht wegzudenkende Infrastruktur der modernen Marktwirtschaft betrachtet und mit Recht verstanden wird, betrachten viele die Völker der Dritten Welt im Gegenzug der internationalen Seefahrt als den einzigen Weg, sich aus der kollektiven Armut und dem Elend der Mittellosigkeit loszureißen.
Gerade dadurch und wahrscheinlich deswegen werden viele von denen sterben.
Diese Völker werden aussterben, nicht, weil die Seefahrt als solche tödlich ist, nein, die Seefahrt ist nicht tödlich, die Seefahrt ist unser aller Lebensader.
Sie werden aussterben, weil sie ihre uralten Lebensformen mit den unseren vergleichen werden.
Danach werden sie sich von unserer viel bequemeren und illusorischeren Scheinwelt blenden lassen, uns nachahmen wollen und daran, wie jene Timucuan-Indianer, letztendlich zugrunde gehen.
Wir, wir werden aussterben, weil wir unsere Lebensgrundlage zerstört haben in dem Wir anderen Zivilisationen und dessen Habitat, aus blinder Besitzgier, zerschmettert haben.
Wir werden aussterben, weil wir es zugelassen haben, dass die Seefahrt unsere Meere und unsere Luft verpestete, weil unsere Industrien unsere Erde langsam, aber sicher für uns alle unbewohnbar gemacht haben.
Am Anfang unwissend, willig und wissensdurstig.
Später dann gierig und unersättlich.
Danach nach Herrschaft und Stärke, nach Macht und Reichtum lungernd.
Und zum guten letzten Schluss als Tüftler, als immer kreativer werdende machiavellistische, selbsttäuschende Heuchler und bis zum bitteren Ende nur noch vervollständigende und hemmungslose Beschleuniger unserer eigenen Selbstzerstörung.
Die Seefahrt wird ja als eine unserer Lebensadern betrachtet, es ist aber eine illusorische Lebensader, die wichtigste von allen unseren illusorischen Lebensadern sogar.
Ohne die Seefahrt würden bei uns die Lichter ausgehen, danach würden wir ebenfalls aussterben, in diesem letzten Fall aber, nur weil wir das Maß aller Dinge, nämlich die Genügsamkeit, einfach vergessen haben.
Wir kennen keine Genügsamkeit mehr, keine Bescheidenheit.
Wörter wie Nächstenliebe und Gegenseitigkeit sind uns fast zu Fremdwörtern geworden.
Nur die Gier nach mehr und noch mehr Besitz und Macht über den anderen treibt uns voran.
Der Macht, über andere zu bestimmen, befehligt unser Leben, danach handeln wir.
Wir bemessen unsere Stärke nach unseren Bankkonten, niemals nach dem allgemeinen Wohlstand des Landes.
Wir jammern zwar patriotisch und vergießen Tränen der Rührung, ja, sogar Gänsehaut überfällt uns, wenn unsere Nationalhymnen auf internationalen Kundgebungen in alle Winde posaunt werden.
Die Lust nach Reichtum und Macht, der Trieb nach der Berauschung an der Kraft des Geldes und an Selbsttäuschung ist mächtiger als der Willen zur Selbsterhaltung.
Es ist nicht die Angst um die ungewisse Zukunft, die uns diktiert, keine Kinder zu haben.
Wenn auch unsere vergifteten Organismen zum großen Teil zeugungsunfähig geworden sind, die, die es könnten, die zeugen keine Kinder, weil sie das Leben, absurd wie es auch klingen mag, nicht zu leben wissen.
Unsere Blindheit ist unser Wegweiser, nicht unser Verstand.
Wir haben Angst.
Wir haben Angst zum Leben, das wahre christliche Leben zu leben versetzt uns insgeheim in Panik, denn in Christus zu leben, das heißt auch mit den anderen teilen, und das wollen wir nicht.
Darum berauschen wir uns, wir berauschen uns aber nicht, weil wir es schön finden, wir tun das, weil wir Angst haben.
Wir haben Angst zu lieben, die wahre Liebe zu lieben, denn Leben zu geben heißt ja Liebe.
Darum berauschen wir uns mit Geld, mit Autorität über andere, wie besessen jagen wir nach der Wollust der Macht, und halten das Maß aller Dinge, die Liebe als solche, weit weg von uns entfernt.
Manche betrachten die Seefahrt nicht nur als Zubringer von Wohlstand und Behaglichkeit; denn die sehen es ja, was die Seefahrt aus uns und aus unserer Mutter Erde gemacht hat, daher betrachten sie die Seefahrt her als Herold der Zerstörung des eigenen Lebensraums und als Vermittler von fremden Gebräuchen, quasi als Zusteller von Tod und Verderben und Zerlegung eigener Lebensarten und Traditionen.
»Uns hat eure Art von Seefahrt den falschen Wohlstand gebracht. Uns hat eure Art von Seefahrt einen unrealistischen Reichtum gebracht. Eure Seefahrt wird uns auch den Tod und die Verwüstung unserer Inselwelt bringen«, sagte mir eines Tages einer unserer Kiribati-Matrosen in der Messe der MS NEMUNA, nachdem er mir einige Videokassetten über seine Inselwelt inmitten des Pazifischen Ozeans gezeigt hatte.
Ja, er hatte mir Videos über seine Insel vorgeführt, von der Hütte aus Palmenzweigen, Marke Eigenbau, wo seine Frau und seine Kinder wohnten.
Er hatte mir Videos von kleinen Dörfern, die den elektrischen Strom noch nicht mal kannten, gezeigt.
Von Menschen, die sich noch nach uraltem Gebrauch die Fische, die sie zum Essen und nur so viele, wie sie für den täglichen Bedarf brauchten, aus dem Meer holen und vor ihren Hütten ihre Mahlzeiten in eine Mulde im Sande graben und über Heißsteine und gewickelt in Palmblätter zubereiten.
Er hatte mir Videos von den weißen Stränden gezeigt, von seinem Ozean und seinen Freunden, die dort auf Fischfang gingen.
Er erzählte mir von deren uralter Haltung dem Leben gegenüber, von Taifunen, von den Tsunamis, die sein Volk im Laufe der Jahrtausende zwangsläufig erlebt hatte und überlebt haben musste.
Ich war beeindruckt von ihrer einfachen Denkweise, ja, ein bisschen neidisch sogar.
Danach erzählte er mir, wie Bekannte von ihm, vom Wind und Strömungen getrieben, sechs Monate lang auf einem kleinen Fischerboot in dem Pazifischen Ozean trieben. Wie sie doch dank der Fische, die sie fingen, überleben konnten, und ihre Odyssee deswegen im Guinness Buch der Rekorde verewigt wurde.
„Das alles haben wir überlebt, die Tsunamis, die Taifune und sonstige Naturkatastrophen haben wir durch unsere Art und Weise zu leben überlebt.“
Danach zeigte mir der junge nachdenkliche Mann Videos vom ansteigenden Meeresspiegel und abgespülten Stränden.
Von Meereserosion abgefällte Palmenbäume.
Von Salzwasser verseuchte Trinkwasserlöcher.
Von Plastikmüll und Plastiksäcke voll verbrauchter Batterien, von billig Radios und verrosteten und ausgeschlachteten tragbaren Stromgeneratoren, von leeren Schnapsflaschen und von Alkohol gekennzeichnete Männer.
„Siehst du, Meister, mein Volk hat im Laufe der Jahrtausende vieles überlebt. Wir haben sogar die Engländer überlebt. Die kamen, die tauften unsere Welt kurzerhand in Gilbert Inseln um, und da bei uns außer uralten Lebensweisheiten und Bräuchen nicht anderes zu holen war, ließen die uns in Frieden. Euch und eure Seefahrt, eure Zivilisation, eure Denkweise, ihr alle, alle, wie ihr da seid, euch überleben wir nicht. Eure Art von Leben hat viele junge Männer meines Volkes verwirrt und angesteckt. Eure Seefahrt, eurem Industrien und Umweltverschmutzung haben die Erde ruiniert. Dadurch steigt der Meeresspiegel und meine Heimat wird in absehbarer Zeit als Erste in den Fluten der Ozeane für immer verschwinden. Das haben wir größtenteils nur euch zu verdanken. Mein Heimatland, meine Inselwelt wird in absehbarer Zeit − und zu meinen Lebzeiten noch − für immer von den Strömen und Fluten der Ozeane verschluckt werden. Manche Teile von euren Heimatländern aber auch − viele von euch, ihr, die vielen, werdet auch mit uns, den wenigen, zugrunde gehen.“
Un uomo vale tanto quanto il suo grado di rispetto e considerazione per gli altri.
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La Storia di un Inceneritore.
La morte veglia su Monopoli -Bari La Motonave El Castillo La Motonave Condor Racconti di Mare
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Seemannsgarn im Seemannsheim Vol 1
venerdì 4 giugno 2010
DIE MACHT DES CHARISMAS
Neulich, außerhalb der Seefahrtsthematik, schrieb ich auf dem Blog von Marista Urru in Italien (www.maristaurru) meinen LETTER FROM GERMANY n°. 11 über die Ideale der Menschheit und das Verschwinden von wahren richtigen Persönlichkeiten, zum Beispiel in der Politik.
Von Menschen, die man wählen oder denen man als Vorbild einfach folgen und zuhören möchte − ich wusste nicht, wo mich das Ganze hinbringen würde, am Ende kam Folgendes dabei heraus:
Hallo Marista,
hast du auch gemerkt, dass auf dieser Welt die wirklich charismatischen Leader und idealen Befürworter verschwunden sind?
Wo sind denn all diejenigen geblieben, die fähig waren, nur mit ihrer Präsenz oder mit einem einfachen Gruß die Massen zu mobilisieren?
Menschen, die mit ihren Reden und ihrem Charisma in der Lage waren, Millionen von Menschen zu berauschen, für ihre Ideen zu begeistern und zu gewinnen?
Die, die in der Lage waren, die Massen vibrieren, pulsieren oder einfach nur auf eine bessere Zukunft hoffen zu lassen?
Ist Fiedel Castro wirklich der allerletzte?
Die anderen, die noch lebenden Tyrannen der politischen Macht, wie der verrückte aus Teheran oder der Nordkoreaner zum Beispiel, sie bewegen gar nichts, im Gegensatz zu Fidel Castro − sie bestellen sich das jubelnde Volk.
Fidel Castro braucht keine applaudierenden Massen auf den Straßen von Kuba anzuordnen, das Volk kommt freiwillig zu ihm, genauso wie sie zu Che Guevara oder Ho Chi Ming oder in krassem Gegensatz zu Mahatma Gandhi oder zu Nelson Mandela gingen.
All diese Persönlichkeiten brauchten sich keine Zuhörer zu bestellen, es war das Volk, das ihnen freiwillig folgte und das bereit war, von deren Ehrbarkeit angetan, auch eventuell auf Gedeih und Verderb zu folgen.
Ist es möglich, in einer Welt ohne Ideale zu leben?
Was für eine Menschheit würden wir vorfinden, wenn die großen charismatischen Leader wirklich aussterben würden?
Eine Menschheit ohne Ideale wäre meiner Ansicht nach noch nicht mal existenzfähig, ohne ein Ziel, eines, das den Weg dorthin zeigt, würde auch die Hoffnung fehlen und der wahre Homo sapiens hätte somit keinen Grund zu sein.
Ohne Hoffnung hätte der Mensch als solcher schlicht und einfach keine Daseinsberechtigung, wofür denn auch, für was?
Ich bin felsenfest davon überzeugt, dass eine Menschheit ohne Ideale und ohne Hoffnung in ein paar Generationen einfach aussterben und für immer verschwinden würde.
Ohne Menschen, die in der Lage sind, die Menschen zu Taten zu motivieren, würden unsere wahren Infrastrukturen nach und nach implodieren.
Einer dieser Männer hat sich gerade vor ein paar Tagen aus dem öffentlichen Leben und der aktiven bundesrepublikanischen Politik hier in Deutschland zurückgezogen.
Er ging in aller Ruhe, ohne großes emphatisches Getöse nach einer kurzen Abschiedsrede und einem umarmenden Gruß an seine Mitstreiter und Parteifreunde.
Er verabschiedete sich von der Partei, die er mit seinem Charisma und mit Persönlichkeit bis in den Bundestag gebracht hatte, indem er sie sogar bei der enttäuschten und versprengten Wählerschaft der SPD als säkulare Säule der Politik Deutschlands und Europas schmachhaft und salonfähig gemacht hatte und fast alle in DIE LINKE führte.
Dank seines Wirkens ist DIE LINKE nun fest im Sattel im Bundestag und in den Landesregierungen vieler ostdeutscher Länder.
Mit seinem Wirken hat er es sogar geschafft, die nationale und europäische Politik der Bundesregierung zu beeinflussen, indem er die CDU mit vom Sockel stieß und mithalf, der Bundesregierung die Mehrheit im Bundesrat streitig zu machen, in die Minorität zwang.
Ich spreche von Herrn Oskar Lafontaine und DIE LINKE, die von nun an keineswegs eine provinzielle Partei mehr ist.
Politisch starb Oskar Lafontaine vor vielen Jahren, er starb gekillt von dem Usurpator politischer Ideale, der, wie Brutus den Cesar killte, auch die SDP und Rudolf Scharping als Verteidigungsminister von ihm gekillt wurden.
Ich spreche nun von dem Altbundeskanzler Gerhard Schröder oder, besser gesagt, von der Personifizierung der Negation des positiven Charismas, dem Antichrist des sozialen Sozialismus, besser bekannt als Despotismus, ich rede von demselben Mann, der von dem Kanzleramt, als die Wählerschaft ihn für seine Politik „ad personam“ fast rabiat aus dem Büro des Bundeskanzlers wegjagte und ihn, als Altbundeskanzler auch noch in den Dienst von Vladimir Putin sich stellte, fast aus den Geschichtsbüchern der SPD und der Bundesrepublik Deutschland ausradierte.
Vielleicht fehlt den Linken in Italien ein charismatischer Mensch wie Oskar Lafontaine, der in der Lage wäre, eine Mitte-Links-Koalition von Vollidioten wie in Rom endlich zur Vernunft zu bringen.
Jede Demokratie braucht eine kompakte Opposition und nicht eine Bande schnatternder eigennütziger Querdenker und zwielichtiger Opportunisten, wie das italienische Parlament sie heutzutage vorweisen kann.
Die positive Kraft der charismatischer Politiker misst man an ihren Taten, aber das Potenzial von dem politischen Charisma von Oskar Lafontaine, so verdeckt von seinen politischen Tiefschlägen, wie er war, das konnte man nur auf dem zweiten Blick erkennen.
Sein Pech war, im falschen Moment den falschen Parteifreund und Mitstreiter in einem Gerard Schröder gefunden zu haben und genauso wie er, Rudolf Scharping und die gesamte SPD.
Oskar Lafontaine, der hat keinen Volksauflauf verursacht, er hat nicht mit jubelnden Menschenmengen die Plätze und Stadien des Landes gefüllt, er hat vielmehr die gesprengten und verängstigten Wähler der SPD motiviert und an die Wahlurne gebracht und somit eine Wende in der Innen- und Außenpolitik der Bundesregierung herbeigeführt.
Wenn das nicht die Kraft des Charismas sein sollte, dann, bitteschön, was ist denn dann Charisma?
Nun ist „DIE LINKE“ am Zug und den Baum, der Oskar Lafontaine aufblühen ließ, nicht aussterben zu lassen.
Ciao
Franco.
P.S.:
http://www.maristaurru.com/index.php/Nonna-Ada-in-Cucina/
Wer etwas Italienisch versteht und einfache Hausmannskostrezepte aus Sardinien und nicht nur ausprobieren möchte, der findet sie hier.
Von Menschen, die man wählen oder denen man als Vorbild einfach folgen und zuhören möchte − ich wusste nicht, wo mich das Ganze hinbringen würde, am Ende kam Folgendes dabei heraus:
Hallo Marista,
hast du auch gemerkt, dass auf dieser Welt die wirklich charismatischen Leader und idealen Befürworter verschwunden sind?
Wo sind denn all diejenigen geblieben, die fähig waren, nur mit ihrer Präsenz oder mit einem einfachen Gruß die Massen zu mobilisieren?
Menschen, die mit ihren Reden und ihrem Charisma in der Lage waren, Millionen von Menschen zu berauschen, für ihre Ideen zu begeistern und zu gewinnen?
Die, die in der Lage waren, die Massen vibrieren, pulsieren oder einfach nur auf eine bessere Zukunft hoffen zu lassen?
Ist Fiedel Castro wirklich der allerletzte?
Die anderen, die noch lebenden Tyrannen der politischen Macht, wie der verrückte aus Teheran oder der Nordkoreaner zum Beispiel, sie bewegen gar nichts, im Gegensatz zu Fidel Castro − sie bestellen sich das jubelnde Volk.
Fidel Castro braucht keine applaudierenden Massen auf den Straßen von Kuba anzuordnen, das Volk kommt freiwillig zu ihm, genauso wie sie zu Che Guevara oder Ho Chi Ming oder in krassem Gegensatz zu Mahatma Gandhi oder zu Nelson Mandela gingen.
All diese Persönlichkeiten brauchten sich keine Zuhörer zu bestellen, es war das Volk, das ihnen freiwillig folgte und das bereit war, von deren Ehrbarkeit angetan, auch eventuell auf Gedeih und Verderb zu folgen.
Ist es möglich, in einer Welt ohne Ideale zu leben?
Was für eine Menschheit würden wir vorfinden, wenn die großen charismatischen Leader wirklich aussterben würden?
Eine Menschheit ohne Ideale wäre meiner Ansicht nach noch nicht mal existenzfähig, ohne ein Ziel, eines, das den Weg dorthin zeigt, würde auch die Hoffnung fehlen und der wahre Homo sapiens hätte somit keinen Grund zu sein.
Ohne Hoffnung hätte der Mensch als solcher schlicht und einfach keine Daseinsberechtigung, wofür denn auch, für was?
Ich bin felsenfest davon überzeugt, dass eine Menschheit ohne Ideale und ohne Hoffnung in ein paar Generationen einfach aussterben und für immer verschwinden würde.
Ohne Menschen, die in der Lage sind, die Menschen zu Taten zu motivieren, würden unsere wahren Infrastrukturen nach und nach implodieren.
Einer dieser Männer hat sich gerade vor ein paar Tagen aus dem öffentlichen Leben und der aktiven bundesrepublikanischen Politik hier in Deutschland zurückgezogen.
Er ging in aller Ruhe, ohne großes emphatisches Getöse nach einer kurzen Abschiedsrede und einem umarmenden Gruß an seine Mitstreiter und Parteifreunde.
Er verabschiedete sich von der Partei, die er mit seinem Charisma und mit Persönlichkeit bis in den Bundestag gebracht hatte, indem er sie sogar bei der enttäuschten und versprengten Wählerschaft der SPD als säkulare Säule der Politik Deutschlands und Europas schmachhaft und salonfähig gemacht hatte und fast alle in DIE LINKE führte.
Dank seines Wirkens ist DIE LINKE nun fest im Sattel im Bundestag und in den Landesregierungen vieler ostdeutscher Länder.
Mit seinem Wirken hat er es sogar geschafft, die nationale und europäische Politik der Bundesregierung zu beeinflussen, indem er die CDU mit vom Sockel stieß und mithalf, der Bundesregierung die Mehrheit im Bundesrat streitig zu machen, in die Minorität zwang.
Ich spreche von Herrn Oskar Lafontaine und DIE LINKE, die von nun an keineswegs eine provinzielle Partei mehr ist.
Politisch starb Oskar Lafontaine vor vielen Jahren, er starb gekillt von dem Usurpator politischer Ideale, der, wie Brutus den Cesar killte, auch die SDP und Rudolf Scharping als Verteidigungsminister von ihm gekillt wurden.
Ich spreche nun von dem Altbundeskanzler Gerhard Schröder oder, besser gesagt, von der Personifizierung der Negation des positiven Charismas, dem Antichrist des sozialen Sozialismus, besser bekannt als Despotismus, ich rede von demselben Mann, der von dem Kanzleramt, als die Wählerschaft ihn für seine Politik „ad personam“ fast rabiat aus dem Büro des Bundeskanzlers wegjagte und ihn, als Altbundeskanzler auch noch in den Dienst von Vladimir Putin sich stellte, fast aus den Geschichtsbüchern der SPD und der Bundesrepublik Deutschland ausradierte.
Vielleicht fehlt den Linken in Italien ein charismatischer Mensch wie Oskar Lafontaine, der in der Lage wäre, eine Mitte-Links-Koalition von Vollidioten wie in Rom endlich zur Vernunft zu bringen.
Jede Demokratie braucht eine kompakte Opposition und nicht eine Bande schnatternder eigennütziger Querdenker und zwielichtiger Opportunisten, wie das italienische Parlament sie heutzutage vorweisen kann.
Die positive Kraft der charismatischer Politiker misst man an ihren Taten, aber das Potenzial von dem politischen Charisma von Oskar Lafontaine, so verdeckt von seinen politischen Tiefschlägen, wie er war, das konnte man nur auf dem zweiten Blick erkennen.
Sein Pech war, im falschen Moment den falschen Parteifreund und Mitstreiter in einem Gerard Schröder gefunden zu haben und genauso wie er, Rudolf Scharping und die gesamte SPD.
Oskar Lafontaine, der hat keinen Volksauflauf verursacht, er hat nicht mit jubelnden Menschenmengen die Plätze und Stadien des Landes gefüllt, er hat vielmehr die gesprengten und verängstigten Wähler der SPD motiviert und an die Wahlurne gebracht und somit eine Wende in der Innen- und Außenpolitik der Bundesregierung herbeigeführt.
Wenn das nicht die Kraft des Charismas sein sollte, dann, bitteschön, was ist denn dann Charisma?
Nun ist „DIE LINKE“ am Zug und den Baum, der Oskar Lafontaine aufblühen ließ, nicht aussterben zu lassen.
Ciao
Franco.
P.S.:
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Un uomo vale tanto quanto il suo grado di rispetto e considerazione per gli altri.
I miei libri cartacei sono pubblicati da Amazon . com Le edizioni elettroniche da Amazon -Kindel.
La Storia di un Inceneritore.
La morte veglia su Monopoli -Bari La Motonave El Castillo La Motonave Condor Racconti di Mare
La Presidenta.
Seemannsgarn im Seemannsheim Vol 1
sabato 1 maggio 2010
A SEAMEN'S LIFE
ONE OF US.
Vorige Woche und zum dritten Mal in einem Jahr habe ich ein und der selber spanischer Kollege ins Krankenhaus begleitet.
Er wurde zum dritten Mal operiert und in einigen Monaten steht ihm ein vierter chirurgischer Angriff noch bevor.
Am Ende seinem persönliche „via Dolorosa“, die seit Anfang Juni letzten Jahres dauert, wird er vier schwere OPs überstanden und hinter sich gelassen haben und nach ärztlichem Ermessen wieder gesund und für die Seefahrt einsatzbereit sein.
Unten den gegebenen Umständen aber wird der nun fast 58-jährige Mann kein Schiff mehr bekommen, sodass er voraussichtlich fast zwei Jahre lang Arbeitslosengeld beziehen wird, später eventuell Hartz IV.
Das ist das normale Prozedere, die „via Dolorosa“ eines älteren Seemanns, der krank wird und 60 ist und kein Schiff mehr bekommt.
Es ist aber nichts Neues und es bezieht sich nicht nur auf und gilt nicht nur für Seefahrer.
So was passiert tagtäglich unter bundesrepublikanischem Himmel.
Es ist ja fast zur normalen Administration geworden, dass nach mehr oder weniger langer Krankheit oder warum auch immer, Seeleute, die meistens aus wirtschaftlichen Gründen als nicht mehr tragbar gestempelt worden sind, einfach entlassen und mit billigerem Personal aus dem fernen Osten ersetzt werden.
Auch Jüngere wohlgemerkt, auch junge gesunde deutsche Schiffsoffiziere werden nach der Erwerbung des Kapitäns- oder leitender Ingenieur-Befähigungszeugnis entlassen und in die Verdammnis der Arbeitslosigkeit gejagt, nachdem sie durch sogenanntes Billigpersonal aus dem Osten Europas oder, weil auch die Osteuropäer, langsam zu teuer werden, aus dem fernen Osten ersetzt wurden.
Der Tag wird aber kommen, wo die Amigos des VDR sich im eigenen Haus nach Seeleuten umsehen müssen und keine finden werden, zumindest nicht die „up to date“ breite Masse, die sie suchen werden.
Interessant ist in diesem Fall nur die Entwicklung der Geschichte unseres spanischen Kollegen, der seit fast einem Jahr mit uns in den Katakomben der ersten Etage des Seemannsheims in Bremen wohnt, wo wir, die Glorreichen 14, immer noch mit wechselnden Mitgliedern, aber immer noch zu strammen 14 wohnen.
Er war gerade eben nur vier Monate lang im Dienst einer ostfriesischen Reederei und zum ersten Mal überhaupt an Bord eines deutschen Schiffes, das unter dem zweiten deutschen Seefahrtregister fuhr und zwischen Portugal und den Azoren, im Containerfeederverkehr pendelte.
Nach Ablauf des vierten Monats trat er, wie in seinem befristeten Arbeitsvertrag vorgesehen war, seinen wohl verdienten Urlaub an.
24 Stunden vor dem Ablauf seines Urlaubs, der ihn praktisch zum Arbeitslosen gemacht hätte, falls er nicht wieder an Bord hätte einsteigen können, wurde er plötzlich krank und musste ins Krankenhaus noteingeliefert werden, wo er auch sofort notoperiert wurde.
Von da an ging es Schlag auf Schlag. Wie in einem medizinischen Karussell begleitetet ich ihn von Spezialisten zu Spezialisten und die gesamte beispiellose Maschinerie des deutschen Gesuchtheitswesens setzte sich in Bewegung, um seinen Arsch zu retten.
Manchmal zweifelte ich, dass er durchkommen würde, ich hatte mich aber in seinen Fall verbissen, zumal sein Zwillingsbrüder zwei Jahre zuvor, und auch noch in derselben Bude, wo er nun wohnte und fast an derselben Krankheit wie er, im Krankenhaus verstorben war, und ihm hoch und heilig versprochen, ihn, falls nötig, bis an das Tor des Krematoriums zu begleiten.
Danach aber hätte er mich in aller Ruhe und kreuzweise am Arsch lecken können, denn den Rest des Weges bis in die Hölle, den hätte er gefälligst alleine gehen müssen, denn so weit, dass ich ihm auch noch in die Hölle folgen würde, um ihm dort als Dolmetscher beizustehen, so weit geht meinem nächsten Liebe nämlich auch wieder nicht.
Schmunzeln musste ich vor Kurzem, als ich merkte, dass ich während der letzten 10 Monate mehr Zeit in Krankenhäusern und bei Ärzten mit dem Fachgenossen verbracht hatte als in meinem ganzen Leben, denn, Gott sei wirklich gedankt, ich bin noch nie ernsthaft erkrankt geworden.
Nichtsdestotrotz, der Anblick so vieler kranker Menschen und so viel Leid hat mein Blickfeld für die Nöte und Sorgen anderer Menschen erheblich sensibilisiert und aus mir einen besseren und aufmerksamen Zuhörer für das Leiden der anderen gemacht.
Es ist aber nicht die Einstellung des Idealismus dem Nächsten gegenüber, die ich hier erläutern möchte, vielmehr die Frage, wie es dazu kommen kann, dass die Amigos des Verbandes der Deutschen Reeder sich erlauben können, trotz wachsender Arbeitslosenzahl hierzulande, im Ausland, egal wo, nach Arbeitskräften zu suchen, während die eigenen in der Trostlosigkeit des sozialen Limbo von Hartz IV vegetieren müssen.
Unser spanischer Mitbewohner verdiente auf See als zweiter Maschinist 4.400 € monatlich, hinzu kamen monatlich 14 Tage Urlaub, ich glaube kaum, dass es arbeitslose Maschinisten hierzulande gibt, die für so eine Heuer nicht zur See fahren würden.
Gottlob konnte unser Mitbewohner gerettet werden − vier schwere chirurgische Eingriffe in einem Jahr mit all den Spezialisten und sonstigen Unkosten, Rehabilitationsklinik inklusive plus über 1.300 € monatlich, gegenüber gerade eben sechs Monate Krankenkassenbeiträge sind kein Pappenstiel.
Es ist nur wieder mal der Beweis, wie gewaltig und flexibel die Krankenfürsorge unabhängig von Nationalität und Hautfarbe der Menschen hierzulande ist.
All dies aber soll nicht die Tatsache verschleiern und über die Notwendigkeit hinwegtäuschen, dass es höchste Zeit ist, dass die Politik sich mit dem Freibrief, den sich die Amigos des Verbandes Deutscher Reeder selbst ausgestellt haben, über die Infrastrukturen der Bundesrepublik Deutschland nach Herzenslust frei zu verfügen und so schamlos auszunutzen, indem sie, von einer Seite nach Subventionen, verdeckt durch den schamlose Steuerermäßigung des zweiten deutschen Seefahrtregisters schreien, während auf der anderen die Allgemeinheit auch noch für ihre legalisierten Schandtaten aufkommen muss, einen Riegel vorschiebt.
Unwürdig, wenn nicht kriminell, ist auch das allgemeine Prozedere der ehrenwerten Herren unseren asiatischen Kollegen gegenüber, die sofort in ihre Herkunftsländer abgeschoben werden, sobald sie krank werden und wie Pontius Pilatus sich die Hände in Unschuld waschen, indem sie schamlos auf spezielle Verträge zwischen dem Verband Deutscher Reeder und dessen Sklavenhändler auf den Philippinen, auf Kiribati oder sonst wo, verweisen.
Wobei hier vermerkt werden muss, dass die ITF, jene internationale Transportgewerkschaft der Seefahrt, die deutsche Flagge unter diesen Voraussetzungen zu den Billig- oder Piratenflaggen, zusammen mit Liberia, Panama, Vanuatu und Sri Lanka und anderen Bananenrepubliken, zählt.
In diesem spezifischen Fall man spricht nicht von irgendeinem Seefahrtregister, man spricht von Deutschland, okay?
Wir in den Seemannshäusern dieser Welt wissen nicht alles, wir wissen nur vieles und das ist sehr viel, wir haben sogar, falls nötig, Wege, nachzuforschen, denn „as a matter of fact“ haben wir Freunde und Kollegen fast überall, fast in jeder Reederei, in jeder Schiffsagentur, und wenn nicht gerade Freunde oder ehemalige Kollegen, dann eben ehemalige Saufkumpanen und das sowieso von Haus aus, okay?
Also versucht uns bitte nicht einzuschustern, ihr macht euch nur lächerlich dabei.
Okay? Okay!
Saludos, Amigos.
Vorige Woche und zum dritten Mal in einem Jahr habe ich ein und der selber spanischer Kollege ins Krankenhaus begleitet.
Er wurde zum dritten Mal operiert und in einigen Monaten steht ihm ein vierter chirurgischer Angriff noch bevor.
Am Ende seinem persönliche „via Dolorosa“, die seit Anfang Juni letzten Jahres dauert, wird er vier schwere OPs überstanden und hinter sich gelassen haben und nach ärztlichem Ermessen wieder gesund und für die Seefahrt einsatzbereit sein.
Unten den gegebenen Umständen aber wird der nun fast 58-jährige Mann kein Schiff mehr bekommen, sodass er voraussichtlich fast zwei Jahre lang Arbeitslosengeld beziehen wird, später eventuell Hartz IV.
Das ist das normale Prozedere, die „via Dolorosa“ eines älteren Seemanns, der krank wird und 60 ist und kein Schiff mehr bekommt.
Es ist aber nichts Neues und es bezieht sich nicht nur auf und gilt nicht nur für Seefahrer.
So was passiert tagtäglich unter bundesrepublikanischem Himmel.
Es ist ja fast zur normalen Administration geworden, dass nach mehr oder weniger langer Krankheit oder warum auch immer, Seeleute, die meistens aus wirtschaftlichen Gründen als nicht mehr tragbar gestempelt worden sind, einfach entlassen und mit billigerem Personal aus dem fernen Osten ersetzt werden.
Auch Jüngere wohlgemerkt, auch junge gesunde deutsche Schiffsoffiziere werden nach der Erwerbung des Kapitäns- oder leitender Ingenieur-Befähigungszeugnis entlassen und in die Verdammnis der Arbeitslosigkeit gejagt, nachdem sie durch sogenanntes Billigpersonal aus dem Osten Europas oder, weil auch die Osteuropäer, langsam zu teuer werden, aus dem fernen Osten ersetzt wurden.
Der Tag wird aber kommen, wo die Amigos des VDR sich im eigenen Haus nach Seeleuten umsehen müssen und keine finden werden, zumindest nicht die „up to date“ breite Masse, die sie suchen werden.
Interessant ist in diesem Fall nur die Entwicklung der Geschichte unseres spanischen Kollegen, der seit fast einem Jahr mit uns in den Katakomben der ersten Etage des Seemannsheims in Bremen wohnt, wo wir, die Glorreichen 14, immer noch mit wechselnden Mitgliedern, aber immer noch zu strammen 14 wohnen.
Er war gerade eben nur vier Monate lang im Dienst einer ostfriesischen Reederei und zum ersten Mal überhaupt an Bord eines deutschen Schiffes, das unter dem zweiten deutschen Seefahrtregister fuhr und zwischen Portugal und den Azoren, im Containerfeederverkehr pendelte.
Nach Ablauf des vierten Monats trat er, wie in seinem befristeten Arbeitsvertrag vorgesehen war, seinen wohl verdienten Urlaub an.
24 Stunden vor dem Ablauf seines Urlaubs, der ihn praktisch zum Arbeitslosen gemacht hätte, falls er nicht wieder an Bord hätte einsteigen können, wurde er plötzlich krank und musste ins Krankenhaus noteingeliefert werden, wo er auch sofort notoperiert wurde.
Von da an ging es Schlag auf Schlag. Wie in einem medizinischen Karussell begleitetet ich ihn von Spezialisten zu Spezialisten und die gesamte beispiellose Maschinerie des deutschen Gesuchtheitswesens setzte sich in Bewegung, um seinen Arsch zu retten.
Manchmal zweifelte ich, dass er durchkommen würde, ich hatte mich aber in seinen Fall verbissen, zumal sein Zwillingsbrüder zwei Jahre zuvor, und auch noch in derselben Bude, wo er nun wohnte und fast an derselben Krankheit wie er, im Krankenhaus verstorben war, und ihm hoch und heilig versprochen, ihn, falls nötig, bis an das Tor des Krematoriums zu begleiten.
Danach aber hätte er mich in aller Ruhe und kreuzweise am Arsch lecken können, denn den Rest des Weges bis in die Hölle, den hätte er gefälligst alleine gehen müssen, denn so weit, dass ich ihm auch noch in die Hölle folgen würde, um ihm dort als Dolmetscher beizustehen, so weit geht meinem nächsten Liebe nämlich auch wieder nicht.
Schmunzeln musste ich vor Kurzem, als ich merkte, dass ich während der letzten 10 Monate mehr Zeit in Krankenhäusern und bei Ärzten mit dem Fachgenossen verbracht hatte als in meinem ganzen Leben, denn, Gott sei wirklich gedankt, ich bin noch nie ernsthaft erkrankt geworden.
Nichtsdestotrotz, der Anblick so vieler kranker Menschen und so viel Leid hat mein Blickfeld für die Nöte und Sorgen anderer Menschen erheblich sensibilisiert und aus mir einen besseren und aufmerksamen Zuhörer für das Leiden der anderen gemacht.
Es ist aber nicht die Einstellung des Idealismus dem Nächsten gegenüber, die ich hier erläutern möchte, vielmehr die Frage, wie es dazu kommen kann, dass die Amigos des Verbandes der Deutschen Reeder sich erlauben können, trotz wachsender Arbeitslosenzahl hierzulande, im Ausland, egal wo, nach Arbeitskräften zu suchen, während die eigenen in der Trostlosigkeit des sozialen Limbo von Hartz IV vegetieren müssen.
Unser spanischer Mitbewohner verdiente auf See als zweiter Maschinist 4.400 € monatlich, hinzu kamen monatlich 14 Tage Urlaub, ich glaube kaum, dass es arbeitslose Maschinisten hierzulande gibt, die für so eine Heuer nicht zur See fahren würden.
Gottlob konnte unser Mitbewohner gerettet werden − vier schwere chirurgische Eingriffe in einem Jahr mit all den Spezialisten und sonstigen Unkosten, Rehabilitationsklinik inklusive plus über 1.300 € monatlich, gegenüber gerade eben sechs Monate Krankenkassenbeiträge sind kein Pappenstiel.
Es ist nur wieder mal der Beweis, wie gewaltig und flexibel die Krankenfürsorge unabhängig von Nationalität und Hautfarbe der Menschen hierzulande ist.
All dies aber soll nicht die Tatsache verschleiern und über die Notwendigkeit hinwegtäuschen, dass es höchste Zeit ist, dass die Politik sich mit dem Freibrief, den sich die Amigos des Verbandes Deutscher Reeder selbst ausgestellt haben, über die Infrastrukturen der Bundesrepublik Deutschland nach Herzenslust frei zu verfügen und so schamlos auszunutzen, indem sie, von einer Seite nach Subventionen, verdeckt durch den schamlose Steuerermäßigung des zweiten deutschen Seefahrtregisters schreien, während auf der anderen die Allgemeinheit auch noch für ihre legalisierten Schandtaten aufkommen muss, einen Riegel vorschiebt.
Unwürdig, wenn nicht kriminell, ist auch das allgemeine Prozedere der ehrenwerten Herren unseren asiatischen Kollegen gegenüber, die sofort in ihre Herkunftsländer abgeschoben werden, sobald sie krank werden und wie Pontius Pilatus sich die Hände in Unschuld waschen, indem sie schamlos auf spezielle Verträge zwischen dem Verband Deutscher Reeder und dessen Sklavenhändler auf den Philippinen, auf Kiribati oder sonst wo, verweisen.
Wobei hier vermerkt werden muss, dass die ITF, jene internationale Transportgewerkschaft der Seefahrt, die deutsche Flagge unter diesen Voraussetzungen zu den Billig- oder Piratenflaggen, zusammen mit Liberia, Panama, Vanuatu und Sri Lanka und anderen Bananenrepubliken, zählt.
In diesem spezifischen Fall man spricht nicht von irgendeinem Seefahrtregister, man spricht von Deutschland, okay?
Wir in den Seemannshäusern dieser Welt wissen nicht alles, wir wissen nur vieles und das ist sehr viel, wir haben sogar, falls nötig, Wege, nachzuforschen, denn „as a matter of fact“ haben wir Freunde und Kollegen fast überall, fast in jeder Reederei, in jeder Schiffsagentur, und wenn nicht gerade Freunde oder ehemalige Kollegen, dann eben ehemalige Saufkumpanen und das sowieso von Haus aus, okay?
Also versucht uns bitte nicht einzuschustern, ihr macht euch nur lächerlich dabei.
Okay? Okay!
Saludos, Amigos.
Un uomo vale tanto quanto il suo grado di rispetto e considerazione per gli altri.
I miei libri cartacei sono pubblicati da Amazon . com Le edizioni elettroniche da Amazon -Kindel.
La Storia di un Inceneritore.
La morte veglia su Monopoli -Bari La Motonave El Castillo La Motonave Condor Racconti di Mare
La Presidenta.
Seemannsgarn im Seemannsheim Vol 1
martedì 6 aprile 2010
DIE REISE
Aus "DER FALL MS:EL CASTILLO" ISBN 3-86516-375-0
….Die wahrhaft lustige Party fing erst am nächsten Nachmittag gegen 18 Uhr an, als den beiden Inspektoren aus Holland bei uns am Bord kamen.
Keiner der beide schien sich außerordentlich für das Schiff zu interessieren, die fragten noch nicht mal, warum wir im Dunkel saßen.
Die Tatsache, dass am Bord kein Licht brannte, schien für dem beiden, kein Problem zu sein, den sie waren nur gekommen um uns die zu See Fahrenden wie die Seereise ihrem Vorstellung zu folgen, hätte verlaufen sollen, sonst nichts.
Also, wir, den zu seefahrenden Helden, samt Ratten und Klabautermann, nachdem wir, die zusätzlichen Brennstofftanks im Laderaum eingebaut hatten, sollten nur so viel Brennstoff hier in Sousa Bunkern, um mit dem Schiff nach Port Said in Ägypten verhohlen zu können. Dort, wo man schon auf uns wartete, hätte man uns voll gebunkert und von dort aus, durch dem Suez Kanal sollten wir dann, bis nach Oman Fahren, dort angelangt, würde man erneut, voll Bunkern würde.
Dort hätten wir auch unsere Ladung an Bord genommen.
Unsere Fracht bestand aus 300 Tonnen leichte Parabellum Waffen und Munition.
Meine Fresse, der Typ hatte in der Tat, Parabellum gesagt, laute geklauten oder sonst wie abhandengekommenen Flinten, aus General Norman Schwartzkopf kleiner Spaziergang durch Kuwait und dem Irak.
Wahre Freude kam bei mir auf, als ich hörte wie der Rest unsere Seereise hätte verlaufen sollten, denn der Extravagante Mosaik kam langsam so zusammen wie ich es mir neulich, auf dem Kartentisch auf der Brücke vorgestellt hatte und der Kapitän, uns schon angedeutet hatte.
Von dem Tankerhafen aus also wären wir weiter nach Osten gefahren bis an der Küste Indiens, von wo aus, wir die zu Seefahrenden, mit einem Elegante Scharfes 90° Schwung nach Steuerbord weiter nach Süden hätten fahren sollen.
So, von dort aus, immer hübsch geradeaus wären wir dann, ganz weit nach unten, immer schön dem Weg der 70. Längengrades entlang bis zur dem 40. Breitengraden, auf dem andere Seite der Globus, Down Under so zu sagen, nur etwas weiter nach rechts, weiter gedackelt.
Dass man im fachkundigen Kreisen, diesen 40, Breitengraden vorm antarktischen Polargebiet, auf Grund der Mörderischwetter die "Roaring Forties" nannte, hatte keinem diesen Vollidioten gehört oder geahnt, ansonsten hätte die zweifelsohne die Klappe gehalten.
Ich kannte diesem Gebiet aus meinem Tanker Fahrten aus, daher war es mir bestens bekannt, und ich musste mir krampfhaft zusammen nehmen, um denen nicht ins Gesicht lauthals, zu lachen.
Bei dem 40. Breitengrade dann, mit noch Mals einem eleganten Schwung von 90° nach Steuerbord und nach Sir Chichester spüren, wir, die Sagaumworbenen zu Seefahrenden, falls noch am Leben, diesmal westwärts, mit die über 30 Jahren alte El Castillo die nur noch vom Rost und die Hand Gottes zusammengehalten wurde, gegen die herrschenden Winden und stürmischen See gehend, hätte, weit weg von Schuss jegliche Zivilisation und indiskreten Radar Augen der Küstenwachen, die äußerste Süd Afrika spitze in einen abstand von mindestens 200 Seemeilen passieren sollte.
Danach, was mir äußerst vernünftig erschien, denn ansonsten wären wir glattweg bis zum Kap Horn gefahren, hätten wir wiedermal sehr elegant und gekonnt, um 90 Grad nach Steuerbord drehen müssen.
Man oh man, ich spürte langsam, dass bei diesem Ewigen ständig Recht um Kontinente und Weltmeeren drehen, wie mir langsam auch dem Kopf drehte und wie ich, was mir noch nie in Leben geschehen war, langsam seekrank würde.
Es nützte aber alles nicht, Seekrankheit hin oder her, um nicht am Nordpol zu gelangen, hätten wir dann, bei Gibraltar angelangt, nochmals, am einem nach unser Schiffsname, nach BESATZUNGSZAHL und art der Ladung, an unsren Ausgang und was noch am wichtigsten war, weil eine UNO-Blockade gegen Jugoslawien, am unserem Bestimmungshafen in Mittelmeer, total uninteressierten, Gibraltar Traffic Control vorbei, um mit 90° nach Steuerbord um die Kurve gehen um dem von uns allem, längst hersehnte triumphaler Einzug im Mare Nostrum, voll beladen mit Parabellum Flinten für die Bosniaken zu vollziehen.
Dem Rest, im Anbetracht den Bisherigen Geleistetes, wäre ja ein Kinderspiel gewesen, denn, kurz nach Malta, oder grade vor dem Otranto Kanal, zwischen Italien und Albanien, unten dem Augen verschlafenen UNO Radar Beobachters und den blinde Hubschrauber Fliegers.
Unbemerkt von den Küstenwachen Motorboote der Italiener und Kriegsmarine der halben Welt, die um die Zeit, gerade jeder Quadratzentimeter dieses Gewässers unten schärfste Beobachtung hielten, wir, dem unerschrockenen zu Seefahrenden und Meisters UNO Blockadebrechers, hätten dann, umringt von einer Schar kleine Fischerboote, all die Parabellum Flinten in ihrer Fischräumen umgeladen.
Von einem der Skipper eine der Fischerboote hätten wir dann unserem Geld erhalten, und mit unserem Schiff dann, weiter bis vor die Küste Sizilien gedampft, und dort, bei Nacht, den alten und abgekämpften El Castillo, in 3000 Meter Wasser, ersofften.
Danach, mit dem Zodiac Schlauchboot mit Außenborder, der ebenfalls im Port Said am Bord gekommen gewesen wäre, wären wir so schnell wie möglich am Land Fahren, von wo aus, jeder für sich, seiner eigener Weg, wie wahren Meeresfreischärler, zurück in die Heimat hätte finden sollen..
So im etwa, nach all den Andeutungen der letzten Wochen, so hatte ich mir die Reise auch vorgestellt, aber ins geheim, nicht wirklich daran geglaubt, denn ich wollte Wahrscheinliche es einfach nicht wahr haben, dass auf dieser Welt, Seefahrers geben sollte, die mit den alten El Castillo, so eine Reise Planen oder durchführen wollten.
Nun war es aber amtlich, und ich musste mir zugeben, dass ich mir, in meiner Haut nicht wohl füllte.
Das Unwohlsein in mir, bezog sich nicht auf die Tatsache, dass nach vorsichtigeren Schätzungen, den beide Inspektoren zusammengezählt, gut, und gern um die 20 Jahre Knast alt waren, denn, das war für mich uninteressant.
Der Fakt, dass unsere Eumel, auf Grund sehr dringend Geschäften und Terminen nicht mit uns mit, fahren könnten, war auch neben Sache, denn im Grunde genommen, jedem, aber auch jeder Trottel dieser Welt, der in die Lage gewesen wäre, Links vom Recht zu unterscheiden, der wäre auch in die Lage gewesen so eine Reise zu Argonutisieren, und erfolgreich zu Ende zu führen.
Was am dieser ganze Story mir nicht gefiel, war viel mehr die Tatsache das am Ende der Reise, das Schiff vor der Küste Sizilien, hätten versenken sollen.
Das war, was mir stank: Unser unvermeidlichem Ende am Grund des Mare Nostrum, und der ist am manchen stellen über 3000 Meter Tief.
Mehr nicht.
>Verdammt viel Wasser, auf, einen einfachen Seemannsarsch<, dachte ich.
>Viel zu viel Wasser Großer Meister und sehr ungesund sogar<, hätte mir Bernt, bestimmt darauf, geantwortet.
Dieses Mal zu meinem Erstaunen, anstatt wie immer fast teilnahmslos da zu sitzen und fast gelangweilt zuzuhören, dieses Mal der gute alte Bernt ergriff als Erstem das Wort,
>Es ist machbar Franco, es wird einer verdammt langer Reise, die ist aber zu schaffen<.
>Machbar ist es schon Bernt<, antwortete ich nachdenklich.
Und jeder der Anwesenden, wohl angetan von der einfachen Kühnheit und dreiste Genialität des Planes, nickte zufrieden in die Runde.
>Sie scheinen nicht so ganz überzeugt, zu sein, Chief, stimmt etwas nicht >So, jetzt habe ich dich Freundchen<, dachte ich mir, und legte los.
Ich enthielt mir zum ixten Mal zu erklären, dass wir immer noch, so zu sagen, quasi beim Kerzenlicht schlafen gingen und dass wir bis dato noch keinem einzigen Ersatzteil am Bord geliefert bekommen hatten, behielt ich auch für mich.
Ich fragte auch nicht, wo zu Teufel dem versprochenen Stromgenerator war, dem neuen Luftkompressor, die neuer Lenzpumpen und der Rest, nein dass fragte ich nicht, denn all das, in Angesicht unser Mammut vorhaben, schien bei den Bakaluten nebensächlich, zu sein.
Statt dessen fragte ich in alle Ruhe, wo ich, dass Frischwasser für unsere bevorstehende Weltreise, hätte, Bunker sollen, und erinnerte denen, dass unser Bordvorrat, sich nur auf maximal 5000 Liter beschränkte.
Man oh Meter, und ob das ein Knall war, es knallte so heftig und so Laut, dass dem Bernt vor lautem Schreck, seiner Zigarette nicht mehr drehen konnte.
Ohne zu einer vernünftigere Lösung zu kommen, drehte er am seiner Zigarettenpapier herum und starr, fast erschrocken, schaute er mich entgeistert an. >Mit einem peinlichen Umgang mit dem Kostbares und lebenswichtigem Nass meine Herren«, -fuhr ich unbeirrt fort-, >werden wir eine Tonne Trinkwasser pro Tag gebrauchen, es sind also insgesamt, 90 Tonnen Frisch Wasser, wohin damit meine Herren<, fragte ich rabiat in die Runde.
>Verdammt noch mal, wir haben unsere Trinkwasser vergessen, wie soll ich bloß Kochen<, fragte mich Joos, unsere Koch um seine Erbsensuppe besorgt.
>Wo hin damit<, fragte sich Hans unser Steuermann und nach der stand der Dinge, unsere angehenden Kapitän, nachdenklich.
>Ich hab’s<, meldete sich wieder Bernt - >wir bestellen uns zwei Extra Tanks a 45 Tonnen und setzen sie im Laderaum<.
>Das geht nicht Bernt, der Laderaum ist zu klein, wir hätten dann kein Platz mehr für die Flinten<, konterte ich, nicht grade freundlich.
>OK. , jetzt bloß nicht dem Kopf verlieren<, förderte unser ausscheidenden Kapitän, der aber noch dem obersten Boss der Gesamten Joint Venture, „Geklauten Ami Flinten für den Bosniaken“ war, in die nun aufgebrachte Meute hinein.
>Wir werden das Wasser in Flaschen bestellen, und in die leeren Kabinen Stauen, das ist die Lösung<, dekretierte der Trottel.
>Das ist einer sehr vernünftiger Vorschlag, das macht also 45000 Flaschen a Zwei Liter, oder 7500 Kisten a 6 Flaschen, und das alles sollen, wir in zwei kleine Kabinen von gerade 24 Kubikmeter, stauen? Zum Ersten sind die Kabinen dafür zu klein, und zum Zweiten, hat jemand von euch meine Herren an den Reise Proviant gedacht? Ich spreche, von jenen 1600 Mahlzeiten, dass Joos zubereiten wird, wohin damit, und noch was, meine Herren, den, ich bin, beim Leibe, noch lange nicht fertig<, - knurrte ich sie alle, rabiat an -, >wo zu Teufel noch mal, soll ich, die 4000 Liter Schmieröl die ich am Hauptmotor voraussichtlich verbraten werde, wohl Bunkern, unten wesen Koje soll ich die Ölfasser stauen meine HerrenAlleluja, dieser letzte Satz von mir klang, in der Stille des toten Schiffes, wie der finale Gnadenschuss, für das sterbende Schiff.
Keine der Anwesenden sprach ein Wort, Cesar schaute sich hilflos und verloren in die Totenstillem Runde um, denn wir hatte alle Deutsch gesprochen und er verstand kein Wort davon.
Bernt nach dem kurzlebigen Frohlocken seinem Gehirn von vorher war nach Meinen letzter Monolog wieder in sich gesunken, und apathisch, mit dem typische toten Blick einem halbvergammelten Rotbarsch saß er nun da und schien im Gedanken, wieder mal, bei Bier und reichlich Metaxa, bei Stella an der Theke, zu sein..
Der Joos sah auch, nicht gerade glücklich aus, er überlegte wohl, wie zum Teufel einen Koch ohne Wasser und ohne Proviant hätte Kochen könnte.
Den beiden Inspektoren, die so wie so, was wohl für eine Schiffsbesatzung ohne Trinkwasser am Bord, auf See zu sein keine Ahnung hatten oder was das bedeutet,, taten wenigstes so, als ob sie es doch wussten, und, um eine Losung suchend, sich wenigstens Mühe gaben, intelligent auszuschauen und hielten die Klappe.
Nun war der Herr, der Ganzes dran, er musste, nun langsam sich äußern, als Kapitän, ein Machtwort, zu sprechen, den alles und aller rettende Einfall, zu haben, der saß aber da, Kerzengrade auf seinem Stuhl, und gab keinen Ton vor sich.
Hans war meiner Meinung nach, der vernünftiger von denen alle, ich schätzte ihm sehr, denn was er im punkto Schiff sagte, war immer wohl überlegt, und hatte immer Hand und Fuß gehabt, denn er war weder Lebensmüde, noch war er ein Fantast, und er hatte einer Lösung parat.
>Was hältst du davon Franco, wenn wir über die Brennstofftanks im Laderaum einer Art zwischen Deck für die Ladung und der Proviant bauen würden, dann konnten wir ohne weiteres noch zwei oder drei zusätzlichen Tanks für das Frischwasser unten in Raum einbauen, oder>Das klingt vernünftig Hans, anderes geht es ja gar nicht, wir brauchen aber Zeit um es zu verwirkliche und bis heute wir haben gar nicht gemacht, dafür brauchen wir jeder Menge Stahlträgers, und Zeit Hans, viel Zeit, die Reise muss verschoben werden, anderes geht es gar nicht<, antwortete ich, und schaute zum Kapitän hinüber.
>Wat nun, KapitänDer Kapitän hatte der ganzen Zeit Kerzengrade da gesessen, regungslos, ohne ein Wort zu sagen, saß er da und schien im Gedanken abwesend zu sein.
Seine Seifenblasen Traum vom schnellen Geld schien mir, ohne noch nicht mal peng gemacht zu haben, in seinem Kopf geplatzt, zu sein und ihn die Sprache geraubt, zu haben, denn er gab immer noch keinem Ton vor sich.
Wie alle anderen hielt ich von da an auch die Klappe und wartete auf seine Erleuchtenden wegweisenden Satz, der nun zwangsläufig, aus solch erhabenem Mud, kommen musste.
>Der Chief hat recht, wir müssen die Reise verschieben, ja, verschieben, so geht es nicht, unsere Geschäftsfreunde würden mit uns kein einziges Wort mehr reden wollen, wenn wir dieser Operation vermasseln, wir müssen also<, -erklärte uns der Kapitän des Schiffes, nach reifer Überlegung, - >mit unseren Partnern in Oman reden, am besten fliege ich gleich Morgen selbst dort hin, während ihr beiden<, -sagte dann zu den Inspektoren - >ihr werden auch, morgen zurück nach Holland Fliegen, und dem Empfängers Vertreter für mindestens noch vier Wochen beruhigen. Sie Chief, sie werden ebenfalls den nächsten Tagen nach Rotterdam fliegen müssen, sie werden von mir ein paar Adressen und ein Telefon Nummer bekommen, besorgen sie sich alles was sie brauchen, um das Schiff, seeklar zumachen, dann kommen sie wieder zurück und Bauen die Anlage zusammen, und du Hans, du suchst dir, aus was du brauchst, und fängst mit der Bestellung an. Die Tanks werden bald hier sein, wir werden wohl Landhilfe nehmen und in ein paar Tagen alles zusammenbauen und dann werden wir endlich Auslaufen. Können.
Augh, der große Häuptling hatte gesprochen, jeder war zufrieden, und fieberte die lang ersehende Weltreise wohlgefällig entgegen.
Dieser niederträchtige nautische Affe, all wissend, unerschrockener Schweinehund.
Er der Gönner.
Er der großzügige Samariter gestrandeten Seefahrers.
Er, der ohne mit dem Wimpern zu zücken, auf Grund seiner persönliche Interessen, kaltblütig, ohne weiteres, ne ganze Besatzung im dem Sicherem tot geschickt hätte, auf Grund Unwiderrufliche ihm wohl bekanten technische Tatsachen, hatte er nun einer Entscheidung getroffen und erhaben und allwissend, seine unwiderrufliche Anordnung kundgegeben.
>Elegant<, dachte ich mir, meinem finsteren Gedanken zum Trotz, viel besser hätte das Ganze für mich gar nicht ausgehen können.
Meinem Geld hatte ich schon im Sack und in dem nächsten Tage auch einen Flugschein nach Amsterdam zurück noch dazu.
Toll, das Gespenst einer weiteren Aufenthalt, bei der Heils Armee, war, erst mal abgewehrt worden, denn ich hatte genügend Bares vorhanden, um mir in die Algarve Pension einquartieren zu können.
Mir, in alle Ruhe um ein besseres Schiff umzuschauen, und mit Karla, falls wir doch nicht vorher irgendwo absackten, und völlig angezogen, wie immer, in irgendein Hotel landeten, bumsen.
Mir zu überlegen, ob es doch, im Anbetracht der Seefahrt Lage, nicht besser gewesen wäre, wieder mal nach old Germany, sozusagen Heim im Reich, in das Land, wo Milch und Honig fließen, in das Land der Dichter und Denkern, wo noch Ordnung und Fachmännischen können das Land Souverän regieren.
Das alles stand mir auf ein Mal zur Wahl, schlagartig, von einem Moment zu dem andren hatte sich alles zu meiner Gunst geändert.
Vorher sah ich mir, falls ich doch mitgemacht hätte, noch auf See jämmerlich verrecken, oder bestenfalls auf Jahre hinaus irgendwo im Knast, zu landen und nun kaum ein paar Minuten später, wegen ein paar Lächerliche fällenden Tonnen Trinkwasser, dem Proviant für die lange Reise und lächerliche 4000 Liter Schmieröl, eine rosige Zukunftsperspektive, genauso rosig und einladend wie Karla, breitete sich vor mir aus, und wartete nur darauf angenommen, zu werden.
Der Meeting war zum Ende, der Erste, der wahrhaft Einzige aller Erste Meeting am Bord, der MS. El Castillo, wo zum ersten Mal, um alles oder nicht ging, wurde auch der Letzte sein, und ich fragte mir immer noch, warum ich, zu Teufel noch mal, nach Rotterdam, um etwas, dass ich auch im Dorf, bei der kleiner Eisenwarenhändler besorgen könnte, hätte Fliegen sollte.
….Die wahrhaft lustige Party fing erst am nächsten Nachmittag gegen 18 Uhr an, als den beiden Inspektoren aus Holland bei uns am Bord kamen.
Keiner der beide schien sich außerordentlich für das Schiff zu interessieren, die fragten noch nicht mal, warum wir im Dunkel saßen.
Die Tatsache, dass am Bord kein Licht brannte, schien für dem beiden, kein Problem zu sein, den sie waren nur gekommen um uns die zu See Fahrenden wie die Seereise ihrem Vorstellung zu folgen, hätte verlaufen sollen, sonst nichts.
Also, wir, den zu seefahrenden Helden, samt Ratten und Klabautermann, nachdem wir, die zusätzlichen Brennstofftanks im Laderaum eingebaut hatten, sollten nur so viel Brennstoff hier in Sousa Bunkern, um mit dem Schiff nach Port Said in Ägypten verhohlen zu können. Dort, wo man schon auf uns wartete, hätte man uns voll gebunkert und von dort aus, durch dem Suez Kanal sollten wir dann, bis nach Oman Fahren, dort angelangt, würde man erneut, voll Bunkern würde.
Dort hätten wir auch unsere Ladung an Bord genommen.
Unsere Fracht bestand aus 300 Tonnen leichte Parabellum Waffen und Munition.
Meine Fresse, der Typ hatte in der Tat, Parabellum gesagt, laute geklauten oder sonst wie abhandengekommenen Flinten, aus General Norman Schwartzkopf kleiner Spaziergang durch Kuwait und dem Irak.
Wahre Freude kam bei mir auf, als ich hörte wie der Rest unsere Seereise hätte verlaufen sollten, denn der Extravagante Mosaik kam langsam so zusammen wie ich es mir neulich, auf dem Kartentisch auf der Brücke vorgestellt hatte und der Kapitän, uns schon angedeutet hatte.
Von dem Tankerhafen aus also wären wir weiter nach Osten gefahren bis an der Küste Indiens, von wo aus, wir die zu Seefahrenden, mit einem Elegante Scharfes 90° Schwung nach Steuerbord weiter nach Süden hätten fahren sollen.
So, von dort aus, immer hübsch geradeaus wären wir dann, ganz weit nach unten, immer schön dem Weg der 70. Längengrades entlang bis zur dem 40. Breitengraden, auf dem andere Seite der Globus, Down Under so zu sagen, nur etwas weiter nach rechts, weiter gedackelt.
Dass man im fachkundigen Kreisen, diesen 40, Breitengraden vorm antarktischen Polargebiet, auf Grund der Mörderischwetter die "Roaring Forties" nannte, hatte keinem diesen Vollidioten gehört oder geahnt, ansonsten hätte die zweifelsohne die Klappe gehalten.
Ich kannte diesem Gebiet aus meinem Tanker Fahrten aus, daher war es mir bestens bekannt, und ich musste mir krampfhaft zusammen nehmen, um denen nicht ins Gesicht lauthals, zu lachen.
Bei dem 40. Breitengrade dann, mit noch Mals einem eleganten Schwung von 90° nach Steuerbord und nach Sir Chichester spüren, wir, die Sagaumworbenen zu Seefahrenden, falls noch am Leben, diesmal westwärts, mit die über 30 Jahren alte El Castillo die nur noch vom Rost und die Hand Gottes zusammengehalten wurde, gegen die herrschenden Winden und stürmischen See gehend, hätte, weit weg von Schuss jegliche Zivilisation und indiskreten Radar Augen der Küstenwachen, die äußerste Süd Afrika spitze in einen abstand von mindestens 200 Seemeilen passieren sollte.
Danach, was mir äußerst vernünftig erschien, denn ansonsten wären wir glattweg bis zum Kap Horn gefahren, hätten wir wiedermal sehr elegant und gekonnt, um 90 Grad nach Steuerbord drehen müssen.
Man oh man, ich spürte langsam, dass bei diesem Ewigen ständig Recht um Kontinente und Weltmeeren drehen, wie mir langsam auch dem Kopf drehte und wie ich, was mir noch nie in Leben geschehen war, langsam seekrank würde.
Es nützte aber alles nicht, Seekrankheit hin oder her, um nicht am Nordpol zu gelangen, hätten wir dann, bei Gibraltar angelangt, nochmals, am einem nach unser Schiffsname, nach BESATZUNGSZAHL und art der Ladung, an unsren Ausgang und was noch am wichtigsten war, weil eine UNO-Blockade gegen Jugoslawien, am unserem Bestimmungshafen in Mittelmeer, total uninteressierten, Gibraltar Traffic Control vorbei, um mit 90° nach Steuerbord um die Kurve gehen um dem von uns allem, längst hersehnte triumphaler Einzug im Mare Nostrum, voll beladen mit Parabellum Flinten für die Bosniaken zu vollziehen.
Dem Rest, im Anbetracht den Bisherigen Geleistetes, wäre ja ein Kinderspiel gewesen, denn, kurz nach Malta, oder grade vor dem Otranto Kanal, zwischen Italien und Albanien, unten dem Augen verschlafenen UNO Radar Beobachters und den blinde Hubschrauber Fliegers.
Unbemerkt von den Küstenwachen Motorboote der Italiener und Kriegsmarine der halben Welt, die um die Zeit, gerade jeder Quadratzentimeter dieses Gewässers unten schärfste Beobachtung hielten, wir, dem unerschrockenen zu Seefahrenden und Meisters UNO Blockadebrechers, hätten dann, umringt von einer Schar kleine Fischerboote, all die Parabellum Flinten in ihrer Fischräumen umgeladen.
Von einem der Skipper eine der Fischerboote hätten wir dann unserem Geld erhalten, und mit unserem Schiff dann, weiter bis vor die Küste Sizilien gedampft, und dort, bei Nacht, den alten und abgekämpften El Castillo, in 3000 Meter Wasser, ersofften.
Danach, mit dem Zodiac Schlauchboot mit Außenborder, der ebenfalls im Port Said am Bord gekommen gewesen wäre, wären wir so schnell wie möglich am Land Fahren, von wo aus, jeder für sich, seiner eigener Weg, wie wahren Meeresfreischärler, zurück in die Heimat hätte finden sollen..
So im etwa, nach all den Andeutungen der letzten Wochen, so hatte ich mir die Reise auch vorgestellt, aber ins geheim, nicht wirklich daran geglaubt, denn ich wollte Wahrscheinliche es einfach nicht wahr haben, dass auf dieser Welt, Seefahrers geben sollte, die mit den alten El Castillo, so eine Reise Planen oder durchführen wollten.
Nun war es aber amtlich, und ich musste mir zugeben, dass ich mir, in meiner Haut nicht wohl füllte.
Das Unwohlsein in mir, bezog sich nicht auf die Tatsache, dass nach vorsichtigeren Schätzungen, den beide Inspektoren zusammengezählt, gut, und gern um die 20 Jahre Knast alt waren, denn, das war für mich uninteressant.
Der Fakt, dass unsere Eumel, auf Grund sehr dringend Geschäften und Terminen nicht mit uns mit, fahren könnten, war auch neben Sache, denn im Grunde genommen, jedem, aber auch jeder Trottel dieser Welt, der in die Lage gewesen wäre, Links vom Recht zu unterscheiden, der wäre auch in die Lage gewesen so eine Reise zu Argonutisieren, und erfolgreich zu Ende zu führen.
Was am dieser ganze Story mir nicht gefiel, war viel mehr die Tatsache das am Ende der Reise, das Schiff vor der Küste Sizilien, hätten versenken sollen.
Das war, was mir stank: Unser unvermeidlichem Ende am Grund des Mare Nostrum, und der ist am manchen stellen über 3000 Meter Tief.
Mehr nicht.
>Verdammt viel Wasser, auf, einen einfachen Seemannsarsch<, dachte ich.
>Viel zu viel Wasser Großer Meister und sehr ungesund sogar<, hätte mir Bernt, bestimmt darauf, geantwortet.
Dieses Mal zu meinem Erstaunen, anstatt wie immer fast teilnahmslos da zu sitzen und fast gelangweilt zuzuhören, dieses Mal der gute alte Bernt ergriff als Erstem das Wort,
>Es ist machbar Franco, es wird einer verdammt langer Reise, die ist aber zu schaffen<.
>Machbar ist es schon Bernt<, antwortete ich nachdenklich.
Und jeder der Anwesenden, wohl angetan von der einfachen Kühnheit und dreiste Genialität des Planes, nickte zufrieden in die Runde.
>Sie scheinen nicht so ganz überzeugt, zu sein, Chief, stimmt etwas nicht >So, jetzt habe ich dich Freundchen<, dachte ich mir, und legte los.
Ich enthielt mir zum ixten Mal zu erklären, dass wir immer noch, so zu sagen, quasi beim Kerzenlicht schlafen gingen und dass wir bis dato noch keinem einzigen Ersatzteil am Bord geliefert bekommen hatten, behielt ich auch für mich.
Ich fragte auch nicht, wo zu Teufel dem versprochenen Stromgenerator war, dem neuen Luftkompressor, die neuer Lenzpumpen und der Rest, nein dass fragte ich nicht, denn all das, in Angesicht unser Mammut vorhaben, schien bei den Bakaluten nebensächlich, zu sein.
Statt dessen fragte ich in alle Ruhe, wo ich, dass Frischwasser für unsere bevorstehende Weltreise, hätte, Bunker sollen, und erinnerte denen, dass unser Bordvorrat, sich nur auf maximal 5000 Liter beschränkte.
Man oh Meter, und ob das ein Knall war, es knallte so heftig und so Laut, dass dem Bernt vor lautem Schreck, seiner Zigarette nicht mehr drehen konnte.
Ohne zu einer vernünftigere Lösung zu kommen, drehte er am seiner Zigarettenpapier herum und starr, fast erschrocken, schaute er mich entgeistert an. >Mit einem peinlichen Umgang mit dem Kostbares und lebenswichtigem Nass meine Herren«, -fuhr ich unbeirrt fort-, >werden wir eine Tonne Trinkwasser pro Tag gebrauchen, es sind also insgesamt, 90 Tonnen Frisch Wasser, wohin damit meine Herren<, fragte ich rabiat in die Runde.
>Verdammt noch mal, wir haben unsere Trinkwasser vergessen, wie soll ich bloß Kochen<, fragte mich Joos, unsere Koch um seine Erbsensuppe besorgt.
>Wo hin damit<, fragte sich Hans unser Steuermann und nach der stand der Dinge, unsere angehenden Kapitän, nachdenklich.
>Ich hab’s<, meldete sich wieder Bernt - >wir bestellen uns zwei Extra Tanks a 45 Tonnen und setzen sie im Laderaum<.
>Das geht nicht Bernt, der Laderaum ist zu klein, wir hätten dann kein Platz mehr für die Flinten<, konterte ich, nicht grade freundlich.
>OK. , jetzt bloß nicht dem Kopf verlieren<, förderte unser ausscheidenden Kapitän, der aber noch dem obersten Boss der Gesamten Joint Venture, „Geklauten Ami Flinten für den Bosniaken“ war, in die nun aufgebrachte Meute hinein.
>Wir werden das Wasser in Flaschen bestellen, und in die leeren Kabinen Stauen, das ist die Lösung<, dekretierte der Trottel.
>Das ist einer sehr vernünftiger Vorschlag, das macht also 45000 Flaschen a Zwei Liter, oder 7500 Kisten a 6 Flaschen, und das alles sollen, wir in zwei kleine Kabinen von gerade 24 Kubikmeter, stauen? Zum Ersten sind die Kabinen dafür zu klein, und zum Zweiten, hat jemand von euch meine Herren an den Reise Proviant gedacht? Ich spreche, von jenen 1600 Mahlzeiten, dass Joos zubereiten wird, wohin damit, und noch was, meine Herren, den, ich bin, beim Leibe, noch lange nicht fertig<, - knurrte ich sie alle, rabiat an -, >wo zu Teufel noch mal, soll ich, die 4000 Liter Schmieröl die ich am Hauptmotor voraussichtlich verbraten werde, wohl Bunkern, unten wesen Koje soll ich die Ölfasser stauen meine HerrenAlleluja, dieser letzte Satz von mir klang, in der Stille des toten Schiffes, wie der finale Gnadenschuss, für das sterbende Schiff.
Keine der Anwesenden sprach ein Wort, Cesar schaute sich hilflos und verloren in die Totenstillem Runde um, denn wir hatte alle Deutsch gesprochen und er verstand kein Wort davon.
Bernt nach dem kurzlebigen Frohlocken seinem Gehirn von vorher war nach Meinen letzter Monolog wieder in sich gesunken, und apathisch, mit dem typische toten Blick einem halbvergammelten Rotbarsch saß er nun da und schien im Gedanken, wieder mal, bei Bier und reichlich Metaxa, bei Stella an der Theke, zu sein..
Der Joos sah auch, nicht gerade glücklich aus, er überlegte wohl, wie zum Teufel einen Koch ohne Wasser und ohne Proviant hätte Kochen könnte.
Den beiden Inspektoren, die so wie so, was wohl für eine Schiffsbesatzung ohne Trinkwasser am Bord, auf See zu sein keine Ahnung hatten oder was das bedeutet,, taten wenigstes so, als ob sie es doch wussten, und, um eine Losung suchend, sich wenigstens Mühe gaben, intelligent auszuschauen und hielten die Klappe.
Nun war der Herr, der Ganzes dran, er musste, nun langsam sich äußern, als Kapitän, ein Machtwort, zu sprechen, den alles und aller rettende Einfall, zu haben, der saß aber da, Kerzengrade auf seinem Stuhl, und gab keinen Ton vor sich.
Hans war meiner Meinung nach, der vernünftiger von denen alle, ich schätzte ihm sehr, denn was er im punkto Schiff sagte, war immer wohl überlegt, und hatte immer Hand und Fuß gehabt, denn er war weder Lebensmüde, noch war er ein Fantast, und er hatte einer Lösung parat.
>Was hältst du davon Franco, wenn wir über die Brennstofftanks im Laderaum einer Art zwischen Deck für die Ladung und der Proviant bauen würden, dann konnten wir ohne weiteres noch zwei oder drei zusätzlichen Tanks für das Frischwasser unten in Raum einbauen, oder>Das klingt vernünftig Hans, anderes geht es ja gar nicht, wir brauchen aber Zeit um es zu verwirkliche und bis heute wir haben gar nicht gemacht, dafür brauchen wir jeder Menge Stahlträgers, und Zeit Hans, viel Zeit, die Reise muss verschoben werden, anderes geht es gar nicht<, antwortete ich, und schaute zum Kapitän hinüber.
>Wat nun, KapitänDer Kapitän hatte der ganzen Zeit Kerzengrade da gesessen, regungslos, ohne ein Wort zu sagen, saß er da und schien im Gedanken abwesend zu sein.
Seine Seifenblasen Traum vom schnellen Geld schien mir, ohne noch nicht mal peng gemacht zu haben, in seinem Kopf geplatzt, zu sein und ihn die Sprache geraubt, zu haben, denn er gab immer noch keinem Ton vor sich.
Wie alle anderen hielt ich von da an auch die Klappe und wartete auf seine Erleuchtenden wegweisenden Satz, der nun zwangsläufig, aus solch erhabenem Mud, kommen musste.
>Der Chief hat recht, wir müssen die Reise verschieben, ja, verschieben, so geht es nicht, unsere Geschäftsfreunde würden mit uns kein einziges Wort mehr reden wollen, wenn wir dieser Operation vermasseln, wir müssen also<, -erklärte uns der Kapitän des Schiffes, nach reifer Überlegung, - >mit unseren Partnern in Oman reden, am besten fliege ich gleich Morgen selbst dort hin, während ihr beiden<, -sagte dann zu den Inspektoren - >ihr werden auch, morgen zurück nach Holland Fliegen, und dem Empfängers Vertreter für mindestens noch vier Wochen beruhigen. Sie Chief, sie werden ebenfalls den nächsten Tagen nach Rotterdam fliegen müssen, sie werden von mir ein paar Adressen und ein Telefon Nummer bekommen, besorgen sie sich alles was sie brauchen, um das Schiff, seeklar zumachen, dann kommen sie wieder zurück und Bauen die Anlage zusammen, und du Hans, du suchst dir, aus was du brauchst, und fängst mit der Bestellung an. Die Tanks werden bald hier sein, wir werden wohl Landhilfe nehmen und in ein paar Tagen alles zusammenbauen und dann werden wir endlich Auslaufen. Können.
Augh, der große Häuptling hatte gesprochen, jeder war zufrieden, und fieberte die lang ersehende Weltreise wohlgefällig entgegen.
Dieser niederträchtige nautische Affe, all wissend, unerschrockener Schweinehund.
Er der Gönner.
Er der großzügige Samariter gestrandeten Seefahrers.
Er, der ohne mit dem Wimpern zu zücken, auf Grund seiner persönliche Interessen, kaltblütig, ohne weiteres, ne ganze Besatzung im dem Sicherem tot geschickt hätte, auf Grund Unwiderrufliche ihm wohl bekanten technische Tatsachen, hatte er nun einer Entscheidung getroffen und erhaben und allwissend, seine unwiderrufliche Anordnung kundgegeben.
>Elegant<, dachte ich mir, meinem finsteren Gedanken zum Trotz, viel besser hätte das Ganze für mich gar nicht ausgehen können.
Meinem Geld hatte ich schon im Sack und in dem nächsten Tage auch einen Flugschein nach Amsterdam zurück noch dazu.
Toll, das Gespenst einer weiteren Aufenthalt, bei der Heils Armee, war, erst mal abgewehrt worden, denn ich hatte genügend Bares vorhanden, um mir in die Algarve Pension einquartieren zu können.
Mir, in alle Ruhe um ein besseres Schiff umzuschauen, und mit Karla, falls wir doch nicht vorher irgendwo absackten, und völlig angezogen, wie immer, in irgendein Hotel landeten, bumsen.
Mir zu überlegen, ob es doch, im Anbetracht der Seefahrt Lage, nicht besser gewesen wäre, wieder mal nach old Germany, sozusagen Heim im Reich, in das Land, wo Milch und Honig fließen, in das Land der Dichter und Denkern, wo noch Ordnung und Fachmännischen können das Land Souverän regieren.
Das alles stand mir auf ein Mal zur Wahl, schlagartig, von einem Moment zu dem andren hatte sich alles zu meiner Gunst geändert.
Vorher sah ich mir, falls ich doch mitgemacht hätte, noch auf See jämmerlich verrecken, oder bestenfalls auf Jahre hinaus irgendwo im Knast, zu landen und nun kaum ein paar Minuten später, wegen ein paar Lächerliche fällenden Tonnen Trinkwasser, dem Proviant für die lange Reise und lächerliche 4000 Liter Schmieröl, eine rosige Zukunftsperspektive, genauso rosig und einladend wie Karla, breitete sich vor mir aus, und wartete nur darauf angenommen, zu werden.
Der Meeting war zum Ende, der Erste, der wahrhaft Einzige aller Erste Meeting am Bord, der MS. El Castillo, wo zum ersten Mal, um alles oder nicht ging, wurde auch der Letzte sein, und ich fragte mir immer noch, warum ich, zu Teufel noch mal, nach Rotterdam, um etwas, dass ich auch im Dorf, bei der kleiner Eisenwarenhändler besorgen könnte, hätte Fliegen sollte.
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